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venerdì 17 maggio 2013

So long, so gone.

Ogni tanto la mia bacheca Facebook si popola di fantasmi. Mica di gente morta, solo di amicizie perse via via per strada. E allora divento curiosa e spizzo un po' tra le foto, i post, per vedere come se la passano le persone che ad un certo punto sono state importanti nella mia vita. Di alcune me ne importa poco, perché, si sa, le persone cambiano. E magari l'amicizia è finita anche per quello.

La mia migliore amica per i primi quattro anni del liceo è una di quelle persone che mi mancano poco, temo. Un po' perché ho scoperto che con me non è mai stata del tutto sincera, un po' perché non riesco a capire se sia cambiata o se sia sempre stata così. Frivola, chiusa nella vita da provincia, con lo stesso ragazzo da quando aveva quindici anni. Quando penso a lei, penso a Le Rane, dei Baustelle. Io me ne sono andata, se vuoi ti ho tradito. Ma alla fine è stato un allontanamento reciproco, lo ammetto, non ci ho sofferto più di tanto.

La persona che più mi manca è un'altra.
Avevamo sedici anni, diciassette da compiere. Corso di inglese, reciproca simpatia tra me, lei e Lucia. Un'amicizia cominciata grazie ai cartoni animati Disney e alle patatine fritte dopo lezione.

Ci trovavamo, ci trovavamo tanto. Si era un po' in una fase di caduta libera, tutte e due. Lei usciva da una storia importante. Io avevo voglia di innamorarmi. E cercavamo le farfalle nello stomaco, parlavamo di questi ragazzi che ci avrebbero amate e di quando saremmo scappate dalla provincia, dal soffocare. Ridevamo, ma con lei avevo una confidenza che adesso ho solo con AlexV e Amando. Con lei mi ero aperta del tutto. E lei con me.

Sono secoli che non ci sentiamo. I nostri rapporti si erano già allentati quando ero ancora giù.

Per colpa mia.

Ad un certo punto ho smesso di chiamarla. E per lei non era un momento facile.

Un giorno avrò il coraggio di mandarle una mail.

                                                         Midori

sabato 9 febbraio 2013

Il segreto del boudoir

Leggiucchiando qua e là vari blog,in particolare stavolta Queen Zita, mi è tornata in mente la questione "trombamico": me lo faccio o non me lo faccio?
Allora, ripensandoci bene posso dire di averne avuti un paio. Che poi non potrei nemmeno chiamare trombamici in senso stretto...ma non soffermiamoci su queste piccolezze.
In realtà la più grande esperta di trombamici che io conosca è la mia amica Orange: lei è l'unica che ha saputo fare suo il principio stesso della "trombamicizia", al contrario di noi altre povere mortali che hanno saputo fare solo casini.
Il trombamico, per essere davvero tale, non deve essere un amico. 
Non si deve condividere niente con il trombamico, se non l'intesa sessuale.
Ora, io, checché ne dica (e checché se ne dica), non so se riuscirei alla leggera a vedermi con uno solo per fare un po' di salutare fiki fiki. Cioè, con uno con cui non ho niente a che fare per tutti gli altri aspetti della mia vita.
E questo è il primo errore, che mi ha portato a scegliere come potenziali "compagni di letto", persone con i quali avevo un rapporto d'amicizia parecchio intimo. 
Detto così, sembra quasi la naturale svolta di una storia di amicizia che diventa amore...solo che in questo caso l'amore non c'entra proprio! Ma neanche alla lontana, ma neanche per sbaglio!
E comunque, per spezzare una lancia a mio favore, non sono stata mai io a iniziare. Era la loro amicizia che evidentemente era interessata a qualcos'altro. Colpa mia se li ho lasciati approfittare, e colpa loro se poi si sono ritrovati fregati: a ciascuno il suo.
Adesso che sono felicemente accoppiata con il MioUomo, più ci penso,a questa cosa del trombamico, meno ha senso: cioè, una dovrebbe prendere accordi per scopare con la stessa persona, tot volte ogni tot tempo. Così, per sport. E rispetto a una relazione, non ho tutti quei fastidiosi legami o quel senso di dovere che mi lega all'altro, e mi spinge a condividere qualcosa di più oltre a un lenzuolo sudaticcio.
Visto dall'altro lato del fiume, questa cosa mi sembra un po' forzata.
Però, d'altro canto, l'andare a letto con un amico significa dare l'estrema unzione all'amicizia: non mi vengono in mente casi di amici che, dopo aver avuto una storia di letto, e averla conclusa, abbiano anche continuato a essere amici. E' anche vero che il mio range d'età analizzata e vissuta, è ristretto: tra i 16 e i 23 anni!
Però più ci penso, a quest'ultima cosa, più questa cosa mi fa tristezza: buttare la possibilità di ridere,scherzare, sfogarsi di fronte a un caffè per 10 minuti di follia.
Senza contare che in entrambe le mie esperienza, la mia controparte virile e priva di sentimenti si è innamorata. Di me. Rendendo il tutto tale e quale a una relazione che finisce.
Il che è triste, brutto, scocciante, stressante.
E poi sono io la stronza di turno, cosa che non mi diverte neanche più tanto.
Starò diventando saggia?

Friends with benefits: più che benefits, mi sembrano handicap. Io scopo con te, tu scopi con me, punto e stop.E' una relazione senza legami, senza sentimenti. Facile a dirsi. E poi vabbè, scusa, ma se sono single, io vado e mi giro il mondo, mica uno solo. A quel punto c'è un bug nel sistema:che m'importa di mirare alla relativa sicurezza di avere lo stesso sempre pronto a portata, meglio cambiare. Certo, così si ha anche la relativa sicurezza di prendersi qualcosa, ma tanto qui si parla per assurdo. 
Ma probabilmente parlo così perché la mia situazione sentimentale è un'altra: si fa presto a parlare in questi termini, quando si sta nella bambagia!

