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martedì 24 settembre 2013

Impressioni di settembre #2

Tanto per finire con il discorso dello scorso post: ho espresso il mio entusiasmo progressista e di sinistra con anticlericalisti convinti e mi sento rispondere che loro sì, qualcosa hanno sentito, ma che sicuramente c'è sotto qualcosa, chissà che interessi finanziari, è una manovra per irretire più gente, e comunque la Chiesa non paga le tasse.
Sì, ho capito, ma mica stiamo dicendo che è perfetta: stiamo dicendo che ha mostrato un'apertura inaspettata, che potrebbe portare a un miglioramento personale e collettivo. 
-No, è una mossa strategica: vogliono avere più persone che la pensano come loro, per fargli il lavaggio del cervello.
Alla faccia delle teorie del complotto!
- Tutta questa cosa del papa è una farsa per farsi pubblicità. Chissenefrega di quello che dice il papa, tanto io non sono d'accordo e sarò sempre contro:la Chiesa deve essere abolita e punto.

Va bene, adesso sono molto inquieta. Perché penso al problema della tolleranza, al bisogno di superare il concetto del "sei diverso allora ti escludo" per arrivare a far sì che ogni singolo possa arricchire la società e arricchirsi a sua volta attraverso la società. E se qualcuno mi dice che è intenzionato a raggiungere il mio stesso obiettivo, in questo caso una società basata sul rispetto per il prossimo e sul dialogo, non perché imposto da fuori, ma perché scaturente da un'etica comune, non me ne frega proprio niente se quel qualcuno che mi dice questo si chiama Chiesa, si chiama Stato o si chiama Pincopallino: condividiamo un obiettivo comune, e possiamo darci una mano in quel senso. Non è che perché Pincopallino mi sta antipatico allora ha torto a prescindere da quello che dice. 
Idem la Chiesa: non è che perché non paga le tasse allora va osteggiata aprioristicamente. Soprattutto quando per una volta si mostra più aperta e lungimirante di chi sostiene di essere aperto e lungimirante per tradizione (leggi: Pd).

E poi penso che "aprioristicamente" sia davvero una brutta parola.

Alex V

lunedì 23 settembre 2013

Impressioni di settembre

Cartesio diceva che, nel dubbio, è bene imboccare la strada intermedia tra le due posizioni estreme: in questo modo,seppur non si può star certi di essersi avvicinati alla verità, almeno non si cadrà troppo in errore.
Detto questo, secondo me non si è parlato abbastanza alle parole dell'ultima intervista del papa. Almeno qui in provincia. Soprattutto qui in provincia.
Soprattutto quando a me sembrano parole rivoluzionarie, destinate a cambiare radicalmente la Chiesa Cattolica e l'idea di Chiesa Cattolica. E anche la società. E in particolare (stasera voglio proprio strafare) le dinamiche di provincia.
Facciamo un sunto dei punti salienti: 
-"io sono un peccatore"
-"i ministri della Chiesa devono essere prima di tutto ministri di misericordia"
-"se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla"
-una donna che ha abortito ma è pentita può andare avanti nel suo cammino cristiano
Quello che trovo fenomenale è, per la prima volta in un papa, e anche per la prima volta in un politico attuale, il rispetto della scelta. Quell'"io non sono nessuno per giudicarti", quella visione che vuole essere d'insieme e non essere limitata e pretestuosa (se hai fatto questo allora sei questo, punto e stop).
A prescindere dal piano religioso-spirituale di ognuno, mi auguro uno scossone a livello di vita quotidiana: persone mentalmente chiuse non potranno più nascondersi dietro un dito e dire con la loro aria di presunta superiorità "io sono cattolico, questo mi legittima a pensare che i gay non dovrebbero esistere e che ti devo impedire a tutti i costi di abortire*, e che se riesci a farlo allora non sei altro che un'assassina e vai emarginata dalla società". La fede non ti legittima proprio per niente, anzi. Semmai dovrebbe portarti ad assumere un atteggiamento conciliante verso la presunta " pecorella smarrita". E soprattutto, piantatela di giudicare a destra e a manca. Neanche foste il papa. Che,comunque, non è nessuno per giudicare. Ipse dixit.
Secondo me, potremmo davvero essere sulla strada giusta perché Chiesa e spirito cristiano smettano di essere una dicotomia e tornino un tutt'uno, per il bene di tutti i credenti e di chi sta loro intorno (io, ad esempio). 
Secondo me, andrebbe a vantaggio di tutti, cattolici e non cattolici, cristiani e non cristiani. 
E pensare che si parlò molto più di Chiesa quando Ratzinger ha tolto il Limbo!

Alex V

domenica 22 settembre 2013

Epilogo della storia del Fantacalcio

Cause di forza maggiore (pigrizia imperante e un computer così lento che quando lo accendo posso usarlo come timer per la cottura del ragù) mi hanno impedito di aggiornare il blog. Quindi comincio ora con la conclusione della vicenda del fantacalcio.

Dopo una maratona di insulti e prediche durata quasi 48 ore e un lavaggio del cervello che al confronto la cura Ludovico è un trattamento dolce, permetto magnanimamente al MioUomo di andare a fare il fantacalcio con gli amici, che hanno iniziato a insultarlo anche loro, visto che "c'è gente che è venuta apposta apposta da vattelapesca' in culo dove e sta solo 24 h per fare il fantacalcio". Quindi, nonostante l'abbia già rinnegato più volte e il solo pensiero gli provochi ittero, nausea, cefalea e pure due palle così 

, il MioUomo è andato a fare il fantacalcio. Al suo ritorno, (non penserete mica che tutto quello successo finora fosse la punizione? Quello era solo un riscaldamento...#ameleErinnimifannounbaffo)
viene applicata la pena Lisistrata:
Con tanto di pomeriggio all'Ikea a comprare i mobili per la casa nuova, ché non posso mica vivere senza specchio in camera io, eh. Segue assetto definitivo di mobilio e pulizia generale della casa (perché *novità delle novità* abbiamo pure cambiato casa), mentre io do disposizioni dalla poltrona e lui lavora come uno schiavo nonostante le 10 atmosfere del clima romano. Dopodiché gliela do prima che si accorga che la punizione era eccessiva e mi mandi conseguentemente a cagare.

