domenica 30 giugno 2013

Mancanza

Si avvicina il ritorno a Roma, per la settimana di ritiro spirituale prima dell'evento. [Yes, abbiamo una data, che verrà scaramanticamente rivelata a posteriori e postumi].
Si avvicina anche il momento dei bilanci. Cosa mi mancherà più di casa?


  • Nonna P, che ha le mie foto sulla mensola, tra Padre Pio, Giovanni Paolo II e papa Francesco. E scusate se è poco.
  • Le partite a burraco con Mutti. Nonché gli acquisti compulsivi e di pancia, tipo questo:


  • Le sigarette con Baba, a fine giornata, sul terrazzo o sul balcone.
  • Il cibo. Tipo:


 




E scusate se è poco.

                                                      Midori

venerdì 28 giugno 2013

San Giorgio mi fa un baffo

Un urlo squarcia il silenzio di casa Pa. Mutti. E poi Nonna P. Io e Baba, imboscati sul balcone a fumare rientriamo di gran carriera. In cucina è  il panico. Le donne sono lì con le vesti scomposte ed i capelli scarmigliati. Riusciamo a capire la ragione di questo panico. Sotto il tappeto.
Coraggiosamente sollevo questo novello velo di Maya, comprato al mercato per pochi euro al metro. Il mostro è lì. Una lucertolina poco più grande della mia unghia del mignolo. 
Adorando i rettili, la porto in salvo.
La quiete domestica è salva. Novella San Giorgio mi aggiro baldanzosa.
Per Mutti, la donna che fa tremare docenti, alunni e appuntati di segreteria con uno sguardo,  si prospetta un'estate di prese per il culo. Battuta da una lucertolina.

                                                                             Midori

Piccoli piaceri da sessione estiva #3

La cosa che in assoluto mi piace di più degli esami, di tutti gli esami, a prescindere dalla materia, dal voto, dalla modalità, e a ben pensarci anche l'unica cosa che mi piace degli esami, è il sentore di complicità e empatia che si respira subito prima di iniziare.
Quell'odore di tensione che segnata dal "mal comune mezzo gaudio", "siamo tutti sulla stessa barca", "ridi tu che rido anche io"...insomma, il cameratismo pre-esame, quel "siamo tutti amici", senza invidie o rancori. E' un momento in cui si cerca di darsi conforto a vicenda, anche se è più un ritrovo di condannati a morte, e così ti ritrovi a parlare con chi ti è seduto vicino come se fosse il tuo migliore amico.
A me questa cosa piace, e non finisce mai di stupirmi. Agli esami infatti ritrovo gli amici, quelli con cui passo le ore morte in aula, e gente nuova e mai vista prima, e ci impertichiamo su discorsi assolutamente frivoli e senza senso, così, per dar aria alla bocca e possibilmente anche al cervello. Poi vabbè, di solito son sodalizi che durano proprio il tempo di una mattinata, per carità, ma va bene così, e comunque quando ci si vede per caso dopo l'esame ci si saluta come amici di vecchia data, strizzandosi l'occhio.
Io poi, per carità, in sede d'esame sono socievole all'ennesima potenza. Pensieri positivi e positività, sempre: bisogna crederci, ché se il training autogeno non me lo faccio io, chi lo farà per me?
Però quando pure Nemesi ha attaccato bottone tutta ciarliera sono rimasta stupita: in tre anni che facciamo gli esami insieme, lei se n'era sempre stata in disparte a ripassare, o a morire nella sua solitudine scelta e difesa con sguardi sdegnosi a noi altri, pfuà.
Beh, questa volta no. Forse perché l'esame era davvero tosto, forse perché aveva il ciclo o alla fine troppa solitudine ha determinato un vuoto affettivo da colmare, com'è come non è mi sono ritrovata con lei, alla fine di tutto, che mi chiedeva di darle il mio numero "ché un giorno andiamo a fare shopping insieme!".
In effetti avevamo passato le ultime ore a parlare di come sarà il suo abito da sposa, a cosa devo o non devo mettermi io per andare al suo matrimonio ("perché io che son la sposa non devo mica sfigurare!") e cose così.
E il giorno dopo m'ha davvero chiamato!

