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martedì 30 aprile 2013

Midori zitella- pt.3

Gelato con AlexV e Judoka. 
Passa una macchina di coattoni rari, musica tunz tunz a palla, gomito fuori dal finestrino, canotta e braccio pompato, con tatuaggi vari.

-Certe cose solo vicino a casa vostra.
-Se se, adesso Judoka ricominci sulla zona più bella, se la tua o la nostra...
-Eh, ma erano coatti rari...
-E su questo nulla da dire.
-Che poi io alla fine ne conosco di gente di queste parti... tipo c'è un mio amico il cuiu padre ha fatto i soldi con la mafia per la costruzione delle palazzine che vedete.
-Cazzo di gente conosci?
-Eh col judo. Un po' di tutto. Non puoi capire il grezzume quando sono andata al suo compleanno il mese scorso.
-Judoka, ma se il compleanno era il suo, non era quello che volevi presentare a Midori?
-Eh, lui.
-Cazzo, che stima che hai di me per presentarmi certi soggetti.
-Guarda che aveva un senso logico.
-Ovvero?
-Allora, tu sei strana quando conosci la gente, no? E hai delle uscite molto particolari.
-E quindi?
-E niente, lui di solito è così fatto o ubriaco alle feste che non ci avrebbe fatto caso!
-Judoka, sei un genio! Abbiamo risolto i problemi di Midori!
-Vi state rendendo conto che mi state dicendo che io posso interessare solo a qualcuno con le facoltà psichiche alterate?
-Ma mica per piacere, solo per conoscere, per rompere il ghiaccio.
-Io non ho parole. Ma veramente. 

                                                                                   Una Midori sempre più sconvolta

domenica 10 febbraio 2013

Sfizi

Ogni tanto, anche se siamo in sessione, io e Midori ci concediamo qualche sfizio. Tipo una sera a caso di nulla, in accappatoio, turbante e maschera all'argilla, con una buona puntata di Grey's Anatomy o chi per esso che gira sul computer. E magari dopo che Amando è uscito, e siamo certe che Dude e il MioUomo siano fuori città, ché non vorremo prendesse a tutti un colpo.
Invece sta volta è stato uno sfizio diverso: c'era la Judoka, e anziché cucinare siamo andate a mangiare fuori. Oh, mica al ristorante, siamo pur sempre studentesse fuorisede!
Però siamo andate in questa sorta di fast-food che fa tutta roba tipica siciliana, e qui giù a sbizzarrirci tra lo sfinciuni (mi scuso con gli eventuali siciliani che leggono, lo apprezzo tanto ma non so come si scriva) e la focaccia al pistacchio, senza farci mancare l'onnipresente arancino. Più che uno sfizio in effetti è stato uno strappo alla dieta, un grosso strappo. Ma le regole sono fatte per essere infrante, o no?
Insomma, dopo che ci siamo riempite di qualsiasi cosa ci facesse gola, ho preso due paste da portare al mio uomo, e abbiamo fatto rotta verso casa.
Mentre andiamo, passiamo davanti a quello che io chiamo "il negozio delle meraviglie", un posto che ha tutto ma proprio tutto e anche di più, e nel quale Midori non mi vuole mai fare entrare perché dice che è sempre pieno di gente ("e la folla mi disturba").
Ma oggi c'era Judoka, quindi non poteva dirmi di no.
"Dai, Midori, devo vedere se ci sta una tazza, che così la prendo al MioUomo da tenere a portaata! E magari ci sono pure i set da caffè!"
Insomma, entriamo. 

E ne usciamo mezz'ora dopo visibilmente sconvolte, Judoka con una busta piena di caramelle, Midori con un set di bacchette giapponesi e io...con un cane di pezza sotto il braccio.
La vita è così: uno pensa di comprare un mug e poi esce con un bassotto di peluche in mano.



Che ci devo fare se attraversando il negozio ho rivisitato la lista delle mie priorità?

Alex V

martedì 22 gennaio 2013

Me VS the World (and the world is winning)

Sempre per le cronache di una vita di merda...
Ieri avevo un esame. Il professore si è dimenticato di inserirmi nell'orario. Stessa cosa per Zzia. Ci dice di presentarci oggi non prima delle 13.00.
Essendo ansiogena arrivo davanti allo studio con Zzia alle 12.21.
Arrivano le 13.00.
Passano le 13.00.
Alle 14.00 siamo un po' alterate.
Alle 15.00 ci guardiamo stranite.
Alle 16.00 volano Madonne e santi. Io e Zzia non abbiamo mangiato nulla e Judoka prova a calmarci o rianimarci.
Alle 17.00 gli mandiamo delle mail pseudominatorie.
Alle 17.30 risponde.

Se n'era dimenticato ed era andato a casa. Ci vediamo domani nel mio studio alle 9.30.