Fine.

Alex V




venerdì 9 agosto 2013

Bitches I'm back!

Alla fine, tra smartphone poco smart, macchine che non partono, corse all'aeroporto e voli cancellati e ripristinati all'ultimo minuto, sono tornata.
Con un'abbronzatura dorata e uniforme come non avevo più avuto da quando ho iniziato l'università. E nessuna foto perché sia io che il MioUomo siamo inabili dietro all'obbiettivo. O meglio, io mi scoccio e lui è sbadato e si dimentica.
Ma veniamo al dunque: Alghero, in compagnia di un non straniero.
Il MioUomo ha approvato in tutto e per tutto le mie scelte in fatto di location, casa, auto, spiagge e volo. Era perfino più entusiasta di me! E questo è tutto dire, da uno che si è lamentato del mio programma vacanziero fino a che non siamo atterrati. 
La Sardegna del nord-ovest è bellissima: al di là della costa, anche l'interno è unico. Il fatto di viaggiare su una jeep con cambio automatico con più anni di noi e con i freni non molto funzionanti, con in sottofondo musica melodica russa e slava, ha aggiunto sale alla miscela. 
Senza barca (mal di mare non ci avrai, almeno per quest'anno) abbiamo visto il possibile: al di là dei dintorni di Alghero, che in sé e per sé è una bella cittadina sul mare, molto viva la sera (e noi alloggiavamo nel centro- evvai!-), Stintino e dintorni, (leggasi La pelosa e coscia di donna), Argentiera, Isola Rossa e Castelsardo la sera e poi ancora strade e strade e strade. La prossima volta ci si fa pure l'Asinara, c'era una vecchia livornese che non faceva altro che parlare di quanto bello fosse stato il tour in jeep sull'isola (magari senza quei 40° all'ombra, signò). Fortemente consigliati, a sud di Alghero, anche la spiaggia di Bosa e le calette circostanti, a cui si arriva da una strada panoramica bellissima e tutta curve e cui si accede per sentieri impervi (almeno per la caletta non a pagamento dove siamo andati noi) e dove non c'è quasi nessuno, a parte una famiglia di svizzeri neocatecumenali con 11 figli. Ma siccome sono svizzeri, non vi disturberanno: qualsiasi cosa facciano, la faranno in silenzio.
Informazioni turistiche a parte, altre piccole note mentali segnate durante la vacanza:
a) quando ho morso il torrone sardo, quello fatto con miele e non con zucchero, non stavo realmente mordendo l'idea del torrone, bensì l'idea del sedicenne sardo bonazzo che quel torrone mi aveva venduto
b) i sardi non conoscono la tassoni: prima ti guardano con aria interrogativa, poi quando tu aggiungi "una cedrata" ti rispondono proprio "Mi scusi, ma che cos'è una cedrata?". Con il risultato di farmi sentire non solo idiota, ma pure vecchia!
c) per svegliare il MioUomo non serve il caffè ma una pasta alla nutella. Ricordarsene e fargliene mangiare una subito, prima che a colazione si rivolga alla coppia norvegese di turno chiedendo candidamente se sono francesi. Ché io devo ancora capire il perché di questa cosa.

E poi niente, segue il dolce amaro ritorno. Dolce perché si torna a casa, amaro perché ancora non ci siamo stufati, io e il MioUomo, di svegliarci presto la mattina e sopportarci per le 20 ore seguenti, trovando ancora qualcosa di divertente da dirsi.

Alex V


lunedì 29 luglio 2013

Vedi Napoli e poi muori

Ci sono città che piacciono o non piacciono. Napoli è una di queste: o la ami, o la odi. Io personalmente la amo, e con Roma Budapest e Istanbul rientra nella rosa delle mie città predilette. Lucia la odia, ma del resto lei ama Milano, quindi la posso capire (sul fatto che poi nella metro di Napoli potrebbero anche mettere qualche indicazione in più poi non posso non darle ragione).
E mentre faccio queste considerazioni Midori lavora, vende e ha colleghi fighissimi: meglio di così non poteva andare. E tra un caffè e un fritto di Louise alle 10 del mattino (giusto per mantenerci leggere), la mia mini trasferta napoletana è stata tutta una grande risata. Che poi è l'effetto che ci facciamo noi tre insieme.
Un altro effetto di noi tre messe insieme è che facciamo acquisti emozionali che mai faremmo da sole,Tipo i miei ultimi sobrissimi orecchini:
Dude approva (a sorpresa)
Amando disapprova (ma già si sapeva)
Sì, lo so, è che avevo proprio voglia di qualcosa di discreto...
Poi vabbè, vai sul regionale e ti ritrovi a pensare che sì, trenitalia fa schifo, perché appena parte si ferma e accumula un'ora di ritardo (ufficiale). Ma almeno sono in una carrozza piena di napoletani, che tanto per non farsi mancare niente, rispettano tutti i cliché e iniziano a parlare tra loro, coinvolgendo tutto il resto del treno (e dato il tono di voce, proprio non puoi fare a meno di ascoltare).
Per conto mio, vengo sempre scambiata per straniera (russa, per la precisione) e quindi posso ascoltare indisturbata; ho sempre trovato il napoletano una lingua molto musicale, che lo si capisca o no.
Posto che non ho capito tutto quello che si sono detti e che ogni tanto la mia mente vagava altrove, per sommi capi questo è quello che hanno detto una vecchia e un giovane a una interdettissima emiliana davanti a me:
-i napoletani sono brutta gente e rovinano Napoli
-a Napoli non si deve girare con la borsa aperta
-i bambini del nord sono culturalmente più calmi e pacati
-le persone del nord sono persone per bene
-al nord certe cose non succedono
-a Napoli si gira senza casco perché se metti il casco sei un assassino
-a Napoli se vedi 3 in motorino senza casco non ti allarmare, stanno solo provando gli ammortizzatori
-tra rumeni e polacchi non si sa più dove sbattere la testa
-i neri puzzano e comunque sono brutta gente
-gli albanesi sono tutti cattivi
-in Italia ci sono 60 milioni di abitanti, ma 59 milioni sono loro, gli stranieri, non noi
-i cinesi non muoiono mai, e quando muoiono li sostituiscono prima che qualcuno se ne accorga
-i neri non possono prendere il sole (infatti è risaputo che nell'Africa nera i neri escono solo dopo il tramonto) come noi perché sono più delicati e poi sennò si bruciano e non se ne accorgono perché non diventano rossi, visto che sono già neri (qua io mi stavo tenendo la pancia dal ridere)
-non ci sono più i camorristi di una volta (ma com'erano gentili quelli!e come facevano rigare dritti gli stranieri!)
-le russe (cioè io) sono tutte troie (per riallacciarci al fatto che tanto, a me, mi scambiano per russa. e pensano che non capisca quello che dicono)

Detto questo, io non credo che i napoletani siano brutta gente, però sono fermamente convinta che gli stupidi siano ovunque.

