giovedì 13 giugno 2013

A favore dell'esercizio cerebrale

Ora, bisogna capire che in questo momento sono affetta da DAPA (= depressione ansiogena da prestazione accademica, per chi volesse saperne di più sull'argomento cerchi qui su Doppio Geffer), oltretutto complicata dal fatto che mi deve venire il ciclo e che Midori sta per tornare a casa ( tu che mi lasci qui da sola in una valle di lacrime, pentiti, stronzola!): in una parola, sono Intrattabile.

Però, un punto fisso della mia deontologia di vita, che non cambia neanche in questi momenti, è essere totalmente a favore della cultura libera, soprattutto in fatto di esami universitari: i miei appunti per quell'esame? Prendili. Gli schemi per ripassare? Guarda sì, son questi. Il libro? Ok,  io l'esame già l'ho dato. Tutto il mio materiale si chiama Pietro Giovanni, torna indietro senza danni. E tutto torna, devo dire, tutto mi viene restituito. E no, non ci penso nemmeno ad andare a vendere i miei appunti per far lucrare qualche libraio senza scrupoli che si approfitta della nostra condizione di poveri studenti disperati. 
Sempre per la "cultura" libera, so che esiste un sito dove si raccolgono le domande d'esame: bene, ci vado, e carico le mie. 
Perché una facoltà in cui la gente si aiuta invece di pestarsi i piedi è una facoltà più bella.

Però. Però, figlio mio, il cervello ce l'hai, usalo! 
Finché mi fai la domanda "com'è l'esame? come sono i professori?" posso anche capirlo, perché ognuno in quest'università ha le sue stranezze, e te lo dico volentieri. 
Ma quando le domande cominciano a essere: "ma in quanto tempo si prepara?" e a risposta "2 settimane con calma" mi sento ri-rispondere "eh, no, 2 settimane è troppo!" oppure "eh no, 2 settimane è poco!" : ma what the fuck? Pensavo di averlo dato io l'esame, non tu. Pensavo che la tua domanda volesse una risposta razionale, veritiera, per farti capire l'andazzo, per farti passare le paure irrazionali. 
A questo punto mi verrebbe da rispondere "No, guarda, l'ho preparato in 6 mesi, è un esame impossibile" (e non stiamo parlando di fisiologia o anatomia, tutt'altro!) oppure "Sai, io ci ho messo due giorni, ma perché sono un genio, non so tu..." (altra banfa bella e buona per metterti  un po' di sana ansia in più).
Che poi, non è mica la domanda peggiore. 
No, ohhhh no.
Perché quello che mi è stato chiesto poi è stato 
Ma dove lo compro il libro?

Sei serio o devo veramente risponderti? 

Dove mai lo vorrai comprare un libro?

In farmacia, no? Chiaramente in farmacia...

Voglio dire, saremo i medici di domani, e già questo di per sé spaventa...ma così no, ragazzi, così non va: esercitiamolo ogni tanto il cervello, se non tutti i giorni, se non tutti i momenti (e già questo è opinabile) almeno qualche volta, giusto per non fare la figura dei fessi (che sembra l'unica cosa che conta, al giorno d'oggi). Anche perché non è che se lo usi si consuma; semmai, è se non lo usi che si atrofizza!
Perché è vero che chiedere è lecito, ma non è vero che non esistono domande stupide: dove si compra il libro? 

Non lo so, quando poi in momenti come questo mi trovo davanti alla finestra e penso al genere umano in termini non proprio lusinghieri, non riesco neanche a sentirmi in colpa.


Every. Single. Day.

Ma alla fine sono ottimista: verrà un giorno in cui tutti eserciteranno il loro cervello, a prescindere dal QI, useranno il buon senso nelle cose, faranno ragionare l'ammasso di neuroni di cui la natura li ha forniti...esisteranno i geni, certo, ma saranno davvero geni, e non più perché guerci in un mondo di ciechi.

