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venerdì 3 maggio 2013

Midori zitella -pt.4 [avrà mai fine questa storia?]

Caffè da me con Orso. 
La bella stagione è arrivata, io sono dimagrita ed ho un sacco di camicioni comprati l'anno scorso. Camicioni moolto larghi. Larghissimi.Che adesso posso sfoggiare con leggings ed amen. Oggi è il turno di quello bianco, il mio preferito.
Cianciamo allegramente. Campanello.
-Salve Midori, c'è  AlexV?
-No, PadronaDiCasa, è a lezione.
-Eh, volevo mi prendesse la pressione. Pazienza.
-Ma vuole un caffè, lo stavo giusto mettendo su?
-Eh, grazie ciccetì. Aaah, ma hai compagnia. [strizzata d'occhio].
-Metto su il caffè.
Preso il caffè, la simpatica vecchina si alza.
-Bella sei Midori! Quanto è bella questa ragazza eh? Bella, bella! [mi stritola in un abbraccio]. Che poi con questo vestitino mi pari una sposina!
-Magari quello no.
-Embè, l'età ce l'hai!
Accompagno PadronaDiCasa alla porta.
-Eh, beceretta beceretta, ma ti vedo palliduccia. Che hai?
-Eh, il ciclo.
-Ah, quel periodo del mese, ti capisco. Ma tranquilla, un paio di pupi ed i dolori passano! Tra un po' non li sentirai neanche più! Mi raccomando di ad AlexV di passare da me quando torna!
-Sarà fatto.

Rientro.
-Ma che ti stava a dire, Midò?
-Niente.

                                                                                      Midori
                                                                                       

lunedì 18 febbraio 2013

Aspettando..

Alla festa di Carnevale sabato son andata pure io. Rimanendo circa venti minuti.
 Fondamentalmente a me Orso e Watusso è venuto lo schifo del mondo in generale, della festa in particolare e della Cattokamikaze che girava avvolta solo da uno strato di carta velina. Con molta non chalance ce la siamo battuta, loro mi hanno aspettato due secondi, il tempo di uscire dal mio abito cinese e di infilarmi in un paio di jeans ed un maglioncino, ma ancora con i chow chow e la frangetta stirata. E  poi siamo andati a prenderci una birra al kebabbaro aperto tutta la notte. Siamo rimasti due ore in cortile, a parlare, cazzeggiare e fumare come se non ci fosse un domani. Sarà la sessione, pesante come non mai, sarà che avevamo bisogno di aria fresca e non di una stanza dove si addensavano odori di alcool, sudore e cerone economico.
E si è stati qui a parlare, a progettare una sortita a giugno al paese di Watusso, alla sagra. E già ci vedevaamo, seduti ai tavoli dei campi, le guance rosse di vino, a ridere e scherzare.
Poi abbiamo iniziato a sentire freddo, ed eravamo stanchi.
E siamo saliti, in ascensore ci siamo rinnovati la promessa di farla questa scampagnata.

Probabilmente non la faremo, rimarrà uno dei nostri propositi  a vuoto.
Però è bello fare di questi castelli in aria.

C'era un libro, letto quando avevo 10 anni, che mi piaceva molto. Si chiamava "In attesa della prossima estate", di un certo Haugen, della collana del Battello a Vapore, serie rossa.
Ecco, allora io sono in attesa della prossima primavera, estate, dove non so se questi progetti scenderanno dall'iperuranio per realizzarsi, ma ce ne saranno certamente altri. 

La festa non mi avrebbe lasciato così serena.

                                                                                  Midori

mercoledì 30 gennaio 2013

Filastrocche e sigarette

Sigaretta dopo cena con Orso ed il Watusso, giù in cortile.
-Midori, ma voi da bambine la cantavate la canzoncina "Quando io sentire odore di banana..."?
-Si, certo! Ci facevamo il gioco sai, a battere le mani. "Quando io sentire odore di banana, subito pensare all'Africa lontana, c'è la tigre nera e gialla, e la pantera dagli occhi blu, ma io penso sempre più al negretto del ciuciumbala ciuciumbala".
-Ecco confermata la mia teoria.
-Cosa Watusso?
-Allora, no, una pensa all'Africa, ma non agli animali! No, lei pensa al negretto! E perché ha pensato subito all'Africa? Per la banana! Banana, negretto...
-Watusso perché la vuoi distruggere? Adesso abbiamo inibito Midori.
-Non sono inibita sono allibita. 
-Mo non te la sarai presa.
-Figurati, tanto lo so che voi due ormai credete che io sia un uomo.
-In effetti...
-Io vi uccido.
-Come se ne fossi in grado. Ti fa schifo tutto, figurati il sangue o i cadaveri.
-E avete ragione. E comunque mi avete distrutto un mito infantile.
-E, ti piaceva a pensare alla banana e al negretto...
-Ora mi avete inibito.

