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lunedì 1 luglio 2013

Corsi e ricorsi storici

Sera tardi in casa Pa. Squilla il mio telefonino.
-Midori, mi DEVI aiutare.
-Ciao Cuginetta, dimmi.
-Ho un problema.
-Ovvero?
-Il mio ragazzo mi ha fatto un succhiotto e mi vergogno con i miei.
-Correttore, correttore come se piovesse.
-Io sono in giro e non lo ho con me.
-...
-...

Quattro anni fa. Vigilia delle nozze d'oro dei miei nonni. Lucia è di fresca storia d'amore con Renzo. Nel pomeriggio è stata al parrucchiere, si è fatta i capelli corti e poi è uscita con la sua dolce metà.
Al mattino, mentre io già pronta passo nel corridoio, una mano esce dal suo bagno e mi ghermisce.
-Midori, mi DEVI aiutare.
-Dimmi Lucia, me che hai, il torcicollo?
-No, ho questo.
Il succhiotto più grosso che io avessi mai visto.
-Io ho finito il correttore e mutti e baba se lo vedono mi scuoiano.
-[Il pensiero corre al mio correttore di Chanel, che ho risparmiato mesi per comprare, che uso con il contagocce] NO!
-Si tratta dell'unica soluzione.
-No.
-...
-Mettine poco.
L'antico succhiotto fu portato in salvo. Il correttore fu implacabilmente finito. In tutte le foto Lucia posa con il viso piegato, come una gallina a cui avessero tirato il collo.

-Ho capito Cuginetta, passa pure.

Cuginetta è passata ed ha preso in prestito il correttore. Non Chanel, questa volta, ma abbastanza costoso.


Dovrei imparare a dire di no.

                                                                                     Midori

venerdì 28 giugno 2013

San Giorgio mi fa un baffo

Un urlo squarcia il silenzio di casa Pa. Mutti. E poi Nonna P. Io e Baba, imboscati sul balcone a fumare rientriamo di gran carriera. In cucina è  il panico. Le donne sono lì con le vesti scomposte ed i capelli scarmigliati. Riusciamo a capire la ragione di questo panico. Sotto il tappeto.
Coraggiosamente sollevo questo novello velo di Maya, comprato al mercato per pochi euro al metro. Il mostro è lì. Una lucertolina poco più grande della mia unghia del mignolo. 
Adorando i rettili, la porto in salvo.
La quiete domestica è salva. Novella San Giorgio mi aggiro baldanzosa.
Per Mutti, la donna che fa tremare docenti, alunni e appuntati di segreteria con uno sguardo,  si prospetta un'estate di prese per il culo. Battuta da una lucertolina.

                                                                             Midori

lunedì 24 giugno 2013

Compiti

Tra la corveè domestica nella quale sono ripiombata, ci sono vari compiti che mi spettano.

Il primo scontatissimo è coccolare Nonna P, eseguire i suoi desideri e provare a non smattare quando per la quarta volta decide di fare il tuffo del pinguino per le scale. Il tuffo del pinguino è quello di pancia giù per l'iceberg, nel caso non aveste presente. 

Ci sono i lavori di bassa manovalanza in cucina. Nonostante io abiti da tre anni fuori casa, in cucina devo ammettere che sono ancora un disastro. Nel senso che saprei anche cucinare, ma il prezzo è sempre qualche scottatura. Per questo motivo Mutti nella sua pragmatismo mi ha relegato alla pulizi di verdura & co. Pomeriggi interi a pulire fagiolini e piselli.

Il terrazzo da innaffiare. Se lo fa baba tutto funziona perfettamente. Quando siamo io e Mutti ad annaffiare scenette alla Stanlio ed Ollio. L'ultima volta Mutti ha pensato bene di annaffiare anche me. E di farmi recuperare i rami che baba aveva potato dalle chicas. Voi lo sapevate che i rami della chicas hanno le spine? Io no, riflettevo, togliendole con una pinzetta. Ho scoperto poi che questo è un lavoro che si fa con i guanti da giardiniere.

L'ultima incombenza è recente: più che un'incombenza è una crociata, una lotta per la giustizia. 
Tutto è iniziato con mutti che urlava alla finestra: "Sciò! Vattene!". Io e Baba abbiamo pensato a qualche tipo losco per strada, a ragazzetti molesti, teppistelli. Peggio: mutti urlava ai due piccioni che hanno deciso di fare del nostro balconcino la loro alcova. D'ora in poi, ogni volta che vedo le immonde bestie, devo scacciarli, in attesa che si compri l'apposito spray repellente.

La vita del soldato semplice in casa Pa riserva sempre grandi emozioni. 

                                                Midori

martedì 18 giugno 2013

Se un pomeriggio estivo una professoressa con una connessione

Andando in giro per l'avita cittadina, incontro una mia professoressa del ginnasio.