Alex V

mercoledì 12 giugno 2013

Fenomeni paranormali

A chi non è mai capitato di perdere tra le maglie informatiche qualche documento importante?
A chi non è mai capitato che il computer si spegnesse di botto e inspiegabilmente proprio nel mezzo della stesura di una relazione, o nell'esecuzione di un'attività, che chiaramente non è stata salvata, perdendo quindi tutto?
E poi virus che bypassano ogni antivirus e obbligano a formattazioni forzate, ovviamente prima di averti lasciato il tempo di fare un backup preventivo?
A qualcuno particolarmente sfigato è pure capitato che si bruciasse la scheda madre durante l'inizio di un temporale, pensa un po'. 
Quello che la maggior parte della gente però non sa, o finge di non sapere, è la straordinaria capacità di questi eventi di colpire la malcapitata vittima proprio in corrispondenza della tesi.


Coincidenze?
Io credo di no.
Che poi, la sadica perversione delle intelligenze artificiali a nascondere, mutilare, storpiare e disallineare il layout delle tesi va a sommarsi al rischio che proprio in quel periodo ti freghino il computer in biblioteca, o al lavoro, o sul treno.
Eventi devastanti, di tale portata da far pensare al malcapitato protagonista: Tenetevi il computer nuovo strafighissimo pagato troppimilaeuro, ma almeno rimandatemi la tesi: prometto di non denunciarvi!

Così, stamattina sono stata chiamata d'urgenza in camera di Midori:
-Alex, sto per avere una crisi isterica
-Che è accaduto, dolcezza?
-La signora a cui prendi la pressione.
-Eh? è venuta stamattina
-Lo so. E è anche inciampata nel filo del computer, che si è staccato. E siccome il computer stava senza batteria perché sennò poi si scarica e...
-Sì, lo so lo so, infatti il mio ormai è diventato un fisso
-Ecco. Temo che lo sbalzo di corrente abbia bruciato la scheda madre. Perché il computer è morto. Non si accende più
-Hai provato a...
-Sì, ho staccato tutto e rimesso, ho accesso, ho rimesso la batteria e tutto ma NIENTE!
-OMMIODDIOLATESI!

Panico. Incommensurabile Panico. Amando si è chiuso in stanza per sfuggire all'isteria collettiva:
-MENGELE! Nella mia vita precedente devo essere stata MENGELE!
-Dai Midori, magari è una cosa temporanea, si risolve da sé...
-FINGI ALMENO DI CREDERCI MENTRE LO DICI!!!!

E poi eccolo all'orizzonte: il superman della tecnologia, il paladino delle intelligenze artificiali, Bob l'aggiustatutto de' noartri davanti alla porta con il suo solito leitmotiv:
-Oh, Midò, che c'hai 'na sigaretta?
No, non è quella scimmia informatica di Dude (ma dov'è quest'uomo quando serve!): è il Sannita.
Che al povero prezzo di una sigaretta, prende il computer, lo ribalta, toglie la batteria, inserisce la batteria, accende il computer ---nulla---ritoglie la batteria, reinserisce la batteria, riaccende il computer ---ancora niente!--- a-ritoglie la batteria, a-rimette la batteria a-ririaccende il computer: E LUCE FU!

La tesi è ancora al suo posto, bella come sempre. E il Sannita è il nostro nuovo eroe.

Alex V

PS: Sì, Midori, dovevi essere Mengele nella tua vita precedente per non ricordarti, in tutto questo, che almeno la tesi era salvata sull'hard disk esterno!