In ogni caso,se non si vuole una relazione, meglio uscire ogni sera con uno diverso. E se non ogni sera, almeno 2/3 settimane. 
Certo, in inverno e in tempo di esami, quello che frega è la pigrizia. Ma non preoccupiamoci più, da oggi c'è l'apposita app sul telefonino: Bang with friends.
La notte è troppo buia per affrontarla ancora una volta da soli?
Sei stufo di perdere tempo a menartela sui siti porno, o a consumare il vibratore?
Voglia irresistibile di un po' di divertimento mordi e fuggi?
Bang with friends è la risposta alla noia della singletudine! E senza le scocciature di un partner fisso!
Non bastava l'approccio facilitato con facebook, adesso c'è anche la pratica applicazione: basta iscriversi, non serve più nemmeno tastare il terreno: se sei nella rete, vuol dire che aspetti giusto quello!
Quello che mi fa riflettere, è che tutti alla luce del giorno disconoscono questo modo di agire, e danno la colpa all'amoralità della società moderna, ma poi...se questa app esiste, vuol dire che c'è quel qualche migliaio di gente che la usa!
E va bene, però così mi togli pure il brivido della conquista!

Tra il serio e il faceto,

Alex V



venerdì 25 gennaio 2013

Come fratellino e sorellina

-Voglio venti minuti per riposarmi, prima di iniziare a studiare. Ma venti minuti buoni, con la tapparella tirata giù e steso sul letto.
-Senza occhiali.
-Senza occhiali.
-Ti faccio compagnia?
-Mi fai compagnia.

Tirata giù la tapparella, stesi vicini sul letto di Amando, gli occhiali sul comodino, senza dormire, ma parlando nella penombra.

-Hai presente la mezzora del riposino all'asilo?
-Si, solo che le suore ci avrebbero picchiato, perché maschietto e femminuccia sula stessa brandina, no, non si può.

Non dormire, ma riposarsi così, ad occhi chiusi, parlando ogni tanto e dicendo tante cattiverie su chi ci sta antipatico. Niente doppi sensi, nessun fraintendimento, come fratello e sorella. O come due grassi gatti da appartamento acciambellati insieme sullo stesso cuscino (cosa nella quale ci vogliamo reincarnare).

-Sono già passati venti minuti?
-Sono passati ventidue minuti. A questo punto facciamo mezzora e amen.
-Sai che poi sarà traumatico alzare la tapparella, vero?
-Cazzo, si.
-Andiamo per step. Metti Heartbeat, poi ci rimettiamo gli occhiali e poi alziamo la tapparella.
-Ok.


La canzone finisce, la tapparella è alzata.
-Alle cinque pausa?
-Ok. Però questa cosa del sonnellino è da rifare.
-Mi sa proprio di si.
-A dopo cara.
-A dopo Amando.

                                                                                   Midori

martedì 22 gennaio 2013

Epilogo

Io non ho mai avuto la mania di fare o farmi fare delle foto. Oddio, se le fanno,non mi copro il viso con la mano, ma se non le fanno, amen, io ho una compatta che non uso mai. 
Infatti facebook è il mio archivio fotografico,sono foto fatte da altri,feste, gite, cose così, che poi anche se la qualità è scarsa chissenefrega, tanto per me le foto hanno più un valore affettivo o documentaristico, per così dire, delle varie fasi della mia vita, che un valore estetico (mica mi chiamo Dude, io, e non faccio le foto ai bicchieri di caffè o alle volte di fumo e non so usare photoshop- mea culpa e mia ignoranza).
Però quando oggi è spuntata la foto di classe dell'ultimo anno di liceo, un po' di nodo allo stomaco l'ho provato.
A me non piace Venditti, però la prima cosa a cui ho pensato è stato il motivetto 
-compagno di scuola-compagno per niente-ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?-
Io non sono entrata in banca, ma se miei compagni di classe si sono salvati dall'usura del tempo me lo sono chiesta-anche se il tempo passato è davvero poco.
Eppure, si può stilare già un piccolo epilogo di come è andata a finire.
Qualcuno ha intrapreso l'università, con più o meno successo, qualcuno ha smesso, qualcuno ha ripreso, qualcuno ha cambiato, qualcuno lavora.
Alcuni sono rimasti, altri se ne sono andati.
Più della metà all'epoca era fidanzata, ma solo 2 coppie sono rimaste le stesse di quell'anno.
C'è chi ha avuto un figlio, e chi è andato in Erasmus.
Alla fine le mie amiche sono 3, più pochi altri che sento saltuariamente, ma sempre volentieri.
Più di tutti rimpiango il mio amico Tinfo, che ho incontrato una volta alla stazione, e che non tiene più rapporti con nessuno. Nella foto, come anche nella foto dell'anno precedente, sono vicino a lui, e sorridiamo. 
La verità è che il tempo, lo spazio, ma soprattutto la pigrizia, tirano brutti scherzi, e finisce che ci si perde di vista.

Persone con cui si condividono 5 o 6 ore per 6 mattine a settimana, per 5 anni, che poi diventano estranei appena usciti i quadri della maturità.
A volte è un sollievo, altre volte è più triste.
E allora ci sono le foto.

Alex V

PS: LuciusDay,quando ci hai invitato io stavo scrivendo l'incipit di questo post. Che sia telepatia bloggeresca?

