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sabato 6 aprile 2013

Role Model ed elezione



In origine fu Ross.

Poi venne JD.




E alla fine arrivo io, con Watusso che fa testina, che vuol dire io che protendo le labbra e mi avvicino alle sue e lui, si scansa. Con debito mio irrigidimento stile doccia ghiacciata alle terme di Budapest dopo la sauna. Un mio imbarazzatissimo: "Forse è il caso che tu vada, facciamo che non è successo nulla" e tutto finisce a tarallucci e vino, perché "Per me Midori tutto come prima, tranquilla".

Nel frattempo a Friend Zone ville partiva la parata americana classica, con tanto di majorette, coriandoli, palloncini giganti e il nuovo sindaco, Midori Pa che saluta la folla da una decappottabile. Al mio fianco il mio first lady Amando vestito da Jakie Kennedy ed al volante una raggiante AlexV, che ogni tanto si slimona il suo uomo.

Friend Zone. 

La zona dalla quale nessuno mai è uscito, a parte nelle serie tv. 
Che quindi hanno illuso innumerevoli genti nel corso degli anni, perché diciamocelo JD tanto carino, Ross un po' coglioncello, ma nella realtà quelli come noi loro non se li pigliano mica al primo colpo. 

Potrei scrivere una serie tv.

E pazienza.

                                                                                Midori


lunedì 18 febbraio 2013

Aspettando..

Alla festa di Carnevale sabato son andata pure io. Rimanendo circa venti minuti.
 Fondamentalmente a me Orso e Watusso è venuto lo schifo del mondo in generale, della festa in particolare e della Cattokamikaze che girava avvolta solo da uno strato di carta velina. Con molta non chalance ce la siamo battuta, loro mi hanno aspettato due secondi, il tempo di uscire dal mio abito cinese e di infilarmi in un paio di jeans ed un maglioncino, ma ancora con i chow chow e la frangetta stirata. E  poi siamo andati a prenderci una birra al kebabbaro aperto tutta la notte. Siamo rimasti due ore in cortile, a parlare, cazzeggiare e fumare come se non ci fosse un domani. Sarà la sessione, pesante come non mai, sarà che avevamo bisogno di aria fresca e non di una stanza dove si addensavano odori di alcool, sudore e cerone economico.
E si è stati qui a parlare, a progettare una sortita a giugno al paese di Watusso, alla sagra. E già ci vedevaamo, seduti ai tavoli dei campi, le guance rosse di vino, a ridere e scherzare.
Poi abbiamo iniziato a sentire freddo, ed eravamo stanchi.
E siamo saliti, in ascensore ci siamo rinnovati la promessa di farla questa scampagnata.

Probabilmente non la faremo, rimarrà uno dei nostri propositi  a vuoto.
Però è bello fare di questi castelli in aria.

C'era un libro, letto quando avevo 10 anni, che mi piaceva molto. Si chiamava "In attesa della prossima estate", di un certo Haugen, della collana del Battello a Vapore, serie rossa.
Ecco, allora io sono in attesa della prossima primavera, estate, dove non so se questi progetti scenderanno dall'iperuranio per realizzarsi, ma ce ne saranno certamente altri. 

La festa non mi avrebbe lasciato così serena.

                                                                                  Midori

lunedì 4 febbraio 2013

Perfect day with a cherry on the top

Di ritorno da studiare da Zzia.
Giornata proficua e rilassante, con pranzo al parco e un'ora sull'altalena. Gambe a pezzi quindi.
Imbocco il portone, rigida come un golem.
Incontro Watusso.
-Ciao caro. L'esame? Come è andato?
-Bene, a parte errori stupidi, tipo "Di che colore è la macchina rossa?", "Blu". Poi vabbè il risultato vero si saprà a giorni.
-Dai, dai coraggio.
Mi avvicino all'ascensore. Premo. Nulla.
-Ah, Midori...l'ascensore si è rotto.
-Eeeeh?
-Già.
-Potrei dormire nel portone.
-Assumi qualcuno per portarti su di peso.
-E quanti ne devo assumere Watù? Non ne bastano sei.
-Ma che stai a dì. Ne basta uno, scarso.
-Ottimista.
-Cara, ma se sei la metà!

E niente, siccome Watusso è alto tipo due metri è stato difficile, ma non impossibile arrivare a schioccargli un bacio enorme sulla guancia.

                                                                           





                                                                                           Midori








                                              



mercoledì 30 gennaio 2013

Filastrocche e sigarette

Sigaretta dopo cena con Orso ed il Watusso, giù in cortile.
-Midori, ma voi da bambine la cantavate la canzoncina "Quando io sentire odore di banana..."?
-Si, certo! Ci facevamo il gioco sai, a battere le mani. "Quando io sentire odore di banana, subito pensare all'Africa lontana, c'è la tigre nera e gialla, e la pantera dagli occhi blu, ma io penso sempre più al negretto del ciuciumbala ciuciumbala".
-Ecco confermata la mia teoria.
-Cosa Watusso?
-Allora, no, una pensa all'Africa, ma non agli animali! No, lei pensa al negretto! E perché ha pensato subito all'Africa? Per la banana! Banana, negretto...
-Watusso perché la vuoi distruggere? Adesso abbiamo inibito Midori.
-Non sono inibita sono allibita. 
-Mo non te la sarai presa.
-Figurati, tanto lo so che voi due ormai credete che io sia un uomo.
-In effetti...
-Io vi uccido.
-Come se ne fossi in grado. Ti fa schifo tutto, figurati il sangue o i cadaveri.
-E avete ragione. E comunque mi avete distrutto un mito infantile.
-E, ti piaceva a pensare alla banana e al negretto...
-Ora mi avete inibito.

                                                                     Midori