-Midori, ciao! Come va? Tutto bene?
-Si professoressa, tutto benissimo.
-Finiti gli esami?
-Si.
-Ma quindi ti laurei, che brava! Che io ogni tanto su Facebook ti seguo!
-Eheh [no dico, ma che si risponde ad un'affermazione come questa?]
-E vedo che sei felice, hai un ragazzo...
-Ragazzo?
-Eh, quello al quale stai avvinghiata nelle ultime foto.
[Flashback di un venerdì sera alcolico:qualcuno tira fuori una macchinetta fotografica ed è il panico. Ho foto avvinghiata a chiunque].
-Ma quale, prof?
-Capelli lisci, alto, bellissimo.
-Ahhhh, ma quello è Amando, un mio amico.
-Non era un abbraccio da amico.
-Prof, è il mio coinquilino, mi ha visto con la maschera di bellezza ed il pigiamone. 
-Ah.

Facebook genera mostri.

                                                           Midori

lunedì 25 febbraio 2013

Ritorno

Piove acqua mista neve, il mio umore è nero e a casa a Roma non mi aspetta nessuno.

Eppure devo tornare.

Questa andata-ritorno è stata più che altro una sfacchinata: poco tempo per vedere tutti come si deve,per conoscere i nuovi, per salutare i vecchi, per studiare come si deve.
E' stata come vivere una lunga giornata di 36 ore: alla fine riesci a fare tutto, vero, però arrivi la sera che sei spompato.

Queste sono state il mio primo voto alle elezioni politiche, ed è stato un voto sofferto, senza gioia, una cosa che si fa spinti dal dovere più che dal piacere. Ho fatto quel che c'era da fare. 

La gente su fb intanto scrive del senso civico e dell'importanza del voto e di votare questo ma non quest'altro, se rivince il Berlusca io me ne vado da questo paese, Grillo ridicolo, Abbasso la Lega e tutti i suoi Fratelli, Fare per fermare Giannino, Monti Ragioniere e compagnia.

Io gli tirerei un colpo in testa, a tutti questi so tutto io e devo condividerlo su fb. Perché mi devi smaciullare gli zebedei su quanto le tue idee siano giuste e quelle degli altri sbagliate?
Ma non lo sai che il sale della democrazia è che ognuno può esprimere le sue idee liberamente, e poi un altro può istaurare un dibattito costruttivo sul perché non le condivide?
Scemo chi non vota Pincopallo.
Il bello della democrazia è che lo puoi dire, anche 100 volte, e scriverlo a caratteri cubitali ovunque. Ma bada bene, che se tutti dovessero essere per forza d'accordo con te, come vorresti, allora rassomiglierebbe di più a una dittatura.
Se davvero hai tutte queste idee e queste opinioni che proprio non puoi stare zitto, ma allora apriti un blog, che poi magari davvero tra dieci anni ci finisci tu a fare il Grillo della situazione (Grillo che tanto stai attaccando e disprezzando).

Ma insomma!

Meno male che poi si arriva, e Dude ti offre una pizza. 

Alex V

martedì 22 gennaio 2013

Epilogo

Io non ho mai avuto la mania di fare o farmi fare delle foto. Oddio, se le fanno,non mi copro il viso con la mano, ma se non le fanno, amen, io ho una compatta che non uso mai. 
Infatti facebook è il mio archivio fotografico,sono foto fatte da altri,feste, gite, cose così, che poi anche se la qualità è scarsa chissenefrega, tanto per me le foto hanno più un valore affettivo o documentaristico, per così dire, delle varie fasi della mia vita, che un valore estetico (mica mi chiamo Dude, io, e non faccio le foto ai bicchieri di caffè o alle volte di fumo e non so usare photoshop- mea culpa e mia ignoranza).
Però quando oggi è spuntata la foto di classe dell'ultimo anno di liceo, un po' di nodo allo stomaco l'ho provato.
A me non piace Venditti, però la prima cosa a cui ho pensato è stato il motivetto 
-compagno di scuola-compagno per niente-ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?-
Io non sono entrata in banca, ma se miei compagni di classe si sono salvati dall'usura del tempo me lo sono chiesta-anche se il tempo passato è davvero poco.
Eppure, si può stilare già un piccolo epilogo di come è andata a finire.
Qualcuno ha intrapreso l'università, con più o meno successo, qualcuno ha smesso, qualcuno ha ripreso, qualcuno ha cambiato, qualcuno lavora.
Alcuni sono rimasti, altri se ne sono andati.
Più della metà all'epoca era fidanzata, ma solo 2 coppie sono rimaste le stesse di quell'anno.
C'è chi ha avuto un figlio, e chi è andato in Erasmus.
Alla fine le mie amiche sono 3, più pochi altri che sento saltuariamente, ma sempre volentieri.
Più di tutti rimpiango il mio amico Tinfo, che ho incontrato una volta alla stazione, e che non tiene più rapporti con nessuno. Nella foto, come anche nella foto dell'anno precedente, sono vicino a lui, e sorridiamo. 
La verità è che il tempo, lo spazio, ma soprattutto la pigrizia, tirano brutti scherzi, e finisce che ci si perde di vista.

