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lunedì 11 marzo 2013

Don't panic

Capisci che l'università fa male a te e a chi ti sta intorno quando il tuo ragazzo, neolaureato con il massimo dei voti, tranquillo fino all'ultima volta in cui l'hai visto (cioè circa 2 ore prima, mentre stava ancora studiando per un esame che ha a breve), quando vieni svegliata dallo stesso nel cuore della notte non per una sessione straordinaria di acrobazie ginniche da letto ma perché
Alex, ho l'ansia e non riesco a prendere sonno, mi faresti una camomilla? Anzi, non me la fare...oddio, ma come faccio? Ho un esame, e poi lezione e poi mi sono laureato e non mi sono riposato neanche un po', ho bisogno di staccare non sono neanche andato a casa...sì, forse è meglio che la camomilla me la fai, anzi no, non farmela...
Eh no caro, adesso mi hai svegliato e la camomilla non solo te la faccio, ma te la bevi pure di gusto!
Io non sono una persona che s'incarognisce se viene svegliata nel cuore della notte, quindi con tutta la pacatezza possibile (un po' per tranquillizzarlo, un po' perché sono comunque le 2 di notte e quindi chiaramente sto un po' inebetita) mi alzo, in camicia da notte, vado in cucina, e metto su l'acqua, cercando di fare in fretta e ignorando la vocina che cantilena nella mia testa
domani hai tirocinio e 6 ore di lezione e non ti reggerai in piedi ciccaciccaciccaaaa
Mentre cerco di non pensare a niente, addocchio il tablet sul tavolo e lo accendo, e per abitudine vado su google...

MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE! 

Che oggi era l'anniversario della nascita di Douglas Adams non me l'aveva detto nessuno! Com'è possibile? Comunque su wiki si scoprono un sacco di cose fiche, tipo che ha collaborato con i Monty Pyton e ha curato i copioni per Doctor Who...oh, anvedi!

Ehi, ma...aspetta un attimo:come ha fatto a non venirmi in mente prima?

Entro in camera del MioUomo e gli lancio in faccia un asciugamano:
-NON FARTI PRENDERE DAL PANICO E PORTA SEMPRE UN ASCIUGAMANO (mica vorrai fare la figura dello sporvveduto?)


Ah, sì: se non ci fosse la Guida!

Alex V

domenica 10 marzo 2013

E' tutta una mia responsabilità

Un sabato sera come tanti, in un locale come tanti, io, Midori e il resto dell'allegra combriccola di fronte a una sana dose di birra: abbastanza per stare allegri, non abbastanza per stare male (sì che è sempre birra, ma sai mai).

Inizio promettente
Do' di gomito a Midori:
-Midò, ma l'hai visto il cameriere?
-No
-Allora datti una svegliata e guardalo!
-Eh, in effetti...
-In effetti cosa? Guarda lì, che è un manzone!
E giù birra e risate (io poi quando esco da un periodo di chiusa divento particolarmente molesta: è che mi prende un'allegria da voglia di vivere!...)

Più tardi
-Oddio Midori che hai?
-Non potete capire: l'unica volta nella vita che vado in bagno da sola, la porta era rotta e un tizio mi ha aperto mentre stavo seduta!
-Oddio e che hai fatto?
-Niente: ho chiuso, mi sono pulita, e mentre mi lavavo le mani l'ho guardato e con molta flemma ho detto "Evidentemente il gancetto non funzionava", e me ne sono andata.
-Grande! Così si fa! Però adesso mi accompagni al bagno?

All'ultimo bicchiere
-Ho iniziato uno scambio di sguardi con il Manzoni
-E chi è il Manzoni?
-Il cameriere gnocco. Ma sono pur sempre una letterata!
-...
-Che dici, glielo faccio un biglietto con il numero e call me maybe?
-OVVIO CHE SI! 
-No, dai...che poi che figura ci faccio...
-Ma come che figura ci fai? C'hai solo da guadagnarci! E ricorda che il gioco lo conduci tu!
-Eh...non ho la penna...
-Sì ma quella ce l'ho io
-Va bene, lo faccio: ma che sia chiaro, QUESTA E' TUTTA UNA TUA RESPONSABILITA', ALEX V!

Un attimo dopo era fatta: raggiungiamo gli altri e ci avviamo a casa.
-Watusso, Bitchy,Cavallo Pazzo, Orso: venite da noi che ci facciamo il bicchierino della staffa!
-Oh, ciao ragazzi, io vado dal MioUomo...
-NO! TU NON TI MUOVI DI QUI!


Ciao, sono il Manzoni, il cameriere del locale: piacere ;)

-ODDIO ADESSO CHE GLI DICO!!!
-Dai qua Midori: anni di discoteche versiliesi mi avranno pur insegnato qualcosa!

Insomma: è fatta. Midori oggi si vede con il Manzoni per un caffè. 
Ovviamente non mi sono scampata il momento delle seghe mentali:
E adesso che ci faccio? Io a casa non ce lo porto NO NO NO, e Watusso cosa penserà, e cosa mi metto, ma non lo voglio vedere, se mi mettessi la maglia grigia? e quale reggiseno? oddio questo mi ha detto che ha già la bottiglia pronta, e se poi ci esco e non gli si alza, e se poi invece ci esco e gli si alza? e se poi mi uccide e finisco su Chi l'ha visto?, e forse ti stai facendo un po' troppe seghe mentali Dici Alex? No ma figurati, ti pare, il fatto è che io queste cose non le faccio...

Ma che devi fare poi? Devi andare a prendere un caffè con un bel ragazzo: se ti piace e ti va ci stai, se non ti piace lo mandi a spigolare: ricordati che sei TU che dirigi le danze, non farti intimorire e pensa a divertirti. Che, ripeto, non vuol dire che ci devi per forza scopare (ma nel dubbio, i preservativi sono nel cassetto del comodino...ALEX! Che c'è?) ma solo che se ti ci trovi bene e se ti va ci puoi ridere e scherzare e pensare di vederlo un'altra volta. Sennò addio, ci rivediamo la sera in cui ancora mi servirai birra, garçonne!

Così Midori si è tranquillizzata e mi ha commissionato il presente post. A cui devo aggiungere l'epilogo di ieri sera (che importa se viene un po' lungo, tanto è domenica, non c'è fretta=), ovvero quello che è successo dopo che me ne sono andata e sono rimasti Midori, Watusso...e Cavallo Pazzo.
Che, diciamolo, ha la stessa opportunità di un brufolo in faccia il giorno della laurea.
Ed è riuscito a non capire l'andazzo e a rimanere tra le balle, nonostante Watusso e Midori fossero seduti abbracciati a ridere e a farsi grattini*: è la seconda volta che fa una cosa del genere, o non ci arriva o non ci arriva. 
Ma dopo camerieri fighi e grattini e abbracci e scherzi a doppio senso e birra e chivas e alcool vario per Midori le emozioni erano troppe: cito testualmente il racconto della nostra eroina della serata:

Alla fine quando Cavallo Pazzo ha schiodato e se ne è andato anche Watusso, ho rincorso quest'ultimo per le scale, pronta a dirgli che preferivo lui a qualsiasi cameriere manzo di qualsiasi birreria. E per le scale l'ho chiamato, lui che era già una rampa giù: siamo rimasti quella frazione di secondo da film, lui che alza la testa e mi guarda e io affacciata alla balaustra della tromba delle scale:
-Watusso...
-Dimmi
-...
-...
-Niente...Buonanotte

La primavera è alle porte, gli ormoni alle stelle, e si sente.