Alex V


venerdì 26 luglio 2013

Vado al massimo!

Nonostante abbia finito gli esami, questa è stata la settimana più piena da due mesi a questa parte: il giro dei saluti estivi, no, non perdona. Come neanche il caldo. E devo dire che sono abbastanza provata, visto che ho dovuto sopportare le mattane di tutti gli ingegneri che mi attorniano e che fino a stamattina avevano esami (tranne il MioUomo che è sempre bravissimo e bellissimo ma se ne sta andando a casa).
In particolare, a Dude che continua a lamentarsi nonostante gli esami siano andati bene vorrei indirizzare un tanto caro VAFFANCULO, e sorridi che magari domattina ti svegli sotto un cipresso!
Non riesco proprio a sopportare chi non è mai contento. Sarà il cado, va'.
Tutto questo per dire che adesso mi sono rotta, e chi me l'ha fatto fare di sopportarvi tutti quanti. Quindi ciao ciao belli, io vado a Napoli da Midori. 
Vado a Napoli, piezz 'e core, che almeno lì c'è il mare. E al solo pensiero sono già più contenta.

Alex V

giovedì 25 luglio 2013

I'd rather dance with you

Per chi non lo sapesse, i Kings of Convenience sono un duo indie pop norvegese, formato da questi due tizi qua sotto con due nomi impronunciabili, il moretto bono come il pane e il rosso allampanatissimo con gli occhialoni spessi che un fondo di bottiglia gli fa 'na pippa. Che pperò è comunque un F.I.G.O, grazie all'aura di carisma che avvolge lui e contagia chi gli sta intorno.
Per chi non fosse di Roma e per chi fosse di Roma ma a) non c'ha fatto caso b) non gliene frega niente, suonavano stasera a Villa Ada. Ovvero l'altra parte del mondo, per me. Ma a me loro piacciono così tanto da valere una traversata -e ritorno- nella sudaticcia e appiccicaticcia Roma del 24 luglio, munita di sciabola all'Autan contro le zanzare tigre del laghetto di Villa Ada. E poi con me c'erano Amando e un'amica brasiliana: che faccio, sto a casa?
E così, dopo aver molestato 1 gestore di un bar,aver tartassato 2 guidatori di autobus ed essermi fatta i cazzi di tutta la carrozza del tram, sono arrivata precisa precisa sotto il palco, pronta a non perdermi niente.
Come si dice: dal vivo, tutta un'altra cosa. Come mi sono divertita, come si sono divertiti loro, a condurre un concerto mezzo in italiano mezzo in inglese, chiamando il pubblico a partecipare, cantare, battere le mani, snap the fingers, balzellare e gorgheggiare con loro. Il moro, che ha anche il nome più comprensibile, è tanto timido, mentre il rosso...ehhh il rosso è travolgente (anche se ancora devo capire come si pronuncia il suo, di nome).
Un concerto indimenticabile. 
Ma il bello deve ancora venire: prima mi sono trovata spalla spalla di fianco a Eirik, il moro (che, giuro, dal vivo è proprio bono, nelle foto non rende), mentre firmava autografi (e quindi sì, ho l'autografo). Il mio telefonino si è emozionato così tanto che si è scaricato, così non ho potuto fare foto (forse è ora di comprarsi una vera macchina fotografica...) Poi, non chiedetemi come né chiedetemi perché sono riuscita a essere al posto giusto al momento giusto per 2 volte di fila nell'arco di 20 minuti, esce Erlend il Rosso dal backstage e me lo ritrovo davanti, mentre la folla è distratta dall'altro che firma autografi. Lo guardo (presumibilmente sorridendo come un'ebete), mi guarda. Sorride. Dite quello che vi pare, e vi assicuro che non sono per i rossi, ma lui ha tutto un fascino e un carisma travolgente, al diavolo l'altro (e sì, comunque l'altro è sposato con figli e io non sono una sfascia famiglie).Mi sciolgo. A quel punto faccio l'unica cosa che il cervello mi di fare (meno male che i miei neuroni lavorano in fretta): gli stringo la mano, gli dico Bravissimo e poi gli schiocco un mega bacio sulla guancia. Dopo lui sorride visibilmente soddisfatto. Io probabilmente ho un sorriso idiota, ma sticazzi, e comunque ho il cervello in panne, troppe emozioni troppe emozioni.
Posterei la foto che la mia amica ha avuto la geniale idea di scattare proprio mentre lo bacio, ma francamente non si vede un cazzo e quindi preferisco dirlo a parole: IO ho baciato questa persona:
Non ancora del tutto soddisfatta, mi butto in pista e ballo con lui. Sì, perché il ragazzo, dopo essere uscito dal backstage, si è buttato a ballare in piazza in mezzo alla gente. Se non è meraviglioso questo, andare a un concerto e poi dopo ballare con il cantante. Cantante che ride, sorride, e si fa pure una chiacchierata. 
Totalmente senza parole.
Sono una bimba tanto tanto felice.

