martedì 13 agosto 2013

Don't screw up

Cosa faccio, mi tiro? E' un tranquillo lunedì sera in provincia, e mi sembra eccessivo. Ma non si sa mai chi si può incontrare, proprio quando meno te lo aspetti, quindi casual chic con discrezione. 
-Allora beviamo qualcosa?
-Aspetta che saluto Caio e Sempronio
-Oh ma lo sapevi che Tizia si laurea?
-Buon per lei, dov'è che le faccio gli auguri
Poi vedo Lui, e Lui mi vede. Mi saluta, lontano. Ricambio il saluto. Sorride. Sorrido. Forse. Lui è con lei, mano nella mano, fa gesto di avvicinarsi poi cambia rotta. O forse nemmeno lo fa, il gesto di avvicinarsi, e sono io che l'ho voluto vedere dove non c'era. Io non mi muovo. Che c'è da muoversi, che c'è da dirsi? Lui è con una, ed eravamo rimasti che io non lo dovevo neanche salutare, o disturbare, qualora l'avessi visto.
Mi sembra già un passo avanti, no, il fatto che mi saluti?
Vado dalla Orange e le riferisco l'accaduto.
-Oh,alleluja che si è trovato una, così non scoccia più. Le recidive sono un rischio concreto, lo sai vero?
Torno indietro, la Bionda mi assiste
-Come stai? Tutto bene?
-Sì, no, ma sto bene...
Sì, infatti sì. Sto bene. Allora perché le prime parole che mi vengono in mente sono "cameriere un jack doppio, senza ghiaccio"?

Davanti al mio amaro considero anzitutto che io sono più figa, ringrazio la mia buona stella che mi ha messo in mente di mettermi carina anche se è lunedì sera, rido, scherzo e non ci penso -quasi- più.

No. Proprio no.
Stavolta non manderò all'aria tutto.

Alex V

venerdì 9 agosto 2013

Di luoghi comuni

"Quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando riparte".

Certamente questa frase è un attimino un luogo comune. Per carità. Il fatto è che io la ricordo sempre. Benvenuti al Sud è stato il primo film che ho visto a Roma, appena trasferita. Eravamo io, il Melomane e la Cattokamikaze. Tutti e tre del sud, tutti e tre con gli occhi umidi. 

Ora, essendo io del Sud non avrei dovuto avere pregiudizi su Napoli. Certo, non sono stata aiutata.

Amico 1: "Ah, vai a Napoli a lavorare? Mia sorella ci ha studiato. Attenta, che lei è stata rapinata quattro volte, due volte per strada con il coltello alla gola e due volte in casa.
Amico 2: "Napoli? Sai che schifo l'immondizia. Ci sono stato lo scorso week end. Scarafaggi ovunque."
Amica 3: "Per lo meno ti sentirai una modella, dato che la napoletana media è un armadio a sei ante."
Amica 4: "Secondo me il tuo capo allungherà le mani".

Si può ben capire lo stato io cui io abbia iniziato questa avventura. 

Un mese dopo sono dispiaciuta all'idea di finire ed andarmene. Piangerò un poco, perché i colleghi sono stati fantastici, per la prima volta in vita mia ho lavorato facendo qualcosa che mi piacesse davvero.

Il Grande Capo mi ha proposto di tornare a novembre, per un altro stage, con compiti diversi. Penso accetterò. 

Questo mese mi è servito molto. Ho capito che direzione dare alla mia vita. Ho pensato ed ho pianto. Ogni tanto è necessario. Ho chiuso con dei vecchi ricordi e so cosa voglio diventare e che genere di persona.
Sono pronta a tornare a casa.

                                                                                Midori 

Bitches I'm back!