Uno si può  dimenticare le chiavi. Di comprare il latte, Della visita dal dentista ogni sei mesi.
MA COME CAZZO FAI A DIMENTICARTI CHE DEVI FARE UN ESAME?

Insomma professore regolati: se hai la demenza senile è un attimino il caso di andare in penisione. O in congedo. O A FANCULO...

-Zzia, mi sa che dobbiamo dare ragione a tua nonna e farci un viaggetto a Lourdes...
-Mica scherzi.


                                                                          Midori

domenica 13 gennaio 2013

Ironia di una Pippi Calzelunghe incompresa

Che io fossi abbastanza socially awkard  me n'ero già resa conto in passato. Tipo che non sono affatto brava a parlare e fare conversazione con la gente appena conosciuta. Io me ne uscirei con cose assurde che non stanno nè in cielo, nè in terra, ma la conversazione deve essere pertinente, educata, leggermente seduttiva e witty, alla Oscar Wilde mica sconclusionata e vivace come Pippi Calzelunghe (che alle ultime indagini non è proprio al primo posto nella lista delle ragazze con le quali i ragazzi uscirebbero). 
Poi a volte le mie serate sono all'insegna di Ironic, di Alanis Morisette.

Molto ironico che da Zzia il suo amico carino fosse dentro al bar e noi bloccate fuori a sentire gli sfoghi di uno ubriaco che le chiedeva insistentemente di uscire.
Molto ironico che comincio a trovare veramente molto simpatica la ragazza del fratello gnocco di Zzia e, conseguentemente, mi senta in colpa per il mio trovarlo gnocco.
Molto ironico che in questo sabato sera meraviglioso con Zzia e Judoka io abbia scoperto il Melì, grappa alla mela verde, buonissima, ma che mi sia dovuta dare una regolata a bere, perché mi è presa la sbronza da arrovello.

La sbronza da arrovello è una cosa brutta,effettivamente. Si tratta di quel tipo di sbronza che ti fa vedere le cose sotto una luce cinica e disincantata, altro che la vie en rose. La vie en merde, on pourrait dire. La cosa importante con la sbronza da arrovello è il sapere quando fermarsi, perché il confine con la sbronza "la mia vita è una merda, indi piango", è molto labile.

La domenica è stata devastante, però. 
Andare a dormire alle 4 e svegliarsi alle 11 non è buono. Farsi rimpinzare dalla famiglia di Zzia non aiuta a combattere il sonno che cala. Bei momenti, ma ora crollo dal sonno. Letteralmente.

                                                                                         Midori

P.S. Piccio di sonno a parte adoro stare con Zzia, Judoka e famiglia. Tipo Harry Potter dai Weasley. E so che prima o poi troverò qualcuno a cui piaccia il mio fare conversazione bislacco.



lunedì 17 dicembre 2012

It's chiusa time

Oggi studio fuori porta con Judoka e Zzia. 
Posto che andare in macchina con Judoka è sempre un'avventura, perché tra noi due ed il suo navigatore non scorre buon sangue, siamo arrivate relativamente sane e salve da Zzia e poi è iniziata.
La chiusa.
La chiusa prevede che gli ultimi tre quattro giorni prima di un esame ci si veda ogni giorno e si ripeta fino all'ossessione, fino a quando qualsiasi cosa nel mondo ti parli di letteratura, nel nostro caso. E ovviamente infilare un po' di spetteguless ogni tanto.
Ora immaginate di fare questo con un debito cronico di sonno. Ecco.
E alla fine tornare a Roma e, letteralmente, perdersi a trecento metri da casa.
                                                                                                             Midori

giovedì 22 novembre 2012

Consiglio di guerra

Termini. Borri books.
Io, Zzia e Judoka ci aggiriamo come anime in pena.

