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lunedì 24 dicembre 2012

Love is in the air...

Per questi 15 giorni mi sono lasciata indietro la bellezza del Pantheon che fa capolino all'improvviso dietro l'angolo

e mi sono immersa in quella che nonostante tutto è l'aria di casa. Fatta di un presepe gigante (che neanche ci sta in tutta la foto!)

e di pasta con frutti di mare VERI









Per non parlare delle opere culinario-artistiche di MiaMadre, che fanno concorrenza alla vetrina di Giolitti:
 


E poi mio fratello e i miei amici e soprattutto GossipBoy che con il suo regalo è il ritratto della felicità:

Ma anche io, in quanto a ritratto della felicità, non scherzo. Anche perché ho scoperto che Dude, Midori e Amando per farmi il regalo hanno litigato di brutto vagliando le seguenti possibilità:

-Un vibratore in kevlar resistente a pressione oltre 300 metri di profondità e batterie all' uranio impoverito con custodia in piombo anti radiazioni (Dude- si vede che è ingegnere)
-una gigantografia di Amanda Lepore dipinta con sperma colorato e fosforescente (Amando)
-Una tutina di lattice semplice semplice (Dude)
-uno schiacciacoglioni laccato in rosa di Hello Kitty (Amando)

Alla fine Midori ha fatto da pacere. E mi hanno regalato un bellissimo servizio da caffè: della serie, più TROMBETTA per tutti!

Comunque, se quello che intercorre tra me, Midori, Dude e Amando non è amore...

E adesso cenone (povero) della vigilia, in attesa di scofanarsi domani alla grandissima!

Alex V

lunedì 10 settembre 2012

Il mio primo...

Essere uno studente di medicina è, per certi versi, come tornare piccoli e innocenti: tutti ti trattano come fossi un bambino semi-deficiente, sei giovane e inesperto, e soprattutto ci sono un sacco di prime volte*: come la prima pappetta, c'è la prima volta in ospedale; come la prima parola, c'è anche la prima vena; infine, come "il mio primo bagnetto" c'è anche "il mio primo camice". Della serie, l'abito non fa il monaco, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare!

Ordunque, GossipBoy, il giorno prima della mia dipartita, aveva bisogno di un camice. E non un camice qualunque, ma Il suo primo camice. Non potevo tirarmi indietro. 
Si parte, in motorino, in due (perché a comprare il primo camice si va sempre in due, mentre il littmann, si sa, quello te lo regalano), con casco, alla volta del centro ortopedico vicino casa...

Un caldo martedì di inizio maggio, nel centro di Roma, due ragazze sui 20 anni entrano in un negozio un po' speciale di fronte all'Umberto I e una delle due chiede "Vorrei provare un camice". Dietro il banco, un arzillo vecchietto dai capelli argentei:"Certo, signorina; taglia? modello?" "Eh, non so, sa, sarebbe il primo..." "Il primo? Ma allora provvediamo subito! Allora guardi, ci sono quelli lunghi e avvitati da donna, ma la verità è che proprio ieri mi sono arrivati quelli estivi! Guardi che meraviglia! Vede, sono un po' avvitati qui, poi hanno le clip nascoste, e, vede, sono tagliati un po' sopra al ginocchio**: 
l'ultima moda dei camici!"
Poco dopo uscivo tutta contenta con il mio primo camice nuovo di zecca nella borsa, Midori sorridente sotto braccio.

negozio numero 1 (in realtà siamo stati anche in un altro prima di questo, che era chiuso)
"Salve, avrei bisogno di un camice"
"Eh, mi dispiace, il mio capo proprio in questi giorni è fuori con tutti i camici e si è portato via pure il campionario...se torna lunedì però..."
"Eh, no, a me serve domani"
"Allora niente, mi dispiace, però ti posso lasciare il catalogo"

negozio numero 2: siamo dovuti andare in città. Sulla porta del negozio una tipa sui 50 fuma come una dannata; dentro una puzza di fumo immane; sopra il bancone, una targa "Vietato Fumare". Un'altra tipa dietro il bancone ci guarda e si alza, scocciata. 
"Salve, avete un camice da uomo?"
"Mmm, non lo so mica...Camici ne abbiamo ancora?"
"Mmm, non lo so, se ci sono, sono là sopra"
"Guarda, c'è così."
"Ma...è un'XL...a me serve la S, al massimo la M"
"Boh, provalo...ah, considera che l'elastico ce lo devi mettere te"
"E poi se lo lavi un po' ritira"
"Sì, ma io ne avrei bisogno per domattina"
"Certo che, ti sei svegliato presto eh!"
"E poi è tutto giallo...allora, lo prendi?"
"Mmm..facciamo che ci penso"

negozio numero 3: a pochi passi dal negozio numero 2. Personale decisamente più gentile e professionale.
"Guarda, mi dispiace, ma è rimasta solo la L. Però posso sentirti se nel negozio numero 4 hanno la S. Se non ti servisse domani, potrei anche farmela mandare qui...Guarda, dice che gli è rimasta una M sola. Cosa vuoi fare?"
"Bhè, magari lo andiamo a prendere. Dov'è la succursale?"
"E' a nome-di-un-paesino-inculatissimo-per-cui-ci-dovremmo-fare-minimo-40-minuti-di-scooter-e-sono-le-sette-meno-venti"
"Quanto costa?"
"30 euro"
"Capisco"

negozio numero 5: in un'altra città distante almeno una mezz'ora buona da dove siamo noi. Lì telefoniamo eh:
"Salve...camice da uomo sì...una S sì...ah, bene! perfetto! Ma quanto costa? 40 euro!! grazie dell'informazione e arrivederci!" 

