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domenica 24 febbraio 2013

Durrenmatt e politica italiana

E' appena iniziato il lontano 2009 quando un'anonima compagnia teatrale di provincia decide di portare sulla scena "Il processo per l'ombra dell'asino", originariamente scritto in forma di radiodramma da Durrenmatt. La storia, scritta nell'ancor più lontani anni '60, è semplice: un ricco (dentista), un povero (asinaio), alcune miglia da percorrere tra Abdera e Megara su un asino giustappunto noleggiato. E' la diatriba sull'ombra della povera bestia: se il dentista l'ha sfruttata per ripararsi dal sole, deve pagare all'asinaio un surplus oppure no? Ma questa è materia per avvocati, e il processo, come ogni processo, inizia e va avanti senza esclusioni di colpi, corrompendo e coinvolgendo per mezzo di soubrette da 4 soldi politici e alte sfere religiose, nonché partiti e partitini di ogni sorta. E marinai senza scrupoli né controllo. Le parcelle sono peggio di 10 salassi di fila, e intanto la sentenza va avanti per le lunghe...
Si è mai osato beffare a tal punto l'innocenza, la virtù, la miseria, il  buon senso, la retta intuizione del giusto o dell'ingiusto?..
 E' Polifono che parla, avvocato difensore dell'asinaio
...per quale svergognato motivo Milzia ha osato farsi beffa della giustizia, dell'opinione pubblica, dell'eroica storia della nostra città, dei nostri più alti ideali?
Io domando: Milzia, discendente di un'antica casata, perché, rispondimi, ieri è venuta a farti visita fra le undici e l'una di notte, Cloe, la moglie del dentista Strutione?

Quello che l'anonimo gruppo di arzilli teatranti liceali ancora non sa,quando legge questa serie di battute, è lo scandalo che sta per travolgere, di lì a pochi mesi, il presidente del consiglio di carica: è l'anno della prima papi-girl. E' la prima crepa ben evidente di un modo di fare politica (ma non solo) che ha caratterizzato l'Italia per quasi 20 anni, spendendo, spandendo, ridendo e facendo i proprio porci comodi. Mandando alle ortiche l'idea stessa di ideale e morale, senza che sfiori l'idea che possa esistere qualcosa oltre i soldi e il potere.
Nel radiodramma in effetti basterebbe sostituire un paio di nomi...
Era il 1958: che Durrenmatt, da genio qual era, avesse previsto già tutto? Se così fosse, altro che Nostradamus!

Così ci sono le elezioni, si va a votare,altri soldi che se ne vanno, soldi pubblici, gran confusione, promesse e menzogne. In questo clima di disillusione generale io sono salita a casa apposta, perché mi scoccia fare la gnorri come se non fossi coinvolta. Magari avessi il privilegio di non essere coinvolta!
E così, per quel che vale, vado a dare il mio contributo anche io, con la storia dell'ombra dell'asino che mi gira e mi rigira in testa.

Perché i due contendenti, il dentista Strutione e l'asinaio Antrace, hanno diviso la città in due grandi fazioni, e si sono ritrovati più poveri di prima e con un pugno di mosche in mano, per dar retta a banchieri, avvocati, vati e pirati. 
Ma alla fine, quello che ci rimette è sempre l'asino.

Becco e bastonato.

Alex V

sabato 19 gennaio 2013

Il gioco del trono

-Jon Snow è gnocco.
-Jon Snow ha decisamente un che di molisano
-Sarà la pelliccia.
-No, non è la pelliccia:vedi questi peli qui, che in faccia fanno questo garbo qui? Questa è la disposizione del pelo tipica dei molisani: pensa al MioUomo e a tutta la banda del molisn't, ce l'hanno tutti!
-Tu stai male
-Ma è vero! E' palesemente molisano!

Vedere per credere:




Comunque è inquietante accorgersi che questo tumblr è molto più chiaro della politica italiana in sé. E a guardare questi manifesti, sono molto più credibili che la realtà!