Persone con cui si condividono 5 o 6 ore per 6 mattine a settimana, per 5 anni, che poi diventano estranei appena usciti i quadri della maturità.
A volte è un sollievo, altre volte è più triste.
E allora ci sono le foto.

Alex V

PS: LuciusDay,quando ci hai invitato io stavo scrivendo l'incipit di questo post. Che sia telepatia bloggeresca?

PS2: reinvito all'invito di Lucius tutti gli interessati ;)





domenica 6 gennaio 2013

Bilancio

Ultima sera a casa, domani pijamose Roma.
Ero partita col dover fare mille cose in queste due settimane, ma in realtà ho poltrito in un continuo farmi coccolare e vezzeggire e cazzeggiare con la mia famiglia.
Chiedo quindi perdono a Raffy per non essermi fatta sentire per l'Incontro. Perdono, perdono, perdono.

Ma adesso scusate, ho un impegno con mutti, baba ed un altro film in poltrona. 

Too much love will kill me.

                                                         Midori

lunedì 24 dicembre 2012

Medley pre-natalizio

Ricapitolando: sono passata dalla bolgia romana pre-natalizia alle strade deserte della domenica sera della mia città (che, una volta tanto, mi è sembrata un paradiso).

Ho dato e ricevuto dei (bei) regali, a parte quello della CattoKamikaze, orribile quanto inutile: una bolla di plastica con una micro candela dentro. Della serie, datti fuoco. Ma è stato un pre-Natale romano bello, allegro e...incasinatissimo, anche perché l'unico giorno che avevo per comprare il regalo a GossipBoy (un camice, il SUO PRIMO camice, e per noi aspiranti medici si sa, ha un valore tutto particolare) e ovviamente ho scelto il giorno in cui la metro B non funzionava (venerdì). Della serie, tanti auguri e Attaccatevi Tutti Ar Cazzo!

Il MioUomo mi ha regalato uno sfigmomanometro molto professional, e mi sento sempre più un piccolo medico che cresce. I miei mi regalano il fonendoscopio (che differenza c'è tra fonendo e steto lo scoprite leggendo qua, magari lo dico anche al MioUomo che sennò rompe), e poi mi manca la lucetta per guardare il fondo dell'occhio (in gergo, oftalmoscopio) e sono un medico quasi completo ( fisiologia ormai l'ho data e si sa che in questo mondo conta solo l'apparenza, quindi la laurea è un optional, o no?).
Chiusa questa piccola parentesi medica (non vedo l'ora di fare come Lucia e andare a giornate intere in corsia...) aggiungo che sono tornata a casa e la prima cosa che ho fatto è stata: FESTA! PARAPARARA! 

La Vecchia Orange, GossipBoy, la Bionda e la Valerì mi hanno organizzato una cena che era qualcosa di fenomenale e ci siamo finalmente riabbracciati tutti. Con Dude che faceva sentire la sua presenza whatsappandomi ogni minuto, ma va bene, gli vogliamo bene così.

Tra l'altro, la Orange mi ha omaggiato dei suoi primi lavori artistici, che varranno milioni tra qualche anno, e per altro sono fortemente autobiografici (e legati alla mia presenza). Sono galvanizzata da questa cosa, 

Invece casa mia riserva sempre delle sorprese, come i panettoni di MiaMadre, o il presepe a quattro piani, o la serra che MioPadre ha costruito in giardino. E' incredibile quante cose possano accadere in 2 mesi fuori casa.

Intanto volevo anche dire di come MioPadre sia riuscito a farmi imbarazzare al bar sotto casa dove a Roma faccio colazione ("Babbo, tranquillo, ordino io" "No, no, faccio io...ma...il cappuccino lo vuoi con la cremina?" "Babbo, per la centordicesima volta: sì, ci metto la crema...FACCIO IO!") pretendendo di pagare un bicchiere d'acqua (con Midori di stucco) e invece ho scritto tutt'altro.
Ma tornare a casa mi fa uno strano effetto, e devono ancora passare le 24 h di default perché la cosa si normalizzi.