PS2: reinvito all'invito di Lucius tutti gli interessati ;)





domenica 13 gennaio 2013

Pomeriggio spompo di domenica

Non ci sono premesse migliori: una gonna (e svariati altri capi di vestiario femminile) nuova, lo studio che procede fin dalla mattina presto e il tempo da casa, buono per il tè e per guardarsi semmai un film.
Poi però Midori torna sprisciata e,maledetta empatia, la giornata si rivela per quello che è: una domenica triste e uggiosa, con il MioUomo che rompe ché la gonna è trasparente, e voglia di studiare zero. Che poi, per la gonna c'è il sottogonna apposta, ma evidentemente non va bene neanche quello.
E allora vorrei davvero uscire per rivedere quelle solite tre facce del paesello, dove vai,come stai, cosa brighi o meni, e gira e rigira le persone son sempre quelle. E' una cosa che nel vivere fuori ho imparato ad apprezzare.
Che poi, è vero, ci sono quelle serate che anzi che ritrovarsi nel solito posto alla solita ora ti strapperesti le vene a morsi e rimani a casa sotto il plaid a vedere Masterchef o XFactor o Servizio Pubblico, che tanto ormai son tutti uguali.
Però alla fine vai fuori, e due risate le strappi sempre. 
Ché qui a Roma la vita è tanta, la vita è bella, ci sono sempre un sacco di cose nuove,un sacco di posti in cui andare, ma a volte la sicurezza di un posto piccino, tranquillo, anche un po' ripetitivo non guasta mica.
Ché per come la vedo io, per quello che ho imparato, non conta dove sei, ma con chi. Ma forse anche questo è relativo.
C'è quel giorno in cui sei la persona più solare e simpatica del mondo, e sorridi a tutti quelli che incontri, e saluti in giro e così via, ma magari, il giorno dopo, anche no.
Misantropia portami via. 
E' tutta una questione di tempistica: nel posto giusto al momento giusto, certo, fondamentale, ma si deve anche essere nell'umore. 
Sono stufa delle solite facce versus Non ne posso più di tutta questa gente nuova.
Anche se a volte prenderei tutti a testate, amici, conoscenti e non.
E così fuori piove, e il tè me lo prendo da sola e ci sono gli appunti da ripassare...

...e poi arriva Amando e risolleva l'umore delle truppe con il suo pesce.
Di pasta di mandorle.
Che, tanto per cambiare, ho appena finito.

Alex V



domenica 6 gennaio 2013

Epifania che tutte le feste si porta via

E così, anche per queste feste abbiamo dato: sono tornata a casa, ho rivisto i vecchi amici, ne ho incontrati di nuovi, ho riso, bevuto e scherzato. Mi sono fatta (nuovamente) immortalare con i vibratori della mia amica Orange (regalati comunque da me), e come una coppia che scoppia ci siamo fatte conoscere e riconoscere in tutti i bar della zona, tanto che i baristi quando ci vedono da lontano mettono già due menabree sul tavolo. Ho patito il freddo delle ronde notturne per la città, a cercare Mario in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, senza per altro salutarlo quando lo trovavamo, perché siamo asociali doc, noi. E con noi è la Orange che parla di se stessa con pluralis maiestatis. 
Ho assistito a risse da saloon con tavoli e sedie per aria, almeno fino a che il Barista non ha barricato il locale e chiamato la polizia. Credo sia stato allora che ho anche notato quanto il Barista sia carino...e a quanto mi racconta la Orange pare l'abbia notato pure lui...ma in contemporanea ho anche sentito (un po' a sorpresa) quanto visceralmente mi manchi il MioUomo. Per non parlare della mia Midori, Amando mio e Dude. A Dude gliel'ho pure detto, che mi manca. Non me l'aspettavo e non se l'aspettava, e si è sciolto.
Ho rigorosamente evitato di rispondere al Ricciolo o di fare gli auguri a Lui, il mio ex. 
Un nuovo anno è iniziato bene, e ho intenzione di continuare a farlo funzionare così.
Oggi si riparte, la voglia si divide tra quella di restare e quella di partire. E a dispetto della mia latitudine, parto meridionalizzata, con pacchi e pacchettini di dolci e torte di casa, da condividere in compagnia. 
Mi mancherà la lingua di casa, un po' strascicata e grezza e anche volgare e fastidiosa, mi mancherà camminare per 5 minuti e arrivare al mare, e mi mancherà il non far niente a oltranza. Ma tornare a Roma fa parte del gioco. Almeno, non c'è il rischio di annoiarsi.

Alex V

giovedì 3 gennaio 2013

Epopee d'amore

Tanto per concludere un ciclo: la travagliata epopea d'amore di Dude è finita. Dopo essere stato mollato (per un'altra donna), averci provato a sua volta con un'altra, essere stato rifiutato, averci riprovato con Ipazia, che nel frattempo aveva lasciato la sua bella straniera, essere stato rifiutato, averci riprovato ancora, alla fine ce l'ha fatta: Dude ha coronato il suo (momentaneo) sogno d'amore e si è rimesso con Ipazia. 
Questo vuol dire che nei prossimi mesi sarà più tollerante e tollerabile. E questo è bene. 
Del resto, come dice lui "Alla fine, una <<scivolata>> in una coppia ci può stare". E se la <<scivolata>> della tua ragazza è con una che alla fine ha il suo stesso sesso, ci può stare ancora di più. Apprezzo il fatto che almeno all'inizio abbia evitato di dirle "Ma allora mi ci butto in mezzo". In effetti, forse è stata la prova del nove anche per Ipazia.