Alex V

lunedì 26 novembre 2012

Oggi si vota, oggi si va

Risultati politici a parte, andare a votare per noi si è rivelato molto più divertente di quanto non sia in realtà.
Si parte alla volta delle Primarie-Turno I, a braccetto di Dude col cappotto serio (quello da tutti i giorni si era dimenticato di averlo lasciato da noi).
Io, Amando, Midori e Dude. The Fab Four.
File chilometriche di vecchietti che dicono che non c'è più la gioventù di una volta, che i giovani non vanno a votare.
E poi noi, che scavalchiamo in maniera atletica divisori perché abbiamo sbagliato fila, neanche fossimo nella pubblicità dell'olio cuore. 
Alla registrazione i convenevoli di rito:
-Avete ricevuto tutti la mail per votare fuori sede?
-Io no. Non l'ho ricevuta.
Dude, peggio di un bambino di 6 anni, rompe sempre le palle.
E poi (sempre ringrazierò il cellulare di Midori, che ha svelato l'arcano) si scopre che l'ha ricevuta ma non l'aveva letta.
Intanto ti guardi in giro nella sede locale del PD e vedi una foto di Gramsci ("un Gramsci non si nega a nessuno" cit.Midori) e un manifesto di pessimo gusto che fa passare la voglia di votare a sinistra (o pseudo-sinistra):

vabbè, ora non riesco a trovare la foto esatta, ma comunque il manifesto era un collage di volti molto noti tra cui Gramsci (sempre lui), Gandhi, Indira Gandhi, JFK, Martin Luther King, Mandela e altri che ora non mi sovvengono (+ Bersani, ovviamente) e lo slogan:
Tante persone
Una sola anima
PD
Non so quante delle persone di quel manifesto sarebbero state contente di esserci, su quel manifesto. E con quello slogan.

Del resto, che il Pd non fosse molto fortunato con manifesti e affini me lo ricorda quello della Festa dell'Unità:
A parte che fu presa di mira dalle femministe (cosa che non condivido), per me la cosa grave fu lo slogan, perché più lo leggevo più nella mia testa cantavo:
cambia il vento 
MA NOI NO!
In effetti, non è che il Pd sia molto cambiato da allora.

Comunque, il momento di massimo disagio è stato alla registrazione, quando Dude ha iniziato a chiedere recapiti e numeri ad Amando, che si stava registrando nella sedia a fianco. A questo punto, è scattata la domanda di rito:
-Ah...ma quindi voi due vivete insieme...
Imbarazzo prontamente recuperato da Amando:
-Viviamo tutti e 4 insieme.Ognuno nella sua indipendenza.

A questo punto rimane solo da apporre una croce e mettere nell'urna il voto.
Che è segreto.

Per tutto il resto, ci si rivede domenica prossima.

Alex V

mercoledì 26 settembre 2012

Tendenze del momento- Matteo Renzi

E' giovane, è simpatico, è toscano.
Non c'è dubbio che Matteo Renzi sia la tendenza del momento (almeno dopo il porno) nonché quanto di meglio la sinistra (?) italiana possa sfoggiare. E non c'è neanche dubbio che questo sia il suo momento: i miei amici, sia pdllini storici sia vendoliani convinti, impazziscono per lui. Amato (e quindi temuto) a destra e a sinistra.E così, proprio mentre la Polverini si dimette, Renzi è all'Auditorium a esporre i suoi progetti e i suoi programmi. Io all'Auditorium non c'ero, ma c'era il Virgineo, che ha documentato tutto via twitter, in un modo che neanche l'Ansa!
Precisazione:il Virgineo è monomaniacale.Si fissa su una cosa precisa almeno una volta l'anno.E una volta che il Virgineo si scopre innamorato, chi lo ferma più.Guai a dire qualcosa contro l'oggetto della sua passione! Si finisce sulla lista nera e si rischia il saluto. 
Peccato che l'oggetto dei desideri non sia mai una ragazza...
Quest'anno è Renzi, beato lui. 
Io sono un po' fuori dal giro politico al momento, causa "devo studiare e non perdermi in facezie volgari", quindi mi sta più che bene che il Virgi mi aggiorni e mi tenga informata su tutto quanto Renzi dica o pensi, neanche ci uscisse insieme a prendere il caffè la mattina. Probabilmente è più informato della moglie.