Alex V

martedì 27 novembre 2012

La casa del Natale

La tradizione prevede che l'albero di Natale si faccia il giorno dell'Immacolata Concezione, 8 dicembre.
La tradizione, appunto, perché in casa Pa le cose vanno in maniera differente.
L'albero si fa a fine novembre e si disfa il più tardi possibile. 
Casa mia è una versione molto più elegante di Chinonso sotto Natale. E no lo dico perché è casa mia, ma perché è oggettivamente vero. 
Noi non ci limitiamo solo all'albero. Noi abbiamo angeli che vengono sparsi per le mensole della casa, palle di Natale realizzate con il Patchwork di varie dimensioni appese sui vari stipiti, rami di vischio ed agrifoglio e finanche delle papere natalizie. In più n presepe di stoffa imbottito in camera mia e di Lucia, regalo di Baba quando lavorava a Londra.
Vabbè, direte voi, ad appendere due palle e due nastri son buoni tutti, che spirito del Natale è decorare la casa, proprio un'americanata con tutte le lucette. 
In realtà dietro tutti questi addobbi c'è molto di più.
Il 90% degli addobbi in giro per casa e sull'albero li abbiamo realizzati noi nel corso degli anni.
Quando eravamo bambine da metà ottobre vedevamo gli occhi di Mutti indugiare sulle riviste di fai da te. E sapevamo che qualcosa di eccitante stava per succedere.
In origine furono le palline di spago, realizzate spennellando di colla dei palloncini, avvolgendoci sopra lo spago e mettendole ad asciugare una volta rispennellate di colla vinilica. Scoppiato il palloncino rimaneva la palla da spruzzare con lo spray dorato. Poi fu l'anno delle rose in carta da pacchi, piegate, ricomposte ed anche quelle spruzzate. Di lì in poi è stato un continuo, fino all'ultima fatica, ovvero le palline in patchwork, ultimo capolavoro dei miei dodici anni. Anche lì il colpo di genio definitivo fu quello di Mutti: invece di usare le stoffe scrause dell'occasione (fiocchi di neve, pupazzi e babbi natale obesi), prendemmo degli scampoli di broccato e simile dal tappezziere, guarnendo il tutto con dei nastrini. In preatica abbiamo realizzato le nostre uova Fabergè di famiglia.
Poi abbiamo smesso di fare addobbi, eppure ogni anno, ogni volta che stiamo lì a studiare la casa addobbata ci mettiamo a ricordare tutte quelle domeniche pomeriggio passate insieme, a ridere, scherzare e spalmare la colla vinilica più addosso a noi che sugli addobbi.

                                                                                                Midori

sabato 3 novembre 2012

Tran-tran casalingo

Tornare a casa: è l'ultima volta prima di Natale. Casa vuol dire io e mio fratello che ci guardiamo un film a letto, io che mi sento ospite e non sparecchio e non rifaccio il letto e mia madre che grida "Questa casa non è un albergo", il calcio, mio padre che rompe con lo studio, mia madre che mi ha fatto una torta, una birra con i soliti di sempre, la mia irrefrenabile voglia di mare, ma anche si starmene a poltrire a casa, Dude che mi contatta continuamente perché anche lui è a casa e si annoia, Midori e Amando che mi aggiornano in tempo reale sulle varie ed eventuali nuove da giù. 
E allora c'è la Bionda che ha chiuso con gli uomini, la Valerì che ha trovato un uomo che le fa battere forte il cuore,Gossip con piccanti novità (altrui), Lupetto che è il solito Lupetto, Perry che è il solito Perry, e Kurt che è il solito Kurt, tutti e tre alla ricerca di un lavoro. E non si dica che i giovani sono choosy, che han fatto davvero di tutto pur di avere uno stipendio!
Invece la Orange non c'è. 
C'è un motivo per cui ancora non l'ho vista.
Intanto, mi ha recapitato il mio regalo di compleanno (che l'altra volta non era arrivato), a casa, con somma perplessità di mia madre, ma soprattutto di mio fratello Duccio:


Alex V

lunedì 17 settembre 2012

E.T. Telefono Casa

-Pronto?
-Pronto bella, sono TuaMadre, è un po' che non ci sentiamo; come stai?
-Mah, benino...più che altro sto studiando ma non mi va
-Sì, senti, c'è TuoPadre che ti vuole parlare, tieni, te lo passo...

[...breve flashback esplicativo su quello che è successo a casa mia negli attimi immediatamente precedenti la telefonata:
MioPadre: Ma perché non telefoni alla bimba? Magari ha bisogno di qualcosa..
MiaMadre: Guarda che se ha bisogno, telefona! E poi perché le devo telefonare io, telefona tu, no?
MioPadre: Ma perché non le telefoni tu? E' tanto che non vi sentite...]

-Pronto Babbo?
-Pronto, studi?
-
-Quindi se studi non hai bisogno di soldi...
-No, infatti non ho bisogno di soldi
-Vabbè, via, ti metterò due soldi sulla carta...ti ripasso la mamma...e studia, eh!