Chiuso un ciclo, se ne apre un anno. Presento il caso: Orange, la mia amica storica, ha preso una sbandata per Mario, che vede in palestra tutti i giorni. 
Ora, lo step "amico di facebook" è stato superato già da un po'.
Solo che siccome io non mi relaziono se non con persone complicate, sono sì amici su fb, si vedono sì tutti i giorni in palestra, ma non si parlano. Nel senso che non si dicono nemmeno ciao. Perché la mia amica è stitica. Con i saluti, s'intende. 
Ma forse qualcosa si muove nell'aria: lui le ha scritto sul social network. Per chiederle se secondo lei l'1 la palestra era aperta. 
Adesso, IO PRETENDO che lei almeno gli dica Ciao quando lo incontra per strada. 
Delirio. Disagio. Passiamo le giornate su uno scoglio a guardare il mare e a fare discorsi filosofici pieni di se e di ma
Che poi, voglio dire, di cosa stiamo parlando. Al di là del fatto che essere amicicci su feisbùk e poi non parlarsi nella vita reale è deprecabile, questa cosa non ha senso: quante storie per un semplice Ciao!, magari anche senza punto esclamativo.
Tremo al pensiero del "ci prendiamo un caffè".

Quanto sarà travagliata questa nuova epopea?
Ai posteri l'ardua sentenza...

Alex V

mercoledì 19 dicembre 2012

Dichiarazioni forti

Nel caos assoluto che regola la mia vita ho dei punti fermi da rispettare per sentirmi una persona giusta ed equilibrata. Il carrellino del bagno, ad esempio è abbastanza importante in questo ordine di idee, o truccarmi almeno un minimo ogni giorno.
Altro punto fermo della mia esistenza è che se ci voglio provare con un parente di un mio amico gli devo chiedere il permesso, perché voglio tutele in caso di casini vari.
Per questo motivo un paio di settimane fa ho parlato con Orso.
-Orso, ma...senti...ma... se io dovessi... no, sai, ipoteticamente...ma non è sicuro, ma potrebbe succedere...se ci provasi con tuo fratello il Sannita te la prenderesti?
- Per me non ci sono problemi. Ma è uno stronzo. Lo sai questo vero? E per lui non esistono storie serie al momento.
-Infatti sarebbe molto a stare, scialla...
-Ripeto, sai che è uno stronzo?
-Già...ma mi smerderebbe?
-Non penso.
-E allora ok.Posso contare sulla tua discrezione?
-Certo.

Oggi, mentre accompagnavamo Zzia e Judoka alla metro è capitato il momento "ma ripercorriamo tutti gli scivoloni di Midori in fatto di uomini". E Orso:
-Vabbè Midori, il problem sei tu, che te li scegli tutti lenti.

Zzia e Judoka se ne vanno.
Io ed Orso torniamo verso casa.
-La verità non è che io me li scelgo lenti. Ok, magari anche, ma se poco poco ne scelgo uno normale mi remate contro.
-Non ti sto remando contro con mio fratello.
-Eh, ma state tutti a dirmi che è uno stronzo, di lasciar perdere. Dude mi ha fatto uno schema del perché finirà a schifo.
-Veramente?
-Già.
-Il fatto è che io non so come reagirebbe lui, perché come ti avevo promesso non gli ho detto niente.
-Grazie, per lo meno nel peggiore degli scenari possibili abbiamo evitato la scenetta delle medie.
-Esatto.
-Che poi alla fine non so se provarci o meno.
-Pensaci. Non vorrei che una cosa del genere rovinasse l'amicizia che si è creata tra noi. 
E poi niente, Orso è arrossito ed ha seppellito quel poco di viso scoperto dalla barba sotto la sciarpa, perché lui è un uomo e gli uomini non si lasciano andare a queste dichiarazioni stupide. 
E che dovevo fare, a me quasi veniva da ridere per la contentezza, ma ho fatto l'unica cosa che serviva per sdrammatizzare, gli ho sorriso, detto grazie col labiale e ci siamo presi a spallate sulla strada per casa.

                                                                                                   Midori

sabato 24 novembre 2012

Le affinità elettive

I parenti non si scelgono, gli amici sì.
Ma se un tempo, da bambini, farsi degli amici era facile come bere un bicchier d'acqua, crescendo le cose si complicano. Perché anche l'amicizia, come l'amore,anzi meglio, come le persone, è una cosa complicata. Essere amici richiede uno sforzo notevole:mica si può essere amici di tutti, e mica tutti possono essere tuoi amici!
Prima di tutto, bisogna essere in due a volerlo. E ancora prima di tutto, ci dev'essere quell'affinità che ti spinge a voler diventare amico di un'altra certa persona.
Soprattutto quando si hanno amicizie provate e consolidate, diventa difficile trovare il tempo, la voglia e lo spazio per crearsene di nuove da zero.
Però penso a un sacco di gente con cui sono venuta in contatto e che ho poi perso di vista, per pigrizia, svogliatezza o semplicemente perché è così che succede. E mi dispiace, perché come a volte son sicura che con una persona non si potrà mai andare oltre il Buongiorno/Buonasera di cortesia (io per queste cose sono istintiva, vado a pelle), altre volte mi accorgo che inspiegabilmente quel soggetto mi piace, e che potrebbe venirne fuori qualcosa di buono.
Ad esempio, all'università: ci sono persone con cui passo dalle 5 alle 8 ore tutti i giorni, mi trovo pure bene, ma poi non trovo il tempo di frequentare al di fuori. 
Anche perché io sono esigente con le amicizie. Pretendo. E per pretendere si deve anche dare. Quindi per costruire un'amicizia bisogna impegnarsi.
Un minuto di silenzio per tutte le amicizie che ho perso o che non ho voluto o potuto costruire.
E adesso un sorriso per quelle che mi sostengono tutti i giorni.