"Gossip Boy, lo vuoi un consiglio?"
"Dimmi"
"Chiama la tua collega e fattelo prestare. Un buon camice per 18 euro te lo compro io a Roma"

Alex V

*:i parenti (soprattutto per i figli di medici, categoria in cui io non rientro ma che ho modo di osservare indirettamente guardando Amando e Lucia) ma pure i professori e in generale tutti c marciano moltissimo, e si esaltano (quello soprattutto i parenti) quando fai qualcosa per la prima volta, fosse anche passare un'agocannula a un'infermiera 
**: mentre mi spiegava com'era fatto il camice che di lì a poco mi avrebbe mostrato era tutto esaltato e lo mimava con le mani. Midori testimone. 



sabato 4 agosto 2012

La filosofia del pottino

Prendete un forestiero, di qualsiasi nazionalità,  anche  soprattutto milanese; vestitelo all'ultimo grido, con le migliori griffe del mondo e il riportino nel capello brillantinato. 
Adesso mettetelo accanto a una Ferrari o una Porsche, in tasca un po' di coca, ma giusto per due piste, e per accessorio finale uno stuolo di ragazze tiratissime come neanche a un matrimonio, che più tardi verranno magicamente sostituite da trans d'alto bordo, perché, come spiegano i The Pills:

Ma non lo sai che il cazzo è la figa del 2000?

Se avete mescolato ad hoc tutti questi facili e veloci ingredienti, avrete ottenuto il pottino perfetto.
E dove va il perfetto pottino in vacanza?
Chiaro: a Forte dei Marmi. Così poi il venerdì sera va al Twiga.

Io al Twiga non c'ero mai stata. E questo per una della zona non è ammissibile: quindi, sfrecciando sui nostri bolidi per il lungomare versiliese e intonando a oltranza canzoni degli 883, Lupetto, GossipBoy, Kurt (come Cobayn), il Modello,la Valerì e io ci prestiamo a provare l'imperdibile. Io e Valerì, ci tengo a precisare, dall'alto di un tacco 15 assassino (adesso le vesciche si sono impossessate dei miei piedi, e son dolori).

Tra le Ferrari i Suv le Porsche e i mocassini di griffe talmente costose da risultarmi sconosciute, c'è da dire che teoricamente al Twiga si entra gratis.
Dico teoricamente perché se sei masculo e sei in gruppo e arrivi a mezzanotte-mezzanotte e mezzo di tocca sborsare quei 200-250 euri di tavolo per entrare che...vabbè, parliamo d'altro.

Che poi non è mica vero che al Twiga ci sono solo pottini: io ci ho beccato pure un muratore albanese che lavora al palazzo di fronte casa mia. Tra l'altro molto simpatico. Andare per credere.

Ecco perché il Twiga è un posto un po' glocal, dove il global, alias il milanese, inglese, norvegese ricco in vacanza, incontra il local, cioè i locali, che poi si divertono un mondo (almeno io) a distinguersi mescolarsi o congiungersi tra loro.

Comunque sarà stato il tavolo, sarà stata la bottiglia di vodka in dotazione al tavolo, la musica, il caldo, il ghiaccio che dai bicchieri chissà come vola magicamente nella camicia di Kurt e nella mia scollatura, ma la serata è stata un successo, dal tramonto fino all'alba, coronata con un cornetto caldo nella cornetteria di fiducia.
Merito della compagnia,sicuramente, e soprattutto di Gossip Boy, che ieri sera in quanto a ballo si è proprio sprecato.

E poi solo al Twiga puoi ascoltare perle di saggezza proferite dalle bocche di olandesi pottini che rispecchiano perfettamente la descrizione su riassunta:

"Ah, le italiane...
le italiane sono proprio le migliori,
 come loro non ce n'è...
peccato che servano un sacco di soldi per scoparsele!"

True Story.

Ora scusate, ma ho fatto l'after, sono stata al mare e adesso devo dormire. Che più tardi non so neanche io dove sarò.

Alex V 

Ps: per cogliere la vera essenza della pottineria, filosofia di vita che ha ispirato questo post, si veda anche su feisbùk la pagina "Pratese Pottino". 

sabato 2 giugno 2012

News e contronews

Ho cambiato telefono. 
E finalmente ho ritrovato il GossipBoy che conoscevo!
Sì, perché il mio nuovo telefono regge Whatsapp e quindi posso chattare con chi mi pare a zero euro, purché ovviamente anche l'altro abbia Whatsapp...si vabbé ma l'importante è Gossip Boy!


Gossip Boy è diventato mio amico per proprietà transitiva, dato che era già l'amico storico di Orange. Adesso posso definirlo anche io il mio amico storico, nonché collega di studio! Fa parte del circolo ristretto di persone-che-devo-assolutamente-vedere-quando-vado-a-casa.
L'unico problema è che da studenti squattrinati perennemente con i centesimi contati sul cellulare, non ci sentivamo mai. Cosa che mi succede anche con quella tirchia della Bionda, quella svampita della Orange, e quella gnoccona timidona della Nome&Cognome (noi la chiamiamo per davvero per nome e cognome tutto attaccato senza pause in mezzo- d'ora in avanti NC, pronunciato en-sy). Le ragazze però su fb riesco a sentirle, GossipBoy no.
GossipBoy è un mago del gossip, e lo fa alla vecchia maniera: esce, conosce, saluta, ascolta, chiede e riferisce. Mica ha bisogno di fb lui!
Da quando faccio l'università le spettegolate davanti a un caffé mi mancano. E poi torno così poche volte che a volte mi becco dei gossip già fatti e finiti, di cui non c'è più molto da parlare perché si sono risolti.
Vuoi mettere invece adesso che ho recuperato il filo diretto con casa! 


Adesso scusate ma devo farmi aggiornare su un paio di cosette...


Alex V