C'è da aggiungere però che io dell'esistenza di Renzi ero a conoscenza già da un pezzo. E' chiaro, no: sono toscana, quello è sindaco di Firenze!
E poi l'episodio in cui ne ho sentito parlare per la prima volta merita proprio di essere raccontato:

Ristorante chic da qualche parte in Versilia. Io sedicenne, in pantalone bianco e camicia, Lui (il mio ex-storico, ma ormai chevvelodicoaffà), uno sfortunatissimo astice, il marmocchio seienne più brutto che abbia mai visto, un tipo sulla quarantina portata malissimo e una bella (ma bella,eh!)donna al fianco. Eh sì, è il 2008 e io, dopo un anno di storia, sto conoscendo la madre e il compagno della madre di Lui. Lui ci tiene particolarmente, anche perché con lei i rapporti si sono fermati anni prima, quando ha deciso di andare a vivere con il padre (chissà perché...ma questo diventerà fin troppo chiaro tra poco).La conversazione viaggia su un binario di superficialità convenzionale. Io parlo il meno possibile e sorrido. Sorrido tanto.
-...mamma, che schifo! quella cosa è verde!
Dice il bimbo additando il mio sfortunatissimo astice. Già. E' verde. E sì, fa schifo anche a me.La sfortuna dell'astice è stata il Compagno, che si è indispettito perché "Non si prende la stessa cosa al ristorante" (io volevo prendere la stessa cosa di Lui e del Compagno). Ma perché non ti fai una padellata di cazzi tua e ci lasci mangiare ciò che ci pare?
-Amore, ognuno mangia quello che gli pare...(evidentemente no, perché sennò io avrei davanti un altro piatto, che ne dici?)...comunque(rivolgendosi a Lui, che all'epoca era all'ultimo anno di alberghiero dopo un paio di bocciature), tuo fratello è bravissimo a scuola, è il primo della classe: si vede proprio che non ha preso da te!
Speriamo abbia preso dal padre, che invece era talmente intelligente che scaricava i film porno dal computer dell'ufficio per metterli su un Cd, darli al tuo figlio maggiore e farli vendere a scuola!(quando il mio ex era alle medie, non erano in molti ad avere il computer con la linea internet a casa. Altri tempi)Invece fingo indifferenza e continuo a litigare con l'astice. Lui risponde:
-Si vede 
Questa volta il mio è un sorriso più che spontaneo: fallo anche scemo, uno bimbo così!La madre subodora una qualche malizia:
-Cosa vuoi dire?...
Il Compagno si rivolge a me:
-Bhè, e tu cos'è che studi, invece?
-Ah, io faccio il liceo classico...
-Ah, io non capisco proprio cosa servano oggi il greco e il latino: sono robe superate, del tutto inutili...voglio dire, al mondo servono le lingue, ma l'inglese, il cinese! Il futuro è il cinese! Non il greco e il latino...che inutile sfoggio poi di cosa?Vanità intellettuale non richiesta.
Invece il tuo esserti fatto piantare un bello scalpo capelluto da Cesare Ragazzi perché sennò eri pelato come una palla da biliardo che è? Un inutile sfoggio. Ma poi di cosa? Tanto cesso eri prima e cesso sei ora, e hai una bella moglie solo perché sei a capo di una ditta, deficiente. Invece mi mantengo calma e rispondo, anche se meno d'impatto, e continuo a sorridere instancabilmente, nonostante la violenza eretica che le mie orecchie sono state costrette a subire.
Questa amabile e fantastica conversazione continua per tutto il pranzo, roba che avrei voluto non solo dar retta a MiaMadre e darmi malata, ma anche averla davvero,quella diarrea fulminante che è tanto in voga tra le scuse ufficiali (vedere Billy Joe e il concerto a Bologna del 4 settembre):
-...ah, che poi adesso si è candidato a sindaco quella sottospecie di comunista sinistroide di Renzi...che scandalo, guarda, io non lo sopporto, con quella faccia da saccente (forse più che la faccia a darti fastidio sono i capelli)...Che roba!
Io non so nemmeno che faccia abbia,'sto Renzi, ma se questi lo disprezzano così tanto, allora non può non riuscirmi simpatico.

E infatti ancora adesso io nutro a pelle un'istantanea simpatia per Renzi.
E' incredibile come certi episodi si fissino nella mente e non se ne vadano più. 