-Pronto Mamma?
-Cosa voleva TuoPadre? Non si capisce perché ogni volta che vuole comunicare con te debba tirare in mezzo anche me! ...No, scusa, adesso che me l'hai fatta chiamare ci parlo due minuti, a studiare ci va dopo...Dicevi?
-No, niente: mi ha detto se avevo bisogno di soldi, io gli ho detto di no e lui mi ha detto che me ne avrebbe messi un po' sulla carta. Ma tu lo capisci?
-Non chiedermelo. Dovrebbero darmi una laurea ad honorem in mediazione culturale!

Alex V

venerdì 13 luglio 2012

Contro la gravità

Pizza e birra a casa.
Baba appena tornato dall'ospedale, finito il turno. Mutti appena tornata dall'ospedale, finito il turno accanto a cuginona, io appena tornata dal Rufo, Lucia, che potrebbe portare un cartello al collo, con su scritto "La fisiologia uccide".
-Mutti, è passata l'amica tua oggi. Quella antipatica. 
-Ah e che voleva?
-Ti cercava. Poi si è messa a parlare del caldo e del fatto che lei dorme con il reggiseno.
-Tanto ogni cattiveria che dice le calano di un centimetro.
-Midori!
-Ma  è vero!Ha le tette di una settantenne!
-Vedi invece tua madre? Ho quasi cinquant'anni, ma sembrano quelle di una trentenne!
-Vogliamo parlare delle mie Mutti?
-Midori, Mutti, la migliore sono io, che non le ho proprio e stanno su che è una meraviglia!
-Oppure baba, che ha la perfetta coppa di champagne.
-O il bicchiere di birra.

                                                             Midori

giovedì 5 luglio 2012

Chiamale se vuoi Emozioni

Ogni anno Baba ed il mare ci regalano grandi emozioni.
L'anno scorso per fare lo splendido infilò un tuffo di testa in mare. Una meraviglia. Peccato che non aveva calcolato lo scoglio. Riemerse così come Venere dalla spuma marina, regalandosi un profilo alla Duca d'Urbino, lui che già non era dotato di un nasino alla francese.
Quando gli feci vedere il ritratto rimase perplesso.
-Perchè se aveva un naso così disastrato si faceva ritrarre di profilo?
-Di faccia era anche peggio. Gli piaceva giostrare nei tornei ed una lancia gli aveva trapassato guancia, occhio e gli aveva rotto il naso. Questo era il minimo.

Quest'anno Baba ci ha deliziato a distanza.
-Mutti, ciao, senti, ma voi state tutte al mare?
-Si.
-Anche Midori e Nonna P?
-Si.
-Ah...c'è un problema.
-Quale?
-Mi sono chiuso fuori casa.
-Torniamo ad aprirti.

                                                             Midori

giovedì 28 giugno 2012

Istantanee di jogging

Da stamattina è entrato in vigore il programma della Generalessa pensato appositamente per me. Sveglia alle sei meno venti del mattino e si va a correre in villa.
Quale persona sana di mente accetterebbe mai di farsi svegliare all'alba, d'estate, libera dagli esami? Io no di certo. Ma se avessi provato a fermare Mutti, si sarebbe ripetuta la scena di Piazza Tien An Men del 90. Io davanti ad un carrarmato. Ed evoglia ad evocare i diritti umani.
"Mens sana in corpore sano", ha trillato stamattina, dopo che aveva mandato Baba a stanarmi dal letto. I miei emisferi hanno ringraziato. Anche quelli di nonna P, a quanto pare. Sentito il trambusto si è alzata, ci ha dato un'occhiata spezzante. Baba vedendomi sconvolta, ha provato a consolarmi: "Dai, quando torni ti fai la doccia e ti rimetti a letto". Illuminata da questo faro di speranza vado a vestirmi in camera. La PARANONNAL acticvity ha già colpito. Il mio letto è scoperto fino al nudo materasso, "p' pighgjà jaar" (prendere aria). Dopo aver compiuto questo atto di terrorismo psicologico, se n'è tornata a dormire, lei.