Alex V

*: dalla regia mi dicono di correggere, perché era lei che stava facendo i grattini (molestando, scrivi molestando! ehhh esagerata!) a lui




sabato 9 marzo 2013

500 giorni insieme

Ancora non l'avevo visto, ma mi è piaciuto un sacco.



Ho ricordato una persona, ma soprattutto molte cose di quella persona e molte cose fatte con quella persona. L'ho trovato giusto, l'ho trovato reale. Insomma, mi è piaciuto. Mi è piaciuto fin dalle primissime battute:


A story of boy meets girl

Guarda un po', oggi è il 9 marzo


This is not a love story.

Già.

Alex V






martedì 5 marzo 2013

Avventure in farmacia

Visto lo stress delle ultime due settimane, il sistema immunitario del MioUomo non poteva certo perdere l'occasione per buttar fuori il classico herpes del caso. Che dire? Almeno ha avuto la decenza di risparmiare la seduta e la festa di laurea, e il week end.
Comunque, lo accompagno in farmacia, sperando di non fare la stessa sua fine (ché in due anni ancora ho scampato la promessa *un herpes è come un diamante- per sempre*).
Chiaramente, c'è il mondo che brandisce ricette come fossero spadini; quindi ci mettiamo a gironzolare così, a tempo perso, aspettando il nostro turno.
Mi sento bussare sulla spalla:
-MioUomo, dimmi.
-Quello che sapone è?
-E' un sapone per le mani, che ne so...
-Ah. E i saponi inwfyte dove sono?
-I saponi CHE?
-Shhh! Non alzare la voce! I saponi...i saponi intimi...
-Ahhh e dillo no? Sono quelli là
-No, quelli sono da donna
-MioUomo, no, quelli sono unisex, sono pure bottiglioni formato famiglia, ce li ho a casa e non finiscono mai
Ma lo vedo che la mia risposta non lo convince. Poi gli si illuminano gli occhi: 
-Eccolo!
Mi mostra una bottiglietta di una grandezza ridicola, della stessa marca del bottiglione, solo che accanto al nome c'è scritto "for men".
-Sì, MioUomo, qui c'è scritto "for men" ma se guardi dietro gli ingredienti...
-IL PROSSIMOOOOO
-Mi scusi, che differenza c'è tra questi due?
-Eh...che differenza c'è...uno è apposta per gli uomini e uno è per tutta la famiglia...

Adesso si indovini quale ha preso.

Poi se mi ridice che il marketing è una scemata lo picchio.

Evviva l'ingegnere!

Alex V


sabato 2 marzo 2013

Riassunto in pillole di una settimana da Dio...

Più che una settimana da Dio, sono stati 5 giorni da inferno, perché non vorrei riviverla mai: troppi impegni, troppa ansia, troppo stress nell'aria. Un po' di punti salienti:
-con le elezioni la gente di questo palazzo ha scoperto di avere delle esigenze (più che delle coscienze) politiche, e tutte le volte che ho attraversato le scale sono stata coinvolta in infinite discussioni su Bersani, Berlusconi, Grillo, Renzi, Fassina e pure sul Papa (che ormai c'entra sempre). Ma fosse solo questo!
-il MioUomo ha perso (e ritrovato) la pennetta USB con foto e tesi. Ed in entrambe le situazioni ha avuto una crisi isterica ("'More, ti ho portato un caffè: come va?" "MA TI SEMBRANO DOMANDE DA FARSI A UNO CHE SI LAUREA?") 
-sempre il MioUomo ha letteralmente fuso l'alimentatore del computer. La sottoscritta si è quindi privata del suo per fargli finire quelle benedette slides (quindi era difficile aggiornare in tempo reale del disagio)
-il cugino di LeFigarò è stato pestato. Evidentemente aveva pestato i coglioni a qualcuno più grosso (non era difficile, essendo lui alto un metro e uno sputo...) e più stronzo di lui (questa sì che era difficile!...)
-il karma esiste: dopo aver formulato ad alta voce il suddetto pensiero, mi sono chiusa il dito nella portiera della macchina. Contrariamente a quanto si pensi, non ho provato dolore: il vino della festa di laurea aveva fatto il suo corso...e che festa!

E adesso, la notizia più bella (dopo la fine della sessione):
 il MioUomo adesso è il Dott. in Ing. MioUomo
col massimo dei voti. 
E che Ing!

Del resto, da festeggiare l'altro giorno ce n'era eccome: io in tutto questo parapiglia politico, religioso, universitario e burocratico, ho dato la bellezza di due esami (prendendo in totale 60), e sono comunque riuscita a partecipare senza intoppi alla seduta di laurea (professore, la prego, mi interroghi per prima, siamo 150 ma io ho un impegno imprevisto inderogabile irrinunciabile e imprescindibile): l'intraprendenza paga.
E se proprio vogliamo metterla così, la fortuna chiama altra fortuna: non solo ho vinto (sono arrivata terza, sono sul podio, avrò questi occhiali, quindi ho vinto) il giveway di The Italian Smoothy by Alessia Morello, il che sarebbe già di per sé una novità, ma si aggiunge che inspiegabilmente - a questo punto, mi sento in dovere di aggiungere che non so in che posizione siano gli astri questa settimana, ma spero che si fissino in quel punto e non si smuovano più!-  un parrucchiere che non mi aveva mai visto prima mi ha fatto un taglio strepitoso!

Insomma, il settimo quinto giorno si riposò.

Ché non so come siano le settimane di un Dio, ma le immagino piene da non respirare eppure così piene di soddisfazione da volerle tutte così.
Non il sabato e la domenica, però, ché quelli sono sacri!

Alex V


lunedì 25 febbraio 2013

Italia sì, Italia no

La mia amica Orange esce con uno. Dice che la gente per strada li guarda sempre con curiosità, anche se non si sbaciucchiano mai in pubblico (la Orange non è proprio il tipo da smancerie); anche quando sono nei locali e ordinano qualcosa da bere, la cameriera si stupisce sempre un po'. Niente di eclatante, ma lei dice che percepisce qualcosa, e fa strano. Non brutto, strano.
Il fatto è che Mario è cinese. Cioè, Mario è di etnia cinese, ma è italiano. Italiano italiano, nel senso che è nato qua, ha cittadinanza italiana, domenica è andato a votare. Italiano nel senso che si sente italiano vero, parla pure dialetto meglio di me! 
E dalla mia io so di sicuro il cinese meglio di lui.
Eppure, le persone si aspettano inconsciamente che "oldini uno spliz" pronunciando la "r" come una "l". Ci si fa tanto la bocca con la globalizzazione e tutto il resto, e poi la realtà dei fatti è che ancora  a occhio riusciamo a distinguere chi è italiano da chi è tedesco o rumeno o russo o albanese. E a comportarci di conseguenza. 