-Sto decidendo se provarci col compagno-carino-etero.
-Saimon?
-Saimon.
-Ecco, Judoka, Midori no spiegatemi un po' sta storia.
-Allora, ti dico io.
-Premettendo che io non sono d'accordo e non credo.
-Zitta Midori.
-Vai.
-Allora, sabato io ho avuto l'impressione che lui ci stesse provando con Midori. Stavano molto vicini sotto l'ombrello, sempre a ciaciare.
-Ma che c'entra? Si era sotto un ombrello e veniva giù che Dio la mandava, grazie al piffero che stavamo vicini.
-Eh, ma poi è successo quello che è successo al tavolo.
-Che è successo?
-Oh, io metto le mani avanti, stavamo all'angolo del tavolo e lui ha le gambe lunghe, poi...
-Ma se il mio ragazzo che è anche più alto nemmeno mi ha sfiorato!
-Si, ma che è successo al tavolo?
-Saimon le ha fatto il piedino.
-No!
-Si!
-Che poteva essere per sbaglio eh!
-Scendiamo al piano dei bambini che devo vedere qualcosa per mia nipote. E tu che hai fatto Midori?
-Lei ci è stata! Ha risposto!
-Ci sei stata?
-Beh si, mica si butta via niente da queste parti.
-Ecco perché poi quando ti ho chiesto di cantare in barese non ti sei negata, dovevi fare la ruota.
-Lo sai che sono vanesia.
-E adesso?
-Adesso che?
-Oh, il Piccolo Principe pop up... adesso che intendi fare?
-Posto che secondo me sabato abbiamo frainteso tutte...
-Tu non te ne accorgeresti neanche se si mettesse davanti a te con un cartello...
-Posto questo, e perché non le regali un calendario dell'Avvento con i cioccolatini a tua nipote?
-Lo ha già, ricordati che mia madre insegna religione. Non svicolare, che vuoi fare?
-Ti ho detto, non so se provarci o meno, oggi lui si è comportato normalmente, come al solito.
-Perché non aveva bevuto.
-Ma lui è troppo patatino perché tu ci provi a vuoto, nel senso che è una persona con la quale poi ci dobbiamo convivere ogni giorno.
-E lo so, per questo chiedo consiglio.
-Zzia qua ci sono anche i nomi dei Barbapapà, così li impari e la smetti di chiamarli per colore o forma. Secondo me tentare non costa nullla.
-Però devono avere le stesse intenzioni, altrimenti sono cazzi.
-O storia seria tutti e due o trombamici tutti e due. Midori?
-Corriamo un po' troppo magari, dato che siamo alla fase preliminare della fase preliminare.
-E poi lui deve diventare gay.
-E basta con questa storia che vuoi l'amico gay, Zzia, te lo troviamo noi.
-Potrei rinunciarci a malincuore. E voglio quel libro, ma non per mia nipote ma per me.
-Ma io quindi alla fine che devo fare?
-Passiamo la settimana a studiare la situazione e stabiliamo un piano d'assalto.
-Ragà e se va male e faccio la figura di merda che gli chiedo di venire a prendere un caffè e dice di no?
-Vedremo come va.
-Non so... quale madre comprerebbe il libro sulla storia d'amore di Frida e Diego? Cioè, lui si scopa la sorella di lei e lei in Francia si fa una ballerina di colore. 
-Comunque è da prima che parliamo di trombamici e scopare nella sezione dei bambini. Abbiamo il vuoto attorno.
-Capita. Comunque se riusiamo a far nascere una coppia io lo metto nel curriculum-. Posso Midori?
-Ragà, stiamo correndo.


martedì 20 novembre 2012

Un tranquillo weekend...

Week end pieno di emozioni questo passato. Già, perché da venerdì notte ho vissuto un tour de force che si è interrotto solo ieri sera, quando sono collassata sul letto, quasi letteralmente.
Andando con ordine, ecco le cose che ho fatto questo week end:

  • Venerdì sera: mi hanno portato a fare il puttan tour, per motivi ancora a me ignoti. A quanto pare i miei amici pensano che ormai io sia una di loro. Dei maschi intendo, non delle prostitute. La serata si è conclusa solo alle quattro del mattino nella nostra cucina, per il bicchiere della staffa. 
  • Sabato mattina mi sentivo troppo a disagio a dormire con il caos che avevo lasciato in cucina e mi sono svegliata alle nove per mettere ordine. Ho cominciato a bere quindi caffè in maniera compulsiva.
  • Il pomeriggio sono andata a casa della Judoka, dove abbiamo fatto le piccioncine appena sposate, pronte ad uscire la sera per festeggiare il compleanno di Zzia. 
  • Inutile dire che quando il ragazzo di Judoka è passato a prenderci noi si era ancora in alto mare. E non avevamo calcolato la pioggia. Ma io sfidando gli elementi avevo le scarpe col tacco. Tiè.
  • Appuntamento a piazza Trilussa sotto la pioggia. Regali, baci, abbracci e festeggiamenti con Zzia, amici caviselli, amici di facoltà e in tutto ciò il fratello gnocco di Zzia gnoccheggiava.
  • Dopo un margarita che in realtà era solo tequila ho ritenuto necessario intrattenere l'angolo di tavolo al quale ero seduta con la storia del'estetista che mi riconobbe dalla patata. Ed ovviamente vicino a me c'era l'appena conosciuto ragazzo di Judoka et l'unico maschio etero, single e  abbastanza carino di lettere.
  • Fine della serata ed a casa della Judoka a dormire.
  • Domenica pomeriggio Judoka mi ha riaccompagnato a casa dove l'ho presentata a AlexV, Amando e Dude. Anche questa volta è stato un successone. Perché, cito testualmente "Tu e Zzia siete dei tipi, ma Judoka è a posto, vi tiene in riga".
In estrema sintesi ecco cosa è stato del mio week end.