Quella dell'andare a correre in villa è una moda che nella nostra amena cittadina hanno lanciato i miei. Non che i miei siano dei trend setter, ma nella mentalità di provincia c'è un modo di pensare tutto particolare. Non appena una persona "perbene" fa qualcosa di nuovo gli altri la seguono a ruota. I miei sono considerati gente particolarmente perbene. E di qui... Il dottore manda le figlie di cinque anni e mezzo e sette anni a scuola d'inglese? Non possiamo essere da meno e ci mandiamo anche le nostre figlie che hanno la stessa età! La preside porta le figlie in piscina? Dobbiamo farlo anche noi! I coniugi Pa vanno a fare jogging in villa? Jogging in villa? No, aspetta, loro in villa CAMMINANO, camminano velocemente, perchè il dottor Pa ci ha proprio spiegato l'altra sera: "Camminando si ha più resistenza e si bruciano più grassi, tra l'altro la pavimentazione della villa non è adatta alla corsa: si rischia di rimettersi le ginocchia".
Per molto tempo i miei sono stati i soli ad andare a camminare. Si portavano anche Lucia, che voleva essere la figlia sprint. Qualche volta andavo pure io. Il tempo di arrivare alle giostre e mi installavo sull'altalena, a pensare ai fatti miei (grande atleta che ero, fin dall'infanzia).
Adesso i tempi sono cambiati ed in villa ci si trova tutta la gente "perbene", che un po' corricchia, un po' cammina e TAANTO si ferma a parlare e spettegolare.
Non vi dico che gioia, quando si è una persona che è fuggita da tutto questo.

Stamattina in effetti non ero proprio la rappresentazione della bella e spumeggiante gioventù. Vestita di nero, occhiali da sole impenetrabili, cuffie ed un muso lungo da qua a Roma. Sprizzavo evidente felicità da tutti i pori. Mentre io mi concentravo sul mio mondo interiore, i miei camminavano, tutti contenti che io fossi con loro.

Baba in queste occasioni si diverte a giovare  a Bob l'allegra guardia forestale. Zompetta allegro allegro da un'aiuola all'altra, controllando lo stato delle piante, leggendo e commentando tutti gli avvisi di potatura, disinfestazione ed altro. Si dedica anche a fare l'ornitologo.
-Guarda Midori, una ghiandaia!
-Quale?
-Quella specie di piccione beige.
-Rimane un piccione colorato.
-Ma dai.
-Lo sai che mi fanno schifo tutti.
-Anche le colombe?
-Le colombe sono piccioni next level.

Mutti trotterella tutta contenta, dilettandosi a salutare gente in giro come il papa dalla papa mobile. Ogni tanto la ferma una qualche sua amica e lei si prodiga nel ruolo che le è più congeniale: Cornelia la madre delle (G)racchie. Io e Lucia siamo i suoi gioielli ed andiamo esposte e rimirate. Le amiche di Mutti non sono da meno, e poi scon la bocca atteggiata a culo di piccione per esprimere dispiacere, esclamano: "Ma come fai, con tutte e due le figlie fuori!". Perchè loro la prole non l'hanno voluta mandare lontano. Tra l'altro non è che la loro prole proprio schiumasse all'idea di andare a fare la vita da fuorisede.
In genere i ragazzi e le ragazze (ma sopratutto le ragazze) in questione, declamano per tutta l'adolescenza il bisogno di andarsene in una qualche grande città, di vivere la vita come i ragazzi di Gossip Girl, a  New York, Londra, Parigi, a Milano! Poi sotto la botta si rendono conto che una vita alla Gossip Girl non esiste. Ed allora nicchiano, abbozzano e si iscrivono a Bari, passando il decennio tra i venti ed i trenta sempre con le stesse persone, nelle stesse discoteche, a farsi lavare i vestiti da mammina e continuando a lamentarsi di non essersene andati a studiare fuori. Fino a quando non incontrano una persona "perbene" (e di solito ci hanno fatto almeno un grado di scuola insieme e/o è stato/a con un loro amico), non si sposano e continuano il circolo vizioso.

In tutto ciò stamattina io trottavo, adombrata da questi cupi pensieri. Ed ecco che davanti a me si prospetta la più tenera tra le creature esistenti al mondo: un cuccioletto di cagnolo. Piccolo, una palletta di pelo che mi trotterella incontro.

Istantaneamente mi accuccio a giocarci come se fosse il mio ultimo giorno sulla terra. Nella testolina del cane, a quel punto si realizza l'equazione: andare incontro a persone che corrono=coccole, e riprova il trucco con Mutti. Piccolo particolare: Mutti ha paura dei cani.
Negli annali della famiglia è trascritto il giorno in cui, in campagna, la cagnolona di mia Cuginona aveva figliato, generando sei adorabili palline di pelo. Mutti scese dalla macchina, vide queste pallottole di pelo che le venivano incontro, salì in piedi su una panchina e si rifiutò di scendere fino a quando qualcuno non li portò via.
Oggi più o meno stessa scena.
Ho riso, tanto.
Mutti di meno. 

Ha pagato il giusto fio per avermi trascinato in villa a corretre-anzi-camminare.
E domani tutto di nuovo.

                                                                       Midori

mercoledì 27 giugno 2012

Ospedaletti

Da brava fuorisede i miei orari dei pasti e della vita in generale sono abbastanza sballati. 
Tornare a casa è sempre uno shock, quindi.

