La mia amica Orange esce con uno. Dice che la gente per strada li guarda sempre con curiosità, anche se non si sbaciucchiano mai in pubblico (la Orange non è proprio il tipo da smancerie); anche quando sono nei locali e ordinano qualcosa da bere, la cameriera si stupisce sempre un po'. Niente di eclatante, ma lei dice che percepisce qualcosa, e fa strano. Non brutto, strano.
Il fatto è che Mario è cinese. Cioè, Mario è di etnia cinese, ma è italiano. Italiano italiano, nel senso che è nato qua, ha cittadinanza italiana, domenica è andato a votare. Italiano nel senso che si sente italiano vero, parla pure dialetto meglio di me!
E dalla mia io so di sicuro il cinese meglio di lui.
Eppure, le persone si aspettano inconsciamente che "oldini uno spliz" pronunciando la "r" come una "l". Ci si fa tanto la bocca con la globalizzazione e tutto il resto, e poi la realtà dei fatti è che ancora a occhio riusciamo a distinguere chi è italiano da chi è tedesco o rumeno o russo o albanese. E a comportarci di conseguenza.
Se il nostro interlocutore ha pure un diverso colore di pelle, e beh, ma allora ti piace vincere facile.
Per quanto si possa guardare al futuro, l'italiano medio ancora vede se stesso come appartenente a una razza ben definita, proveniente da quel preciso bacino geografico e pool etnico. Una visione più anacronistica che non si può; non ho mai invidiato gli statunitensi, ma mi sembra che la maggior parte di loro sia riuscita a lasciarsi alle spalle il concetto di wasp (white anglo-saxon - ma io qui metterei straight- protestant) da almeno 50 anni. Ok, la Lega non aiuta,ma c'è una mentalità di fondo da cambiare.
La città da dove vengo non è grande, e io riesco quasi a vedere la faccia del barista medio di fronte a una coppia mista (potrei quasi dire che "la coppia di etnia mista è la nuova coppia gay", visto che, almeno da me, gli omosessuali non fanno più notizia da un pezzo!), oltretutto coppia in cui è lui a sembrare straniero (ché se fosse stata lei con l'occhio a mandorla, vabbè, allora è il ragazzo che ha gusti esotici...)
Mario parla italiano, pensa italiano, ha vissuto solo in Italia, e tale si sente, eppure ancora si fatica a pensarlo così, italiano, solo perché non riusciamo a discernere l'appartenenza a un popolo dalla semplice appartenenza a un'etnia.
E' abitudine, ma è anche che purtroppo spesso il pensiero non riesce a stare dietro all'innovazione. E pensare che io dopo un'ora e mezzo d'aereo mi trovavo a Istanbul!
Genetica e politica: ciò che è servito per unire, adesso divide.
Ci sono minoranze etniche perfettamente integrate che si considerano italiane, e nient'altro. E voglio credere che l'eccezione non siano loro, ma la controparte, il gruppo ancora legato alle origini, e che magari non è nemmeno interessato a diventarlo, italiano.
Voglio credere che la nostra generazione sia pronta al salto: sia matura e acculturata abbastanza da aprire i propri orizzonti al bene di una sana e culturalmente avanzata globalizzazione.
Voglio credere che tutto il mondo è paese, nel senso che in ogni posto in cui vai puoi trovare gente di tutti i colori e di tutti i pensieri che fa colazione al bar.
La mia amica Orange non è una pioniera, come ama definirsi: è solo l'incarnazione pratica di un processo non può posticipabile, una cosa che, una volta tanto, può solo arricchirci, in tutti i sensi.
Oggigiorno aggiornarsi, non solo con i programmi internet, ma anche con il modo di vedere le cose e il mondo, è l'unica opportunità per andare avanti. Serve dinamismo e elasticità.
Chi si ferma è perduto.
Alex V
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lunedì 25 febbraio 2013
giovedì 10 gennaio 2013
Dolci, disegni e denti
Tornare dopo le feste è come vivere tutto il Natale di nuovo: si torna sommersi da pacchi pacchetti e pacchettini di cibo dolci e bevande, e nel marasma generale si cerca di tornare alla normalità, facendo ancora più casino e abbottandosi di ogni ben di Dio, che mica lo puoi lasciare andare a male, a la nonn!
Se aggiungiamo che non vedevo da 2 settimane il MioUomo, e che oltretutto ho deciso "Anno nuovo, vita nuova: riordino la stanza!", e nel contempo cerco di risollevarmi dall'ozio casalingo, recuperare lo studio perso, e andare a lezione, vabbè, via, si capisce com'è che non ho più dato notizie!
Di buono c'è che però adesso in stanza campeggia l'opera prima della Orange,dissacrante e provocatoria come l'autrice, che io ho ribattezzato:
Comunque, quest'opera è stata oggetto di tutte le conversazioni da caffè avvenute dal 6 a oggi, essenzialmente perché la gente non riesce bene a distinguere i concetti di "arte" "fantasia erotica" e "realtà"...e anche perché a me piace vedere la faccia delle persone sconcertate di fronte a cose che non si aspettano!
Così, nella processione di amici che si sono susseguiti nei vari pomeriggi più o meno pieni ho dovuto spiegare nell'ordine che:
-no, quello nel disegno non è il MioUomo (che si è lamentato tantissimo del disegno gridando allo scandalo)
-no, quella nel disegno non è una mia fantasia sessuale, e neanche della mia amica (ok, forse della mia amica sì, ma comunque questa cosa è irrilevante)
-no, non mi eccito a leggere gli yaoi (ma non vedo comunque cosa ci sarebbe di male)
-no, non mi vergogno a tenerlo in camera (perché mi dovrei vergognare? come ho detto, c'è una bella differenza tra arte fantasie erotiche e realtà)
-sì, ha un grosso valore affettivo, visto che è il primo disegno della mia migliore amica (che ha iniziato l'Accademia di Belle Arti) e l'ha dedicato proprio a me
E per finire il quadro di questa settimana non ancora finita, mi sta spuntando il mio primo giudizio...dente del giudizio. Così mi sento una bimba di sei mesi al suo primo dentino. E ho la smania.
Roba che sto pensando seriamente di comprarmi un set di ciucci della chicco. Magari così mi rilasso anche mentre studio.
Alex V
Se aggiungiamo che non vedevo da 2 settimane il MioUomo, e che oltretutto ho deciso "Anno nuovo, vita nuova: riordino la stanza!", e nel contempo cerco di risollevarmi dall'ozio casalingo, recuperare lo studio perso, e andare a lezione, vabbè, via, si capisce com'è che non ho più dato notizie!
Di buono c'è che però adesso in stanza campeggia l'opera prima della Orange,dissacrante e provocatoria come l'autrice, che io ho ribattezzato:
Cain legato con strap on e bouquet nuziale
La verità è che il bouquet nuziale è quello da me agguantato al volo alle nozze della sorella del MioUomo, e sta proprio accanto al disegno della Orange, fan art un po' sadomaso del mio personaggio preferito di Starfighter. Non so, ma l'abbinamento mi piace un sacco!Comunque, quest'opera è stata oggetto di tutte le conversazioni da caffè avvenute dal 6 a oggi, essenzialmente perché la gente non riesce bene a distinguere i concetti di "arte" "fantasia erotica" e "realtà"...e anche perché a me piace vedere la faccia delle persone sconcertate di fronte a cose che non si aspettano!