Alex V

mercoledì 17 luglio 2013

Domani è un altro giorno

Il mio pessimo karma mi ha ripagato: adesso ho una mega afta, così imparo a dire cattiverie. La verità è che proprio non posso avere pietà o compassione o comprensione per chi, in questo posto di dolore e sudore, zompetta allegramente senza avere niente da fare.
Ma cosa c'avrai tanto da ridere? Anzi, da non ridere?
Sissignori, perché adesso va di moda non ridere più e non uscire più quando si finiscono gli esami e la tesi. Chiudiamoci in casa va', che è meglio. Andiamocene in giro sconsolati lamentandoci di non avere niente da fare.
Oltretutto sono giorni di noia pura, perché tutti studiano e non si può nemmeno spettegolare.
Allora, io mi chiedo: se avessi finito gli esami i primi di luglio, adesso dove sarei?
Non certo qui a rosolarmi dal caldo. O quantomeno andrei per negozi. Io non vedo l'ora di levarmi dalle balle quest'esamino di merda che devo fare, così poi posso andare a dilapidare il mio piccolo patrimonio in via del Corso mantenendo una parvenza di coscienza pulita.
Ma almeno trovati un lavoro, guarda Midori!
No, invece no. 
Permaniamo in questo posto senza una ragione. Senza fare nulla. Neppure uscire. Voglio dire, ci sono frotte di studenti stranieri e turisti in questo periodo, vai e caccia, che magari te ne viene pure qualcosa di buono. 
No. No. Asocialità è il tuo secondo nome. Dito in culo no, quello è solo il soprannome.
Quello che sto cercando di dirti, in sintesi, ma non posso perché ho l'afta, è questo:
Oh BITCHY, MA LEVATI DAI COGLIONI!

Alex V

PS: all'aperitivo hai annunciato che domani te ne andrai in Salento, per poi tornare inspiegabilmente qua tra 5 giorni: ma ti si abbronzassero solo le dita dei piedi!


lunedì 15 luglio 2013

E' sempre la stessa storia

Il MioUomo è preoccupato per il fratello. Passano ore e ore al telefono da due giorni. Chiamata in causa in veste di curiosa consulente medico, ma in gran segreto, visto che nessuno deve sapere che sono stata coinvolta in quanto il pensiero che qualche femmina possa sapere lo sgomenta, scopro che il fratello da un mese ha un dolore forte al perineo ("tra palle e culo", testuali parole) e che ha pensato nell'ordine di:
-stare per morire
-avere le emorroidi
-stare per morire
-avere il varicocele
-stare per morire
Dopo aver consultato vari specialisti tra cui un urologo, un proctologo, un chirurgo vascolare e uno psichiatra (nonostante la sua sia un'ipocondria da manuale, l'ha consultato solo in veste di medico di base), il responso è stato il più difficile, forse, da comunicare: lei non ha niente, è perfettamente sano.
Quindi sta assillando il MioUomo per vedere se magari per proprietà transitiva a forza di dirglielo, che ha un dolore, gli viene anche a lui.
-Mmm, quindi anche l'urologo ti ha detto che non hai niente...Sì, sì, capisco...ma senti un po', non è che porti le mutande strette?

30, una laurea, un dottorato, un master e un lavoro e ancora non essere in grado di comprarsi le mutande da solo.

Alex V

domenica 7 luglio 2013

Storia di un percorso


Era il lontano 2003 (già dieci anni fa, sigh!) e una me molto confusa e molto adolescente si ritrovava ad acquistare in maniera un po' inconsapevole e un po' poser l'ultimo (di allora) album dei Muse, in uno di quei negozi di dischi che ormai non esistono più (almeno, quello non esiste più, là dove c'era adesso c'è un negozio di scarpe per bambini). Era Absolution, con tanto di contenuti live, e Matt che canta Hysteria con un opinabilissimo cappotto/giacca/telo metallizzato. Costava 17 euro o giù di lì (perché era l'edizione speciale con DVD- pure!), 
quando l'ho ascoltato la prima volta mi sono fermata 10 volte su Time is running out che era l'unica che conoscevo, mio padre m'ha detto "stai occupando la tv- e poi cos'è sta robaccia", e io mi sentivo una vera idiota, con le mie all stars gialle, i miei shorts di jeans,la mia polo rossa con scritto Boston University presa dal cinese al mercato, e i miei braccialetti in finta pelle con le borchie in tono con la cintura (sì, anche io rabbrividisco a ricordarmi così, ma tutti abbiamo avuto un periodo buio, e il mio coincide con quando avevo 12 anni, uno spasmodico bisogno di sentirmi accettata dal gruppo e quella brutta malattia chiamata "ho un naso grosso e non ancora le tette" e a mia discolpa posso dire che almeno non avevo le punte dei capelli nere alla Avril Lavigne e neanche lo smalto nero, ché poi mia mamma m'avrebbe chiesto se ero scema davvero o cosa). Mi sentivo un'idiota per aver ceduto alle pressioni della mia amica di allora, che vestiva di nero, di borchie e di pestone agli occhi, di comprarmi anche io un disco. Lei si prendeva quello dei Blink, se non sbaglio, ma io non potevo comprarmi lo stesso, ché poi sarebbe sembrato che non avevo personalità e le copiavo i gusti musicali. Vabbè, mi sentivo comunque un'idiota perché m'ero spesa soldi ad cazzum a comprarmi un cd di una band di cui conoscevo una canzone e basta, e che non mi diceva nemmeno nulla. E oltretutto la mia amica mi disse che a lei i Muse non piacevano, quindi fallì anche l'intento di accettazione. Il fiasco finale fu realizzare che il cantante non era nemmeno così figo da meritare un tale interessamento (oh, avevo 12 anni, c'erano i Blue in piena attività, che cazzo). Già. Si sa, le medie sono un periodo infame. Comunque lei adesso ascolta i Green Day, mette ancora le borchie (che nel frattempo hanno fatto pure in tempo a tornare di moda- SOMMO OVVOVE!),smalto nero e frisè compreso, e lavora in una tavola calda nella periferia di Londra. 
Ma insomma: mi comprai 'sto cd+dvd di 'sti Muse, alla fine qualcosa ci dovevo fare, e non sono il tipo da rivendere le mie cose. Quindi niente, come si dice a Roma, stacce.
Poi è successo che le medie sono finalmente finite, e con esse anche il periodo borchie e punk rock e finto alternativismo a tutti i costi, sono spuntati gli ipod e Time is running out è sempre rimasta tra le più ascoltate, ed è stata anche uno dei primissimi testi che io e la Orange abbiamo provato a tradurre,anche se con scarsi risultati ( "il nostro tempo sta correndo fuori, tu non puoi premerlo sottoterra" "ma underground non è la metropolitana" "occhei, mi sa che stiamo sbagliando qualcosa, ma cosa???"...)...vabbè, adesso basta pubblica gogna e continuiamo con il mio personale percorso musicale. Perché dopo il primo ascolto diffidente e anche un po' scocciato (io in quel cd+dvd cercavo la mia rivelazione, la mia musa che mi avrebbe guidato nell'intricato pantheon delle passioni musicali adolescenziali: com'è che tutti ne avevano una e io no?) i Muse hanno iniziato a piacermi davvero.
Con Black holes and revelations,il Bellamy ha acquistato un sacco di fascino ai miei occhi, e al di là di Starlight, il video di Supermassive Black Hole mi faceva impazzire! 