Mentre quando ero bambina si avevano orari abbastanza meridionali (ovvero pranzo verso le due, due e trenta, cena dalle nove in poi), man mano che sono cresciuta i nostri orari sono arrivati a coincidere con quelli della latitudine milanese.
Penso che quest'anno abbiamo raggiunto il colmo: i nostri orari non sono più milanesi, neanche di quelli da ospedale. Sono quelli da ospedaletto dei bambini gestiti dalle suore. Alle dodici, cascasse il mondo, si pranza. Alle sei e mezza nonna P reclama la cena, a quel  punto, allora ceniamo tutti.

Se in più aggiungiamo che i miei pasti consistono in passati di verdure per non tirare i punti, il quadro è completo.

Un giorno di questi mi aspetto che passi anche la suora a darci il cucchiaio di olio di fegato di merluzzo. 

                                                                       Midori
P.s. Scusate il piccio che emerge prepotente dai miei ultimi post, è che sono fastidiosa come un lattante che sta mettendo i denti. Solo che io li sto togliendo.
P.p.s. Nonna P si è appena precipitata in camera mia, sorridendo a trentadue denti (finti).
"Midò, è chiamata Lucia! Renzo ha fatt u esaàm! Ha vinto!". E se ne tornata in cucina trotterellando.

Risvegli

Una Midori insonnolita, ringhiante e con una guancia enorme entra in cucina.
Babain poltrona legge il giornale, Nonna P prepara l'insalata.
Primo pensiero lucido della belva: qui c'è troppa luce.
Secondo pensiero lucido: che dolore la guancia.
-MIDORI! BUONGIORNO! Sìì VIST CA NON T' SIM SVEGGHIAT? FASTIDIO T SIM DAAAT?
I miei due emisferi celebrali divorziano, assaliti dalla voce squillante.
Seduta al tavolo guardo la colazione. Frutta. Ottimo.
-Baba, non sono sicura di mangiarmela tutta.
-Ti fa bene, stai prendendo l'antibiotico, hai bisogno di vitamine. E poi dimentichi il motivo più importante.
-Quale?
-Ho bisogno di svuotare il frigo. 

-Midori, t vogg a ffà u litt.
-Nonna, non c'è bisogno, ieri sera mi sono addormentata sopra senza disfarlo.
Nei suoiocchi passa il panico. E poi il genio.
-Tu fazzc u stess.

Mai togliere a Nonna P la possibilità di fare un letto. Mai.

                                                                                                         Midori

martedì 26 giugno 2012

Senza giudizio residuo

-Apra di più la bocca, ecco qua. Adesso dovrebbe cominciare a non sentire più nulla.
-Shi, mi pare coshì.
-Perfetto. Iniziamo l'estrazione...si però adesso rilassati che hai la faccia da martire.
-GGHHSSHSHggg! [Mi scusi se sete in due ad armeggiare a quattro mani col mio cavo orale, tenaglie e trapani. Vorrei vedere lei rilassato durante l'estrazione. Maledetto.]
-Finito.
-DDDH GHHHIIIISCIA? [Già fattooo?]
-Ci vediamo giovedì per togliere i punti  e rimettere il sigillo che è saltato, così la smetti lamentardi di avere una carie che non hai.
-Ghhhhrascie.

A casa.
-La mnenna mè! Sè tort r dint! Com stè alla nonn?
-Inshomma...
-Eh?
-INSHOMMA, COF COF.
-Baba, ch stè a disc?

E poi i miei sono andati al mare, lasciandomi sola a gestire Nonna P, iperattiva e ciarliera, che pretendeva addirittura delle risposte. Dough.

Adesso mi sono appena risvegliata da un sonno lungo e pesante, causa antidolorifici. Il dirimpettaio nel frattempo continua a provare a salvare tutte le anime del quartiere, sparando la messa a tutto volume.

E si, comincio a somigliare ad un criceto col la guancia piena di semini. Tenera io, se non fosse che a me tutti i roditori fanno schifo.

                                                                                 Midori

lunedì 25 giugno 2012

There's no place like home(s)

Ho chiuso le valigie.
Ho controllato in maniera ossessiva compulsiva di non aver dimenticato nulla.
Ho infilato le mie nuove scarpe verdi.
Ed è arrivato il momento di andare.
Sbatto i tacchi tre volte e si torna nel mio personale Kansas. Ma siccome non sono Dorothy e, per quanto belle, le scarpette non sono magiche, mi sciropperò ore ed ore di treno.

So già che prima di chiudere la porta alle mie spalle, mi verrà u po' da piangere, anche se trnerò qui tra tre mesi. Ma che volete da me, anche qui è casa.