martedì 11 giugno 2013

Nausea

Ogni tanto mi vengono i rigurgiti di odio verso l'umanità. Sto lì bella tranquilla a farmi i fatti miei e poi, bbbussc, il mio stomaco si contorce e la bile sale. 
Non ci posso fare niente, sto lì e rosico, rosico fino a quando non mi sfogo. Con AlexV, che sta lì e sente le mie dissertazioni con tanto di opzione multimediale interattiva.
-No perché questa la devi vedere. Adesso va di moda il rap.
-Ne sono consapevole.
-Ed ecco qua,  tutti a fare i ghetto boy, guarda le ditine che fanno i gesti da rapper, guardali come sono vestiti tutti larghi, li vedi, no dico, li vedi?
-Li vedo, li vedo.
-Ecco, adesso senti qui. Perché quando si mettono a fare i rapper fanno i seri, fanno i video e vanno in sala da incisione.
-Si. Sento.
-E adesso la chicca: la parte in inglese!
-Ah.
-Ah, ah un paio di palle! La parte in inglese perché loro sono internascional. Mei cojoni.
-Veramente non si capisce nulla di quello che dice.
-eH...eh. non si capisce si. ma sai la cosa che mi fa PIÙ disperare?
-cosa?
-CHE questi ragazzetti così, fino al mese scorso stavano a giocare a tennis nei loro completini bianchi, che a confronti i Finzi Contini erano dei simil proletati. Ma eccoteli qui che adesso cantano della vita dura, di quanto è difficile arrivare a fine mese, delle ragazze che sono tutte cagne...ma secondo te quanti anni hanno?
-Pochi?
-Esatto! Pochissimi! E la cosa divertente che le ragazze alle quali danno delle cagne sono le stesse che gli vanno dietro dietro a dire quanto sono bravi. Non ti sale la nausea?
-...
-Perché poi ci sono le ragazze.Ed anche lì è una valle di lacrime. Ragazzette brave a niente che "voi non mi capite, mi capiscono solo su Tumblr". Embè, allora. Ragazze che mettono come città nella quale vivono New York, Parigi, ma che quando hanno avuto la possibilità di andarsene dalla provincia, che hanno fatto? Che hanno fatto? Sono rimaste a casa, perché tra il dire ed il fare c'è di mezzo Tumblr. E adesso ogni sabato sera della loro vita vanno negli stessi locali, con le stesse persone e con la stessa musica di merda.
-...
-E tutto quello che mi viene da dire, vedendo queste cose è che un bagno di realtà se lo devono fare ste persone. Ma un bagno serio.
-Finito?
-Si.
-Camomilla?
-Si, grazie.




mi sono rotto il cazzo delle signorine che vogliono fare un sacco di cose 
ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi 
e allora 800 euro per la reflex, 200 per yoga e 300 per i peli del culo e 600 d'affitto 
per emanciparsi 


                                                         Midori

lunedì 10 giugno 2013

Menti provate e contorte

Ho sognato che partorivo.
Ero a casa mia, nel lettone dei miei, vestita di bianco tra delle lenzuola bianche e in una luce bianca. Sola, con una levatrice, ostetrica. E partorivo.
Che cosa non lo so.
Ma dev'essere andato bene, visto che il MioUomo era tutto contento, e Midori e Dude e Amando mi venivano a trovare tutti sorridenti.
Ma la cosa che mi stupiva di più e che continuavo a ripetere a tutti era che ero felice, e non avevo sentito dolore. Proprio niente. Semplicemente, partorivo. Senza dolore.

Poi mi sono svegliata, e sono andata a fare l'esame.
E meno male è stato come partorire nel sogno: felice e indolore.

Alex V

sabato 8 giugno 2013

Ricapitolando

Sì, è un po' che non mi faccio vedere in giro: è che faccio vita da reclusa, al massimo vado dall'altra parte della città a ripassare con la mia nuova amica e collega o sto sui libri fino alle 2 (di notte) dal MioUomo che intanto studia fisica dei plasmi (o qualcosa del genere, non ho mai ben capito...). Quindi non ho molto da dire, a parte che ieri ho studiato qualcosa come 11 ore.
Sono super focalizzata, la sessione è arrivata anche per me. 
In realtà no, non solo sessione, stasera è sabato e faccio festa.
Soprattutto, ho scoperto una nuova serie televisiva per cui è già partita l'addiction...ehhhhh sì, è  arrivato anche per me il tempo di Doctor Who.

Della serie: come se già The Big Bang Theory, Grey's Anatomy, Scrubs e Game of thrones non bastassero! 
Capitemi, è che è il momento dei finali di stagione.
E poi visto che a 11 anni non mi è arrivata la letterina di ammissione a Hogwarts, posso sempre sperare che arrivi lui, The Doctor, a portarmi via da questa valle di lacrime esami.
Sono giovane, carina, e anche io ho vinto una medaglia di bronzo ai giochi della gioventù: un paio di viaggetti qua e là nel tempo me li farei volentieri.
Mentre aspetto, continuo a studiare. Almeno sembra che sia arrivato il caldo.
Fantastic.

Alex V

martedì 4 giugno 2013

Goal

Una ragazza, ferma sul marciapiede. Sorride. Sulle spalle uno zaino Eastpack. Nello zaino un libretto. Sul libretto tutti gli esami di una laurea triennale. Gli ultimi due con la data di quello stesso giorno.
Una macchina accosta, la ragazza sale, e ride e canta con l'amica che è venuta a prenderla. Più tardi la ragazza organizza un aperitivo con questa amica ed i due coinquilini, provando infruttuosamente a contattare un'altra amica (irrintracciabile, come sempre).
La sera a letto, la ragazza sorride ancora. E credo si addormenti così.