Se il nostro interlocutore ha pure un diverso colore di pelle, e beh, ma allora ti piace vincere facile.
Per quanto si possa guardare al futuro, l'italiano medio ancora vede se stesso come appartenente a una razza ben definita, proveniente da quel preciso bacino geografico e pool etnico. Una visione più anacronistica che non si può; non ho mai invidiato gli statunitensi, ma mi sembra che la maggior parte di loro sia riuscita a lasciarsi alle spalle il concetto di wasp (white anglo-saxon - ma io qui metterei straight- protestant) da almeno 50 anni. Ok, la Lega non aiuta,ma c'è una mentalità di fondo da cambiare.
La città da dove vengo non è grande, e io riesco quasi a vedere la faccia del barista medio di fronte a una coppia mista (potrei quasi dire che "la coppia di etnia mista è la nuova coppia gay", visto che, almeno da me, gli omosessuali non fanno più notizia da un pezzo!), oltretutto coppia in cui è lui a sembrare straniero (ché se fosse stata lei con l'occhio a mandorla, vabbè, allora è il ragazzo che ha gusti esotici...)
Mario parla italiano, pensa italiano, ha vissuto solo in Italia, e tale si sente, eppure ancora si fatica a pensarlo così, italiano, solo perché non riusciamo a discernere l'appartenenza a un popolo dalla semplice appartenenza a un'etnia. 
E' abitudine, ma è anche che purtroppo spesso il pensiero non riesce a stare dietro all'innovazione. E pensare che io dopo un'ora e mezzo d'aereo mi trovavo a Istanbul!
Genetica e politica: ciò che è servito per unire, adesso divide. 
Ci sono minoranze etniche perfettamente integrate che si considerano italiane, e nient'altro. E voglio credere che l'eccezione non siano loro, ma la controparte, il gruppo ancora legato alle origini, e che magari non è nemmeno interessato a diventarlo, italiano.
Voglio credere che la nostra generazione sia pronta al salto: sia matura e acculturata abbastanza da aprire i propri orizzonti al bene di una sana e culturalmente avanzata globalizzazione. 
Voglio credere che tutto il mondo è paese, nel senso che in ogni posto in cui vai puoi trovare gente di tutti i colori e di tutti i pensieri che fa colazione al bar.
La mia amica Orange non è una pioniera, come ama definirsi: è solo l'incarnazione pratica di un processo non può posticipabile, una cosa che, una volta tanto, può solo arricchirci, in tutti i sensi.
Oggigiorno aggiornarsi, non solo con i programmi internet, ma anche con il modo di vedere le cose e il mondo, è l'unica opportunità per andare avanti. Serve dinamismo e elasticità.
Chi si ferma è perduto.

Alex V

martedì 12 febbraio 2013

Qualcuno con cui correre

Per Midori è stato un libro fondamentale, quindi mi ha prestato la sua copia dedicata e autografata. Per ricambiare allora io le ho prestato Fuoco Amico, anche lì, copia dedicata e autografata.Però non ha sortito l'effetto sperato, in nessuna delle due.
Grossman è bravo, la storia c'è, eppure non riesco ad andare avanti, c'è come un macigno che mi pesa sullo stomaco ogni volta che apro il libro e cerco di leggere una pagina. E allora lo lascio lì sul comodino, e aspetto che venga un momento: ogni libro ha il suo momento.

Epperò in questi giorni mi è venuta voglia di andare a correre. Perché c'è stato un periodo, breve ma intenso, in cui io correvo, e correvo di brutto. E' stato prima di venire a Roma, di iniziare questa nuova vita, di conoscere Midori, Dude, il MioUomo e tutti gli altri. Ed è stato dopo la rottura con Lui, e con qualsiasi sport di squadra:  c'era il bisogno di disattivare la parola, solo musica nelle orecchie, un passo dopo l'altro.
Non so neanche com'è iniziata, e come ho imparato: a me correre non è mai piaciuto.
E prima di prendere il via ero una scarsona, mi fermavo a ogni giro di pista, camminavo, ansimavo, strascicavo i piedi, tra lo sgomento e lo sdegno generale di tutti i vecchi del camposcuola. 

Piccolo inciso: dalle mie parti,quando uno va per i sessanta e oltre, o non si muove dalla poltrona, oppure inizia a vivere per la maratona,o peggio, per la bicicletta da corsa, e quindi ti ritrovi due categorie di vecchi: una pasciuta e col naso rosso di vino, una invece che è tutta un fascio di nervi e tessuto muscolare incartapecorito. Checché ne dicano le statistiche, quelli che campano di più sono quelli che se ne stanno gioviali a tavola e non si fanno problemi di linea: sarai anche il nuovo Pantani, ma se continui a non rispettare gli stop e a passare col rosso al semaforo, prima o poi qualcuno ti prende.

Poi però ci ho preso gusto. Da un giorno all'altro, con una volontà di ferro. Correvo ogni giorno di più. E correvo da sola, perché è stato molto prima che la Orange diventasse una sacra vestale della palestra. Ma avrei corso da sola in ogni caso: stare ore su un tapis roulant mi mette tristezza e mi toglie la voglia, quella voglia di macinare ancora qualche isolato, prima di fare dietro front e tornare a casa, dai, su, ancora uno, vediamo cosa c'è dopo quel parco, oltre quella villa, verso l'infinito e oltre.
E' il bello dell'aria pungente della prima mattina, perché d'estate si corre tra le 6 e le 8, al massimo le 9, per evitare il fastidio dell'afa. E' il bello del caldo dentro e del freddo fuori, del tremore dei muscoli quando ti fermi davanti al cancello di casa.
E niente, non vedo l'ora di essere ad agosto per farlo di nuovo, ma magari fare anche uno stop al mare per un tuffo, e poi tornare a casa rinvigorita dalle due cose, la corsa e il nuoto, la testa libera di pensieri, e cominciare le attività.

L'ho detto al MioUomo stamattina, era entusiasta:
-Dai, che bello! Anche io devo andare a correre:dopo la sessione ci andiamo, a correre al parco! 
-Va bene, io ne ho proprio bisogno...
-Dai, andiamo a correre e mentre corriamo parliamo...
-MioUomo, l'unica voce che voglio sentire mentre corro è quella di Rachele Bastreghi che canta Cristina dall'ultimo album dei Baustelle
-Ma no dai! Chiacchieriamo, finisce che ci divertiamo pure.