                                                                     Midori
P.s. Lo so che home è uncountable, non sono così gnurant, però quella s finale rende l'idea.

domenica 10 giugno 2012

The rocky way to home

Mentre AlexV si fa coccolare dal suo dolcissimo-bellissimo-bravissimo fratellino che tutti vorremmo avere, qui ad Isteria Lane, Puglia version, la vita scorre nei soliti binari. 
Già arrivare a casa questa volta, però è stata un'avventura molto picaresca. Il tutto è iniziato quando mi sono trovata ad aspettare l'autobus per un'ora e mezza, sotto il sole cocente. E meno male che io parto sempre in anticipo se no avrei perso il treno. 
Arrivato l'agognato mezzo sono riuscita addirittura a conquistarmi un adorabile posto a sedere, mentre accanto a me ne corridoio tenevo a cuccia i due valigioni (per un week end, direte voi. E no, questa è solo la fase uno del trasloco del mio guardaroba estivo dall'Urbe alla casa paterna). Soluzione ottimale per tutti in fondo, per la giovane mamma che coccolava il figlio sul sedile dietro di me, per le donne polacche che chiacchieravano all'altro lato del corridoio. Almeno fino a quando non è salita una "simpatica" vecchietta.
-Anvedi ste stronze, che vengono dal paese loro e vojon ffà le padrone, ste becere, animali, rumene di mmerda, e poi sta fijà de na mignotta che si porta tutta a casa in giro ppè Rroma. - E calcio alla valigia. Essendo io una persona rispettosa della vetusta età non rispondo, almeno fino a quando, con voce leziosa la vecchia mi si rivolge. 
-Signorì, nè che mi fa sedere lì, accanto a lei dove ce stà posto?
A questo punto penso di meritarmi una citazione: 
« Che cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione  »
(Melandri)
-Certo signora mi scusi, sposto le valigie e la faccio accomodare. Sa sto traslocando e non ho la macchina...
-Signorì ssò affari suoi quello che sta a ffà.
-E mi scusi signò, sa, ssò na fija de mignotta che si porta tutta casa in giro ppè Roma a sentì lei.

Ora non lo dovrei dire, perché non mi merito tali palme ed onori, ma in realtà è successo veramente: le polacche e la mamma col bambino mi hanno fatto l'applauso. Stentavo a crederci, la vecchia razzista pure. Penso sia stato uno dei momenti più alti della mia vita.

Già questa sarebbe una bella avventura, se non fosse che al cambio dell'autobus sono cambiati pure i personaggi, ma non la follia delle dinamiche. Mi conterrò, dicendo solo che stavo venendo coinvolta in un linciaggio di uno  che "sse credeva Raul Bbova, sto stronzo". E che sul treno stavo per compiere la strage degli innocenti, dato che la densità di bambini piangenti nel mio vagone era così alta da far dubitare della veridicità delle statistiche sui tassi di natalità in Italia. Ciliegina sulla torta, ho viaggiato letteralmente spiaccicata tra il finestrino ed un notevole esemplare di gigantessa (roba che Brienne di Games of Thrones a confronto è una miniatura).
Stremata sono poi arrivata al materno ostello.

                                             Midori

venerdì 8 giugno 2012

Tra un succo d'ananas e l'altro

In occasione del matrimonio del fratello del mio migliore amico (che è, tra l'altro, il mio primo matrimonio, inteso come il primo matrimonio alla quale sono invitata) ho deciso, in accordo con Midori, di tornarmene un week end a casa per abbronzarmi un minimo e non sfigurare alla festa. 
I miei rientri a casa, si sa, sono pieni di scoperte, gossip e frasi ricorrenti. Questa volta in un solo giorno ho scoperto che:


1- Il succo d'ananas aiuta la dieta. La mia amica Orange nell'ultimo anno è infatti diventata una più che assidua frequentatrice della palestra, lei che fino a due anni fa non faceva un passo se non in motorino, e delle diete, lei che fino a un anno fa non faceva altro che mangiare schifezze un giorno sì e un giorno sì. Quindi quando andiamo a prendere il solito caffè, lei prende un succo d'ananas, sentenziando: il succo d'ananas aiuta a bruciare calorie. E' la stessa cosa che dice MioPadre quando si mette a dieta, illudendosi che funzioni. Ovviamente non è vero. Ma siccome è buono, lo prendo anche io. 


2- Non tutte le nonne vedono i nipoti sempre deperiti. Mia nonna ad esempio, oltre a portare un mio vecchio cerchietto per capelli molto sobrio (blu leopardato), nega una seconda porzione di pasta a mia cugina di tredic'anni: "E' giugno,devi essere pronta per la prova costume!". E intanto a me passa la panna da mettere sulle fragole.


3- Alex, mi è cresciuto il pene! Questa frase l'ho sentita almeno 20 volte in un pomeriggio, quasi urlata da un orgogliosissimo e fierissimo fratello minore in piena pubertà (e con l'ormone libero e selvaggio). Ahhh, i maschi!


Alex V