E così, quella fissa adolescenziale autoimposta è andata avanti fino a trovare il MioUomo, anche lui fan, con le dovute moderazioni, dei Muse, dai tempi di The Resistance (quindi tempi recenti). 
Insieme, si è combinato il fattaccio (diciamo che io l'ho un po' tirato in mezzo, comprando i biglietti sette mesi prima e costringendolo a una levataccia da vera fan storica, con fila e disagi e gente che produce sporcizia come se non ci fosse un domani): in piena sessione estiva, spendere un'intera giornata solo per loro, solo per i Muse.

Ma del resto, come non amare un gruppo che ti mette come cover di copertina un cervello con tanto di midollo allungato bene in evidenza (non posso farci niente, è la prima cosa che noto ogni volta che guardo la figura) e nella scenografia del live si avvale di una decina di enormi neuroni luminosi sparsi sugli spalti?

L'ho già detto che ne valeva la pena? Se non altro, il MioUomo dopo tutto questo racconto ha capito perché per me era davvero così importante vivermi tutte le emozioni da concerto live. Perché no, questa volta l'arrivare con calma alle 7 e prendere comodamente posto a sedere non sarebbe stato abbastanza: io le coreografie, lo show, Matthew che sfila sul palco e suona e si sdraia e distrugge una chitarra e scende e stringe mani e si comporta come un cantante dovrebbe comportarsi, queste cose le dovevo vivere dentro, le dovevo toccare con mano.
Questo ai Muse lo dovevo, e di certo lo dovevo alla ragazzina adolescente che è in me e che riviveva tutto con le stesse all star gialle e gli shorts di 10 anni fa, perché in fondo quei 17 euro del 2003 sono stati spesi davvero bene.
Anzi, dulcis in fundo, con il live di ieri ci fanno pure il dvd. 
Beh, un po' i Muse questo me lo dovevano.
Alex V

PS: chissà dove sarei adesso se al posto dei Muse all'epoca avessi deciso di ascoltare i Metallica? 




sabato 6 luglio 2013

Pronti?

bevande ghiacciate: ci sono
3 focaccine con il prosciutto: fatto
4 focacce con il salame: fatto
8 panini piccoli (sempre al salame): fatto
stuzzinichini calma-(eventuale)-fame: fatto*
telefono: carico
salviettine: prese
carte: prese
crema solare +30: presa
occhiali da sole: presi
fazzolettini (chi più ne ha più ne metta): presi
telo: preso




Manca niente?
ah, sì: I BIGLIETTI!

Presi quelli non ci ferma più nessuno: Muse arriviamo!!!!



Alex V

*= Dude ha strabuzzato gli occhi quando ha visto la quantità di cibo che ho nello zaino, e probabilmente ci si potrebbe nutrire una truppa ma...avete mai visto il MioUomo affamato sotto al sole di luglio in mezzo alla gente? Io no, e non ci tengo a vederlo. Quindi, cibo a volontà!

giovedì 4 luglio 2013

Andata e ritorno

Valeva la pena di tornare a casa, questa volta, anche solo per la notte bianca e i fuochi al castello e la maglietta fatta dalla mia amica con la scritta:
IL CONGIUNTIVO E' 
SEXY 
(figuriamoci la consecutio!)
Per rivedere gli amici senza fare troppo tardi la sera, che c'è ancora sessione (tranne per quella secchiona artista della Orange, che ha preso tutti 30 e un 30 e lode, e ha detto che mi regala i disegni di anatomia grafica *__*), ma bersi comunque un sorso di estate, che sa di mare, di sole e di vodka lemon molto vodka poco lemon.
Per la prima volta dopo mai prima d'ora ci siamo ritrovate tutte e 5 occupate e contente, ché non è mica cosa da poco, prima c'era sempre una single o con un problema di coppia. Dici niente.
C'è mio fratello, uccel di bosco, che si lamenta che quando va a ballare (in una discoteca sulla spiaggia che è più una balera ed è a 5 minuti a piedi da casa) poi deve rientrare a mezzanotte e mezza: caro Duccio, io alla tua età a ballare non ci potevo andare, e avevo lo stesso orario di rientro.
Che sforavo matematicamente sempre (non so neanche come o perché), con ritorsioni minime. Ti senti abbastanza forte da sfidare il potere?

Linea diretta con Roma e la sessione del MioUomo: si impone il ritorno, per non lasciarlo solo con i suoi dolori e le sue fisime, ché per telefono sembra un fiorellino senz'acqua.

Adesso, fatemi capire: perché torno sempre con il diretto, e stavolta mi devo fare due cambi di treno per arrivare a Firenze prima di Roma? Questa cosa non ha senso! E' una follia! Com'è possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Con nessun vantaggio in termini di tempo di arrivo? IDIOZIA MI HAI PORTATO VIA. E' l'unica spiegazione coerente, il resto non conta.
Così mi ritrovo con un libro di anatomia patologica in valigia su un regionale, ipod scarico e computer batteria a 0, a guardare fuori dal finestrino aspettando di scendere al volo e poi di corsa per le scale per non perdere la coincidenza.
Avventura, mi dicono.
Avventura un par di palle.
Ho un libro, ma non mi azzardo a leggerlo mi dovessi sentir male (non sono proprio nella condizione). E allora niente, facciamoci 'sto viaggio molto vecchio stile, su un regionale senza musica e senza tecnologia e vediamo che ne viene fuori. 
Via, non male, ormai il treno è un'abitudine.
Alla fine scopro pure che il biglietto della freccia è per la prima classe...

