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lunedì 25 febbraio 2013

Ritorno

Piove acqua mista neve, il mio umore è nero e a casa a Roma non mi aspetta nessuno.

Eppure devo tornare.

Questa andata-ritorno è stata più che altro una sfacchinata: poco tempo per vedere tutti come si deve,per conoscere i nuovi, per salutare i vecchi, per studiare come si deve.
E' stata come vivere una lunga giornata di 36 ore: alla fine riesci a fare tutto, vero, però arrivi la sera che sei spompato.

Queste sono state il mio primo voto alle elezioni politiche, ed è stato un voto sofferto, senza gioia, una cosa che si fa spinti dal dovere più che dal piacere. Ho fatto quel che c'era da fare. 

La gente su fb intanto scrive del senso civico e dell'importanza del voto e di votare questo ma non quest'altro, se rivince il Berlusca io me ne vado da questo paese, Grillo ridicolo, Abbasso la Lega e tutti i suoi Fratelli, Fare per fermare Giannino, Monti Ragioniere e compagnia.

Io gli tirerei un colpo in testa, a tutti questi so tutto io e devo condividerlo su fb. Perché mi devi smaciullare gli zebedei su quanto le tue idee siano giuste e quelle degli altri sbagliate?
Ma non lo sai che il sale della democrazia è che ognuno può esprimere le sue idee liberamente, e poi un altro può istaurare un dibattito costruttivo sul perché non le condivide?
Scemo chi non vota Pincopallo.
Il bello della democrazia è che lo puoi dire, anche 100 volte, e scriverlo a caratteri cubitali ovunque. Ma bada bene, che se tutti dovessero essere per forza d'accordo con te, come vorresti, allora rassomiglierebbe di più a una dittatura.
Se davvero hai tutte queste idee e queste opinioni che proprio non puoi stare zitto, ma allora apriti un blog, che poi magari davvero tra dieci anni ci finisci tu a fare il Grillo della situazione (Grillo che tanto stai attaccando e disprezzando).

Ma insomma!

Meno male che poi si arriva, e Dude ti offre una pizza. 

Alex V

domenica 6 gennaio 2013

Epifania che tutte le feste si porta via

E così, anche per queste feste abbiamo dato: sono tornata a casa, ho rivisto i vecchi amici, ne ho incontrati di nuovi, ho riso, bevuto e scherzato. Mi sono fatta (nuovamente) immortalare con i vibratori della mia amica Orange (regalati comunque da me), e come una coppia che scoppia ci siamo fatte conoscere e riconoscere in tutti i bar della zona, tanto che i baristi quando ci vedono da lontano mettono già due menabree sul tavolo. Ho patito il freddo delle ronde notturne per la città, a cercare Mario in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, senza per altro salutarlo quando lo trovavamo, perché siamo asociali doc, noi. E con noi è la Orange che parla di se stessa con pluralis maiestatis. 
Ho assistito a risse da saloon con tavoli e sedie per aria, almeno fino a che il Barista non ha barricato il locale e chiamato la polizia. Credo sia stato allora che ho anche notato quanto il Barista sia carino...e a quanto mi racconta la Orange pare l'abbia notato pure lui...ma in contemporanea ho anche sentito (un po' a sorpresa) quanto visceralmente mi manchi il MioUomo. Per non parlare della mia Midori, Amando mio e Dude. A Dude gliel'ho pure detto, che mi manca. Non me l'aspettavo e non se l'aspettava, e si è sciolto.
Ho rigorosamente evitato di rispondere al Ricciolo o di fare gli auguri a Lui, il mio ex. 
Un nuovo anno è iniziato bene, e ho intenzione di continuare a farlo funzionare così.
Oggi si riparte, la voglia si divide tra quella di restare e quella di partire. E a dispetto della mia latitudine, parto meridionalizzata, con pacchi e pacchettini di dolci e torte di casa, da condividere in compagnia. 
Mi mancherà la lingua di casa, un po' strascicata e grezza e anche volgare e fastidiosa, mi mancherà camminare per 5 minuti e arrivare al mare, e mi mancherà il non far niente a oltranza. Ma tornare a Roma fa parte del gioco. Almeno, non c'è il rischio di annoiarsi.

Alex V

lunedì 24 dicembre 2012

Medley pre-natalizio

Ricapitolando: sono passata dalla bolgia romana pre-natalizia alle strade deserte della domenica sera della mia città (che, una volta tanto, mi è sembrata un paradiso).

Ho dato e ricevuto dei (bei) regali, a parte quello della CattoKamikaze, orribile quanto inutile: una bolla di plastica con una micro candela dentro. Della serie, datti fuoco. Ma è stato un pre-Natale romano bello, allegro e...incasinatissimo, anche perché l'unico giorno che avevo per comprare il regalo a GossipBoy (un camice, il SUO PRIMO camice, e per noi aspiranti medici si sa, ha un valore tutto particolare) e ovviamente ho scelto il giorno in cui la metro B non funzionava (venerdì). Della serie, tanti auguri e Attaccatevi Tutti Ar Cazzo!