Così, nella processione di amici che si sono susseguiti nei vari pomeriggi più o meno pieni ho dovuto spiegare nell'ordine che:
-no, quello nel disegno non è il MioUomo (che si è lamentato tantissimo del disegno gridando allo scandalo)
-no, quella nel disegno non è una mia fantasia sessuale, e neanche della mia amica (ok, forse della mia amica sì, ma comunque questa cosa è irrilevante)
-no, non mi eccito a leggere gli yaoi (ma non vedo comunque cosa ci sarebbe di male)
-no, non mi vergogno a tenerlo in camera (perché mi dovrei vergognare? come ho detto, c'è una bella differenza tra arte fantasie erotiche e realtà)
-sì, ha un grosso valore affettivo, visto che è il primo disegno della mia migliore amica (che ha iniziato l'Accademia di Belle Arti) e l'ha dedicato proprio a me
E per finire il quadro di questa settimana non ancora finita, mi sta spuntando il mio primo giudizio...dente del giudizio. Così mi sento una bimba di sei mesi al suo primo dentino. E ho la smania.
Roba che sto pensando seriamente di comprarmi un set di ciucci della chicco. Magari così mi rilasso anche mentre studio.
Alex V
giovedì 3 gennaio 2013
Epopee d'amore
Tanto per concludere un ciclo: la travagliata epopea d'amore di Dude è finita. Dopo essere stato mollato (per un'altra donna), averci provato a sua volta con un'altra, essere stato rifiutato, averci riprovato con Ipazia, che nel frattempo aveva lasciato la sua bella straniera, essere stato rifiutato, averci riprovato ancora, alla fine ce l'ha fatta: Dude ha coronato il suo (momentaneo) sogno d'amore e si è rimesso con Ipazia.
Questo vuol dire che nei prossimi mesi sarà più tollerante e tollerabile. E questo è bene.
Del resto, come dice lui "Alla fine, una <<scivolata>> in una coppia ci può stare". E se la <<scivolata>> della tua ragazza è con una che alla fine ha il suo stesso sesso, ci può stare ancora di più. Apprezzo il fatto che almeno all'inizio abbia evitato di dirle "Ma allora mi ci butto in mezzo". In effetti, forse è stata la prova del nove anche per Ipazia.
Chiuso un ciclo, se ne apre un anno. Presento il caso: Orange, la mia amica storica, ha preso una sbandata per Mario, che vede in palestra tutti i giorni.
Ora, lo step "amico di facebook" è stato superato già da un po'.
Solo che siccome io non mi relaziono se non con persone complicate, sono sì amici su fb, si vedono sì tutti i giorni in palestra, ma non si parlano. Nel senso che non si dicono nemmeno ciao. Perché la mia amica è stitica. Con i saluti, s'intende.
Ma forse qualcosa si muove nell'aria: lui le ha scritto sul social network. Per chiederle se secondo lei l'1 la palestra era aperta.
Adesso, IO PRETENDO che lei almeno gli dica Ciao quando lo incontra per strada.
Delirio. Disagio. Passiamo le giornate su uno scoglio a guardare il mare e a fare discorsi filosofici pieni di se e di ma.
Che poi, voglio dire, di cosa stiamo parlando. Al di là del fatto che essere amicicci su feisbùk e poi non parlarsi nella vita reale è deprecabile, questa cosa non ha senso: quante storie per un semplice Ciao!, magari anche senza punto esclamativo.
Tremo al pensiero del "ci prendiamo un caffè".
Quanto sarà travagliata questa nuova epopea?
Ai posteri l'ardua sentenza...
Alex V
Questo vuol dire che nei prossimi mesi sarà più tollerante e tollerabile. E questo è bene.
Del resto, come dice lui "Alla fine, una <<scivolata>> in una coppia ci può stare". E se la <<scivolata>> della tua ragazza è con una che alla fine ha il suo stesso sesso, ci può stare ancora di più. Apprezzo il fatto che almeno all'inizio abbia evitato di dirle "Ma allora mi ci butto in mezzo". In effetti, forse è stata la prova del nove anche per Ipazia.
Chiuso un ciclo, se ne apre un anno. Presento il caso: Orange, la mia amica storica, ha preso una sbandata per Mario, che vede in palestra tutti i giorni.
Ora, lo step "amico di facebook" è stato superato già da un po'.
Solo che siccome io non mi relaziono se non con persone complicate, sono sì amici su fb, si vedono sì tutti i giorni in palestra, ma non si parlano. Nel senso che non si dicono nemmeno ciao. Perché la mia amica è stitica. Con i saluti, s'intende.
Ma forse qualcosa si muove nell'aria: lui le ha scritto sul social network. Per chiederle se secondo lei l'1 la palestra era aperta.
Adesso, IO PRETENDO che lei almeno gli dica Ciao quando lo incontra per strada.
Delirio. Disagio. Passiamo le giornate su uno scoglio a guardare il mare e a fare discorsi filosofici pieni di se e di ma.
Che poi, voglio dire, di cosa stiamo parlando. Al di là del fatto che essere amicicci su feisbùk e poi non parlarsi nella vita reale è deprecabile, questa cosa non ha senso: quante storie per un semplice Ciao!, magari anche senza punto esclamativo.
Tremo al pensiero del "ci prendiamo un caffè".
Quanto sarà travagliata questa nuova epopea?
Ai posteri l'ardua sentenza...
Alex V
mercoledì 2 gennaio 2013
Anno nuovo, Bangkok e lavanderie a gettoni- consigli per una buona visione
![]() |
| Il tramonto del 2012... |
![]() |
| buon cibo e buona compagnia: accoppiata perfetta! |
Questo 2012 è finito nel migliore dei modi (e non in Thailandia, ché il titolo può essere fuorviante): io e la mia Orange con focaccine e panini ripieni (il servizio catering è stato fornito da MiaMadre), una bottiglia di Berlucchi, una cassa di Moretti rosse, buoni film e tanta tanta allegria.
Ed è iniziato ancora meglio, con una rimpatriata un po' nerd con gli amici di sempre, e ovviamente filo diretto con MioUomo, Dude, Midori e Amando e tutti gli altri un po' sparsi per l'Italia e il mondo.
Insomma, ho avuto un inizio anno con il botto, salvo Ricciolo stalker in versione sbronza: il peggio del peggio. Per fortuna il mio cellulare è smart, e ha deciso autonomamente di spegnersi onde evitare lo strazio delle telefonate rifiutate su Viber (per altro, qualcuno ha idea di come si blocchi una persona su tale applicazione? Urge metodo "contraccettivo"...grazie!). A parte quest'ultima nota, giornate e serate così le rivivrei volentieri tutto l'anno. Magari, appunto, invitando anche tutti gli altri amici che se ne stavano a qualche festa scasciona o nelle piazze a prendere il freddo.