Ma è uno sballo!

Ci sono piccolezze inaspettate che migliorano la visione delle cose...che poi, chissà perché ho il biglietto in prima classe...quando si dice "sviste gradite"...

Alex V

venerdì 28 giugno 2013

Piccoli piaceri da sessione estiva #3

La cosa che in assoluto mi piace di più degli esami, di tutti gli esami, a prescindere dalla materia, dal voto, dalla modalità, e a ben pensarci anche l'unica cosa che mi piace degli esami, è il sentore di complicità e empatia che si respira subito prima di iniziare.
Quell'odore di tensione che segnata dal "mal comune mezzo gaudio", "siamo tutti sulla stessa barca", "ridi tu che rido anche io"...insomma, il cameratismo pre-esame, quel "siamo tutti amici", senza invidie o rancori. E' un momento in cui si cerca di darsi conforto a vicenda, anche se è più un ritrovo di condannati a morte, e così ti ritrovi a parlare con chi ti è seduto vicino come se fosse il tuo migliore amico.
A me questa cosa piace, e non finisce mai di stupirmi. Agli esami infatti ritrovo gli amici, quelli con cui passo le ore morte in aula, e gente nuova e mai vista prima, e ci impertichiamo su discorsi assolutamente frivoli e senza senso, così, per dar aria alla bocca e possibilmente anche al cervello. Poi vabbè, di solito son sodalizi che durano proprio il tempo di una mattinata, per carità, ma va bene così, e comunque quando ci si vede per caso dopo l'esame ci si saluta come amici di vecchia data, strizzandosi l'occhio.
Io poi, per carità, in sede d'esame sono socievole all'ennesima potenza. Pensieri positivi e positività, sempre: bisogna crederci, ché se il training autogeno non me lo faccio io, chi lo farà per me?
Però quando pure Nemesi ha attaccato bottone tutta ciarliera sono rimasta stupita: in tre anni che facciamo gli esami insieme, lei se n'era sempre stata in disparte a ripassare, o a morire nella sua solitudine scelta e difesa con sguardi sdegnosi a noi altri, pfuà.
Beh, questa volta no. Forse perché l'esame era davvero tosto, forse perché aveva il ciclo o alla fine troppa solitudine ha determinato un vuoto affettivo da colmare, com'è come non è mi sono ritrovata con lei, alla fine di tutto, che mi chiedeva di darle il mio numero "ché un giorno andiamo a fare shopping insieme!".
In effetti avevamo passato le ultime ore a parlare di come sarà il suo abito da sposa, a cosa devo o non devo mettermi io per andare al suo matrimonio ("perché io che son la sposa non devo mica sfigurare!") e cose così.
E il giorno dopo m'ha davvero chiamato!

Alex V

giovedì 27 giugno 2013

C'erano 3 giapponesi e un gruppo di coreani

Termini, ore 06:58 a.m.:affollata e assolata.
Il mio treno almeno è semivuoto: c'è solo una comitiva di coreani che mangiano a tutto spiano panini del McDonald, ne finiscono uno e ne aprono un altro,a ripetizione. Sono così stordita dal sonno comunque che non realizzo (ma che cazzo si magnano quelli a colazione???) e piombo in uno stato a metà tra la veglia e il sonno (leggasi "mi siedo e il rincoglionimento mattutino non passa, anzi, semmai, peggiora").
Più in là, verso Pisa, sale una coppia di giapponesi con figlio lattante al seguito, e si piazzano nei posti davanti ai miei. Sono chiaramente giapponesi e non cinesi o coreani, e lui ha chiaramente la faccia bidimensionale. Questo lo posso capire ancora, nonostante sia stordita dal sonno.
Parlottano. Lei chiude il passeggino o quello che è e va a metterlo in fondo al vagone.
-Reggi il pupo
Lui rimane lì, incastrato tra il tavolino e il posto, in piedi, con il lattante in braccio, che lo guarda come se volesse dire "embè, adesso che si fa".
Lui è visibilmente imbarazzato. A un certo punto inizia a fare pat-pat sulla testolina del neonato, che prima probabilmente si chiede "ma che sta facendo questo qua", e poi saggiamente scoppia in un pianto disperato. Sì, vuole decisamente la mamma. 
Questa arriva, lo calma e poi sibila al marito:
-Sei un deficiente!
O qualcosa del genere. Ma ci sono dinamiche così universali che anche una lingua completamente diversa dalla nostra non può dissimulare.
Il tutto è durato più o meno 50 secondi. Uno spasso che mi ha svegliato.
Vabbè, tanto dovevo scendere.
Chissà dove se ne vanno però, un gruppo di coreani e 3 giapponesi, su un treno diretto a genova, di mercoledì mattina, e senza valigie!

Alex V

mercoledì 26 giugno 2013

Storia di due corpi

Oggi la figlia della padrona di casa, quella a cui prendo la pressione (che, nel caso vi interessasse, ultimamente si è un po' alzata e sta sul limite del consentito...), mi ha bussato ansiosissima, e ha esordito con:
-Ho saputo che tu studi medicina, è vero?
-Sì?
-Ecco allora io...Blablablabla etcetcetc (ancora non ho fatto il giuramento di Ippocrate, ma già mi sento vincolata dal segreto professionale) vede *e tira fuori la lingua*
-Sì, ecco...come lei immagina, io non posso prescriverle nessun farmaco...
-Sì, ecco però io blablablabla (e riattacca con tutta la storia tale e quale a prima)
-Certo, capisco...ne ha parlato con il suo medico?
-Sì, e lui mi ha detto che blablablablablablablabla...però ancora adesso blalablablablabla...Ah, e poi mi fa male qui *indicando il centro del collo* Che ce sta qui?
-La tiroide
-Ecco, perché io blablablablablabla no, poi prendevo quell'altro farmaco e mi sentivo rincoglionita, mi girava tutto...e poi tra tre giorni devo tornare dal medico e blablablablabla
-Certo, capisco, è anche per questo che ha interrotto...
-Ecco, io volevo sapere: adesso, mi può succedere qualcosa?
-No, non si preoccupi, non le succederà niente
-Oh, bene, grazie: è quello di cui avevo bisogno.
Santa pazienza, commenterà poi l'accaduto Amando.