Alla fine, tra smartphone poco smart, macchine che non partono, corse all'aeroporto e voli cancellati e ripristinati all'ultimo minuto, sono tornata.
Con un'abbronzatura dorata e uniforme come non avevo più avuto da quando ho iniziato l'università. E nessuna foto perché sia io che il MioUomo siamo inabili dietro all'obbiettivo. O meglio, io mi scoccio e lui è sbadato e si dimentica.
Ma veniamo al dunque: Alghero, in compagnia di un non straniero.
Il MioUomo ha approvato in tutto e per tutto le mie scelte in fatto di location, casa, auto, spiagge e volo. Era perfino più entusiasta di me! E questo è tutto dire, da uno che si è lamentato del mio programma vacanziero fino a che non siamo atterrati. 
La Sardegna del nord-ovest è bellissima: al di là della costa, anche l'interno è unico. Il fatto di viaggiare su una jeep con cambio automatico con più anni di noi e con i freni non molto funzionanti, con in sottofondo musica melodica russa e slava, ha aggiunto sale alla miscela. 
Senza barca (mal di mare non ci avrai, almeno per quest'anno) abbiamo visto il possibile: al di là dei dintorni di Alghero, che in sé e per sé è una bella cittadina sul mare, molto viva la sera (e noi alloggiavamo nel centro- evvai!-), Stintino e dintorni, (leggasi La pelosa e coscia di donna), Argentiera, Isola Rossa e Castelsardo la sera e poi ancora strade e strade e strade. La prossima volta ci si fa pure l'Asinara, c'era una vecchia livornese che non faceva altro che parlare di quanto bello fosse stato il tour in jeep sull'isola (magari senza quei 40° all'ombra, signò). Fortemente consigliati, a sud di Alghero, anche la spiaggia di Bosa e le calette circostanti, a cui si arriva da una strada panoramica bellissima e tutta curve e cui si accede per sentieri impervi (almeno per la caletta non a pagamento dove siamo andati noi) e dove non c'è quasi nessuno, a parte una famiglia di svizzeri neocatecumenali con 11 figli. Ma siccome sono svizzeri, non vi disturberanno: qualsiasi cosa facciano, la faranno in silenzio.
Informazioni turistiche a parte, altre piccole note mentali segnate durante la vacanza:
a) quando ho morso il torrone sardo, quello fatto con miele e non con zucchero, non stavo realmente mordendo l'idea del torrone, bensì l'idea del sedicenne sardo bonazzo che quel torrone mi aveva venduto
b) i sardi non conoscono la tassoni: prima ti guardano con aria interrogativa, poi quando tu aggiungi "una cedrata" ti rispondono proprio "Mi scusi, ma che cos'è una cedrata?". Con il risultato di farmi sentire non solo idiota, ma pure vecchia!
c) per svegliare il MioUomo non serve il caffè ma una pasta alla nutella. Ricordarsene e fargliene mangiare una subito, prima che a colazione si rivolga alla coppia norvegese di turno chiedendo candidamente se sono francesi. Ché io devo ancora capire il perché di questa cosa.

E poi niente, segue il dolce amaro ritorno. Dolce perché si torna a casa, amaro perché ancora non ci siamo stufati, io e il MioUomo, di svegliarci presto la mattina e sopportarci per le 20 ore seguenti, trovando ancora qualcosa di divertente da dirsi.

Alex V


martedì 6 agosto 2013

Meglio fuori che dentro

Ufficio con le colleghe, pausa pranzo.

-No, perché se io non prendo le fibre, proprio non riesco...
-Non me ne parlare! Io sto provando queste, pare che funzionino...
-Dici? Povera Midori, però, che è costretta ad ascoltare questi discorsi.

Flashback di ogni telefonata con Baba: "Allora di corpo stai andando Midori?

-Ma no, tranquille. Tutta natura.

                                                                     Midori

lunedì 5 agosto 2013

Bestemmie gratis

Oggi ho salvato una vita umana. Lo so, lo so, sono un'eroina. Mi è bastato trattenermi dallo strangolarla.

Ieri sono passata dalla lavanderia a ritirare la gonna del tailleur ed una camicia. Ritiro e scappo a casa. Prima di andare a dormire, appendendo la gonna noto con sgomento che NON è LA MIA.

Panico, rabbia e frustrazione.

Stamattina chiamo al lavoro ed avviso che farò tardi. Entro in lavanderia.
-Salve.
-Sale.
-Ieri sono passata a ritirare i miei vestiti.
-...
-Questa gonna non è la mia.
-...
-Per carità, è bellissima, ma io alla mia ci terrei particolarmente.
Silenzio. Solo uno sguardo bovino e musica neomelodica in sottofondo.
Lentamente poi la tipa sfoglia le prenotazioni. Alza il telefono e chiama la zona di lavaggio.

-Mi avete dato la gonna sbagliata. Si, non era questa. Ah, si, capisco. Perfetto.

La guardo. Mi guarda.

-La gonna era beige?
-Si.
-In laboratori pensavano fosse stato sbagliato l'abbinamento, perché non ci stava bene con la camicia. Passi domani.

Donna infernale, capisco che il lavoro è tanto. Capisco che probabilmente avevi velleità da personal shopper, ma io non ho dubbi: tu che hai deciso di cambiarmi la gonna "perché non ci stava bene", si, proprio tu, certamente hai qualche ava affrescata sui muri di Pompei. Che nel tuo caso è anche un bel verbo al passato.

                                     Midori

venerdì 2 agosto 2013

La Numero 1 di Zia Midoron de Midoroni

Ieri il Grande Capo mi ha chiamata nel suo ufficio.

Io lì, chiedendomi mentalmente che danni potessi aver fatto.

Mi sembrava nulla.

Il Grande Capo, si alza, mi sorride e mi dente  la mano. La sua segretaria in un angolo sorrideva.

Io gli stringo la mano. E mi ci trovo dei pezzi di carta. Filigranata. Verde.

-Tieni Midori, conservali.
Mio sguardo interrogativo.

-Lo so, lo so che la retribuzione non era prevista. Ma stai facendo un così buon lavoro che non posso non ricompensarti. Persone come te ce ne sono poche. Se quando avrai finito gli studi vorrai, sappi che noi qui saremmo lietissimi di accoglierti.

E poi sono uscita, sono andata in bagno ed ho pianto un attimino. Di gioia.

                                                           Midori, che si sente la stagista più figa del mondo

Spirito d'adattamento: sono in Sardegna. Avrei voluto scriverlo prima e vorrei scrivere di più, e soprattutto non nel titolo, ma il mio cell non me lo permette. Quindi mi adatto. Presto saprete cosa è successo sull'isola. Alex V