Ma questa è un'altra storia.
Come è un'altra la storia di "My beautiful laundrette": commedia britannica dolce-amara ambientata nel pieno del governo Thatcher (ad Amando piace questo elemento), che ruota attorno a una lavanderia da rimettere a nuovo e il rapporto di amicizia-amore tra un ragazzo pachistano (l'attore è sconosciuto, ma sembra un incrocio tra De Niro giovane e Jake Gyllehall) e un giovane e bellissimo Daniel Day-Lewis (ma io sono di parte- lo adoro).
Film perfetto per una serata a casa, che quest'anno è iniziato piovendo.
Molto più impegnato (e impegnativo) è "Bangkok love story", non solo per le tinte fosche e la melodrammaticità thailandese che lo impregna fin dalle prime scene, ma anche perché io l'ho trovato solo in lingua originale sottotitolato in inglese. Insomma, 90 minuti di thai non sono proprio da tutti.Però merita, ha delle scene bellissime.
Comunque, tutto quello che legge, vede e produce è di qualità e viene girato a me. Che lo condivido qui. Anche perché mi spaccia della roba davvero buona.
Alex V
venerdì 3 agosto 2012
Correzione
Quando alla fine la mia amica Orange ha capito cos'è un hipster (termine nella provincia ancora pressoché sconosciuto) e ha letto il post a lei dedicato, ha subito espresso la sua disapprovazione verso qualunque classificazione la riguardi, precisando:
"Io non sono hipster, sono gli hipster che sono me!!!"
Che dire di più?
Alex V
lunedì 30 luglio 2012
La cognizione del tempo
Davanti a un aperitivo con Orange, GossipBoy, e Valerì*:
-Ho visto delle tue belle foto di una festa in spiaggia...
-Mm sì, era quella dello scorso venerdì
-Mmm mi sa che c'era anche mio fratello (del '98, ha fatto la primina)
-Mmmm mi sa che l'ho visto
Silenzio. Brivido lungo la schiena. Sapevamo prima o poi sarebbe successo.
-L'altro giorno a me una ha chiesto di prestarle la tessera sanitaria per le sigarette... io le ho detto che vale dai 16 anni in su e lei mi ha risposto "Sì ma io ne ho 14"...
-Eh vabbè, anche tu hai iniziato a fumare a 14 anni...
-Sì, ma mi ha dato del "lei"...
Tiriamo tutti una gran sorsata del rispettivo intruglio alcolico.
-Ma ho visto che tuo fratello (dell'89) si è fidanzato...
-Sì, e lo vedi tutto rincoglionito d'amore! Che poi mi diceva un sacco di cose quando ero io fidanzata con uno più grande di lui, e lui ora si è messo con questa che è del '95!
-Del '95? Non è possibile! Non è pensabile! Ma è PICCOLA!(grido all'unisono di tutto il tavolo)
La grande questione della relatività del tempo.
Ai miei occhi una del '95 rimarrà sempre una del '95, cioè piccola, per definizione. Poco importa se ormai ha 17 anni suonati ed è pure una strafiga nel fiore degli anni. A tavolino, è piccola. Come mio fratello: voglio dire, è un bimbo. Magari fa pure il fighetto in giro, ma è un bimbo.
Non è un adolescente.
Perché se lui fosse un adolescente, sarebbe come dire che io non lo sono più.
E questo non può essere accaduto.
Anzi,questo non può proprio accadere.
Non è successo.
Almeno nella mia testa.
Del resto, ho sempre pensato di vivere in una dimensione temporalmente dilatata.
Alex V
*Valerì è quella che chiamavo la Smilza. Che all'aperitivo appunto si è lamentata del soprannome, ma poi non sapeva scegliersene un altro (privilegio, quello di scegliere il proprio soprannome, mai accordato prima!). Quindi ho dovuto pensarci io, e lì per lì ho pensato a La Pretenziosa, viste le sue pretese in fatto di soprannomi e anche di uomini :P.
Poi però ho avuto una delle mie classiche epifanie sui nomi: visto che ho un amico storico (abbiamo fatto le scuole insieme dall'elementari al liceo) che pensandoci bene è proprio gnocco come Camille Lacourt, e che quindi chiamerò Camillo, perché non chiamare lei Valerì, come la fidanzata del bel Camille, che è stata pure miss Francia?
Perché Camillo e Valerì ancora non stanno insieme, ma tutti noi speriamo che possa succedere. Possibilmente, a breve!|
-Ho visto delle tue belle foto di una festa in spiaggia...
-Mm sì, era quella dello scorso venerdì
-Mmm mi sa che c'era anche mio fratello (del '98, ha fatto la primina)
-Mmmm mi sa che l'ho visto
Silenzio. Brivido lungo la schiena. Sapevamo prima o poi sarebbe successo.
-L'altro giorno a me una ha chiesto di prestarle la tessera sanitaria per le sigarette... io le ho detto che vale dai 16 anni in su e lei mi ha risposto "Sì ma io ne ho 14"...
-Eh vabbè, anche tu hai iniziato a fumare a 14 anni...
-Sì, ma mi ha dato del "lei"...
Tiriamo tutti una gran sorsata del rispettivo intruglio alcolico.
-Ma ho visto che tuo fratello (dell'89) si è fidanzato...
-Sì, e lo vedi tutto rincoglionito d'amore! Che poi mi diceva un sacco di cose quando ero io fidanzata con uno più grande di lui, e lui ora si è messo con questa che è del '95!
-Del '95? Non è possibile! Non è pensabile! Ma è PICCOLA!(grido all'unisono di tutto il tavolo)
La grande questione della relatività del tempo.
Ai miei occhi una del '95 rimarrà sempre una del '95, cioè piccola, per definizione. Poco importa se ormai ha 17 anni suonati ed è pure una strafiga nel fiore degli anni. A tavolino, è piccola. Come mio fratello: voglio dire, è un bimbo. Magari fa pure il fighetto in giro, ma è un bimbo.
Non è un adolescente.
Perché se lui fosse un adolescente, sarebbe come dire che io non lo sono più.
E questo non può essere accaduto.
Anzi,questo non può proprio accadere.
Non è successo.
Perché io HO SEMPRE 17 ANNI.
Almeno nella mia testa.
Del resto, ho sempre pensato di vivere in una dimensione temporalmente dilatata.
Alex V
*Valerì è quella che chiamavo la Smilza. Che all'aperitivo appunto si è lamentata del soprannome, ma poi non sapeva scegliersene un altro (privilegio, quello di scegliere il proprio soprannome, mai accordato prima!). Quindi ho dovuto pensarci io, e lì per lì ho pensato a La Pretenziosa, viste le sue pretese in fatto di soprannomi e anche di uomini :P.
Poi però ho avuto una delle mie classiche epifanie sui nomi: visto che ho un amico storico (abbiamo fatto le scuole insieme dall'elementari al liceo) che pensandoci bene è proprio gnocco come Camille Lacourt, e che quindi chiamerò Camillo, perché non chiamare lei Valerì, come la fidanzata del bel Camille, che è stata pure miss Francia?