Più tardi, mi chiama spaventatissimo Clark, che mi chiede se posso misurargli la pressione. 
Polso e pressione sono perfettamente normali, come ci si aspetterebbe in un ragazzo di nemmeno 25 anni. 
-No, perché mi sono sentito come mancare...e mi sono spaventato
-Quant'è durato?
-Mah...1-2 secondi
-Guarda, adesso la pressione è a posto, stai tranquillo, sarà stata la posizione tenuta a lungo, o la stanchezza, o il caldo...
-No ma cioè era stranissimo: non è che magari vado al pronto soccorso...
-Guarda, al pronto soccorso non ti daranno corda...e poi tranquillo, sei giovane e sano
-Ma magari era un infarto!
-Non era un infarto, stai tranquillo
-Ma non potrebbe essere il dolore dell'infarto? O di un ictus? Qual è il dolore dell'infarto?
-Non è quello che hai avuto tu, stai tranquillo
-Ma...a quest'età posso avere un infarto?
-No, è parecchio improbabile
-Ma allora quelli che muoiono giovani per un infarto...
-Quelli che muoiono giovani per un infarto generalmente hanno un problema congenito al cuore...che tu non hai
-No, ma se io avessi tipo...
-Guarda, se vuoi, vado su a prendere il fonendo e ti visito.
-No, grazie, allora sto bene.

Io non capisco: tutti vogliono essere rassicurati sul fatto che no, non moriranno di lì a tre giorni,dicono che hanno bisogno di farsi visitare, si allarmano, vogliono andare a tutti i costi in pronto soccorso, poi si offre una via sensata d'uscita all' ipocondria, oltretutto gratis, a domicilio, roba che il sistema sanitario nazionale così com'è adesso se la sogna...no, grazie, sto bene, preferisco stare con i miei malanni immaginari.

Bah.E io che ci stavo anche a prendere gusto, a fare il medico di paese palazzo.

Alex V

NB: ho letto Storia di un corpo, l'ultimo di Pennac. Niente da dire, mi è proprio piaciuto. Ma sono molto di parte: amo Pennac da sempre, e amo anche il corpo. Sennò a che pro interessarsi a medicina?

martedì 25 giugno 2013

Comparse

Una volta finite le lezioni e i tirocini, e rimasti solo gli esami, i giorni diventano tutti uguali: una lunga serie di domeniche una appresso all'altra, che si susseguono in attesa del lunedì, il giorno X, il giorno dell'esame.
Uno può decidere se alzarsi presto alla mattina, oppure studiare fino a tardi ed alzarsi relativamente tardi (le 9) per riprendere il rito quotidiano. Ogni tanto puoi pure decidere di fare nulla. Comunque, tutti i giorni si somigliano.
Poi vabbè, ognuno ha le sue distrazioni, un caffè con i vicini, il MioUomo, il mio adorato coinquilino, le telefonate fiume con una Midori sempre più abbronzata...ma non oggi.
In questa opinabilissima domenica sono sola in casa, anche Amando è uscito. Pazienza, più studio-noia per me e il mio cervello. Almeno posso girare in desabillè, visto che fa un caldo boia.

Ecco, come non detto, suonano al campanello. 
Un attimo e arrivo. Sarà Amando che è rientrato, o Dude  che ha finito lo zucchero, che ne so. 

Invece mi trovo davanti un individuo allampanato, con degli occhialetti tondi e una camicia a maniche corte a righe. Avrà più o meno la mia età. 
Ci sono delle persone che piombano nella tua vita per caso, e la cambiano per sempre. Magari adesso mi si presenta come The Doctor, e allora siamo a posto:mi fiondo nel TARDIS e chi mi vede più. Addio gente, addio caldo, addio esami estivi!
No, ma non può essere il Dottore: questo qui non è neanche un briciolo affascinante, è solo un po' strano a vederlo così.
-...Sì, ehm...ciao?
-Ciao
-Cerchi qualcuno?
-Sì, il Virgineo.
Ecco, appunto: sarà un compagno di corso del Virgineo. Ora che ci penso bene, l'ho anche già visto qua. Mai 'na ggioia eh da queste parti.
-Ah...mi spiace se non è in casa non so proprio dove sia
-Ehm, senti non è che puoi telefonargli? Io ho il telefono spento da 4 giorni: è proprio andato. E con il Virgineo eravamo d'accordo che lo passavo a prendere per andare a riprendere il motorino dal meccanico. Se mi telefona e non mi trova pensa che gli sto tirando una sola e poi non mi parla più.
Sì, direi: è proprio da Acidone...
-Sì, certo...ehm...
Anche se sono in sessione,non posso dismettere i miei panni da brava padrona di casa: c'è solo una cosa che posso fare:
-...intanto vuoi entrare? Magari ti faccio un tè freddo
-Uhm sì grazie! Come fai a fare il tè freddo?
-Uhm...prendo del tè dal frigo, lo metto in un bicchiere e ci aggiungo il ghiaccio, così è ancora più freddo?
-Mmm ingegnoso...

E così ho passato l'ultima mezz'ora a parlare con uno sconosciuto (pure un po' inquietante), della sua vita e di come ha il cellulare spento da 4 giorni, e di come vada dall'egiziano sotto casa sua, dall'altra parte di Roma, per telefonare ai suoi una volta al giorno:
-Sai, dall'egiziano, ci sarà qualcosa di simile qui, no? Tu vai e lui ti fa fare le chiamate un po' ovunque, lo usano i negretti per telefonare alla famiglia in Niger...
Già.
Alla fine il Virgineo si rende reperibile:
-Sì, c'è qui il tuo amico, te lo passo
-Ciao Virgineo...ma non ti dovevo portare a riprendere il motorino? Ah, era ieri? Ah, scusa, è che ho il cellulare spento da 4 giorni...Ah, ho capito, sì sì, ciao.
Beh, si vede che ho fatto questo viaggio per niente. Pazienza. Comunque dovresti provare.
-Cosa scusa?
-A spegnere il telefono. Per 4 giorni. Immagina: 4 giorni senza nessuno che ti telefona. 
-Già
In effetti, potrebbe essere disintossicante...
-Posso buttarti i cubetti di ghiaccio nel water?
-Come hai detto, scusa?
-Sì, così poi avrai l'acqua del water rinfrescata! Dov'è il bagno?