Quello che il MioUomo non sa, è che con l'atleticità attuale anche solo parlare e camminare rapidi significa andare a morire spompati due passi più in là.

Ah! Quest'università ci rovinerà!

Alex V

sabato 9 febbraio 2013

Il segreto del boudoir

Leggiucchiando qua e là vari blog,in particolare stavolta Queen Zita, mi è tornata in mente la questione "trombamico": me lo faccio o non me lo faccio?
Allora, ripensandoci bene posso dire di averne avuti un paio. Che poi non potrei nemmeno chiamare trombamici in senso stretto...ma non soffermiamoci su queste piccolezze.
In realtà la più grande esperta di trombamici che io conosca è la mia amica Orange: lei è l'unica che ha saputo fare suo il principio stesso della "trombamicizia", al contrario di noi altre povere mortali che hanno saputo fare solo casini.
Il trombamico, per essere davvero tale, non deve essere un amico. 
Non si deve condividere niente con il trombamico, se non l'intesa sessuale.
Ora, io, checché ne dica (e checché se ne dica), non so se riuscirei alla leggera a vedermi con uno solo per fare un po' di salutare fiki fiki. Cioè, con uno con cui non ho niente a che fare per tutti gli altri aspetti della mia vita.
E questo è il primo errore, che mi ha portato a scegliere come potenziali "compagni di letto", persone con i quali avevo un rapporto d'amicizia parecchio intimo. 
Detto così, sembra quasi la naturale svolta di una storia di amicizia che diventa amore...solo che in questo caso l'amore non c'entra proprio! Ma neanche alla lontana, ma neanche per sbaglio!
E comunque, per spezzare una lancia a mio favore, non sono stata mai io a iniziare. Era la loro amicizia che evidentemente era interessata a qualcos'altro. Colpa mia se li ho lasciati approfittare, e colpa loro se poi si sono ritrovati fregati: a ciascuno il suo.
Adesso che sono felicemente accoppiata con il MioUomo, più ci penso,a questa cosa del trombamico, meno ha senso: cioè, una dovrebbe prendere accordi per scopare con la stessa persona, tot volte ogni tot tempo. Così, per sport. E rispetto a una relazione, non ho tutti quei fastidiosi legami o quel senso di dovere che mi lega all'altro, e mi spinge a condividere qualcosa di più oltre a un lenzuolo sudaticcio.
Visto dall'altro lato del fiume, questa cosa mi sembra un po' forzata.
Però, d'altro canto, l'andare a letto con un amico significa dare l'estrema unzione all'amicizia: non mi vengono in mente casi di amici che, dopo aver avuto una storia di letto, e averla conclusa, abbiano anche continuato a essere amici. E' anche vero che il mio range d'età analizzata e vissuta, è ristretto: tra i 16 e i 23 anni!
Però più ci penso, a quest'ultima cosa, più questa cosa mi fa tristezza: buttare la possibilità di ridere,scherzare, sfogarsi di fronte a un caffè per 10 minuti di follia.
Senza contare che in entrambe le mie esperienza, la mia controparte virile e priva di sentimenti si è innamorata. Di me. Rendendo il tutto tale e quale a una relazione che finisce.
Il che è triste, brutto, scocciante, stressante.
E poi sono io la stronza di turno, cosa che non mi diverte neanche più tanto.
Starò diventando saggia?

Friends with benefits: più che benefits, mi sembrano handicap. Io scopo con te, tu scopi con me, punto e stop.E' una relazione senza legami, senza sentimenti. Facile a dirsi. E poi vabbè, scusa, ma se sono single, io vado e mi giro il mondo, mica uno solo. A quel punto c'è un bug nel sistema:che m'importa di mirare alla relativa sicurezza di avere lo stesso sempre pronto a portata, meglio cambiare. Certo, così si ha anche la relativa sicurezza di prendersi qualcosa, ma tanto qui si parla per assurdo. 
Ma probabilmente parlo così perché la mia situazione sentimentale è un'altra: si fa presto a parlare in questi termini, quando si sta nella bambagia!

In ogni caso,se non si vuole una relazione, meglio uscire ogni sera con uno diverso. E se non ogni sera, almeno 2/3 settimane. 
Certo, in inverno e in tempo di esami, quello che frega è la pigrizia. Ma non preoccupiamoci più, da oggi c'è l'apposita app sul telefonino: Bang with friends.
La notte è troppo buia per affrontarla ancora una volta da soli?
Sei stufo di perdere tempo a menartela sui siti porno, o a consumare il vibratore?
Voglia irresistibile di un po' di divertimento mordi e fuggi?
Bang with friends è la risposta alla noia della singletudine! E senza le scocciature di un partner fisso!
Non bastava l'approccio facilitato con facebook, adesso c'è anche la pratica applicazione: basta iscriversi, non serve più nemmeno tastare il terreno: se sei nella rete, vuol dire che aspetti giusto quello!
Quello che mi fa riflettere, è che tutti alla luce del giorno disconoscono questo modo di agire, e danno la colpa all'amoralità della società moderna, ma poi...se questa app esiste, vuol dire che c'è quel qualche migliaio di gente che la usa!
E va bene, però così mi togli pure il brivido della conquista!

Tra il serio e il faceto,

Alex V



venerdì 8 febbraio 2013

La nascita della tragedia- e del mio amore per lei

Ho sempre amato la mitologia classica, fin da quando ero piccola e Mia Madre mi leggeva un libro che raccontava un sacco di miti...non mi ricordo come s'intitola, mi ricordo solo che i protagonisti erano due bambini a cui la mamma raccontava appunto i vari miti greci (giuro che quando vado a casa lo cerco, perché quanto l'ho adorato!)...e insomma, storielle mica da poco, il pomo della discordia, o Atreo che dà da mangiare al fratello Tieste i suoi stessi figli...roba forte, mica pizza e fichi!
Leggere Le nozze di Cadmo e Armonia è stata la consacrazione del mio amore per il mito. 
Poi, al liceo, studiare la tragedia: praticamente, la manna dal cielo. Ché poi in fondo in fondo mi piace perché al di là del piacere della poesia pura, c'è il gusto del gossip: chi ammazza chi, chi è figlio di chi, chi tradisce chi, chi maledice chi, il misunderstanding, l' "ah, ma io credevo che tu avessi detto che, e invece..."...Altro che Beautiful! Quello sì che è stile!
Ho anche provato a darmi ai miti nordici,alle leggende orientali, alle storie africane e nordamericane, ma non mi dà la stessa soddisfazione: sarà il mio essere mediterranea dentro, ma come la sapevano raccontare i greci, non ce la fa nessuno!
E il bello è che se si risale fino in fondo, sono tutte storie collegate: si prende un personaggio a caso,chessò, Teseo, e poi si può tranquillamente fare il gioco del numero di Bacon, e si vedrà che è difficilissimo andare oltre al 6...
Detto questo, le storie (e i personaggi) che preferisco in assoluto sono quelle del ciclo dei Cadmei: da Cadmo a Edipo e poi Antigone. Soprattutto Edipo e Antigone. Rielaborazioni moderne comprese. 
Un altro ciclo che mi ha sempre affascinato un sacco è quello degli Atridi: Atreo/Tieste, Agamennone/Menelao, ma soprattutto il "post-Troia": Clitemnestra, Oreste, Elettra. Le Erinni che diventano Eumenidi. E qui chiaramente la conoscenza della tragedia è stata fondamentale. 
Non a caso, un film che trovo intollerabile è Troy: tralasciando gli innumerevoli errori, le americanate, i tagli, le semplificazioni, le porcate con cui è stata bistrattata l'Iliade, non posso proprio passare sopra al fatto che Agamennone venga ucciso in loco, senza possibilità di far ritorno in patria. 
Parafrasando Nanni Moretti, mi vien proprio voglia di rivolgermi al regista in questi termini:

 "Lei non faccia il tunnel! Lei mi sta scavando sotto, e mi toglie il motore della storia, l'assassinio di Agamennone a Troia, da solo, non ha senso: l'Orestea (ma in generale tutta la tragedia greca, e anche la mitologia da cui essa è ispirata!-aggiungo in estemporanea) non è come una fiaba dei fratelli Grimm, che c'ha tutto dentro, è come uno zaino, lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro, inizia C'era una volta e finisce E vissero tutti felici e contenti. L'Orestea si regge su un equilibrio delicato. Non è come le poesie di Catullo...Le poesie di Catullo: cioè lei praticamente non ha mai letto assaggiato le poesie di Catullo?
Va bene,continuiamo così: facciamoci del male..."

Quello che dirò adesso sono parole forti, di accusa d'ignoranza, e derivano direttamente dal pensiero del mio professore di italiano del liceo. Che era strano e antiamericano, però, diamo a Cesare quel che è di Cesare, di certo sulla letteratura classica e moderna sapeva il fatto suo.
Perché uccidere Agamennone prima del rientro in patria è una delle più grandi bestemmie mai pensate, culturalmente parlando: così mi uccidi la civiltà ancora prima che nasca! Mi uccidi l'idea di mondo civile (ma del resto, sostiene il mio professore, gli americani non hanno per nulla la concezione di mondo civile. Lascia lì un vasetto di yogurt per cent'anni e vedrai che anche lui produce più cultura di un americano, si dice).
Cercando di non perdere il filo, ripercorriamo a braccio tutta la vicenda: se Agamennone non torna ad Argo (o a Micene, a seconda della fonte a cui vogliamo dar retta), Clitemnestra ed Egisto non possono ucciderlo, e quindi Oreste non ha motivo per vendicarsi e uccidere la madre. 
Ma se Oreste non uccide la madre (al di là del perdere una pietra miliare del teatro antico e moderno, comprensivo della scena in cui Clitemnestra si snuda il seno facendo presente al figlio che sta uccidendo colei a cui deve la vita, cosa che fa effetto, perché Oreste agisce solo perché a questo punto c'è Pilade che lo incita- dando così ragion d'essere anche al personaggio di Pilade, che se n'era stato per tutta la tragedia lì fermo dietro Oreste a fare il palo...) insomma dicevo, se Oreste non uccide la madre, non si scatenerebbero su di lui le ire delle Erinni, vendicatrici dei delitti contro la famiglia. 
E alle Furie, si sa, nessuno sfugge: la trasposizione mitologica del principio della faida.
Ma proprio quando ormai Oreste è perduto, ecco la soluzione: un tribunale terreno che ascolta le due parti, e giudica di conseguenza. Per la prima volta, accusato e accusatore (o meglio: perseguito e persecutore, perché ancora non vigeva il principio dell'innocenza fino a prova contraria, semmai tutto l'opposto!), seduti di fronte a una giuria, con il compito di decidere come comportarsi. Il primo tribunale. Certo, è presente e partecipa una divinità, Atena, ma che volete, era la prima volta, bisognava impratichirsi. E così Oreste viene assolto (soprassediamo sul perché, e cioè che il matricidio è giudicato meno grave del parricidio, ma insomma, ripeto, eran le prime volte, e poi si sa che il mondo greco era un mondo oltremodo maschilista), e le Erinni non lo perseguitano più, diventano Eumenidi.
E' nato il tribunale. E' nata la coscienza civile, il principio che non sono più costretto a farmi giustizia da solo se subisco un torto, ma c'è un'istituzione a cui posso rivolgermi. 
E' l'embrione della civiltà moderna. Almeno in teoria, poi in pratica ben sappiamo che non funziona proprio così...o almeno, non così bene come dovrebbe, ma questa è un'altra storia...o meglio, è la triste realtà.
Noi qui si parla di miti e leggende. E miti infranti.
Insomma, se mi uccidi Agamennone, mi uccidi la prima e necessaria tessera di un domino che mi porterà a concepire un nuovo modo di vivere la società.
Ma questo probabilmente il regista non lo immaginava neanche lontanamente...come non lo immagina la farfalla che sbatte le ali a Tokyo...

O tempora! O mores!


Alex V

martedì 5 febbraio 2013

Questioni d'identità culturale

In casa qui a Roma per il cibo ci arrangiamo come possiamo, nessuno di noi in casa è uno chef provetto, e quando proprio non ne possiamo più di tonno, riso al vapore o pressatine, schiavizziamo Dude o il MioUomo, che invece ci sanno un sacco. A casa mia il discorso non è tanto diverso: su quattro cucina MiaMadre; mio fratello, che è bravino, lo fa per diletto ma si vede che è portato. Io e MioPadre ci limitiamo a mangiare, avanzando anche pretese. 
Si vede proprio che la genetica non è un'opinione.
Da quando c'è masterchef che stimola la fantasia (no, non mi riferisco a quella erotica: ora va bene che c'è Cracco, ma insomma, non siamo ancora a questi punti!...), mia madre si sbizzarrisce e crea (e copia). Con ottimi risultati, mi dicono. Perché a me di queste fantasiose e gustose ricette mi arrivano giusto le foto di what's app. Adesso soprassiederò sull'abbondante salivazione e arriverò al punto.