                                                                     Midori

giovedì 20 dicembre 2012

Forche caudine

-Midori, ti stai calma con sta gamba? Ma ti riprendi? Si tratta solo di un esame!
-Ma io mica sono agitata per l'esame di domani...
-Scusa, allora che hai?
-Mi sa che oggi ho deciso di provarci col Sannita.

Questo accadeva alle ore 14.00 in casa Judoka.
Alle ore 17.00 ero nel cortile del condominio con il Sannita a fumare.

-Sai...qualche volta...una sera di queste, potresti venire da me a fumare e ci stiamo un po' lì...
Il Sannita si gira, mi guarda, mi sorride, io mantengo un'espressione quasi neutra, lui allarga il sorriso...
-Cominci ad avere freddo a fumare in cortile, eh?
Io lì, gelata, letteralmente.
-Si, infatti.
Lui riprende a misurare lo spazio di fronte al  muretto a grandi passi. Ok, let's try again.
-In realtà non è che ho freddo, in realtà ci stavo blandamente provando.
Lui si ferma, mi da ancora le spalle. Si gira, mi indica con la mano aperta, come a dire "ma guarda questa qui" e...ride.
E niente, a questo punto la butto sul ridere anche io.
-Si lo so, con questa faccia qui sono poco credibile.
E giù matte risate tutti e due. Nel frattempo la mia vocina interiore bestemmiava con tutto il fiato che aveva in corpo.

Poco fa è passato Orso per farmi l'in bocca al lupo per l'esame di domani.
-Midori, ma stai veramente così agitata? Ti vedo sbattuta.
-Lascia perdere.
-Che è successo? Chi riguarda?
-Indovina.
-Omamma che hai fatto al Sannita?
-Eh...ci ho provato. [il terrore passa nei suoi occhi]No, non gli ho ravanato il pacco, perché pensate tutti sempre a quello? Vi odio.
-Dai...ma come è andata?
-Picche.
Gli racconto.
-Almeno non ti ha smerdato.
-"Midori, ma che cominci ad aver freddo?".
-Ok, ma poteva fare di peggio.
-L'ha detto anche AlexV.
-Già.
-Già.
-Sigaretta?
-Ok.

                                                                                                   Midori

mercoledì 19 dicembre 2012

Dichiarazioni forti

Nel caos assoluto che regola la mia vita ho dei punti fermi da rispettare per sentirmi una persona giusta ed equilibrata. Il carrellino del bagno, ad esempio è abbastanza importante in questo ordine di idee, o truccarmi almeno un minimo ogni giorno.
Altro punto fermo della mia esistenza è che se ci voglio provare con un parente di un mio amico gli devo chiedere il permesso, perché voglio tutele in caso di casini vari.
Per questo motivo un paio di settimane fa ho parlato con Orso.
-Orso, ma...senti...ma... se io dovessi... no, sai, ipoteticamente...ma non è sicuro, ma potrebbe succedere...se ci provasi con tuo fratello il Sannita te la prenderesti?
- Per me non ci sono problemi. Ma è uno stronzo. Lo sai questo vero? E per lui non esistono storie serie al momento.
-Infatti sarebbe molto a stare, scialla...
-Ripeto, sai che è uno stronzo?
-Già...ma mi smerderebbe?
-Non penso.
-E allora ok.Posso contare sulla tua discrezione?
-Certo.

Oggi, mentre accompagnavamo Zzia e Judoka alla metro è capitato il momento "ma ripercorriamo tutti gli scivoloni di Midori in fatto di uomini". E Orso:
-Vabbè Midori, il problem sei tu, che te li scegli tutti lenti.

Zzia e Judoka se ne vanno.
Io ed Orso torniamo verso casa.
-La verità non è che io me li scelgo lenti. Ok, magari anche, ma se poco poco ne scelgo uno normale mi remate contro.
-Non ti sto remando contro con mio fratello.
-Eh, ma state tutti a dirmi che è uno stronzo, di lasciar perdere. Dude mi ha fatto uno schema del perché finirà a schifo.
-Veramente?
-Già.
-Il fatto è che io non so come reagirebbe lui, perché come ti avevo promesso non gli ho detto niente.
-Grazie, per lo meno nel peggiore degli scenari possibili abbiamo evitato la scenetta delle medie.
-Esatto.
-Che poi alla fine non so se provarci o meno.
-Pensaci. Non vorrei che una cosa del genere rovinasse l'amicizia che si è creata tra noi. 
E poi niente, Orso è arrossito ed ha seppellito quel poco di viso scoperto dalla barba sotto la sciarpa, perché lui è un uomo e gli uomini non si lasciano andare a queste dichiarazioni stupide. 
E che dovevo fare, a me quasi veniva da ridere per la contentezza, ma ho fatto l'unica cosa che serviva per sdrammatizzare, gli ho sorriso, detto grazie col labiale e ci siamo presi a spallate sulla strada per casa.