Alex V

giovedì 22 novembre 2012

Questione di...Karma!


Pigiamoni, telefilm a letto(Downton Abbey è la nostra nuova fissa), tazzone di tè caldo, plaid. Praticamente, è la serata BFF, solo che siamo coinquilini, quindi è una cosa che si ripete 4 o 5 volte a settimana.
E la dedichiamo a fare il punto della situazione. Scoprendo che le nostre vite sono dominate dal Karma. Che lo vogliamo o no, non possiamo sfuggirgli.

Io sono attorniata da ingegneri fin dalla nascita: mio padre è ingegnere, il MioUomo è ingegnere, il mio miglior amico è ingegnere, il Ricciolo è ingegnere, il mio primo bacio adesso è ingegnere...insomma, ingegneri, ingegneri ovunque! 
E non sono io che me li cerco, sono loro che mi si mettono fra i piedi!
La cosa pregnante della faccenda è che in generale io, gli ingegneri, li trovo a pelle insopportabili:solo perché hanno avuto/hanno una vita impossibile all'università pensano di essere superiori al resto del mondo. Neanche fossero medici.

Amando è perseguitato dalla religione: non credente, anticlericale, promiscuo, costretto ad andare a scuola dai preti da tutta una vita,si invaghisce sempre di gente che prima lo cerca assiduamente,la fa annusare ben benino, gli manda messaggi subliminali al limite della decenza e poi finisce una sera sulla porta di casa , ubriaca, a dire:

"Scusa, sono troppo cattolica per venire a letto con te"

Questa batte perfino il Melandri e l'Alluvione di Firenze!
Ed è la terza volta che succede!
(certo, Amando, che avere lo scaldaletto cinese con disegnato sopra un Kitchissimo Gesù a cui si illumina l'aureola quando è pronto, non aiuta molto a redimere il tuo compromesso Karma...)

Midori invece incappa all'improvviso in tipi estremamente fascinosi, eleganti, ben vestiti e miracolosamente single, con cui si ritrova a bere 7mila caffè e fumare 10mila sigarette, parlando della vita, l'Universo e tutto il resto.
Per poi scoprire, proprio quando ormai ci aveva fatto la bocca, che sono omosessuali. 
Scusa, cara, pensavo l'avessi capito.*
(*tipica frase di rito che smonta Midori e tutti i suoi film su una notte bollente)

Al Karma non si sfugge, proprio no.

Alex V






Dudescamente

-Stanotte siamo andato a letto alle 4.
-Tu e chi?
-Ipazia. 
(Ipazia è la ex di Dude. Che al momento sta a 5 regioni di distanza.)
-Capisco. E che ne è venuto fuori? Novità?
-Si è lasciata.
-Mmm. E quindi?
-E' un periodo che compro solo cose grigie. 
-Buono: il grigio è un colore facile: ci puoi mettere insieme praticamente qualsiasi altro colore, da quelli pastello alle tinte più audaci, e andare comunque bene. Meno cupo del nero, non si sporca come il bianco, difficile che stinga, più facile da mettere del marrone. 
In generale, mi sembra un'ottima cosa, non trovi?
-Non so. Questa cosa del grigio è una costatazione.

Ora che ci penso, potrei quasi usarlo per una pièce teatrale alla Beckett maniera.

Alex V

martedì 20 novembre 2012

Domande a risposta aperta: DUE

2-Se il vostro migliore amico continuasse a sentirsi con la ex (che nel frattempo ha ammesso di avere un'altra persona) e contemporaneamente non mollasse il flirt con la ragazza della domanda 1, dicendo:

E' vero, soffro, ma se non le sentissi entrambe la solitudine mi atterrerebbe

visto e considerato che:
- quando si sentono, la sua ex ammette il suo senso di colpa
- lui vede il suo senso di colpa e ritiene di avere un grosso ascendente su di lei
- l'altra non si muove di un dito dalla sua posizione (come già preventivato)
- lui con la sua ex ci tornerebbe pure
Voi, al vostro amico, cosa gli direste?

Soluzione (reale) al quesito precedente:

Qualcuno deve pur dirtelo: quella non ci sta con te, è solo una soluzione di comodo, perché le piace flirtare, e giocherà sul fatto che tu hai frainteso. 
Comunque, se la cosa ti distrae e ti diverte, alla fine, fai quello che ti pare. Cosa che avresti fatto comunque.

Si ringraziano tutti i partecipanti per le soluzioni proposte.
Particolare menzione va a Raffy, o meglio, alla risposta della Nonna di Raffy.