Oggi mi stava mandando le foto dell'ultima creazione (un tortino mi sembra) e io volevo rimandarle qualche simpatica immaginetta di non so, qualcosa di simpatico relativo alla cucina o al cucinare...mi metto alla ricerca dell'immagine adatta, senza grosse pretese,non è che mi aspetto  la M di Masterchef, però insomma, uno straccio di cappello da cuoco, o omino con grembiule, mestolo, pentola sì!
Oh, non si trova neanche a piangere in cinese.
Voglio dire, c'è l'immagine di un microscopio ottico e non c'è un cappello da cuoco. Ora, ma quante volte nella vita userò su what's app l'immagine di un microscopio ottico? 
Al di là delle immagini che non userò mai perché non so proprio cosa indichino, c'è il disegno di due tipe che ballano, di una a cui massaggiano la testa, c'è un naso che più che un naso sembra un fallo, ma soprattutto c'è l'immagine di un MOAI!!!!! LE TESTE DELL'ISOLA DI PASQUA!
E in tutto questo casino non c'è un'immagine riferibile all'atto del cucinare!
Ne vogliamo parlare?

Ora, non so chi abbia inventato what's app (suppongo dei giapponesi, a giudicare dai richiami alla cultura nipponica dei disegnini), però cazzo, ma possibile che non cucinino?
Oh, mangiare mangiano, eh, ci sono i disegni di tutti i cibi da fast food reperibili ovunque nel mondo (almeno in quello americano e giapponese). Neanche uno straccio di pizza o spaghetti. Come italiana sono un po' risentita.
E poi manca il richiamo all'atto del cucinare.
Mi metti roba come la funicolare, il tir, la puntina da disegno, ma ti mancano proprio le basi della dolce vita!

E' un fatto culturale. Italiani pizza, spaghetti e mandolino. Altri paesi computer yoga e fast food. Non so come altro spiegarmelo. Hanno altre priorità oltre al cibo, che, per carità, non deve essere per forza un male (o un crimine)...però insomma...
E' che noi la buona cucina la sentiamo come un fatto culturale (e un po' scontato,anche per me che non so cucinare). Altro che clichè!
Boh, forse la vedono come un sintomo di arretratezza: "tè, guarda lì, poveri sfigati, ancora cucinano, noi chattiamo pinchamo sendiamo e tecnologiazziamo tutto, tiè, ce ne andiamo al fast food, e lo possiamo postare pure perché siamo troooppooo avanti"
Io comunque sono ancora basita dal non aver trovato un cappello da cucina ma un telescopio sì.

Fossero questi i problemi della vita!

Alex V




martedì 29 gennaio 2013

Si deve scrivere, sudare, studiare, ma si deve anche leggere

A me succede così, mi prende all'improvviso. E' un fuori programma, è qualcuno che mi chiama e che mi spinge a farlo. In realtà me la sono un po' cercata... Ero lì, in libreria, che girovagavo tra i titoli nuovi e i nomi di gente che non conosco e mi è venuta la voglia di scoprire se avevano qualcosa di Jean Cocteau, che con Jean Anouilh e Albert Camus compone il mio trio di autori vincenti. 
E così ho trovato I ragazzi terribili, non testo teatrale ma romanzo vero e proprio, che dalla trama chissà perché mi ricorda The Dreamers (e non posso escludere che davvero Bertolucci non lo conoscesse e non abbia preso spunto...).
E' un sacco che non riesco a leggere niente, e quindi a comprare niente. Un po' perché quando arrivi la sera dopo aver letto di medicina per tutto il giorno, vuoi solo piantarla con la parola scritta e semmai dedicarti a una serie tv stupida; un po' perché è difficile che vada in una libreria grossa, l'unica che abbia titoli (e autori) che mi attirino.
Sì, perché sono, come ho detto prima, nel mio periodo francese, possibilmente teatrale, possibilmente riscritture di tragedie greche (quanto mi piace la Marsilio e la sua collana "Variazioni sul Mito) e li posso trovare solo in grosse librerie. O su internet, ma non mi piace comprare su internet: non posso toccare, vedere, aprire, e non posso neanche scoprire nuovi autori che magari stanno vicini a quello che mi sto comprando.
Tra l'altro, cosa che non mi era mai capitata prima, mi voglio comprare libri che ho già letto, ma che non erano miei e quindi ho dovuto rendere. Sì,il mio rapporto con il libro comprende anche un rapporto stretto di gelosia e possesso (ragion per cui non ho mai avuto una tessera della biblioteca).
Tanto perché lo sappiate, i libri che in questo momento vorrei comprarmi, per sfogliare e leggere quando voglio, sono questi:
1) Carlo Magno pensava a ben altro, Scilla Bonfiglioli: bellissimo, toccante, brillante e praticamente introvabile. Me l'ha prestato la Orange che per averlo ha scritto all'autrice. Lo farò anche io. Non posso rischiare un domani di non averlo
2) Staminalia, Armando Massarenti: uno dei pochi presi dalla biblioteca. Non serve neanche spiegare perché lo voglio.
3) Euridice, Jean Anouilh: ho letto la sua Antigone, tanto basta a volermi far leggere le altre sue opere
4) Medea, Jean Anouilh; vedi sopra; il massimo sarebbe trovarla nell'edizione Marsilio con Variazioni sul Mito
5) Il testamento di Orfeo e poi l'Antigone e poi Bacco, tutti di Jean Cocteau (ammesso che esistano e Wikipedia non mi abbia preso in giro): il primo testo che ho letto di Cocteau è La macchina infernale, e ho desiderato fare l'attrice. Ma in generale mi leggerei l'opera omnia di Cocteau.
6) Piccoli crimini coniugali, Eric-Emmanuel Schmitt: avete presente Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano? Ecco, io no, perché non l'ho letto. Ma questo l'ho letto un giorno in libreria mentre fuori faceva un freddo cane (ma non l'ho comprato perché c'erano tipo 5 km di fila- era sotto Natale) ed è, come dire, illuminante.

La lista ovviamente è destinata ad allungarsi.

Alex V



sabato 19 gennaio 2013

Il gioco del trono

-Jon Snow è gnocco.
-Jon Snow ha decisamente un che di molisano
-Sarà la pelliccia.
-No, non è la pelliccia:vedi questi peli qui, che in faccia fanno questo garbo qui? Questa è la disposizione del pelo tipica dei molisani: pensa al MioUomo e a tutta la banda del molisn't, ce l'hanno tutti!
-Tu stai male
-Ma è vero! E' palesemente molisano!

Vedere per credere:




Comunque è inquietante accorgersi che questo tumblr è molto più chiaro della politica italiana in sé. E a guardare questi manifesti, sono molto più credibili che la realtà!

Alex V

venerdì 18 gennaio 2013

Caro Doc...

Caro Doc,
anzitutto grazie per il discorso che hai tenuto ieri al caffè, di fronte all'Angelica*. Nel caso non te ne fossi accorto, io ero molto eccitata, nonché bagnata. Detto questo, il mio numero è --------. Adesso mi contatti, o devo per forza aspettare la menopausa?
Alex V
Precisazione: ieri il Doc mi ha offerto un caffè e c'era anche Angelica, la ex di Orlando, il fratello del MioUomo, mia acerrima nemica. 
Oddio, non è proprio mia nemica, diciamo che mi è sempre stata un po' sulle balle, ecco.
Comunque il Doc parlando con me e di me...ma non è questo il punto.
Il punto è che il Doc oggi su un noto social network ha detto che ha perso tutti i numeri di telefono, di rimandarglieli quindi in privato. 
Io, che in queste cose sono naturale come una bionda tinta, ho iniziato a farmi mille seghe mentali sul fatto che "Ommioddio ma che faccio adesso gli mando il numero oppure no magari sembra che ma poi chissà cosa pensa io sono una donna impegnata certe figure ma poi ma io ma lui ma noi ma voi ma tanto c'è internet" etc etc. 
A questo punto è intervenuto Brian, che mi ha dettato la "letterina". 