Perché Camillo e Valerì ancora non stanno insieme, ma tutti noi speriamo che possa succedere. Possibilmente, a breve!|
venerdì 8 giugno 2012
Tra un succo d'ananas e l'altro
In occasione del matrimonio del fratello del mio migliore amico (che è, tra l'altro, il mio primo matrimonio, inteso come il primo matrimonio alla quale sono invitata) ho deciso, in accordo con Midori, di tornarmene un week end a casa per abbronzarmi un minimo e non sfigurare alla festa.
I miei rientri a casa, si sa, sono pieni di scoperte, gossip e frasi ricorrenti. Questa volta in un solo giorno ho scoperto che:
1- Il succo d'ananas aiuta la dieta. La mia amica Orange nell'ultimo anno è infatti diventata una più che assidua frequentatrice della palestra, lei che fino a due anni fa non faceva un passo se non in motorino, e delle diete, lei che fino a un anno fa non faceva altro che mangiare schifezze un giorno sì e un giorno sì. Quindi quando andiamo a prendere il solito caffè, lei prende un succo d'ananas, sentenziando: il succo d'ananas aiuta a bruciare calorie. E' la stessa cosa che dice MioPadre quando si mette a dieta, illudendosi che funzioni. Ovviamente non è vero. Ma siccome è buono, lo prendo anche io.
2- Non tutte le nonne vedono i nipoti sempre deperiti. Mia nonna ad esempio, oltre a portare un mio vecchio cerchietto per capelli molto sobrio (blu leopardato), nega una seconda porzione di pasta a mia cugina di tredic'anni: "E' giugno,devi essere pronta per la prova costume!". E intanto a me passa la panna da mettere sulle fragole.
3- Alex, mi è cresciuto il pene! Questa frase l'ho sentita almeno 20 volte in un pomeriggio, quasi urlata da un orgogliosissimo e fierissimo fratello minore in piena pubertà (e con l'ormone libero e selvaggio). Ahhh, i maschi!
Alex V
I miei rientri a casa, si sa, sono pieni di scoperte, gossip e frasi ricorrenti. Questa volta in un solo giorno ho scoperto che:
1- Il succo d'ananas aiuta la dieta. La mia amica Orange nell'ultimo anno è infatti diventata una più che assidua frequentatrice della palestra, lei che fino a due anni fa non faceva un passo se non in motorino, e delle diete, lei che fino a un anno fa non faceva altro che mangiare schifezze un giorno sì e un giorno sì. Quindi quando andiamo a prendere il solito caffè, lei prende un succo d'ananas, sentenziando: il succo d'ananas aiuta a bruciare calorie. E' la stessa cosa che dice MioPadre quando si mette a dieta, illudendosi che funzioni. Ovviamente non è vero. Ma siccome è buono, lo prendo anche io.
2- Non tutte le nonne vedono i nipoti sempre deperiti. Mia nonna ad esempio, oltre a portare un mio vecchio cerchietto per capelli molto sobrio (blu leopardato), nega una seconda porzione di pasta a mia cugina di tredic'anni: "E' giugno,devi essere pronta per la prova costume!". E intanto a me passa la panna da mettere sulle fragole.
3- Alex, mi è cresciuto il pene! Questa frase l'ho sentita almeno 20 volte in un pomeriggio, quasi urlata da un orgogliosissimo e fierissimo fratello minore in piena pubertà (e con l'ormone libero e selvaggio). Ahhh, i maschi!
Alex V
venerdì 1 giugno 2012
Hipster-mania
Il titolo è da leggersi rigorosamente come "ipster-mènia" con la "p" che si sente pochissimo (tanto per richiamare "isteria") e calcando l'accento tonico sulla "è" di modo da ottenere un vago richiamo al gergale "mena, meh!" tanto caro ai miei amici baresi. Questo perché così l'ho pensata in autobus mentre tornavo dall'università.
Pensavo alla moda del momento: il voler essere a tutti i costi hipster, ovvero l'esatto contrario del mainstream. Ovvero: alternativo a tutti i costi.
L' hipster può essere definito come il la versione aggiornata dell'alternativo classico: esperto in contro-cultura,professa il pensiero indipendente come religione, frequenta i negozi equo e solidali, veste preferibilmente vintage,mescolando capi appartenuti a nonni e zii alle ultime nike fluo, guarda alla sua generazione con una punta di disprezzo, è esperto di revival, ascolta rigorosamente solo gruppi emergenti indipendenti, smettendo di seguirli quando diventano un attimino più famosi perché "sono diventati troppo mainstream", il tutto condito con una punta di nerdaggine che, rivisatata in questo modo, diventa figa.
Si capisce che dal genuino al poser è un attimo.
In ogni caso, l' hipster, sia esso convinto di esserlo nell'intimo o un più semplice poser, è ossessionato dal dover essere creativo e originale in maniera unica, e quindi spesso fa cose che nessuno sano di mente farebbe, sdoganandole, e smettendo di farle una volta che la moda ha preso campo e si è estesa a un numero di persone superiore a 3, compreso lui ( 2 è accettabile perché anche all' hipster fa piacere avere un amico che lo copia, 3 vuol dire che è arrivato il tempo di pensare a qualcos'altro nell'attimo in cui i "seguaci" saranno 4).
Cosa che ovviamente finisce per renderli tutti stereotipati manco avessero voluto essere mainstream. Insomma, per dirla con un francesismo, sono dei cliché.
Il che rende particolarmente difficoltoso distinguere uno che ci fa o ci è: essere un vero hipster è difficile, anzi no, è proprio 'n'arte! O ce l'hai nel sangue, o prima o poi quella fatica di sforzarsi a tutti i costi per formulare idee originali ti verrà a noia...
Pensandoci attentamente però, io posso dire che un hipster vero, almeno uno, nella mia vita, l'ho conosciuto. Eccome se l'ho conosciuto: è la mia amica Orange! E ne ha buon diritto:
-lei è talmente hipster che indossava scarpe diverse già dal lontano ottobre della quarta ginnasio
-lei è talmente hipster che scopriva e si ascoltava gruppi che all'epoca non si filava nessuno, che all'epoca erano alternativi e indipendenti e oggi sono famosi e commerciali
-lei è talmente hipster che frequentava mercatini dell'usato e mercati popolari per i suoi acquisti quando tutti gli altri pensavano fosse da barboni far così
-""""" si tagliava le lunghe chiome facendo un taglio sbarazzino prima che chiunque altra potesse anche solo pensare di essere ancora femminile con un taglio così
-"""""" portava enormi occhiali (da vista) appartenuti alla zia morta già dal lontano 2004
- """"""" era (ed è) un'artista creativa con qualsiasi materiale abbia sotto mano
-"""""""" è stata in grado di sdoganare tabù come i vibratori prima che girassero il film Hysteria
-""""""" si è fatta araldo del pensiero indipendente in tutte le sue forme, senza ipocrisia e senza mandarla a dire
La mia amica è hipster dalla radice dei capelli alla punta dei piedi.
E' così hipster che neanche sa di esserlo, lei, un'hipster.