Alex V

sabato 2 giugno 2012

Res Publica

A me la parata del 2 giugno piace. Mi piace l'esercito, mi piacciono tutti i corpi militari. E mi è sempre piaciuta la festa della Repubblica, come ricorrenza, per il significato che ha, almeno secondo me.
Al pari del 25 aprile, il 2 giugno ricorda al popolo italiano chi è. Preciso: il 2 giugno dovrebbe avvicinare lo Stato al cittadino, la parata stessa dei corpi militari e paramilitari è lo show concreto dello Stato con la S maiuscola, uno Stato fatto di cittadini,che protegge i suoi cittadini.
Penso che i festeggiamenti del due giugno, se supportati da questo spirito di fondo, abbiano un grande valore. 


Quest'anno lo "spirito del 2 giugno", lo spirito del tricolore, sinceramente, non si sentiva. Sono andata in centro con i miei, a visitare la basilica di San Clemente, ma la parata non l'ho vista. Non ho nemmeno guardato la TV. Dev'essere stata una tristezza, sottotono, non c'era neanche così tanto casino. Quest'anno son stata dalla parte di quelli che dicono NO alla parata del 2 giugno. Ci sono tutti gli anni, ma quest'anno era obiettivamente dura dargli torto.
Viviamo in un paese piegato, dagli altri e da noi stessi. Da buona ottimista, penso che a tutto ci sia rimedio, e che per quanto la crisi ci sia (e si senta), ancora non siamo per terra. Siamo in ginocchio, ma viviamo, non "tiriamo a campare".
Da un lato i festeggiamenti del 2 giugno avrebbero potuto essere interpretati come la volontà di rialzarsi: richiamiamo il popolo e lo Stato italiano ai loro doveri, e insieme, sotto l'insegna del tricolore, rialziamoci!
Quanto patriottismo nelle mie parole. 
Ma non so sinceramente se fosse questo lo spirito che avevano in mente quando hanno deciso di organizzarla, la parata di quest'anno.
Senza contare il terremoto in Emilia, con tutti i problemi si è portato dietro.


La parata si è svolta da tradizione, e per me almeno è stata insignificate. Totalmente priva di significato. E, ripeto, a me la parata del 2 giugno m'è sempre piaciuta. Oggi era un giorno come un altro, forse un po' più triste perché si è palesato inequivocabilmente quello che tutti sanno, molti dicono ma a cui ancora qualcuno, forse solo io, non dico non vuole credere, ma vorrebbe quantomeno ignorare, ché poi, come tutto, passa: uno Stato che è sempre più lontano dal cittadino.
Ormai, l'unico insegnamento che se ne può trarre è che l'individualismo vince sempre.