Ovviamente non l'ho inviata. Però la metto qui perché mi ha fatto un sacco ridere.

Alex V

ps: no, il numero non gliel'ho ancora re-inviato. Aspetto di parlarci di nuovo e poi con molta nonchalance lo infilo nel discorso...eheh

mercoledì 16 gennaio 2013

Fatto il misfatto

Tardo pomeriggio, fuori diluvio universale e, da qualche parte qui intorno, anche qualche fiocco di neve. Estremità intorpidite dal freddo, mentre cerco di studiare e sottolineare. Il mio cervello decide che è il momento di fare una pausa. Dalla stanze di Amando e Midori tutto tace, anche se il bagno continua imperterrito a parlare serpentese, me ne sono accorta anch'io. Trascino me e la montagna di lana che mi ricopre in cucina.
Va be', sono le 6 e mezza, tra poco si mangia...prendo un succo di frutta giusto per avere un po' di zuccheri di supporto fino a cena...
E poi lo vedo. Lì, sul tavolo di cucina: il barattolo di nutella.  
No, Alex, con queste cose hai smesso...e poi la nutella neanche ti piace se non hai un supporto salato con cui accompagnarla...
E poi li vedo: un sacco straripante di taralli, appena arrivati dal pacco di Amando (arrivato ieri, per l'appunto).
...
...
...
Via, ne mangio uno solo così mi tolgo la voglia...
Ceeeeertoooo...uno solo...

Che dire?
Mentire sapendo di mentire.

Addio linea gelosamente e miracolosamente conservata durante le vacanze di Natale -ormai, ahimè, lontane-...
Benvenuto, stress da   sessione.

Alex V

lunedì 14 gennaio 2013

Tre cose dette dal MioUomo che mi fanno incazzare

1- Dire che sono troppo truccata quando in realtà mi sto mettendo un filo di matita e un filo di rossetto
2- Apprezzare abiti finché addosso al manichino ma contrariarsi se poi li metto io 
3- Stare appiccicato al cellulare nuovo mentre gli parlo. O mi parla. 
...
No, perché, dopo essermi sentita dare alternativamente della "Suora" alla vista della gonna lunga, e due nanosecondi dopo della "Zoccola",realizzando che la suddetta gonna gioca sulle trasparenze, mi devo anche puppare l'apologia della ragazza fine, incarnata,secondo i canoni del MioUomo, nientepopodimenoche da Lana del Rey.
Ora, a parte che, cara Lana (o Lagna, come affettuosamente l'ha rinominata Doctor Ci.-chissà perché...), ogni tanto potresti anche SORRIDERE, CAZZO, ché ho capito che è il personaggio depresso sennò le canzoni non vanno e blablabla...però io tutta 'sta finessen, in ogni caso,non la vedo.
Ma forse è colpa mia che mi sono fatta deviare e turbare dalle pubblicità per H&M, con Lana e i suoi capelli (entità a parte) che indossano maglioni di lana (sì,e io sono un tricheco) e smorfiano (perché quelli non sono sorrisi, sono smorfie) in tutte le posizioni, foto che hanno terrorizzato la me ancora addormentata sulla via per l'università per tutto l'autunno. 
Risveglio d'urto, insomma. 
Comunque, mi incazzo visto che il MioUomo sostiene che la donna più bella (e di conseguenza fine, perché per lui non c'è soluzione di continuità tra i due concetti) è quella che non si trucca, e poi gli senti dire "Ah, ma com'è fine Lana del Rey" quando l'unica immagine che ho in mente di lei è questa:

                                                                                 ARGH! *


Va be', lasciamo stare...Il punto 2 mi è sempre successo, dal mio ex storico che pretendeva che io non mettessi i tacchi, ad oggi che il MioUomo rompe (ma non si permetta mai di vietare!!!), e il punto 3 be'...è fastidioso ed irritante. Molto irritante. 
Se continua così quel cellulare avrà vita breve. Molto breve.

Alex V

*: questo lo scambio di battute tra me e il mio uomo a proposito:
-LA(G)NA DEL REY FINE! Tra tutte, proprio LEI!
-Sarà, ma a me era sembrata così acqua e sapone...
-La prossima volta allora è il caso che ti accerti di esserti messo gli occhiali!

domenica 13 gennaio 2013

Pomeriggio spompo di domenica

Non ci sono premesse migliori: una gonna (e svariati altri capi di vestiario femminile) nuova, lo studio che procede fin dalla mattina presto e il tempo da casa, buono per il tè e per guardarsi semmai un film.
Poi però Midori torna sprisciata e,maledetta empatia, la giornata si rivela per quello che è: una domenica triste e uggiosa, con il MioUomo che rompe ché la gonna è trasparente, e voglia di studiare zero. Che poi, per la gonna c'è il sottogonna apposta, ma evidentemente non va bene neanche quello.
E allora vorrei davvero uscire per rivedere quelle solite tre facce del paesello, dove vai,come stai, cosa brighi o meni, e gira e rigira le persone son sempre quelle. E' una cosa che nel vivere fuori ho imparato ad apprezzare.
Che poi, è vero, ci sono quelle serate che anzi che ritrovarsi nel solito posto alla solita ora ti strapperesti le vene a morsi e rimani a casa sotto il plaid a vedere Masterchef o XFactor o Servizio Pubblico, che tanto ormai son tutti uguali.
Però alla fine vai fuori, e due risate le strappi sempre. 
Ché qui a Roma la vita è tanta, la vita è bella, ci sono sempre un sacco di cose nuove,un sacco di posti in cui andare, ma a volte la sicurezza di un posto piccino, tranquillo, anche un po' ripetitivo non guasta mica.
Ché per come la vedo io, per quello che ho imparato, non conta dove sei, ma con chi. Ma forse anche questo è relativo.
C'è quel giorno in cui sei la persona più solare e simpatica del mondo, e sorridi a tutti quelli che incontri, e saluti in giro e così via, ma magari, il giorno dopo, anche no.
Misantropia portami via. 
E' tutta una questione di tempistica: nel posto giusto al momento giusto, certo, fondamentale, ma si deve anche essere nell'umore. 
Sono stufa delle solite facce versus Non ne posso più di tutta questa gente nuova.
Anche se a volte prenderei tutti a testate, amici, conoscenti e non.
E così fuori piove, e il tè me lo prendo da sola e ci sono gli appunti da ripassare...