Alex V

lunedì 5 novembre 2012

Baccellieri e corone d'alloro

Oggi sono stata a una festa di laurea, o meglio, a 3 feste di laurea in 1. Tutti, ovviamente, amici del MioUomo. Questo significa che la mattinata è trascorsa ascoltando lavori di ricerca di cui, mediamente, non ho capito un cazzo fico secco.
Il post-tesi invece è stato qualcosa di divertente e imbarazzante insieme: io di solito ho una gran memoria per le fisionomie, ma quelle degli amici d'università (e rispettive consorti) del MioUomo proprio me le perdo in maniera inspiegabile...adesso me la cavo bene solo con i più stretti, ma in linea di massima: ogni volta è come la prima. E per associare a una faccia il corretto nome poi, non vi dico...in breve, le prime due ore le ho passate a stringere mani e baciare guance di gente che mi salutava per nome e sapeva tutto di me, vita morte e miracoli. Amici da una vita, insomma. Io, di mio, ho sorriso un sacco. Il MioUomo, come sempre fa in queste situazioni, sparisce. E peccato che sparisce, che volevo godere della vista delle sue bretelle. E mannaggia a lui che non si è lasciato mettere pure il farfallino!
E io in tutto questo continuo a sorridere. In realtà alla fine vado a infoltire le fila del gruppo "ragazze di ingegneri". Che mediamente sono ingegneri. Grande! 
Ma ci sono anche personaggi che un giorno saranno molto noti nel mondo della moda, e che per adesso si limitano a elencarti i nuovi trend di stagione ti squadrano dall'alto in basso o meglio dal basso in alto (nonostante i trampoli) in stile "Ma come ti vesti?". Bene, come vuoi che mi vesta? Ho una cravatta del MioUomo, e questo non dovrei essere io a spiegartelo.
Ah, e comunque, prima di andare in giro con quell'aria da Carla Gozzi de noartri, abbottonati la patta dei calzoni, che le tue mutande a fiori non interessano a nessuno.
O stai cercando di lanciare una nuova moda?

Alex V

PS: pubblici ringraziamenti alla ragazza del migliore amico del MioUomo, che è ingegneressa pure lei ma almeno è una persona simpatica e alla mano. E, guarda caso, anche lei è "nuova" della compagnia.

domenica 30 settembre 2012

De amicitia

Nella mia vita, mi sono sempre circondata di un sacco di persone per divertirmi e ridere e scherzare. Per confidarmi,invece, ne ho scelte sempre molte di meno.Ora come ora,ne ho più o meno quante le dita di due mani, equamente distribuite tra Roma e casa, e sono felice di costatare che stanno superando bene la prova tempo, e la prova distanza. Devo dire che mi è andata quasi sempre bene, con le amicizie. Insomma, col senno di adesso, non posso lamentarmi. 
Non è che io non abbia commesso i miei, di errori, nei confronti degli amici. Oh, si sbaglia tutti, e io per carattere non sono una che per un errore sbarra la porta o ti toglie il saluto. Adesso però vedo il mio errore più grande nei confronti dei miei amici, soprattutto delle mie amiche del liceo, errore che oltretutto, recidiva,ho commesso per ben due volte di fila: lasciare che l'"amore" soverchiasse l'amicizia. 
Per ben due volte,ho permesso alla mia prescelta metà di inglobare tutto il mio mondo, di diventare il mio unico mondo. Per ben due volte, quando mi innamoravo, non esistevo più per nessuno. 
Ingiustificabile, lo so.Ma ero giovine e stolta.
Non è un caso se quelle relazioni non hanno superato la prova del tempo, e non è un caso che le amicizie più strette, a casa, le abbia costruite dopo aver defenestrato Lui. 
Devo anche dire che con quelle di Roma è stato quasi più facile, le ho coltivate più sapientemente, avevo un po' più di sale in zucca.
Se guardo al passato, mi stupisco che la mia migliore amica sia rimasta al mio fianco sempre e comunque. Facendomi delle lavate di capo (fin troppo leggere!) però è rimasta.
Proprio dalla Orange, ho imparato che l'amicizia e l'amore sono due cose ben distinte, e che non è giusto che l'amore annienti l'altra: le due cose possono felicemente correre sullo stesso binario, lasciandosi spazi e tempi reciproci. Oddio, questa cosa l'ho maturata io adesso, perché per la Orange la questione è molto più elementare: l'amicizia viene prima, punto.
Io le ho ridato il giusto valore,e per certi versi mi confronto più con i miei amici che non con il MioUomo; in effetti forse dovrei fare una revisione anche della concezione che ho dell'amore, perché mi si sono creati certi paradossi che...vabbè, lasciamo stare per ora. 
Comunque, il MioUomo è il MioUomo. E poi ci sono i miei amici, che corrono in parallelo. I miei migliori amici sanno tutto di me, come il MioUomo, più del MioUomo. Che non è il mio migliore amico. E' il MioUomo, ne sono innamorata, ma amicizia e amore sono due cose diverse. Mi aspetto tanto da entrambe, e da entrambe mi aspetto anche cose diverse.
Insomma, da quando ho imparato a coltivare le mie relazioni interpersonali, da quando ho capito che io non sono certo indispensabile, e che le persone diventano amici perché è una cosa bella, bhè, caspita, mi ci impegno. E son felice d'impegnarmi, perché è davvero gratificante, proprio a livello di circuiti neuronali.
Mi rendo anche conto di essere diventata esigente. Mi aspetto che i miei amici ci siano, per me, come io ci sono per loro. Fisicamente e non. Mi aspetto comprensione, consigli, complicità. Non mi aspetto del sesso, ecco, quello no. Neanche lo voglio, visti i risultati disastrosi  che derivano dal mescolare le due cose (a volte tre, ci si infila anche l'amore). Però, come io mi metto in gioco e a loro disposizione, mi aspetto un minimo di ricambio. Anche perché sennò non è amicizia, è sfruttamento. 
Quello che non mi aspetto, è che un mio amico mi tradisca. Cioè, non da un amico amico. Posso sopportare le sviste, posso capire la differenza di carattere. Ma certe cose mi mandano fuori dal brocco.
Cioè, se succede,quando succede, mi incazzo. E non poco. Perché se ti ho raccontato una cosa, e ti ho detto esplicitamente di non dirla, bhè, eccheccazzo, allora vuol dire che non la devi dire. Soprattutto se te l'ho raccontata come confidenza, come sfogo personale, sfogo di rabbia, perché non sapevo proprio a chi raccontarla, e sapevo che il MioUomo non mi avrebbe capito (e in quel momento non volevo minimizzare, volevo proprio solo sfogarmi).
Anche perché poi, che l'hai raccontata, razza di deficiente, lo vengo a sapere. E il minimo che puoi fare, è scusarti. A me non me ne frega una beata minchia del perché e del per come, del fine che giustifica i mezzi, del fatto che tu pensavi e tu volevi e tu non immaginavi che poi e l'hai fatto a fin di bene. Che se guardiamo tutte queste cose, bada che sono d'accordo. Però il punto è un altro: TU QUELLA COSA NON LA DOVEVI DIRE. PERCHE' IO, IN QUALITA' DI TUA AMICA, TI AVEVO DETTO DI NON DIRLA. E TANTO BASTA.
Non è "Votami, ti spiegherò poi", è un "Mi sto sfogando, sei mio amico,'sta cosa te la devo dire perché voglio un appoggio, ho bisogno di un ascolto, e, cazzo, cuciti quella bocca, invece di raccontarla". Invece, per tua presunzione (e questo per tua stessa ammissione), hai pensato che tutto sommato andava detta. In questo modo, non solo mi hai mancato di rispetto (se intendevi comunicarla con tutte le buone intenzioni che mi hai detto ora, bhè, grazie al cazzo, potevi dirmele anche prima di parlare, e io ti avrei anche dato ragione), ma hai pure tradito la fiducia che avevo riposto in te. E BADA CHE MI INCAZZO PERCHE' NON E' LA PRIMA VOLTA CHE SENTO DIRE IN GIRO COSE CHE TI HO DETTO E CHE TI HO DETTO DI NON DIRE (cose, a volte, che pure mi riguardano). Ma che cazzo, ti avevo detto di non dirlo. 
Ti avevo detto "Oh, mi raccomando, questa cosa non dirla. Te la sto dicendo perché mi dovevo sfogare". Ti avevo detto di non dirlo. Ti avevo detto che me la sarei vista da sola. Invece no.
Hai dovuto parlare. HAI DOVUTO FARMI INCAZZARE. 
MI INCAZZO PERCHE' TU TE NE FREGHI. So che siamo amici, e siamo ancora amici, perché io, al contrario di te, le situazioni le capisco. MA MI INCAZZO PERCHE' OGNI VOLTA CHE TI METTO ALLA PROVA, TU PUNTUALMENTE FALLISCI.
E fallisci perché, nella tua infinita presunzione, non ci pensi, che anche gli altri, ogni tanto, possano aver ragione. E io mi incazzo. 
Mi incazzo parecchio, Dude.