Alex V



mercoledì 2 maggio 2012

Forza e coraggio che dopo aprile viene maggio

Finalmente posso dire da brava romana d'adozione di essere stata anch'io al concerto del primo maggio. Io, e le mie 4 amiche di università, anche loro novelline del concerto. Parole chiave, oltre a lavoro, speranza e futuro. 
Non fai in tempo a prendere la metro che hai già la fila di ometti in maglietta dei guns and roses o led zeppelin o bob marley che ti assedia e attacca bottone. Si sa, 5 donne sole al concerto del primo maggio sono una facile preda. 
A me il concerto è piaciuto una marea. Cioè, un po' pioveva e un po' no, l'acustica era ovviamente pessima, ma ho visto dal vivo Nobraino, Sud Sound System e Teatro degli Orrori!!! Cioè, Pierpi Capovilla! Ma soprattutto, il presentatore era Francesco Pannofino!!!
Mio idolo già come doppiatore, da quando ho visto tutte e tre le serie di Boris (la fuoriserie italiana, girata a Ciampino, va in onda su fox, è una di quelle serie da 20 minuti che ti fanno morire dal ridere e anche un po' riflettere, che soprattutto la mattina a colazione non guasta mai) lo è ancora di più!
E C'ERA TUTTO IL CAST DI BORIS!
Insomma, già solo per questo ne valeva la pena. Se vi chiedete se non ho visto anche Caparezza e Subsonica vi dico di no, sono andata via prima.
Perché andare al concerto di piazza San Giovanni è un evento sociologico che una volta nella vita si deve fare. Però c'è un però.
Al di là delle canne, degli ubriachi, dei pugni alzati, e dello sporco che ognuno dei partecipanti si è lasciato dietro (che sono tutti ambientalisti ma poi ti lasciano in giro carte cartine bottiglie e lattine ARGH!), lo spirito del concerto mi sembra comunque una grandissima farsa. 
Voglio dire, tutti queste belle parole su questa bella gioventù che è al concerto per supportare i lavoratori di tutto il mondo (unitevi), contro il precariato, il governo, Berlusconi e non ci sono più le mezze stagioni, sì belle parole, peccato prive di sentimenti: lo show, ben organizzato, devo dire, è stato una grande e manifesta farsa. 
Io, che non  mi sento anti-democratica né tanto meno sono contro i lavoratori, non mi sono sentita rappresentata per niente, né dal pugno alzato di Capovilla, né dalle bandiere dell'Iran o dalle magliette di Che Guevara. Mi sono seriamente chiesta: ma chi ci crede più? 
I giovani che partecipano al concerto non parlano di politica, semmai bevono e si fanno un paio di canne. Dormono, vomitano, sbandierano, fanno un po' di casino, e poi tornano a casa contenti.  Di lavoratori neanche l'ombra. Epperò il sindacato ha comunque salvato la faccia  (non che sia rimasto molto).
Il fatto non è che il concerto del primo maggio sia sbagliato, il fatto è che sono i sindacati a essere inadeguati. Non l'istituzione del sindacato, ma i sindacalisti. 
Vabbè ormai son stanca, non ci sono più con la testa, un po' sragiono, un po' non capisco, veramente, tutta questa ostentazione forzata di un comunismo che poi non c'è neanche più, e chissà se c'è mai stato (intendo lì, tra la gente "che conta"), ragazzi comunisti nostalgici (di cosa bene non si sa), ideali comodi da tirare fuori dal cassetto a piacere e quando ci fa comodo.
Insomma, io vado a letto, spero che i lavoratori (quelli veri, non chi come me ha il tempo e la voglia di andare a sgomitare e saltellare in giro per piazza San Giovanni) si siano riposati, e intanto per fortuna posso liberarmi di pensieri poco opportuni sulla festa del primo maggio in quanto è già il 2.


Alex V

mercoledì 11 aprile 2012

Io e la politica

Io e la politica ci conosciamo, ma non ci incrociamo quasi mai. Diciamo che, anche se lei mi cerca, io fino ad oggi l'ho evitata come la peste. Non sono una che generalizza,ma non mi piace la politica e non mi piacciono i politici. Però a votare ci vado, e magari mi informo anche prima. Giusto per essere sicura di non fare danno. Come si dice, Ubi maior minor cessat.
Ormai però non mi interesso alla politica neanche più quando ci sono degli scandali. E capirai, dire che "mi interesso solo agli scandali della politica" ormai equivale a dire che me ne interesso sempre!
Però al caso Bossi mi sono sinceramente interessata. Non tanto per la Lega o l'uso improprio delle finanze del Partito (ormai le questioni di soldi non mi sconvolgono più di tanto), quanto per le dimissioni.E spero che, oltre al Carroccio, si tiri dietro baracca e burattini e il tendone tutto. Oh, a mio parere (e per fortuna non solo mio), uno, indagato, dovrebbe dimettersi dal suo ruolo politico se non altro per decenza. Termine purtroppo che la maggior parte della categoria sembra ignorare. A questo punto mi sembra giusto anche ricordare usare il dizionario non è reato. Non ancora, almeno.
Comunque, devo ammettere che per mettermi l'anima in pace son bastate le dimissioni del Trota. Ecco, Trota, panem et circenses e il volgo è placato. Che esseri semplici che siamo. Se si organizzassero anche delle elargizioni di benzina in date prestabilite, non dico gratuite, a metà prezzo, ecco, non chiederemmo forse niente di più.E a questo proposito non aggiungo altro. 


Che poi magari finisce mi candido io in un partito, sai mai, i casi della vita.
Intanto mi hanno convinta  mi sono candidata per un ruolo in Università. Non che ci siano a mio parere grosse problematiche da risolvere, secondo me stiamo messi anche troppo bene. Ma è un'esperienza che non ho mai fatto, e allora facciamola.E cominciamo con le cose semplici.
Certo, poi ti mandano un sms con scritto:
domani attacchiniamo tutta l'università, ok?
e tu rispondi:
ok, ma io non ci sarò: che il mio spirito sia con voi
ammetto che come inizio, anzi, come premessa, non sia incoraggiante.
Però la replica è stata:
e con se medesimo :)
Quindi sono ancora dentro. 



lunedì 26 marzo 2012

Circus is in the town

A maggio ci saranno le elezioni comunali, giù a casa. Svariate sono le cose che mi lasciano perplessa:

  • Per la prima volta dopo anni la destra non si presenta compatta (pazienza).
Questa cosa è abbastanza un evento. E vabbè che da noi la sinistra è un teatrino con personaggetti buffi, ma diciamo che la certezza è sempre stata la desta unita e la sinistra frammentatissima. Ed ora questo. Mah.

