Scusate la monotonia, ma la sessione di settembre, come qualsiasi altra sessione, non porta mai grosse novità, anche perché mi sono auto-confinata all'interno di queste mura.
Le serate di studio solitario poi, sono veramente le più sfiancanti. Mentalmente si intende. Mica perché si combini qualcosa: sono 3 giorni che non riesco a combinare niente. E mi sento in colpa a distrarmi, ad andare in giro e non pensarci. Quindi resto inchiodata alla scrivania e spero che i concetti mi entrino in testa per osmosi se non per altro.
E' una di quelle sere in cui sarei disposta a parlare con chiunque e di qualunque cosa, ma non lo faccio perché in realtà non ho nulla di interessante da dire. I social network, in questi periodi di noia, sono un'arma a doppio taglio: riempiono i tempi morti con le loro cazzate, ma alla fine diventa un loop noioso pure quello. E poi non mi va di attaccare bottone con qualcuno.
"Sei contropallata"
La mia amica Orange definiva così questo stato di noia e apatia, nonché alienazione totale dalla vita,quando eravamo al liceo. Calza a pennello. E' una smania come quella dei bambini piccoli quando stanno spuntando i dentini.
Ma la cosa più brutta è che non riesco più nemmeno a toccare un libro che non sia un libro universitario. L'unica cosa che mi vien bene in questi momenti è pensare.
Pensare a qualcosa che esuli del tutto dalle materie di studio, ovviamente. E quindi uno pensa alla vita, all'universo e tutto quanto, poi guarda la nuova fiamma di Caio e Sempronio, pensa all'amore, alle relazioni, alla politica internazionale.
In altre parole, svariono. E svariono a una velocità supersonica
| Questo è quello che succede quando qualcosa infrange la barriera del suono. Si chiamano singolarità, me le ha spiegate il MioUomo stamattina. Mi piace immaginarmi così quando svariono a velocità supersoniche. |
Mi sembra d'essere nell'Ulysses di Joyce, che non ho letto se non per qualche punto al liceo.
E sono fortunata ad avere il frigo vuoto, sennò ingollerei qualsiasi cosa pur di fare qualcosa.
Ma se leggere non aiuta più, direi che pigiare tasti in una parvenza d'ordine di senso compiuto è parecchio terapeutico.
Bah. Sarà che domani cambia il tempo. Sarà la sindrome pre-mestruale.
Sono basita. Da me stessa, dallo studio che non va,e da questa situazione.
Alex V