E badate bene che è un'hipster attaente, lei.
Alex V
Pensavo alla moda del momento: il voler essere a tutti i costi hipster, ovvero l'esatto contrario del mainstream. Ovvero: alternativo a tutti i costi.
L' hipster può essere definito come il la versione aggiornata dell'alternativo classico: esperto in contro-cultura,professa il pensiero indipendente come religione, frequenta i negozi equo e solidali, veste preferibilmente vintage,mescolando capi appartenuti a nonni e zii alle ultime nike fluo, guarda alla sua generazione con una punta di disprezzo, è esperto di revival, ascolta rigorosamente solo gruppi emergenti indipendenti, smettendo di seguirli quando diventano un attimino più famosi perché "sono diventati troppo mainstream", il tutto condito con una punta di nerdaggine che, rivisatata in questo modo, diventa figa.
Si capisce che dal genuino al poser è un attimo.
In ogni caso, l' hipster, sia esso convinto di esserlo nell'intimo o un più semplice poser, è ossessionato dal dover essere creativo e originale in maniera unica, e quindi spesso fa cose che nessuno sano di mente farebbe, sdoganandole, e smettendo di farle una volta che la moda ha preso campo e si è estesa a un numero di persone superiore a 3, compreso lui ( 2 è accettabile perché anche all' hipster fa piacere avere un amico che lo copia, 3 vuol dire che è arrivato il tempo di pensare a qualcos'altro nell'attimo in cui i "seguaci" saranno 4).
Cosa che ovviamente finisce per renderli tutti stereotipati manco avessero voluto essere mainstream. Insomma, per dirla con un francesismo, sono dei cliché.
Il che rende particolarmente difficoltoso distinguere uno che ci fa o ci è: essere un vero hipster è difficile, anzi no, è proprio 'n'arte! O ce l'hai nel sangue, o prima o poi quella fatica di sforzarsi a tutti i costi per formulare idee originali ti verrà a noia...
Pensandoci attentamente però, io posso dire che un hipster vero, almeno uno, nella mia vita, l'ho conosciuto. Eccome se l'ho conosciuto: è la mia amica Orange! E ne ha buon diritto:
-lei è talmente hipster che indossava scarpe diverse già dal lontano ottobre della quarta ginnasio
-lei è talmente hipster che scopriva e si ascoltava gruppi che all'epoca non si filava nessuno, che all'epoca erano alternativi e indipendenti e oggi sono famosi e commerciali
-lei è talmente hipster che frequentava mercatini dell'usato e mercati popolari per i suoi acquisti quando tutti gli altri pensavano fosse da barboni far così
-""""" si tagliava le lunghe chiome facendo un taglio sbarazzino prima che chiunque altra potesse anche solo pensare di essere ancora femminile con un taglio così
-"""""" portava enormi occhiali (da vista) appartenuti alla zia morta già dal lontano 2004
- """"""" era (ed è) un'artista creativa con qualsiasi materiale abbia sotto mano
-"""""""" è stata in grado di sdoganare tabù come i vibratori prima che girassero il film Hysteria
-""""""" si è fatta araldo del pensiero indipendente in tutte le sue forme, senza ipocrisia e senza mandarla a dire
La mia amica è hipster dalla radice dei capelli alla punta dei piedi.
E' così hipster che neanche sa di esserlo, lei, un'hipster.
E badate bene che è un'hipster attaente, lei.
Alex V
lunedì 21 maggio 2012
Caval donato e altre storie
A caval donato non si guarda in bocca. E in questo caso nemmeno a coniglio donato:
qualora qualcuno se lo stia chiedendo: Orange non ha gradito il regalo. Di più.
Appena l'ha tirato fuori dal pacchettino ha esclamato:
- ODDIO MA E' PROPRIO QUELLO CHE VOLEVO!
E poi si è messa a saltellare in giro con il rabbit acceso alla massima velocità.
Alla faccia di quelle 3 frigidone che si sono schifate.
Care frigidone, per la Orange il vibratore è uno sfizio. A voi sì che invece sarebbe necessario.
Nota:Le tre frigidone credono d'essere le più belle e le più faighe e le più ganze, e pensano che il mondo giri per loro.E per essere belle son belle , peccato che tendano a straparlare fugando così rapidamente ogni dubbio sulla loro intelligenza. Quando parlano di altre ragazze, o sono cesse, o stupide, o sono troie, oppure tutte e tre. Io penso di rientrare nella seconda categoria, ma io e loro anche se sedute allo stesso tavolo riusciamo a non parlarci.
Che poi, come si dice a Roma:
Ma forse per loro è più giusta la frase dei Gem Boy:
qualora qualcuno se lo stia chiedendo: Orange non ha gradito il regalo. Di più.
Appena l'ha tirato fuori dal pacchettino ha esclamato:
- ODDIO MA E' PROPRIO QUELLO CHE VOLEVO!
E poi si è messa a saltellare in giro con il rabbit acceso alla massima velocità.
Alla faccia di quelle 3 frigidone che si sono schifate.
Care frigidone, per la Orange il vibratore è uno sfizio. A voi sì che invece sarebbe necessario.
Nota:Le tre frigidone credono d'essere le più belle e le più faighe e le più ganze, e pensano che il mondo giri per loro.E per essere belle son belle , peccato che tendano a straparlare fugando così rapidamente ogni dubbio sulla loro intelligenza. Quando parlano di altre ragazze, o sono cesse, o stupide, o sono troie, oppure tutte e tre. Io penso di rientrare nella seconda categoria, ma io e loro anche se sedute allo stesso tavolo riusciamo a non parlarci.
Che poi, come si dice a Roma:
'A bbella, se pensi d'averla d'oro, FONDILA! ci guadagni di più
Ma se Dio ti ha fatto troia proprio come la tua amica,
con un culo tanto bello ma un cervello da formica
Eh sì, questo post trasuda cultura. Dovete scusarmi, ma alle frigidone proprio non si addicono riferimenti culturali troppo alti, neanche se a farli è un altro.
Alex V
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venerdì 11 maggio 2012
Questione di feeling
Quel giorno sta arrivando. Presto tornerò a casa. Presto sarà il compleanno della mia amica Orange. E allora nulla sarà più come prima. Anzi, per la verità non cambierà più nulla: i tempi in cui le cantavo "E la mia amica era una stronza aveva 16 anni appena!..." non ci sono più e non torneranno (come i capelli del suo ometto).
Bhè, in effetti non potrò nemmeno più dirle "Mettiamo che tu voglia avvicinarmi solo perché sei fatta ed hai 20 anni", ma in realtà non è una cosa così grave, perché Il seno ci ha segnato meno di La guerra è finita, anzi, non ci ha segnato per niente.
Ricapitolando: io e Orange siamo amiche da quasi dieci anni, fondamentalmente perché alle elementari preferivo i libri alle persone e lei era in un'altra scuola.
Io in confronto a lei ero una personcina tranquilla,responsabile e pacata. E' da lei che ho preso il gusto del vestire (anche troppo) colorato, e la sfrontatezza che mi porta a dire "Chi sono gli altri per giudicarmi, dal momento che io non giudico loro?".