Alla fine ce l'ho fatta. Vi ho ammorbato da ottobre, ma eccoci qui, gli esami finiti, la tesi work in progress.
Alla fine è vero.
Midori si laurea a luglio.

I festeggiamenti, per lo meno quelli per la fine degli esami sono già iniziati. Oltre allo chicchissimo aperitivo (sic) nel quale ho stappato un prosecchino in offerta a 3.99€, brindando col tè freddo (perché l'antibiotico non perdona), mercoledì si prospetta una giornata da Zzia e sabato...beh, sabato girls night out, io, Zzia e Judoka. Lasceremo che la vita notturna romana ci inghiotta e pace. Ci si rivede domenica mattina in un bellissimo hang over condiviso.

Quando ho stappato la bottiglia, al momento del brindisi, hanno voluto un discorso (prendendomi palesemente in giro). Eppure io il discorso l'ho fatto, perché ogni tanto divento sentimentale:
"Grazie di essere qui accorsi. E adesso brevemente, vi dico solo che se esistesse una figura di testimone di laurea, voi e Zzia, la grande assente, sareste i miei.". E poi basta, che altrimenti ci si alzava la glicemia in una maniera mortale.

Mi fa strano pernsare che una fase della mia vita si sta per concludere. Mi fa ridere il fatto che ogni esame sia come il primo.

I primi esami della mia vita sono stati quelli della primina e quelli di inglese. Dai sei anni almeno un esame all'anno (Mutti era una madre tigre da prima del boom dell'omonimo libro. Una madre tigre hipster, quindi).
Ogni volta, da quando ho sei anni aspetto davanti alla porta della stanza nella quale si terrà l'esame, le emozioni e le risposte fisiologiche ed ormonali sono le stesse.
Prima l'ansia, un'ansia terribile, che sale dallo stomaco ed arriva alla gola. L'adrenalina che sale e poi, di colpo, il nulla. Il vuoto, dentro il quale mi muovo, la schiena perfettamente dritta, a voce all'improvviso calma.

Anche ieri è andata così. E così sempre andrà.

                                          Midori

sabato 1 giugno 2013

Back on air

Giugno è arrivato, anche se il tempo meteorologico non sembra essersene accorto. Eppure è arrivato. Ed ha portato delle novità.



Dopo aver tenuto il blog sotto i radar per tre mesi, eccoci di nuovo qui in pubblico. 
Si cari, siamo da oggi di nuovo ricercabili sui motori di ricerca. Di nuovo pubbliche e non più super blindate. 
Ringraziamo chi ha avuto la costanza di seguirci in questi due mesi, con tutto il caos ed il fastidio.
Non vi nascondo che un po' di paura mi rimane. Sarà un attimo venire ritrovate da chi  ci mi ha dato motivo per blindarci. Ma sapete che c'è? Leggano. Leggano pure, leggano tutto, ridano di me. Non mi farò portare via la gioia di vedere il blog crescere, nutrirsi di commenti, di lettori capitati qui per caso, di lettori che ormai si sono affezionati. Un blog vive anche di questo, dell'essere condiviso con un pubblico. Non si dispiacciano i nostri pochi affezionati lettori che ci hanno accompagnato in questa fase privata, ma c'è bisogno anche della possibilità di essere "scoperti" cercando parole, magari frasi strane su Google. 
Vedere il numero delle visite e delle visualizzazioni che cresce, contare i commenti e pensare che tutto questo è perché al pubblico piacciamo.
Per me il blog è anche una forma di terapia, un modo per mettere ordine tra i pensieri e le emozioni. Il confronto che nasce con voi che leggete e magari scrivete sui vostri blog è uno degli aspetti più importanti e belli, più terapeutici anzi. Perché nulla è come vedere che altrove, magari in contesti differenti, qualcuno sta passando le stesse cose che stai passando tu. 
Lo confesso: ho anche pensato di mollare veramente, abbandonando AlexV ed i nostri elefanti. Per questo motivo per un bel po' il blog non è "esistito" più. 
La mia vita però non può essere dominata dalla paura o da altri.
Quindi eccoci qui, in pubblico. Di nuovo.