Alex V

mercoledì 19 settembre 2012

Piove (e stavolta non graffette)

La pioggia di graffette che ha invaso camera di Midori ieri sera doveva evidentemente essere un presagio di quella che si sarebbe scatenata stasera in quel di Roma. Non è un nubifragio, ma è quanto basta per farci rimanere chiusi a casa...a studiare!
Eh sì, se parlo del tempo che fa vuol dire che sono proprio alla frutta...
La verità è invece che io avrei un sacco di stronzate roba interessante di cui scrivere (non ultimo il mio ultimo acquisto in fatto di scarpe...) ma lo studio (mio, del MioUomo e di Dude) mi toglie un sacco di energie.
Quindi mi limito a parlare con Amando dei nostri progetti sportivi, e ad aggiornare Midori. Che, a proposito, è ripartita.
"Cose da prendere, amori da salutare, situazioni da rifinire"
Insomma, neanche fosse una guest star, si è sistemata e se n'è ripartita.
E a me non resta altro che appoggiarmi alla spalla di Amando, e ricominciare a ripetere ad alta voce.

Alex V

ps: perché la gnoccaggine porta sempre un po' di luce anche nelle giornate più buie:


martedì 18 settembre 2012

Piovono graffette colorate

Il MioUomo mi riporta a casa. Il mio è un bacio fugace,
-Ci sentiamo dopo
ed è subito corsa al portone di casa. Lui sorride:
-Salut...
Non fa in tempo a finire la frase che io sono già per le scale, il cuore che batte a mille...Dal terzo piano si odono tonfi familiari, e c'è la porta socchiusa e mille cose imballate sul pianerottolo. 
A questo punto sono già tutta un sorriso. 
Attraverso a passi svelti il corridoio che mi separa dalle camere, prima la mia, poi quella di Amando e...
-SEI/SONO TORNATA CHE BELLO STAI UNA MERAVIGLIA CHE BELLO CHE BELLO MI SEI MANCATA  CI SEI MANCATA TI SONO MANCATA HAI VISTO IL BAGNO CHE BELLO COM'E' GROSSO E LA CAMERA E LA CUCINA E CHE BELLO CHE CI SEI E...
Io e Midori diciamo le stesse cose nello stesso momento mentre cerchiamo di abbracciarci in mezzo al casino di quello che è un trasloco in atto, cioè una valigia che scoppia peggio di una bomba, con vestiti e poster e libri ovunque.
Alla fine, ci ricongiungiamo. Finalmente! Già che c'è, ci abbraccia anche Amando, così facciamo proprio il trio al completo.
-Allora, Midò, ti devo aggiornare, sei bellissima così, ma tu, che mi racconti, che hai fatto...mi sembra un secolo che non ci vediamo!
-Essì, dai, ora che siamo tutti puoi raccontarci
-Eh io in verità vi dico che non molto è successo e ch..


-Ommioddio piovono graffette! Graffette colorate!
-Il Miracolo del Ritorno di Midori!
-Eh ragazzi, come vedete la mia imbranataggine prova che non sono cambiata...

Alex V

giovedì 6 settembre 2012

Il numero perfetto

Annuncio importante: quest'anno a casa saremo in 3!
Yuppi! Si stappino le bottiglie e vai con i festeggiamenti!