Il MioUomo mi ha regalato uno sfigmomanometro molto professional, e mi sento sempre più un piccolo medico che cresce. I miei mi regalano il fonendoscopio (che differenza c'è tra fonendo e steto lo scoprite leggendo qua, magari lo dico anche al MioUomo che sennò rompe), e poi mi manca la lucetta per guardare il fondo dell'occhio (in gergo, oftalmoscopio) e sono un medico quasi completo ( fisiologia ormai l'ho data e si sa che in questo mondo conta solo l'apparenza, quindi la laurea è un optional, o no?).
Chiusa questa piccola parentesi medica (non vedo l'ora di fare come Lucia e andare a giornate intere in corsia...) aggiungo che sono tornata a casa e la prima cosa che ho fatto è stata: FESTA! PARAPARARA! 

La Vecchia Orange, GossipBoy, la Bionda e la Valerì mi hanno organizzato una cena che era qualcosa di fenomenale e ci siamo finalmente riabbracciati tutti. Con Dude che faceva sentire la sua presenza whatsappandomi ogni minuto, ma va bene, gli vogliamo bene così.

Tra l'altro, la Orange mi ha omaggiato dei suoi primi lavori artistici, che varranno milioni tra qualche anno, e per altro sono fortemente autobiografici (e legati alla mia presenza). Sono galvanizzata da questa cosa, 

Invece casa mia riserva sempre delle sorprese, come i panettoni di MiaMadre, o il presepe a quattro piani, o la serra che MioPadre ha costruito in giardino. E' incredibile quante cose possano accadere in 2 mesi fuori casa.

Intanto volevo anche dire di come MioPadre sia riuscito a farmi imbarazzare al bar sotto casa dove a Roma faccio colazione ("Babbo, tranquillo, ordino io" "No, no, faccio io...ma...il cappuccino lo vuoi con la cremina?" "Babbo, per la centordicesima volta: sì, ci metto la crema...FACCIO IO!") pretendendo di pagare un bicchiere d'acqua (con Midori di stucco) e invece ho scritto tutt'altro.
Ma tornare a casa mi fa uno strano effetto, e devono ancora passare le 24 h di default perché la cosa si normalizzi.

Alex V

venerdì 27 luglio 2012

Valentina e le Avanguardie parte 2

Non paghe di tanta bellezza, dopo la mattinata spesa all'Ara Pacis e un po' di shopping, il nostro dinamico duo diventa un trio, e con Cavallo Pazzo trotterelliamo verso Via dei Prefetti: lì c'è la Fandango Incontri, libreria, più caffè letterario, più sale esposizioni: che desiderare di più? Della serie: prima mostra, e poi aperitivo, che oltretutto al bar c'è il 10% di sconto se si visita la mostra!
(tra l'altro, un ristorante-caffè-alimentare equosolidale-libreria l'hanno aperto anche in Via del Corso ed è anche quello davvero figo! )

Valentina: si fatica a considerarla non reale. E la mostra non aiuta! E' un gioco di specchi in cui si racconta Crepax tramite Valentina, e Valentina attraverso Crepax, in un continuo scambio tra realtà e fiction. 
Valentina come personaggio la conosco praticamente da sempre.
Come Crepax prese spunto da Louise Brooks prima ancora di vedere un suo qualsiasi film, io ho preso spunto da Valentina prima ancora di conoscerne la storia.Del resto, non si può negare quanto la sua figura sia d'impatto, tra aggressività e fragilità, risolutezza e indecisione, l'uso della nudità, non puro esibizionismo ma segni di libertà interiore.
Tutta la storia e le caratteristiche che fanno di Valentina l'icona che è diventata articolate in un percorso tematico chiaro, preciso, coinvolgente.
E con la mostra ho preso veramente coscienza di quanto questo personaggio mi piaccia e lo senta vicino:

Sì, Valentina siamo tutte. Belle e possibili: così avremmo voluto nascere. 
Maria Laura Rodotà

Questa è una delle tante citazioni d'autore su Valentina di cui la mostra è disseminata. Per il resto, visitare per credere, anche (e soprattutto) chi di Valentina non ha mai sentito parlare (o ne ha sentito parlare vagamente)...