                                                                                                   Midori

giovedì 8 novembre 2012

No, ma figurati

Orso è un caro amico. Il classico prototipo del fisico scascione ma geniale. Dall'inizio dell'anno sto passando un sacco di tempo in più con lui rispetto agli altri anni. Determinante l'aver ripreso a fumare come una turca, devo ammetterlo. La pensiamo anche alla stessa maniera, ovvero che storie serie intraprese a meno di una fermata di metro di distanza tra le abitazioni rischiano di diventare soffocanti. Figuriamoci nello stesso condominio. E così noi si parla delle trombamicizia ideale, bla, bla, bla. In questa blablalogia mai nulla di concreto.
Dopo aver scoperto i tempi di ripresa del Rufo, sono giunta ala conclusione che io non faccio nulla per far succedere qualcosa, ma se succede, succede. E poi si vede sul momento.

In questo spirito ieri sera fa Orso è venuto a casa, perché dovevamo consumare una spesa comune, residuo del week end da isolati.
-Ma siamo solo noi due?
-AlexV è dal suo uomo, e non ha partecipato...
-La Matematica già dorme...
-Amando è uscito...
-Siamo solo noi due...
-Già...
-Comincio a pre...
Ci guardiamo, abbiamo il lampo di illuminazione. E contemporaneamente ci ricordiamo che dobbiamo avvisare Cavallo Pazzo. Disappunto nei suoi occhi? Mah, indecifrabile.
-Pronto Cavallo Pazzo? Sono Midori. Si, io ed Orso stiamo consumando la spesa...ah non ti va? Ok ci vediamo doma...a vieni per la compagnia? Ti aspettiamo.

E Cavallo Pazzo si è piazzato tra noi tutta la serata, avendo cura di mettere in campo tutta una serie di argomenti dei quali una ragazza non dovrebbe mai parlare in presenza di un tipo con cui potrebbe succedere qualcosa.

  • Come sta il Rufo? Ma perché vi siete lasciati?
  • Ma vuoi continuare a dimagrire ad oltranza come le anoressiche o ti fermerai?
  • Ma quindi adesso quanto pesi?
  • Chi pensi sia un bel ragazzo?
  • Ma ti vedremo mai senza trucco?
E simili. Ero abbastanza imbisciata, ma ho mascherato bene, dato che la spesa comune era ottima. Il miglior delta-9-tetraidrocannabinolo che mi fosse capitato tra le mani da mesi (suvvia, non facciamo i santarellini).
In tutto ciò Orso era serafico come Buddha (il nostro amic musicomane, mica il Gautama), mentre cambiava la musica al pc, passando dai Beatles ai Jefferson Airplane, per approdare ai Pink Floyd.

Cavallo Pazzo si è un po' riscattato quando ha messo in campo l'assenzio e da veri studenti fuori sede maledetti ci siamo concessi un bicchierino di fatina verde.

In compenso non si è schiodato da  casa fino a quando anche Orso non se n'è andato.

Ora, io non faccio nulla per far capitare, ma Cavallo Pazzo anche involontariamente fa di tutto per impedire.

                                                                          Midori

martedì 30 ottobre 2012

Allarme

Ieri sera.
-O bimbi, io vado a nanna, che domani ho lezione alle otto.
-A chi lo dici, AlexV, io ho sveglia all'alba...
-Io non ho università. Quindi dormirò fino a tardi.
-Vaffanculo Midori.

Stamattina. Ore 7.04.
WEIIIIWEEEEEIEEEEEEIWWWWEIEEEEEI.
Mi sveglio all'improvviso. Non connetto. Allarme. Allarme antincendio.
Cazzo. Cazzo. Cazzo. Ok, devo uscire. Ma devo coprirmi o farà freddo. Cazzo. Cazzo. Mi infilo i jeans ed una felpa da sopra il pigiama. Cazzo. Nell'ingresso mi incrocio con AlexV ed Amando. Ci segue l'uomo di AlexV. Non c'è adrenalina, siamo ancora morti di sonno. Sul pianerottolo incrociamo gli altri, scendiamo le scale, poi punto di raccolta.
-Gente falso allarme. Quasimodo del 7b ha bruciato il caffè sul fornello.

AlexV ripeteva "Io vi odio. Tutti. Vi odio". Amando ha bestemmiato ed è scappato in università. Io ero basita. L'uomo di AlexV taceva con uno sguardo assassino. Quasimodo si è fatto piccolo piccolo ed ha avuto la geniale idea di sparire, dato che rischiava il linciaggio. Cavallo Pazzo ed Orso avevano gli occhi sgranati.
-Ragà, caffè da noi?
-E andiamo.

Come tutte le vittime di calamità naturali (in questo caso la calamità è Quasimodo) ci siamo trovati in salotto, con plaid sulle spalle e tazze di caffè fumanti.
AlexV continuava a ripetere "Vi odio tutti".

Non riuscivo a darle torto.

                                                 Midori

PS: Io non ripetevo "Vi odio tutti". Ripetevo "Devono morire tutti", rivolto a chi ha fatto scattare quel dannato allarme proprio mentre mi alzavo dal letto, traumatizzandomi a morte.
Alex V