  • Il Pd ha raccolto sul suo carrozzone tutti quelli che a destra non si sentivano più rappresentati.
Praticamente ha aperto un circo. Ora, già normalmente il PD non si accocchia al suo interno, pure con quelli di altri schieramenti volete impegnarvi? Della serie facciamo ridere. Ed appunto percvhè facevano ridere e volevano una persona seria hanno chiesto a Mutti di candidarsi come consigliere comunale. Chi è più serio di Mutti? Chi saprebbe dar meglio un'immagine di stabilità, austerity e polso di ferro? Churchill, forse. La Mutti, che non nutre grande rispetto per i politicanti o pseudo tali del nostro comune ha declinato, non so se usando la frase "siete quattro pagliacci" o qualcosa di più politically correct.
  • La gente ha già cominciato a chiedere voti in giro.
Roba che persone che non sentivo da anni mi contattano su fb e mi chiedono se scenderò a casa per le votazioni. E se so già chi votare, perché ci sarebbe mio padre/cugino/zio/fidanzato/padrino di battesimo/cognato che si candida. h, non scendo? Ma mia sorella scende? Ma i miei sanno già chi votare? Anche i nonni? Neanche un voto riesci a far uscire dalla tua famiglia? Capisco. Ma tu hai nessuno che si candida? No? E che ti costa un voto allora?
Lo schifo, in sintesi.
  • Un partito particolarmente progressista e giovanile ha candidato gente particolarmente progressista e giovanile.
Gente del 1991 per intenderci che è venuta a scuola con me, con la quale ho studiato per la maturità. E se tra quattro giorni compio vent'anni e vago nella bolla del "politica vade retro", vedere gente della mia stessa età militante mi fa accapponare la pelle. Della serie che dovrei smetterla di cojoneggiare, mettere la testa sule spalle e smetterla di amare follemente il governo tecnico (si, perché a me il governo tecnico piace). Che poi da un lato sono contenta di essere sfuggita a quel mattatoio che sono le sezioni giovanili dei partiti. Quei posti dove ti lobotomizzano e ti mettono a portare borse di personaggi piccoli piccoli con la speranza un giorno di essere favoriti in qualche colloquio o concorso pubblico. Meglio come sto io, mi sa.

Qualche specificazione di dovere sul perché io ami il governo tecnico: 
Il governo tecnico è qualcosa di buono e giusto. Va bene, non ci hanno promesso altro che sangue, sudore e lacrime, ci cavano soldi come salassi, ma lo fanno equamente. Soprattutto sanno quello che fanno! In Italia abbiamo questa tendenza, un po' a fare senza competenza, ad arrangiarci, ma la cosa va bene fino ad un certo punto. Poi rischia di diventare solo ridicola, tutti che accialdano tutto.
Negli ultimi anni i Italia non si trattava più di politica, ma di circo. Mi ricordo le ultime elezioni, quando bisognava spiegare a nonna p come e chi votare. Un po' come quando ci fu il passaggio all'euro e dovemmo spiegarle il valore di ogni moneta e banconota (cosa che afferrò molto, ma molto in fretta. Della serie: il gruzzoletto non si tocca).
L'addetta in questo caso ero io, con il valente sussidio di mia sorella. Ppapà ci aveva dato i facsimile da far studiare alla nonna e sui quali farle fare le prove.
-Allora, nonna dove devi mettere la croce?
-Ddow (qui).
-No nonna, proprio su quello no!
-P'ccè allà nonn? c' yè cuss?
-Berlusconi nonna.
-Nzia' maj! (non sia mai !)
Questa sera ogni sera la settimana prima delle elezioni. Ancora oggi tremo al pensiero che nonna possa aver dato un voto a Berlusconi per sbaglio. 
Ai serva Italia.

                                                                               Midori