Alex V

Ps: il MioUomo dice, abbastanza scocciato (perché il primo a dirmelo non è stato lui), che io a Valentina ci somiglio pure. Sarà. Che poi, MiaMadre è stata a un passo così dal chiamarmi proprio Valentina. Invece alla fine mi chiamo con la versione femminile del nome di MioPadre. Che va bene lo stesso :)



ps2: BRAMO ardentemente il Gioco di Valentina (mai uscito in Italia, alla mostra era esposta la versione spagnola): un mix tra il classico gioco dell'oca e lo strip poker, il vincitore deve scegliere tra i giocatori quello che più gli piace e farsi togliere 3 o più vestiti. Anche in privato.
Altro che festa delle medie e gioco della bottiglia!

Valentina e le Avanguardie parte 1

O meglio: Le Avanguardie e Valentina, per rispettare l'ordine cronologico.


La mostra delle Avanguardie Russe all'Ara Pacis merita tanto. Se (incautamente) venite a Roma in questo caldo periodo, andateci, ma prima munitevi di copri-spalle perché dentro ci saranno 18 gradi, per permettere a quel belloccio del tipo che controlla che nessuno rovini i quadri di stare in  giacca e cravatta. 
Io ci sono andata con Ipazia, mia fida compagna di avventure in assenza dei corrispettivi ingegneri, e tutte e due siamo rimaste affascinate. Dentro infatti ci sono quadri di un giovanissimo Chagall (che venero da quando avevo 15 anni e per circostanze poco chiare finii nel suo museo a Nizza) e poi Kandiskij, e di lui dimenticatevi quadri cerchi e triangoli perché quelle nella mostra son opere in cui ancora l'astrattismo puro era lontano (però caspita, che belle!).
La sua Piazza Rossa di Mosca è incredibile, non l'avevo mai vista neppure su un libro (anche perché al liceo ho studiato Storia dell'arte ad cazzum) e son proprio rimasta di sale:


Avanguardie Russe in mostra allAra Pacis di Roma

Peccato non ci fosse una stampa, perché  mi piace parecchio...
Tutti gli altri pittori e artisti non li conoscevo (a parte Tatlin, di cui avevo vagamente sentito parlare) ma non mi hanno deluso affatto: 
dalla Goncharova, a Falk, Rodchenko, Lubov, Malevic, e ancora tanti altri!


Poi vabbé, davanti al poster di informazione che sentenziava "...la ricerca di un'arte esatta, simile al lavoro dell'ingegnere..." accanto al "Paraboloide iperbolico" di Marakova, ci è salita un'ansia da esame di analisi II (che nessuna delle due ha fatto direttamente, ma possiamo dire di averlo vissuto sulla nostra pelle!) che vai, ci stava una risata liberatoria (e di apprezzamento)!


Il tutto si completa e si corona con un bel video documentario sull'arte e la cultura nella Russia del primo Novecento, in cui non mancano i riferimenti all'ormai hipster-abusato Majakovskij che comunque ci piace e ci aggrada. 

In ogni caso la mostra merita anche solo per un quadro veramente attualissimo:tra quelli di Lubov, c'è questa Venere che sembra le haitiane di Cezanne, distesa nuda e languida sul letto, che guarda con fare picassiano lo spettatore, e dietro di lei... un gattone!
Vuoi vedere che Belen nel suo video aveva cercato la citazione colta? E invece tutti a chiedersi "Ma il gatto che c'entrava???"


O Tempora, O Mores!


Alex V






lunedì 2 luglio 2012

De gustibus non disputandum est

Uno degli amici brasiliani di Jorge ha trovato la ragazza: è americana, di Washington DC. Studia a Firenze, ma adesso è in vacanza a Roma. Si parlano in italiano e tubano dalla mattina alla sera:
- Wow! Che bello trovarsi così, che romantico!
- Ohh yes
- Roma è una città che ti fa innamorare in tutti i sensi...è proprio bellissima


Déjà vu: è la prima media, una mia compagna di classe, non molto sveglia per la verità, viene corretta dall'insegnante di sostegno (che stava facendo supplenza) per quello che ha scritto in una lettera:
- "Cara Valentina, mi sono messa con Maicol, che è molto carino. Sono contenta perché qui dove vivo adesso -lei era di Viterbo, si era trasferita da poco- è proprio un bel posto per mettersi con qualcuno!" Ma cosa vuol dire? Non ha senso! Mica ti metti con la città! Semmai: 
"Sono contenta perché è molto carino"!
Credevo allora e credo ancora che quella frase apparentemente stonata con il resto, "è un bel posto per mettersi con qualcuno", avesse in realtà il suo profondo senso: 
la città è così bella che viene voglia di innamorarsi. 
Di innamorarsi e andare in giro insieme a scoprire la città come il nostro amore nuovo. 
Magari la mia amica aveva le intenzioni ma non i mezzi, e un po' ancora mi dispiace di essermene stata zitta, mentre la mia compagna correggeva senza protestare e l'insegnante leggeva senza capire. Ma correggere un'insegnante a 11 anni dicendo che il concetto era giusto,e che andava solamente affinato nella forma, era decisamente troppo anche per me.
Fine del Déjà vu.