WHAT DA 
HELL
???????????????????????????????????????????????????????

Ci sono persone che piombano nella tua vita in maniera inaspettata e poi ci rimangono, per cambiarla in meglio o in peggio. Altre che invece fanno solo le comparse. 
E meno male.

Alex V


lunedì 24 giugno 2013

A bocca aperta

Potrei raccontare che oggi ho fatto un esame che ho preparato con mente e cuore, che mi è piaciuto tanto e mi ha fatto ancora di più appassionare alla medicina. Potrei tacere sul fatto che avrei picchiato il professore che mi ha interrogato, che faceva di tutto tranne ascoltarmi mentre parlavo e rispondevo alle sue domande, neanche mi stesse facendo un piacere, visto che ero regolarmente prenotata e quei dieci minuti dieci che è durata la mia interrogazione rientravano nel suo stipendio mensile da professore di medicina. 
Potrei aggiungere che finalmente mi faccio una settimana di vacanza prima di mettermi sotto a studiare per l'ultimo esame rimasto, e potrei anche indire un sondaggio via web, alla Grillo maniera, per sapere la vostra opinione: lo provo ora o lo do a settembre?

Ma tutto questo, ora, oggi, 24 giugno 2013 passa in secondo piano: l'Arabia Saudita ha spostato il week end. Non più "giovedì e venerdì" com'è stato da sempre (?), bensì "venerdì e sabato". La ragione ufficiale è, ovviamente, economica (ma no, non l'avrei mai detto). Certo è che per gli arabetti e le arabette è un bel cambiamento: spostare il week end vuol dire anche riorganizzarsi la settimana mentale.

Non ho potuto fare a meno di annunciare la notizia al mondo, neanche fossi l'Ansa, dopo aver sentito un'amica, araba per l'appunto, che non stava più nella pelle...questa ragazza studia Medicina in Arabia, ma ha la fortuna (parole sue) di essere molto molto molto benestante, di essere cresciuta in una famiglia open mind, con un padre che pensa "all'occidentale" e che ha educato anche i fratelli maschi a trattarla con rispetto, senza fare differenze di genere...che dire? Sono rimasta a bocca aperta, e sorrido pensando di essere di fronte a un piccolo grande passo: un cambiamento, per quanto piccolo, è pur sempre un cambiamento, soprattutto se in un contesto tendente al conservatorismo...che forse adesso sta cambiando. Non posso aggiungere altro, se non le parole della mia amica stessa: Benvenuto cambiamento,e chissà che presto non ne venga uno più grande...fingers crossed per...donne al volante? 

Alex V


domenica 23 giugno 2013

Via con la Confederation Cup

-Alex, ma tu lo sai cos'è la Confederation Cup?
-Certo. E' quella gara con le barche a vela, no?
-MUHAMUHAMUHAMUHAAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHHAHHAHAHAHAH NO.
-Ah, allora è quel torneo che fanno l'anno prima dei Mondiali di Calcio, una sorta di amichevole tra le nazionali di tutto il mondo.
-AHAhahahaha, più o meno. Ma se lo sapevi perché non l'hai detto subito?
-Perché ero indecisa tra le due opzioni, e con il 50% di probabilità ovviamente ho scelto quella sbagliata. Ah, qual è la gara tra barche a vela?
-Amore, quella è l'American's Cup.
-Ah. 


Ammetto: la prima partita Italia-Messico non l'ho vista, perché non avevo proprio ben realizzato...oh, stavo preparando un esame e mi sono dimenticata di quanto mi piaccia guardare il calcio quando gioca la nazionale.
Ma la seconda, Italia-Giappone, fiiiischia se l'ho vista!
Tra l'altro, pensavo che ci sarebbe stato da ridere, l'Italia contro la squadretta di Holly e Benji...e in effetti in Holly e Benji tutto è normale, anche il Giappone vince il Mondiale! Poi per fortuna, nonostante le evidenti gufate dei cronisti della RAI, la realtà delle cose ha prevalso, la fortuna ha aiutato, e l'abbiamo sfangata. 

In tutto questo ho fatto in tempo a notare che Buffon tiene i capelli raccolti con una forcina come faccio io (sono più incline a credere che questo sia un male che un bene...maledetto parrucchiere che fa il cazzo che gli pare con i capelli altrui!!!Si sistemasse lui e mi lasciasse in pace, sgréndino!) e che mmm ma chi è quel nuovo acquisto? De Sciglio?Mmm carne giovane... Ma vah, gioca pure nel Milan...chissà che non possa corrompere il MioUomo per portarmi a vedere una partita una volta o l'altra...

Una volta notati questi dettagli importanti, finalmente sono riuscita a mettermi nel mood di vedere una partita, anzi, La partita, unica partitozza che davvero poteva fare scalpore: Italia-Padroni di Casa. In questo frangente, non so se interpretare il goal di Dante all'Italia come un segno dei tempi, secoli e secoli dopo...

Comunque, quelli che veramente si sono superati anche stavolta non sono i giocatori (si sa, nel calcio si vince e si perde), ma sempre loro:i telecronisti della Rai. Jettatori patentati, (roba che se lo sapesse Chiarchiaro tornerebbe a invocare giustizia! E a ragione!) sono riusciti anche stavolta a urtarmi i nervi con commenti fastidiosi di nessun rilievo come "Buffon smanaccia" "il Brasile sembra soffrire la nostra energia" (WTF?) et similia, continuati senza pudore alcuno anche nel post partita. Ma io dico, commenti intelligenti su una tv pubblica proprio no, eh?
Roba da chiodi insomma.

Bah. Almeno c'era Via col Vento. 


Alex V