Queste sono due cose che mi fanno stare bene. Certo, Orange non è mai stata una persona facile, né da sopportare né da gestire, eppure è stata ed è ancora la mia migliore amica. Del resto, io devo avere un feeling per le persone difficili, vedi i miei ex e Dude. E anche il Ricciolo non scherzava. Mi chiedo cosa ci faccia Midori in mezzo a questo manicomio. Ma una presenza più tranquilla è necessaria alla mia sanità mentale.
Comunque, Io e Orange siamo diverse eppure ci troviamo su un sacco di cose. Tra l'altro, siamo vissute in un posto teoricamente perfetto: provincia non troppo piccola, non troppo grande, mare vicino, pettegolezzi diffusi ma non così tanto da marcare a vita una persona. Un posticino tranquillo quanto basta, dove lo scandalo è all'ordine del giorno ma in realtà si fa per parlare e non scandalizza nessuno, e soprattutto dove il sesso entra nella tua vita più o meno a partire dai 15 anni.
Ecco perché quando ha avuto 18 anni ha voluto che le regalassi un vibratore.
Ed ecco perché adesso che ne compie 21 vuole che le regali un altro vibratore:
Orange, ma cosa vuoi di regalo?
Mah, io vorrei un vibratore nuovo, magari viola trasparente con i pallini dentro. Però uno qualunque va bene, tutto sommato basta il pensiero.
Ora, la cosa un po' perplime anche me, che pure sono abbastanza scafata in questioni del genere, ma il compleanno è suo, lei ha espresso questo desiderio e io lo esaurirò.
Alla faccia di quelle frigidone delle SUE amiche che invece si son scandalizzate e si rifiutano di pensarci.
Ergo, toccherà a me comprarlo.
Perché se hai un'amica normale le compri un vestito, un paio di orecchini, una borsa...Ma se la tua amica del cuore ti dice "Di roba da mettermi ne ho anche troppa", allora, è arrivato veramente il momento di comprarle un vibratore nuovo.
Alex V
Bhè, in effetti non potrò nemmeno più dirle "Mettiamo che tu voglia avvicinarmi solo perché sei fatta ed hai 20 anni", ma in realtà non è una cosa così grave, perché Il seno ci ha segnato meno di La guerra è finita, anzi, non ci ha segnato per niente.
Ricapitolando: io e Orange siamo amiche da quasi dieci anni, fondamentalmente perché alle elementari preferivo i libri alle persone e lei era in un'altra scuola.
Io in confronto a lei ero una personcina tranquilla,responsabile e pacata. E' da lei che ho preso il gusto del vestire (anche troppo) colorato, e la sfrontatezza che mi porta a dire "Chi sono gli altri per giudicarmi, dal momento che io non giudico loro?".
Queste sono due cose che mi fanno stare bene. Certo, Orange non è mai stata una persona facile, né da sopportare né da gestire, eppure è stata ed è ancora la mia migliore amica. Del resto, io devo avere un feeling per le persone difficili, vedi i miei ex e Dude. E anche il Ricciolo non scherzava. Mi chiedo cosa ci faccia Midori in mezzo a questo manicomio. Ma una presenza più tranquilla è necessaria alla mia sanità mentale.
Comunque, Io e Orange siamo diverse eppure ci troviamo su un sacco di cose. Tra l'altro, siamo vissute in un posto teoricamente perfetto: provincia non troppo piccola, non troppo grande, mare vicino, pettegolezzi diffusi ma non così tanto da marcare a vita una persona. Un posticino tranquillo quanto basta, dove lo scandalo è all'ordine del giorno ma in realtà si fa per parlare e non scandalizza nessuno, e soprattutto dove il sesso entra nella tua vita più o meno a partire dai 15 anni.
Ecco perché quando ha avuto 18 anni ha voluto che le regalassi un vibratore.
Ed ecco perché adesso che ne compie 21 vuole che le regali un altro vibratore:
Orange, ma cosa vuoi di regalo?
Mah, io vorrei un vibratore nuovo, magari viola trasparente con i pallini dentro. Però uno qualunque va bene, tutto sommato basta il pensiero.
Ora, la cosa un po' perplime anche me, che pure sono abbastanza scafata in questioni del genere, ma il compleanno è suo, lei ha espresso questo desiderio e io lo esaurirò.
Alla faccia di quelle frigidone delle SUE amiche che invece si son scandalizzate e si rifiutano di pensarci.
Ergo, toccherà a me comprarlo.
Perché se hai un'amica normale le compri un vestito, un paio di orecchini, una borsa...Ma se la tua amica del cuore ti dice "Di roba da mettermi ne ho anche troppa", allora, è arrivato veramente il momento di comprarle un vibratore nuovo.
Alex V
domenica 15 aprile 2012
Cani e bambini solo casini
Ultima sera a casa = ultima cena con la Orange (e Ometto, e le altre quando arrivano: ovviamente in ritardo!)
Com'è come non è si parla un po' dei vari fatti successi nel mondo e non e si arriva a parlare di sesso non protetto:
- Ma sai Alex che io e Ometto abbiamo pure rischiato! Una mattina eravamo così rincoglioniti che ci siamo dimenticati che io avevo smesso di prendere la pillola! Una paura che non ti dico!
- Sì, lei già si vedeva a comprare scarpine e carrozzine e pannolini...
- Sì, con s******o! Io non ci finisco come quell'altra
ndr: nella mia permanenza a casa ho anche scoperto che non solo due amiche mie (per modo dire) devono partorire a fine mese, ma che pure altre 5 che conosco d'età compresa tra i 17 e i 20 anni stanno per diventare felicemente mamme. E' una cosa che mi sconvolge non poco, come i sexy shop che diventano negozi per neonati. Un momento: tutto torna...
- Io non ci finisco come quell'altra: un paio di giorni in ospedale
- Ohi Alex, ma è vero che adesso c'è anche una pillola che la puoi prendere anche dopo una settimana e non ti fa rimanere incinta?
- Guarda, non lo so, io ero rimasta alla più classica "pillola del giorno dopo" e poi alla pillola abortiva vera e propria, che all'estero te la danno e ti mandano a casa, mentre qui no, ti trattengono comunque in ospedale. E meno male!
- Bha, comunque per me finché non è nato non ha vita.
- Come ti pare, Om, ma comunque considera che alla fine dell'ottava settimana morfologicamente è già un omino in miniatura, e poi si accresce sempre di più.
- Senti Alex, per me il trauma di un aborto a fine termine è più per la madre che per il feto
- -.- ... Sì Orange, come vuoi; resta il fatto che io non abortirei. Lo sai, è da quando ho 17 anni che lo dico. Ormai sono anche maggiorenne, poi partoriscono tutte, quindi non fa nemmeno scandalo
- No, no, io di figlioli non ne voglio
- Io sì (questo che parla è Ometto), io ne voglio: non ora, non adesso, ma prima di lasciare questo mondo io voglio lasciare una traccia del mio passaggio!