Alex V

giovedì 27 giugno 2013

C'erano 3 giapponesi e un gruppo di coreani

Termini, ore 06:58 a.m.:affollata e assolata.
Il mio treno almeno è semivuoto: c'è solo una comitiva di coreani che mangiano a tutto spiano panini del McDonald, ne finiscono uno e ne aprono un altro,a ripetizione. Sono così stordita dal sonno comunque che non realizzo (ma che cazzo si magnano quelli a colazione???) e piombo in uno stato a metà tra la veglia e il sonno (leggasi "mi siedo e il rincoglionimento mattutino non passa, anzi, semmai, peggiora").
Più in là, verso Pisa, sale una coppia di giapponesi con figlio lattante al seguito, e si piazzano nei posti davanti ai miei. Sono chiaramente giapponesi e non cinesi o coreani, e lui ha chiaramente la faccia bidimensionale. Questo lo posso capire ancora, nonostante sia stordita dal sonno.
Parlottano. Lei chiude il passeggino o quello che è e va a metterlo in fondo al vagone.
-Reggi il pupo
Lui rimane lì, incastrato tra il tavolino e il posto, in piedi, con il lattante in braccio, che lo guarda come se volesse dire "embè, adesso che si fa".
Lui è visibilmente imbarazzato. A un certo punto inizia a fare pat-pat sulla testolina del neonato, che prima probabilmente si chiede "ma che sta facendo questo qua", e poi saggiamente scoppia in un pianto disperato. Sì, vuole decisamente la mamma. 
Questa arriva, lo calma e poi sibila al marito:
-Sei un deficiente!
O qualcosa del genere. Ma ci sono dinamiche così universali che anche una lingua completamente diversa dalla nostra non può dissimulare.
Il tutto è durato più o meno 50 secondi. Uno spasso che mi ha svegliato.
Vabbè, tanto dovevo scendere.
Chissà dove se ne vanno però, un gruppo di coreani e 3 giapponesi, su un treno diretto a genova, di mercoledì mattina, e senza valigie!

Alex V

mercoledì 26 giugno 2013

Storia di due corpi

Oggi la figlia della padrona di casa, quella a cui prendo la pressione (che, nel caso vi interessasse, ultimamente si è un po' alzata e sta sul limite del consentito...), mi ha bussato ansiosissima, e ha esordito con:
-Ho saputo che tu studi medicina, è vero?
-Sì?
-Ecco allora io...Blablablabla etcetcetc (ancora non ho fatto il giuramento di Ippocrate, ma già mi sento vincolata dal segreto professionale) vede *e tira fuori la lingua*
-Sì, ecco...come lei immagina, io non posso prescriverle nessun farmaco...
-Sì, ecco però io blablablabla (e riattacca con tutta la storia tale e quale a prima)
-Certo, capisco...ne ha parlato con il suo medico?
-Sì, e lui mi ha detto che blablablablablablablabla...però ancora adesso blalablablablabla...Ah, e poi mi fa male qui *indicando il centro del collo* Che ce sta qui?
-La tiroide
-Ecco, perché io blablablablablabla no, poi prendevo quell'altro farmaco e mi sentivo rincoglionita, mi girava tutto...e poi tra tre giorni devo tornare dal medico e blablablablabla
-Certo, capisco, è anche per questo che ha interrotto...
-Ecco, io volevo sapere: adesso, mi può succedere qualcosa?
-No, non si preoccupi, non le succederà niente
-Oh, bene, grazie: è quello di cui avevo bisogno.
Santa pazienza, commenterà poi l'accaduto Amando.

Più tardi, mi chiama spaventatissimo Clark, che mi chiede se posso misurargli la pressione. 
Polso e pressione sono perfettamente normali, come ci si aspetterebbe in un ragazzo di nemmeno 25 anni. 
-No, perché mi sono sentito come mancare...e mi sono spaventato
-Quant'è durato?
-Mah...1-2 secondi
-Guarda, adesso la pressione è a posto, stai tranquillo, sarà stata la posizione tenuta a lungo, o la stanchezza, o il caldo...
-No ma cioè era stranissimo: non è che magari vado al pronto soccorso...
-Guarda, al pronto soccorso non ti daranno corda...e poi tranquillo, sei giovane e sano
-Ma magari era un infarto!
-Non era un infarto, stai tranquillo
-Ma non potrebbe essere il dolore dell'infarto? O di un ictus? Qual è il dolore dell'infarto?
-Non è quello che hai avuto tu, stai tranquillo
-Ma...a quest'età posso avere un infarto?
-No, è parecchio improbabile
-Ma allora quelli che muoiono giovani per un infarto...
-Quelli che muoiono giovani per un infarto generalmente hanno un problema congenito al cuore...che tu non hai
-No, ma se io avessi tipo...
-Guarda, se vuoi, vado su a prendere il fonendo e ti visito.
-No, grazie, allora sto bene.

Io non capisco: tutti vogliono essere rassicurati sul fatto che no, non moriranno di lì a tre giorni,dicono che hanno bisogno di farsi visitare, si allarmano, vogliono andare a tutti i costi in pronto soccorso, poi si offre una via sensata d'uscita all' ipocondria, oltretutto gratis, a domicilio, roba che il sistema sanitario nazionale così com'è adesso se la sogna...no, grazie, sto bene, preferisco stare con i miei malanni immaginari.

Bah.E io che ci stavo anche a prendere gusto, a fare il medico di paese palazzo.

