Visto lo stress delle ultime due settimane, il sistema immunitario del MioUomo non poteva certo perdere l'occasione per buttar fuori il classico herpes del caso. Che dire? Almeno ha avuto la decenza di risparmiare la seduta e la festa di laurea, e il week end.
Comunque, lo accompagno in farmacia, sperando di non fare la stessa sua fine (ché in due anni ancora ho scampato la promessa *un herpes è come un diamante- per sempre*).
Chiaramente, c'è il mondo che brandisce ricette come fossero spadini; quindi ci mettiamo a gironzolare così, a tempo perso, aspettando il nostro turno.
Mi sento bussare sulla spalla:
-MioUomo, dimmi.
-Quello che sapone è?
-E' un sapone per le mani, che ne so...
-Ah. E i saponi inwfyte dove sono?
-I saponi CHE?
-Shhh! Non alzare la voce! I saponi...i saponi intimi...
-Ahhh e dillo no? Sono quelli là
-No, quelli sono da donna
-MioUomo, no, quelli sono unisex, sono pure bottiglioni formato famiglia, ce li ho a casa e non finiscono mai
Ma lo vedo che la mia risposta non lo convince. Poi gli si illuminano gli occhi:
-Eccolo!
Mi mostra una bottiglietta di una grandezza ridicola, della stessa marca del bottiglione, solo che accanto al nome c'è scritto "for men".
-Sì, MioUomo, qui c'è scritto "for men" ma se guardi dietro gli ingredienti...
-IL PROSSIMOOOOO
-Mi scusi, che differenza c'è tra questi due?
-Eh...che differenza c'è...uno è apposta per gli uomini e uno è per tutta la famiglia...
Adesso si indovini quale ha preso.
Poi se mi ridice che il marketing è una scemata lo picchio.
Evviva l'ingegnere!
Alex V
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martedì 5 marzo 2013
martedì 22 gennaio 2013
Epilogo
Io non ho mai avuto la mania di fare o farmi fare delle foto. Oddio, se le fanno,non mi copro il viso con la mano, ma se non le fanno, amen, io ho una compatta che non uso mai.
Infatti facebook è il mio archivio fotografico,sono foto fatte da altri,feste, gite, cose così, che poi anche se la qualità è scarsa chissenefrega, tanto per me le foto hanno più un valore affettivo o documentaristico, per così dire, delle varie fasi della mia vita, che un valore estetico (mica mi chiamo Dude, io, e non faccio le foto ai bicchieri di caffè o alle volte di fumo e non so usare photoshop- mea culpa e mia ignoranza).
Però quando oggi è spuntata la foto di classe dell'ultimo anno di liceo, un po' di nodo allo stomaco l'ho provato.
A me non piace Venditti, però la prima cosa a cui ho pensato è stato il motivetto
-compagno di scuola-compagno per niente-ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?-
Io non sono entrata in banca, ma se miei compagni di classe si sono salvati dall'usura del tempo me lo sono chiesta-anche se il tempo passato è davvero poco.
Eppure, si può stilare già un piccolo epilogo di come è andata a finire.
Qualcuno ha intrapreso l'università, con più o meno successo, qualcuno ha smesso, qualcuno ha ripreso, qualcuno ha cambiato, qualcuno lavora.
Alcuni sono rimasti, altri se ne sono andati.
Più della metà all'epoca era fidanzata, ma solo 2 coppie sono rimaste le stesse di quell'anno.
C'è chi ha avuto un figlio, e chi è andato in Erasmus.
Alla fine le mie amiche sono 3, più pochi altri che sento saltuariamente, ma sempre volentieri.
Più di tutti rimpiango il mio amico Tinfo, che ho incontrato una volta alla stazione, e che non tiene più rapporti con nessuno. Nella foto, come anche nella foto dell'anno precedente, sono vicino a lui, e sorridiamo.
La verità è che il tempo, lo spazio, ma soprattutto la pigrizia, tirano brutti scherzi, e finisce che ci si perde di vista.
Persone con cui si condividono 5 o 6 ore per 6 mattine a settimana, per 5 anni, che poi diventano estranei appena usciti i quadri della maturità.
Infatti facebook è il mio archivio fotografico,sono foto fatte da altri,feste, gite, cose così, che poi anche se la qualità è scarsa chissenefrega, tanto per me le foto hanno più un valore affettivo o documentaristico, per così dire, delle varie fasi della mia vita, che un valore estetico (mica mi chiamo Dude, io, e non faccio le foto ai bicchieri di caffè o alle volte di fumo e non so usare photoshop- mea culpa e mia ignoranza).
Però quando oggi è spuntata la foto di classe dell'ultimo anno di liceo, un po' di nodo allo stomaco l'ho provato.
A me non piace Venditti, però la prima cosa a cui ho pensato è stato il motivetto
-compagno di scuola-compagno per niente-ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?-
Io non sono entrata in banca, ma se miei compagni di classe si sono salvati dall'usura del tempo me lo sono chiesta-anche se il tempo passato è davvero poco.
Eppure, si può stilare già un piccolo epilogo di come è andata a finire.
Qualcuno ha intrapreso l'università, con più o meno successo, qualcuno ha smesso, qualcuno ha ripreso, qualcuno ha cambiato, qualcuno lavora.
Alcuni sono rimasti, altri se ne sono andati.
Più della metà all'epoca era fidanzata, ma solo 2 coppie sono rimaste le stesse di quell'anno.
C'è chi ha avuto un figlio, e chi è andato in Erasmus.
Alla fine le mie amiche sono 3, più pochi altri che sento saltuariamente, ma sempre volentieri.
Più di tutti rimpiango il mio amico Tinfo, che ho incontrato una volta alla stazione, e che non tiene più rapporti con nessuno. Nella foto, come anche nella foto dell'anno precedente, sono vicino a lui, e sorridiamo.
La verità è che il tempo, lo spazio, ma soprattutto la pigrizia, tirano brutti scherzi, e finisce che ci si perde di vista.
Persone con cui si condividono 5 o 6 ore per 6 mattine a settimana, per 5 anni, che poi diventano estranei appena usciti i quadri della maturità.
A volte è un sollievo, altre volte è più triste.
E allora ci sono le foto.
Alex V
PS: LuciusDay,quando ci hai invitato io stavo scrivendo l'incipit di questo post. Che sia telepatia bloggeresca?
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