- Io non metterò mai al mondo una cosa che piange urla inquina e oltretutto sformerà il mio bellissimo fisico! Anzi lo prendo già pronto, ne adotto uno...tanto c'è il problema del sovrappopolamento del pianeta!
- No, Orange, se lo fai non con me perché io già usato non lo voglio!
- Mi associo a Ometto
- Ma scusa, Alex, Ometto, ascoltate: non è usato,ma è come scegliere di prendere un mobile all'Ikea che poi te lo devi montare a casa da solo oppure comprarne uno già bello e pronto all'uso! E' nuovo senza le rotture di dovertelo preparare da te perché ci ha già pensato qualcun altro!
- Scusa, Orange, ma vuoi mettere la SODDISFAZIONE di montartelo da sola?
Sì, da oggi fare bambini è come comprare mobili.
Alex V (che si monta i suoi mobili dell'Ikea)
Com'è come non è si parla un po' dei vari fatti successi nel mondo e non e si arriva a parlare di sesso non protetto:
- Ma sai Alex che io e Ometto abbiamo pure rischiato! Una mattina eravamo così rincoglioniti che ci siamo dimenticati che io avevo smesso di prendere la pillola! Una paura che non ti dico!
- Sì, lei già si vedeva a comprare scarpine e carrozzine e pannolini...
- Sì, con s******o! Io non ci finisco come quell'altra
ndr: nella mia permanenza a casa ho anche scoperto che non solo due amiche mie (per modo dire) devono partorire a fine mese, ma che pure altre 5 che conosco d'età compresa tra i 17 e i 20 anni stanno per diventare felicemente mamme. E' una cosa che mi sconvolge non poco, come i sexy shop che diventano negozi per neonati. Un momento: tutto torna...
- Io non ci finisco come quell'altra: un paio di giorni in ospedale
- Ohi Alex, ma è vero che adesso c'è anche una pillola che la puoi prendere anche dopo una settimana e non ti fa rimanere incinta?
- Guarda, non lo so, io ero rimasta alla più classica "pillola del giorno dopo" e poi alla pillola abortiva vera e propria, che all'estero te la danno e ti mandano a casa, mentre qui no, ti trattengono comunque in ospedale. E meno male!
- Bha, comunque per me finché non è nato non ha vita.
- Come ti pare, Om, ma comunque considera che alla fine dell'ottava settimana morfologicamente è già un omino in miniatura, e poi si accresce sempre di più.
- Senti Alex, per me il trauma di un aborto a fine termine è più per la madre che per il feto
- -.- ... Sì Orange, come vuoi; resta il fatto che io non abortirei. Lo sai, è da quando ho 17 anni che lo dico. Ormai sono anche maggiorenne, poi partoriscono tutte, quindi non fa nemmeno scandalo
- No, no, io di figlioli non ne voglio
- Io sì (questo che parla è Ometto), io ne voglio: non ora, non adesso, ma prima di lasciare questo mondo io voglio lasciare una traccia del mio passaggio!
- Io non metterò mai al mondo una cosa che piange urla inquina e oltretutto sformerà il mio bellissimo fisico! Anzi lo prendo già pronto, ne adotto uno...tanto c'è il problema del sovrappopolamento del pianeta!
- No, Orange, se lo fai non con me perché io già usato non lo voglio!
- Mi associo a Ometto
- Ma scusa, Alex, Ometto, ascoltate: non è usato,ma è come scegliere di prendere un mobile all'Ikea che poi te lo devi montare a casa da solo oppure comprarne uno già bello e pronto all'uso! E' nuovo senza le rotture di dovertelo preparare da te perché ci ha già pensato qualcun altro!
- Scusa, Orange, ma vuoi mettere la SODDISFAZIONE di montartelo da sola?
Sì, da oggi fare bambini è come comprare mobili.
Alex V (che si monta i suoi mobili dell'Ikea)
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venerdì 6 gennaio 2012
Aperitivo sesso, sopracciglia e vaginas
Aperitivo con la vecchia Orange e il suo Ometto: sembra di essere al cabaret:
Sketch #1
Orange - Oh, Alex, che bella cintura! Però guarda che bella anche quella che ho regalato all'Ometto per Natale! Ma lui non ci fa caso perchè quando gliel'ho regalata era troppo preso dall'altro regalo, uno scatolo così di un gioco degli anni '80! (ndr: Ometto, nato nei primi anni '80, colleziona giochi della sua infanzia)
Ometto - Oh, sì, guarda un po' Alex, mi ha regalato anche 'ste mutande!
E via con la mostra delle mutande, che ovviamente ha indosso
- Sì, però gli stanno larghe: non sapevo che taglia prendere allora ho preso una M
- E ho capito, Orange, però il cazzo l'hai visto, lo sapevi che mi serviva una S! Zio Santo!
Sketch #2
- Ometto, sarà ora che ti faccio le sopracciglia^^?
- Oh, sempre con 'ste sopracciglia! Cazzo, mi dicesse: "Il primo venerdì del mese ti faccio le sopracciglia andrebbe anche bene! Invece no, tutti i dì è lì che mi dice "Oh, mì che ti devo fare le sopracciglia! Mo' basta! E poi con i brufoli! L'altra sera mi fa: "guarda che ti esce un po' di sangue dalla gamba" La mattina dopo mia mamma mi fa:"Ma avete schiacciato le prugne nel letto?" "No" "Allora la Orange aveva il marchese che ci sono le lenzuola sporche di sangue?" "No", poi mi guardo la gamba c'avevo un crostone così, c'avevo! Ma guarda te se si può!
Sketch #3
- Oh Alex ma ti ricordi quando ti ho detto che era sparito Johnathan? (ndr: Johnathan è il vibratore di Orange, mio regalo dei 18 anni, ma è un'altra storia) Era mia mamma che lo faceva sparire perché avevamo la donna delle pulizie araba!
- Oh, invece la mia donna delle pulizie stava pulendo la mia camera e ha trovato la mia vagina finta:da fuori è tipo un tubo e ha chiesto a mia mamma: "e questo cos'è?" "Ma, non lo so, sarà un obbiettivo" Lei lo apre e fa "No, mi sa che è una vagina finta". Che poi in realtà quella che ha trovato lei non era la vagina finta, era l'ano finto!
Io sto ancora a rotolarmi nel bar
Alex V
giovedì 8 dicembre 2011
Amico sì, fesso no
Mentre studiavo in stanza ho alzato gli occhi al muro e non ho potuto non sorridere a guardare i ritratti e le foto che Midori mi ha fatto: sono disegni e fotografie che gridano felicità, ci sono io con vari amici, tutti conosciuti con la mia nuova vita universitaria. Ci troviamo come raramente mi era successo. Penso a Dude, a Midori, alla Bedda, al Ricciolo, a Le Figarò e tutti gli altri e allora per associazione penso anche agli amici storici, quelli lasciati a casa che vedrò a breve, nella pausa natalizia.