Alex V

NB: ho letto Storia di un corpo, l'ultimo di Pennac. Niente da dire, mi è proprio piaciuto. Ma sono molto di parte: amo Pennac da sempre, e amo anche il corpo. Sennò a che pro interessarsi a medicina?

martedì 25 giugno 2013

La chiara spiegazione del mio pessimo karma

Sono una persona orribile.
All'inferno c'è già un posto chiaramente assegnatomi.
Faccio male alle genti.
Merito tutto il karma negativo di questo mondo.

Domenica abbiamo portato Nonna P al mare. A me il compito di metterle la protezione sul corpo e sul viso.

Ad oggi nonna p sfoggia una bruciatura solare pari pari al tatuaggio di Mike Tyson.


Mi cospargo il capo di cenere. 

                                                           Midori

Comparse

Una volta finite le lezioni e i tirocini, e rimasti solo gli esami, i giorni diventano tutti uguali: una lunga serie di domeniche una appresso all'altra, che si susseguono in attesa del lunedì, il giorno X, il giorno dell'esame.
Uno può decidere se alzarsi presto alla mattina, oppure studiare fino a tardi ed alzarsi relativamente tardi (le 9) per riprendere il rito quotidiano. Ogni tanto puoi pure decidere di fare nulla. Comunque, tutti i giorni si somigliano.
Poi vabbè, ognuno ha le sue distrazioni, un caffè con i vicini, il MioUomo, il mio adorato coinquilino, le telefonate fiume con una Midori sempre più abbronzata...ma non oggi.
In questa opinabilissima domenica sono sola in casa, anche Amando è uscito. Pazienza, più studio-noia per me e il mio cervello. Almeno posso girare in desabillè, visto che fa un caldo boia.

Ecco, come non detto, suonano al campanello. 
Un attimo e arrivo. Sarà Amando che è rientrato, o Dude  che ha finito lo zucchero, che ne so. 

Invece mi trovo davanti un individuo allampanato, con degli occhialetti tondi e una camicia a maniche corte a righe. Avrà più o meno la mia età. 
Ci sono delle persone che piombano nella tua vita per caso, e la cambiano per sempre. Magari adesso mi si presenta come The Doctor, e allora siamo a posto:mi fiondo nel TARDIS e chi mi vede più. Addio gente, addio caldo, addio esami estivi!
No, ma non può essere il Dottore: questo qui non è neanche un briciolo affascinante, è solo un po' strano a vederlo così.
-...Sì, ehm...ciao?
-Ciao
-Cerchi qualcuno?
-Sì, il Virgineo.
Ecco, appunto: sarà un compagno di corso del Virgineo. Ora che ci penso bene, l'ho anche già visto qua. Mai 'na ggioia eh da queste parti.
-Ah...mi spiace se non è in casa non so proprio dove sia
-Ehm, senti non è che puoi telefonargli? Io ho il telefono spento da 4 giorni: è proprio andato. E con il Virgineo eravamo d'accordo che lo passavo a prendere per andare a riprendere il motorino dal meccanico. Se mi telefona e non mi trova pensa che gli sto tirando una sola e poi non mi parla più.
Sì, direi: è proprio da Acidone...
-Sì, certo...ehm...
Anche se sono in sessione,non posso dismettere i miei panni da brava padrona di casa: c'è solo una cosa che posso fare:
-...intanto vuoi entrare? Magari ti faccio un tè freddo
-Uhm sì grazie! Come fai a fare il tè freddo?
-Uhm...prendo del tè dal frigo, lo metto in un bicchiere e ci aggiungo il ghiaccio, così è ancora più freddo?
-Mmm ingegnoso...

E così ho passato l'ultima mezz'ora a parlare con uno sconosciuto (pure un po' inquietante), della sua vita e di come ha il cellulare spento da 4 giorni, e di come vada dall'egiziano sotto casa sua, dall'altra parte di Roma, per telefonare ai suoi una volta al giorno:
-Sai, dall'egiziano, ci sarà qualcosa di simile qui, no? Tu vai e lui ti fa fare le chiamate un po' ovunque, lo usano i negretti per telefonare alla famiglia in Niger...
Già.
Alla fine il Virgineo si rende reperibile:
-Sì, c'è qui il tuo amico, te lo passo
-Ciao Virgineo...ma non ti dovevo portare a riprendere il motorino? Ah, era ieri? Ah, scusa, è che ho il cellulare spento da 4 giorni...Ah, ho capito, sì sì, ciao.
Beh, si vede che ho fatto questo viaggio per niente. Pazienza. Comunque dovresti provare.
-Cosa scusa?
-A spegnere il telefono. Per 4 giorni. Immagina: 4 giorni senza nessuno che ti telefona. 
-Già
In effetti, potrebbe essere disintossicante...
-Posso buttarti i cubetti di ghiaccio nel water?
-Come hai detto, scusa?
-Sì, così poi avrai l'acqua del water rinfrescata! Dov'è il bagno?

WHAT DA 
HELL
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Ci sono persone che piombano nella tua vita in maniera inaspettata e poi ci rimangono, per cambiarla in meglio o in peggio. Altre che invece fanno solo le comparse. 
E meno male.

Alex V