Mentre annaspo ed annego nel mare della filosofia del linguaggio, bestemmiando Shannon e Weaver e Chomsky e Peirce, maledetto Peirce, per non parlare della annosa questione tra logos prophorikos e logos endiathetos, perché chi lo sa se gli animali parlano o no e a me non è mai fregato molto neanche di sapere il coccodrillo come fa, figuriamoci cosa dice. Mentre il professore di codesta astrusa materia mi comunica che ha spostato l'appello e che quindi il mio calendario esami va a puttane e che l'unico modo per pararmi il culo è cominciare a studiare anche per altre tre materie in contemporanea e sto smadonnando nella mia mente. Mentre combatto contro tutto ciò, contando i giorni, i minuti, i secondi che mi separano dall'esame, mentre comincio a tramutarmi in quell'essere subumano che diventano gli universitari in sessione... Dinklecceh si mette ad ascoltare la musica ad un volume così alto che mi vibrano le penne sulla scrivania.
Ora caro Dinklecceh, magari io non sono neanche nella condizione di essere un'entità razionale e ragionevole e so che se venissi a bussarti o ti telefonassi finiresti all'ospedale. Per questo adesso io tiro un respiro profondo, mi infilo i tappi nelle orecchie e spero che si avverino le previsioni di Ke$ha, proprio mentre adesso lei le sta cantando al di là del mio muro, e che tu die young.
Il pieno della sessione genera mostri.
Midori (sempre più telegrafica ed acida)