Piove acqua mista neve, il mio umore è nero e a casa a Roma non mi aspetta nessuno.
Eppure devo tornare.
Questa andata-ritorno è stata più che altro una sfacchinata: poco tempo per vedere tutti come si deve,per conoscere i nuovi, per salutare i vecchi, per studiare come si deve.
E' stata come vivere una lunga giornata di 36 ore: alla fine riesci a fare tutto, vero, però arrivi la sera che sei spompato.
Queste sono state il mio primo voto alle elezioni politiche, ed è stato un voto sofferto, senza gioia, una cosa che si fa spinti dal dovere più che dal piacere. Ho fatto quel che c'era da fare.
La gente su fb intanto scrive del senso civico e dell'importanza del voto e di votare questo ma non quest'altro, se rivince il Berlusca io me ne vado da questo paese, Grillo ridicolo, Abbasso la Lega e tutti i suoi Fratelli, Fare per fermare Giannino, Monti Ragioniere e compagnia.
Io gli tirerei un colpo in testa, a tutti questi so tutto io e devo condividerlo su fb. Perché mi devi smaciullare gli zebedei su quanto le tue idee siano giuste e quelle degli altri sbagliate?
Ma non lo sai che il sale della democrazia è che ognuno può esprimere le sue idee liberamente, e poi un altro può istaurare un dibattito costruttivo sul perché non le condivide?
Scemo chi non vota Pincopallo.
Il bello della democrazia è che lo puoi dire, anche 100 volte, e scriverlo a caratteri cubitali ovunque. Ma bada bene, che se tutti dovessero essere per forza d'accordo con te, come vorresti, allora rassomiglierebbe di più a una dittatura.
Se davvero hai tutte queste idee e queste opinioni che proprio non puoi stare zitto, ma allora apriti un blog, che poi magari davvero tra dieci anni ci finisci tu a fare il Grillo della situazione (Grillo che tanto stai attaccando e disprezzando).
Ma insomma!
Meno male che poi si arriva, e Dude ti offre una pizza.
Alex V
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lunedì 25 febbraio 2013
Ritorno
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domenica 24 febbraio 2013
Durrenmatt e politica italiana
E' appena iniziato il lontano 2009 quando un'anonima compagnia teatrale di provincia decide di portare sulla scena "Il processo per l'ombra dell'asino", originariamente scritto in forma di radiodramma da Durrenmatt. La storia, scritta nell'ancor più lontani anni '60, è semplice: un ricco (dentista), un povero (asinaio), alcune miglia da percorrere tra Abdera e Megara su un asino giustappunto noleggiato. E' la diatriba sull'ombra della povera bestia: se il dentista l'ha sfruttata per ripararsi dal sole, deve pagare all'asinaio un surplus oppure no? Ma questa è materia per avvocati, e il processo, come ogni processo, inizia e va avanti senza esclusioni di colpi, corrompendo e coinvolgendo per mezzo di soubrette da 4 soldi politici e alte sfere religiose, nonché partiti e partitini di ogni sorta. E marinai senza scrupoli né controllo. Le parcelle sono peggio di 10 salassi di fila, e intanto la sentenza va avanti per le lunghe...
Quello che l'anonimo gruppo di arzilli teatranti liceali ancora non sa,quando legge questa serie di battute, è lo scandalo che sta per travolgere, di lì a pochi mesi, il presidente del consiglio di carica: è l'anno della prima papi-girl. E' la prima crepa ben evidente di un modo di fare politica (ma non solo) che ha caratterizzato l'Italia per quasi 20 anni, spendendo, spandendo, ridendo e facendo i proprio porci comodi. Mandando alle ortiche l'idea stessa di ideale e morale, senza che sfiori l'idea che possa esistere qualcosa oltre i soldi e il potere.
Nel radiodramma in effetti basterebbe sostituire un paio di nomi...
Era il 1958: che Durrenmatt, da genio qual era, avesse previsto già tutto? Se così fosse, altro che Nostradamus!
Così ci sono le elezioni, si va a votare,altri soldi che se ne vanno, soldi pubblici, gran confusione, promesse e menzogne. In questo clima di disillusione generale io sono salita a casa apposta, perché mi scoccia fare la gnorri come se non fossi coinvolta. Magari avessi il privilegio di non essere coinvolta!
E così, per quel che vale, vado a dare il mio contributo anche io, con la storia dell'ombra dell'asino che mi gira e mi rigira in testa.
Perché i due contendenti, il dentista Strutione e l'asinaio Antrace, hanno diviso la città in due grandi fazioni, e si sono ritrovati più poveri di prima e con un pugno di mosche in mano, per dar retta a banchieri, avvocati, vati e pirati.
Ma alla fine, quello che ci rimette è sempre l'asino.
Becco e bastonato.
Alex V
Si è mai osato beffare a tal punto l'innocenza, la virtù, la miseria, il buon senso, la retta intuizione del giusto o dell'ingiusto?..
E' Polifono che parla, avvocato difensore dell'asinaio...per quale svergognato motivo Milzia ha osato farsi beffa della giustizia, dell'opinione pubblica, dell'eroica storia della nostra città, dei nostri più alti ideali?
Io domando: Milzia, discendente di un'antica casata, perché, rispondimi, ieri è venuta a farti visita fra le undici e l'una di notte, Cloe, la moglie del dentista Strutione?
Nel radiodramma in effetti basterebbe sostituire un paio di nomi...
Era il 1958: che Durrenmatt, da genio qual era, avesse previsto già tutto? Se così fosse, altro che Nostradamus!
Così ci sono le elezioni, si va a votare,altri soldi che se ne vanno, soldi pubblici, gran confusione, promesse e menzogne. In questo clima di disillusione generale io sono salita a casa apposta, perché mi scoccia fare la gnorri come se non fossi coinvolta. Magari avessi il privilegio di non essere coinvolta!
E così, per quel che vale, vado a dare il mio contributo anche io, con la storia dell'ombra dell'asino che mi gira e mi rigira in testa.
Perché i due contendenti, il dentista Strutione e l'asinaio Antrace, hanno diviso la città in due grandi fazioni, e si sono ritrovati più poveri di prima e con un pugno di mosche in mano, per dar retta a banchieri, avvocati, vati e pirati.
Ma alla fine, quello che ci rimette è sempre l'asino.
Becco e bastonato.
Alex V
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