...e poi arriva Amando e risolleva l'umore delle truppe con il suo pesce.
Di pasta di mandorle.
Che, tanto per cambiare, ho appena finito.

Alex V



mercoledì 17 ottobre 2012

Medley casalingo

I miei week end a casa sono troppo brevi e troppo densi di eventi per lasciarmi il tempo di sedermi e riordinare le idee e i fatti, che quindi butterò giù in ordine sparso


Cuore Matto, quello del Ricciolo che torna a farsi sentire


Ho visto La Mala Education in treno, su un computer più di qua che di là che però alla fine non ho avuto il coraggio (o la voglia) di sostituire.

Piaceri della vita:una crepes noci e fichi a mezzanotte e mezza nel nulla delle vie di una città deserta, eccetto un tipo con un sombrero che ti saluta attraversando la strada e Lupetto che parla delle sue possibilità per il futuro.

Revolver, Maurice e Brotherhood: leggo di meno, ma in compenso recupero con il cinema...

"Ho letto il tuo blog, è figo"
L'anonimato è andato a quel paese. 
Del resto, il gossip abbonda sulla bocca di GossipBoy. E anche su quella della Valerì.

- Alex, lo vuoi un ovetto in offerta?
-Un che?
-Eh, c'è scritto qui! Ovetto, offerta imperdibile...
-Babbo ma...tu lo sai cos'è questo?      




-...no?
-Babbo, è un massaggiatore intimo...
Pallido. Pallido come un cencio.
-Vic! Viiiiiiiiiiiiiic!
Vic-se non si fosse capito- è MiaMadre.

La mia tesina sul Sexual Differentiation of Brain and Behavior che prende lentamente forma.

Io, la Orange, il mare, gli scogli e pensieri finalmente in libertà.

Il compleanno della Valerì, mentre io che mi godo i miei vent'anni agli sgoccioli e una sambuca: perché il tempo ci sfugge, no?



In tutto questo, il MioUomo ha deciso di traslocare. Nell'appartamento sotto casa mia. Auguri, e prosit!

Alex V


venerdì 21 settembre 2012

Libero pensiero

Tutto iniziò con la telefonata di MioFratello:
-Ciao Alex, ho deciso di provare a entrare in una Scuola Militare.
Apriti cielo. Squillate trombe. Una lacrima mi trema sul bordo degli occhi.
-Ommioddio Duccio, ma è una cosa bellissima!
Morale della favola: questa idea non è più di un pensiero e io sono già più esaltata di lui. A prescindere, sono orgogliona (un misto tra orgogliosa e cogliona, visto che dopo che me l'ha detto non stavo più nella pelle, manco fossi un'imbecille) e non vedo l'ora che si cimenti con i test.
Bello, bello, bello. Non so se l'ho mai scritto in questa sede, ma io ho una passione per il mondo militare: Lui, il mio ex storico, è un uomo in divisa, e io stessa ho soggiornato per un certo periodo in una caserma (questo è stato subito prima di entrare a medicina, ma è una lunga storia...).
Devo dire, da quando ho vissuto l'esperienza in prima persona, che ho la massima stima per i corpi militari (dall'esercito alla marina, dai carabinieri alla guardia di finanza)

Chiaramente, era una notizia che non potevo tenere per me. E così, mentre a casa la mia zia buddista e pacifista tentava di fargli cambiare idea con argomentazioni quali "Ma quindi tu vuoi andare a uccidere la gente", qui c'era Dude che dalla sua ha commentato:
"Ecco: diventerà un decerebrato".

Allora, mettiamo in chiaro le cose: per quanto possa essere difficile da accettare, le persone che si danno alla vita militare non sono decerebrate. Non tutte, almeno. E no, per quanto sia difficile da accettare, i decerebrati nei corpi militari non sono la maggioranza. 
Imparare ad obbedire agli ordini non vuol dire smettere di pensare, per quanto strano possa sembrare a chi ha visto Full Metal Jacket. E no, obbedire agli ordini non è degradante. E non vuol dire neanche che voglio per forza andare in giro ad ammazzare la gente.
In realtà, per me che sono stata dall'altra parte, spiegare cosa vuol dire essere un militare, o essere al servizio dello stato, e come si arriva a fare una scelta così radicale, e perché, e quanto poco c'entri l'ideologia politica in questo (anche se a Dude piace darmi della fascista- sapendo benissimo che non è vero, perché per sua stessa ammissione se lo fossi non mi frequenterebbe), bhè, ecco, spiegare tutto questo a un civile è difficile.
E non è neanche l'intento di questo post. 
Infatti queste riflessioni me le sono poste dopo. La prima cosa che mi è venuta in mente alla parola decerebrato è stata:

"Ma scusa, perché uno che fa una scelta diversa dalla tua deve sempre essere uno stupido?"
"Eh, no, scusa, ma io sono intollerante su questa cosa, non riesco a vederci nessuna logica"
Ah, e perché tu non ce la vedi,allora non c'è. 
Complimenti,predichi tanto la libertà di pensiero, ma la verità è che predichi la libertà di pensare come la pensi tu. 
Il "tu" in questione per la verità non è neanche Dude:è un "tu" generico, tanto per parlare del grande, immenso, assurdo paradosso della maggior parte di quelli che si professano liberi pensatori:
Tutti devono avere la libertà di pensare come pare a loro, 
però se la pensano troppo diverso da me allora hanno torto
Non esiste il dubbio che la verità stia nel mezzo, non c'è la possibilità che esistano altri modi di vedere le cose e la vita oltre a quello da loro professato.
Poi, quello che odio, sono le generalizzazioni. Di qualunque specie. Di qualunque tipo. Ma è la profonda intolleranza di gente che si proclama progressista e tollerante e open mind che mi manda in bestia.
Che poi io sono la prima a essere intollerante:
sono intollerante con il nuovo inquilino del palazzo, che quando mi incontra per le scale non mi saluta, 
sono intollerante con i commessi che quando chiedi se hanno quella taglia ti rispondono con sufficienza come se fossero lì a farti un favore
sono intollerante con gli atei che trattano chi crede come se fosse l'ultimo scemo sulla terra
sono intollerante con quelli che buttano la sigaretta per terra quando il cestino è a due passi
sono intollerante con Quasimodo, che è brutto come il peccato eppure ogni volta che vede una ragazza la deve giudicare e bollare, 9 volte su 10, come "cesso assurdo" 
sono intollerante con chi non sorride mai e fa la eterna vittima
sono intollerante con il Ricciolo che non vuole ascoltare le mie ragioni
sono intollerante con chi predica la democrazia a tutti i costi ma poi fa "il frocio col culo degli altri"
sono intollerante con te che se uno la pensa diversamente da te, magari non lo prendi a manganellate, però lo prendi per scemo. E questo non è bello.

Alex V