- *Risata* Mmm a me Roma non pià-cce...
- Non ti piace Roma?
- No, per niè-nte *lei accenta forte la penultima sillaba, poi fa una pausa e finisce la parola*
- Come mai?
- Mah, troppo cà-ldo, troppa gè-nte...
- Eh certo, quello sì...Ma scusa, in Centro ci sei stata?
- Eh,è proprio il Centro non mi pià-cce: càldo, gente...la periferia è miliò-re
o.O


Penso al Centro di Roma. Non mi viene in mente niente che non mi mandi in estasi. Il Colosseo, il Vittoriano, Santa Maria Maggiore, il Pincio, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, le vie di Trastevere, Campo dei Fiori, San Giovanni, l'arte in ogni angolo, la storia in ogni dove...


- Da dove hai detto che vieni?
- Un paesino vicino Washington DC
- Ah, capisco...
- Italia è bella...ma Roma...mmm...no..*alzata di spalle*
- Eh sì...son gusti...


Però che gusti di merda.


Alex V

mercoledì 15 febbraio 2012

Olimpiadi...sì...no...forse...NO

Monti ha detto No alla candidatura di Roma come città ospitante le Olimpiadi del 2020.
Reazione istantanea: "Nooooooooooooooooooooooo!" seguito da un bel "Cheppalle!" (perché come dice mio padre noi giovani non parliamo, semmai grugniamo monosillabi inframezzati o seguiti da parolacce).
Insomma, una bella delusione, che brucia ancora di più perché non siamo stati scartati da una commissione, ma perché, pensa un po' te, è il nostro stesso Governo a non ritenerci al momento in grado di ospitare i giochi olimpici.
Lucius Day nel suo ultimo post (che non so come linkare perché sono del tutto inabile e quindi incollo direttamente tutto l'indirizzo http://paginadiciassette.blogspot.com/) porta Barcellona come esempio di città rinata grazie alle Olimpiadi del '92, e io dico che il ragionamento non è per nulla sbagliato. Anzi, senza andare così lontano nel tempo, aggiungo l'esempio di Torino, che è diventata, grazie alle Olimpiadi invernali de 2006, "una vera chicca!" (parole di un'amica mia che a Torino vive da quando è nata).
A me sarebbe piaciuto tantissimo anche il solo pensare che la mia capitale avrebbe potuto ospitare i giochi olimpici, davvero, ma capisco (una tantum) la scelta di Monti.
Guardiamo in faccia la nuda e cruda realtà: i soldi non ci sono. Le Olimpiadi sono un investimento,è vero, ma è anche vero che per fare un investimento i soldi da investire devi pur averli prima!
Mi viene il mal di testa a pensare alla cifra astronomica che servirebbe SOLO per finanziare uno show d'apertura degno di questo nome! Io mi ricordo bene le inaugurazioni dei giochi a partire da Sidney 2000, e ho un'espressione sola per descriverli: WoW!
Scelta impopolare, ma si è visto da subito che a Monti della popolarità importava poco, anzi, niente. E poi, tutto sommato, fa parte di un governo tecnico,non mi sembra che voglia candidarsi e quindi: a lui che importa di imbonirsi il popolo a furia di panem et circenses?
Io credo che se ci fosse stato un Governo "regolare", di qualsiasi genere o partito, Roma sarebbe stata candidata. Perché ospitare le Olimpiadi è un onere/onore ed è sempre bello mettersi in mostra. E poi si può sempre dire in clima elettorale "Oh, ma Io/Noi abbiamo candidato Roma per i giochi olimpici! Noi sì che ci crediamo in quest'Italia, noi sì che vogliamo darle il valore che merita, agli occhi nostri e agli occhi degli altri!".
A costo di fare delle grandi figure di cacca. No, perché io mi ricordo i Campionati Mondiali di Nuoto a Roma nel 2009...e mi ricordo ancora meglio la Città dello sport e la Vela di Calatrava. Sì, perché il tutto doveva essere pronto nel 2008 a non so che prezzo. Però so bene che il prezzo è raddoppiato se non triplicato, e la Vela non è ancora finita. E siamo nel 2012. E nel progetto approvato le Vele dovevano essere due.
Penso che se nel governo Monti c'è qualcosa di buono, sia proprio nel non fare promesse che poi non mantiene o mantiene male, di non agire solo per aumentare il consenso.
Poi, di chi faccia gli interessi, è un altro discorso.

Alex V

ndr: "queste Olimpiadi non s'hanno da fare"...vero...giusto...l'ho scritto adesso che è giusto perché "Ma papà, non è che non c'abbiamo i soldi?"...ehh...però dispiace...