                                                                                               Midori

sabato 27 ottobre 2012

"Mamma in visita"

Ieri sera sono andata a dimenticare i miei dispiaceri in campagna. Come Jane Eyre che scappa da Thornfield Hall dopo la scoperta della bigamia di Rochester. Ecco, io sono andata con la Judoka da Zzia, dato che al suo paese c'era una sagra.
Non importa quale sia la domanda, il vino è sempre una risposta molto adeguata.
Poi Zzia ha cugini che lavorano in tutte le cantine, quindi ad un certo punto ci siamo ritrovate con bottiglie di vino offerte a simpatia, sangria, biscottini al vino, patatine e tanto amore, in un clima volemose bene e beviamo come se non ci fosse un domani.
Oggi il mio ritorno a casa era previsto per l'ora di pranzo, in modo da sistemare casa in attesa dell'arrivo dei miei domani. Ma come spingere giù dal letto tre ventenni che si sono ritirate ubriache perse? Solo alle 12 siamo riuscite a trascinarci fino alla cucina. A quel punto mi è squillato il telefono.
-Midori, tesoro! Che tempo fa oggi a Roma?
-Mmmm, piove..mmm
-Ma dormivi?
-Eh...
-Vabbè, noi comunque arriviamo stasera! Abbiamo anticipato! Non sei contenta?
Flash: la mia stanza, disordine, puzzone di sigarette, bagno lurido e sacco della biancheria sporca pieno fino all'orlo.
-Ma per che ra arrivate?
-Per le 6.
Sono riuscita ad arrivare a casa alle due. La scena è stata più o meno questa.
Per fortuna che Amando ed AlexV mi sostengono.
Adesso casa è linda e pinta, i miei stanno per arrivare ed ho le occhiaie che mi scendono fino alle ginocchia.

                                                                                                            Midori

domenica 14 ottobre 2012

Una domenica in famiglia (non la mia ma fa lo stesso)

Oggi mi sento rinata.
Come avevamo già fatto in precendenza, io e la Judoka siamo andate da Zzia, a  fare il pieno di famiglia ed aria buona. Nonostante al mattino Baba mi avesse chiamato, annunciandomi pioggia e fulmini, tutto il giorno c'è stato un sole a spaccare le pietre. E meno male.
Arrivate da Zzia, la prima cosa è stata infilarsi in un bar per il primo caffè della giornata. Accanto a noi dei ragazzetti che potevano avere al massimo quindici anni facevano la colazione dei campioni: un bell'Amaro Montenegro. Dopo di che siamo andate a sederci in un punto panoramico dove ho beccato l'unica chewing gum a terra nel giro di chilometri, guadagnandomi un gluteo appiccicoso, siamo andate a trovare il suo cane in campagna e a rotolarci con i gatti tra l'erba e poi il momento clou, il pranzone a casa sua.
Oggi era veramente un pranzone, perchè c'erano il fratello con la moglie e la nipotina (per la cronaca: il fratello è un anno più grande di noi e la pupa ha tre anni), madre, padre, nonna e l'altro fratello. Ora, Zzia ci ha sempre detto che i fratelli erano due gran bei ragazzi. Avendo visto le foto del fratello-padre io e la Judoka avevao commentato "Ogni scarrafone è bello a mamma sua". E poi oggi, mentre Zzia mi piegava a novanta per far vedere alla madre come mi fossi macchiata i jeans e facevo le boccacce alla nipotina, entra il fratello grande. Io e la Judoka ci guardiamo. Nella mia testa parte il rallenty e la musica.
Bello, ma bello, bello. Ed ovviamente io ero in pose disdicevoli.

A tavola siamo state imbottite, coccolate e vezzeggiate, almeno quanto la nipotina. 
Il pomeriggio ci siamo scasciate nel parco, a parlare di ragazzi, affidabili e non, vita, sesso e figli che avremo,  non avremo, università, verde, vestiti, trucchi ed improbabili progetti per il futuro, prima di concludere la giornata all'agriturismo della cugina di Zzia, dove c'era una riunione di famiglia, grazie all'arrivo degli zii livornesi. Ci sono stati presentati tutti e poi è ripartito di nuovo il rallenty, quando il fratello di Zzia è comparso oltre la collina, vestito figo. Ovviamente accompagnato dalla ragazza, altrettanto figa e gnocca.
Poi siamo state, abbracciate, salutate, abbiamo promesso di tornare ed io e la Judoka siamo tornate a Roma.
Giornata perfetta, dove ho avuto coccole, bel ragazzo, gatti, cane, ottimo cibo ed accento livornese.

                                                                          Midori