Prima di tutto penso alla Orange (l'articolo è d'obbligo, perchè io penso in termini di articolo più nome) e penso a tutte quelle che abbiamo passato insieme, alla nostra amicizia che ancora resiste, anche se lei non mi chiama mai, non ha per nulla la fissa del telefono. Un po' me la prendo, poi penso che probabilmente se litigassimo per questo (o anche per altro) lei non verrebbe a scusarsi, lei non prende in considerazione di poter sbagliare, è troppo orgogliosa, a volte irritante. Però alla fine è come in amore: bisogna valutare se ci interessa di più l'orgoglio o quella persona, e da lì è facile.
Poi penso alla I liceo, e a come fu difficile quell'anno in termini di amicizie. A scuola, per lo meno, fuori avevo i miei gruppi, del Muretto e del Teatro, e mi trovavo benissimo. A scuola no, quello fu un anno, o almeno un inizio anno terrificante. I primi d'ottobre Orange mi telefonò e mi disse che quelle mie care amiche con cui avevo passato l'estate e con cui ero pure andata in vacanza studio a Dublino su fb (che io all'epoca non avevo) avevano scritto "Spodestiamo Alex V". All'epoca ero rappresentante di classe, a breve sarei stata rappresentante d'istituto, ero una personalità forte a scuola. Il colpo fu che una cosa così me la sarei aspettata dalla Magnamerda (sul nome tornerò un'altra volta..), o dalla Svampita, non certo dalle mie amiche. Terribile.
Siccome ho una faccia di bronzo non indifferente andai subito a parlare con le interessate, una per una, separatamente, per capire perchè. Nessuna mi diede mai una spiegazione e io mi sentivo come nel Processo di Kafka.
Io sono sempre stata più che brava a scuola, non ho mai trovato difficoltà, per cui se c'era da parlare con i professori incaricavano me, godevo di un certo ascendente, passavo pure i compiti in classe, gli appunti, però non mi sono mai vantata, non ho mai detto niente, tenevo un profilo basso, cercavo di minimizzare le mie competenze. Però questo non bastò a tenermi al riparo dall'invidia della gente. Anzi, delle altre donne. I maschi se ne fregavano altamente, e i miei amici continuarono a parlarmi senza problemi. Forse neanche si accorsero di quello che stava accadendo. Le ragazze no. Le ragazze (che poi neanche tutte, e so che a fomentarle era una sola) eressero un muro di silenzio verso di me, mi sparlavano dietro, mi ostracizzavano insomma. Orange salava spesso, e quando non c'era la mia mattinata era solitaria.Avevo anche pensato di cambiare scuola, ma poi mi ero detta che non l'avrei data vinta a nessuno. E infatti più si andava avanti e più la gente aveva bisogno di me, dei miei compiti, delle mie verifiche, della mia disponibilità e soprattutto del mio cervello. Non mi negai mai e dopo Natale le cose si erano attutite. Tutto tornò alla normalità, la tartassata non fui più io, ma la Svampita come sempre (notare che io l'avevo sempre difesa e aiutata; lei, proprio come una bestia, non appena mi presero di mira diede man forte: quando fu di nuovo presa di mira non mossi più un dito), e le cose tornarono alla normalità.
Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi: JFK, quanto hai detto bene!
Io cambiai taglio di capelli, uomo e modo di fare:
- Scusa, puoi dire alla prof di rimandare il compito di una settimana?
- No
- Perchè no? a te cosa ti cambia? tanto sei brava, io invece in una settimana studio di più
- A me cambia eccome: via il dente, via il dolore. Tu piuttosto, dovresti chiedermi di far anticipare il compito anzichè posticiparlo: tanto in quella settimana in più non faresti un cazzo come al solito, se fai il compito prima almeno hai la scusante per dire "mi serviva più tempo"
Anche nelle discussioni, non mi seccava più far vedere quanto sapessi più delle altre e nè mi seccava più dire che in realtà io uscivo tutti i pomeriggi, per le mie svariate attività e per vedere l'allora mio ragazzo. Alludevo neanche troppo velatamente alle gioie di una attività sessuale soddisfacente e regolare, aumentando l'invidia di quelle frigidone che morivano dalla voglia di scopare e si chiedevano come "un cesso come quella potesse avere uno che era anche carino". "Per lei è anche troppo" sentenziò la Smorfiosa vedendo l'allora mio ragazzo, che ora è il "caro estinto".
Mi rendo conto di aver peccato di ubris e di essere stata veramente odiosa alle volte: però almeno mi son levata la soddisfazione di far rosicare fino in fondo quelle che tanto avrebbero rosicato e sparlato di me ugualmente. Sarebbe comunque accaduto, e allora mi levo io lo sfizio di darvi il motivo per parlarmi dietro, stronze!
Le mie poche vere amiche sono rimaste (con loro comunque non facevo l'acida, non sono un'ingrata) le altre andassero tutte al diavolo.
Chi trova un amico, trova un tesoro: io ho i miei ori, pochi ma dannatamente buoni e belli. La bigiotteria non mi è mai piaciuta.
Alex V
lunedì 28 novembre 2011
Uomini, donne, maiali ed anaconda
Spulciando qua e là su fb ho trovato un post di un'amica che diceva:
E' inutile avere la tartaruga sulla pancia se poi in testa hai un criceto in prognosi riservata.
Ecco, questo lo diceva la mia migliore amica del liceo, Orange, quando avevamo 14 anni. E ha continuato a ripeterlo sempre: lei in fatto di giudizi sugli uomini è senza mezzi termini. O è così o è comì. Figura veramente da mitizzare, è stata la prima a scoprire l'eguaglianza uomo= porco, e da allora sono 6 anni che ogni Natale le regalo qualcosa a forma di maiale, dal salvadanaio alla lampada in cocco o alle casse per il computer.
L'apice si raggiunse la sera dei suoi 18 anni: aveva detto che voleva il regalo porno, non porco stavolta, quindi ero andata personalmente al sexy shop (sì, lo so, siamo provinciali ma non ce ne frega niente) a scegliere qualcosina di adatto al caso.
Il sexy shop, che adesso tra l'altro hanno chiuso, era gestito da due personaggi ambigui dalla voce nasale che parlavano in coppia, pesanti un quintale ciascuno, che iniziarono a elencarmi oggetti improponibili come "la penna a forma di cazzetto, il portapenne a forma di cazzetto, la corona con tanti cazzetti, il cazzettochupachups" fino al "portaincensi a cazzetto"
- No, mi scusi, io vorrei un vibratore. Il più grande che avete
Vidi impallidire il mio ex storico, che mi stava accompagnando ( e che mi aveva espressamente detto "Lascia parlare me" come se fosse un grande esperto).
Questa insomma è la storia di Johnathan, il vibratore della mia amica. Che le fu regalato con tanto di biglietto:
Perchè per 80 gr di salsiccia, non val la pena portarsi a casa tutto il maiale".
Con il bestiario di Orange in testa, le ho telefonato:
- Ohi, ma ti ricordi del criceto in prognosi riservata al posto del cervello?
- Sì sì, invece tu avevi il tuo Panda (storia interessante la mia con i panda, ne riparlerò)! Ma ricorda sempre che se ha un anaconda nelle mutande allora cambia tutto!
Alex V
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