No,aspettate un attimo: nessuna delle due è incinta. Più semplicemente, si è liberato l'appartamento grande sullo stesso piano di quello di Dude e bhè...io e Midori ci trasferiamo lì...con AMANDO!
Ed ecco a voi, per quest'anno, il magico trio riunito in un minuscolo spazio vitale (pochi, ma adorati e agognati metri quadri!)
Con buona pace del MioUomo e del Rufo, adesso abbiamo anche noi l'uomo di casa.
Indispensabile per:
- uccidere i ragni che ci assaltano dalle finestre e dal soffitto
- tenere a bada le blatte che transitano per le scale nella stagione calda
- portare fuori la spazzatura
- cambiare le lampadine
- fare tutte quelle cose che ci si aspetta un uomo faccia, caffè compreso (soprattutto caffè, sempre e solo Quarta)
Tutte cose che per questi due anni erano state compito mio, insomma (a parte la spazzatura, quella è sempre stata roba di Midori).

In oltre, da ultima cosa non meno importante di ragni blatte e caffè, una presenza maschile sarà utile a smorzare gli sbalzi d'umore che ogni tanto capitano...Amando, si potrebbe prospettare per te una fantastica carriera da psichiatra! ;)


Questa cosa è galvanizzante! 

Che gioia! Che gioia!

Aspettatevi presto un remake di questo video:




Alex V e Midori



domenica 29 luglio 2012

Come faccio?

Come faccio a non essere felice di tornare a casa se appena tornata mi telefona la mia migliore amica storica (la Vecchia Orange) che mi ha organizzato una cena di ben tornata?
Come faccio a non strafogarmi di pettegolezzi vecchi e nuovi con lei e GossipBoy ma soprattutto del suo fantasticissimo insuperabile cheesecake?
(torta fatta apposta per me, mi sento importante!)


La risposta è una: non faccio. E infatti sono felice. Anzi, stra-felice.

E' bello viaggiare, vivere fuori, conoscere gente, farsi nuovi amici, essere vicini anche se lontani, e poi tornare a casa e ritrovarsi con i soliti amici eterni, che son sempre qui ad aspettarti.


Alex V

sabato 28 luglio 2012

Il ritorno

Dopo aver rischiato di rimanere uccisa sotto i miei vestiti, sono arrivati i miei e all'alba del 28 luglio ho fatto rotta verso casa, 5 ore tra sonno e veglia, con MiaMadre che ogni tanto mi passava dell'acqua, la radio che trasmetteva le Olimpiadi (vai Vezzali vai!!) e MioPadre che inveiva contro la stessa Vezzali che invece di riposarsi ha portato la bandiera, e i dirigenti del Coni che son "delle teste di picchiolo" e il Governo Ladro (con Monti ragioniere).

Ma non è questo l'importante.
Perché prima c'è stata la serata degli addii. E se con Cavallo Pazzo, Ipazia&Dude, Teddy Bear un abbraccio di saluto è solo la promessa di rivederci a settembre (come già con Midori e Amando) e con il MioUomo ancora prima,la cosa è un po' più diversa con i nostri ormai amici Sud Americani.


E' l'abitudine che ti frega; perché uno a forza di dire "Dai, stasera gli americani li portiamo..." poi si abitua. In molto piccolo ho provato anch'io quello che racconta Lucius, anche se è stato veramente solo un mese di conoscenza. Eppure a furia di Peroni, serate assieme, discussioni sui gusti e sulla pizza, tereré e mate, ma soprattutto risate risate e risate, sembrava che il tempo fosse veramente relativo.
E' stato solo un momento, il tempo di una breve vacanza studio in Italia. Ma è come se il tempo si fosse sospeso: quella sensazione di leggerezza, allegria e insomma, alla fine è come se Pablo, Rodrigo, Jorge, Gabriel e il resto della comitiva ci fosse sempre stato. 
Abbracci e baci davanti all'ultimo cappuccino insieme e poi
"Per noi è stato come essere a casa. E' strano dover andare via".


Io però sono ottimista:




E poi adesso ho 8 ottimi motivi in più per fare un bel viaggetto in Sud America. Al più presto.


Alex V

martedì 24 luglio 2012

Fisiologia medica

Chi vuol capire capisca
Per quieto vivere invece mi sono resa conto che al Ricciolo le cose andavano spiegate passo passo. Nei minimi dettagli. Però è presto risultato chiaro che le parole, le spiegazioni, le mie ragioni, non erano sufficienti. Probabilmente il Ricciolo non mi ritiene sufficientemente intelligente, evidentemente ritiene che io non sia in grado di pensare da sola, di elaborare un pensiero autonomo. Perché, dice lui, altrimenti mi renderei conto di cosa sto per perdere (ci tengo a precisare che quello che sto per perdere, a sentir lui, sto per perderlo da circa 6, 7 mesi, ma purtroppo, a parer mio, ancora non l'ho perso).
Per fortuna, proprio quando tutte le mie ragioni venivano confutate da un categorico "tu dici così ma in realtà i tuoi sentimenti dicono un'altra cosa solo che tu ancora non sai"
(che a questo punto deve parergli una motivazione più che ragionevole per continuare a scassarmi beatamente la minchia perseguitarmi ché neanche il fantasma del maniero)
proprio in quel momento, in cui per disperazione pensavo di dare fuoco al telefono così che almeno non potesse contattarmi più, mi è venuta incontro la Medicina:




La scienza e la conoscenza sono due gran belle cose che sanno tirarti fuori dai guai.
Anche da quelli peggiori.
True Story.

Alex V