giovedì 19 aprile 2012

Nuvole e batuffoli

Di ritorno dall'università sono stata travolta da un'orda di batuffoli bianchi. O le pecore sono arrivate in città o semplicemente la pet care lì davanti era molto affollata. Barboncini, cani barboni e scnhauzer nani si rincorrevano e abbaiavano gioiosamente in questa mattina di primavera. E poi sono passata io. Ora, già normalmente mi mettereste in copertina su Vogue, ma quando torno dall'università sembro la ragazza-madre tossica Jo, figura che ha funestato il mio immaginario infantile. I capelli mosci che penzolano, con i boccoli spariti, il trucco che procede verso il decadimento, la giacca trascinata ed un quintale di libri sulla schiena. Roba che i cani si sono fermati e si sono accucciati a guardarmi.
Non vi nasconderò  che è stata una segreta soddisfazione. Perchè? Perchè il cane barbone del proprietario del negozio mi guarda con aria di sufficienza. E non ha tutti i torti, lui alto, slanciato, elegante e vaporoso, elegantissimo anche nel sollevare la zampa per fare pipì...e poi io, che trascino i piedi, la giacca e sembro un carro armato. 
Effettivamente anche io mi farei schifo se fossi quel cane.

                                                           Midori che si fa mettere le zampe in testa da un cane magnifico

Vecchio scarpone

Prima di partire sono andata a trovare i nonni. 
Nonno era lì in poltrona che ascoltava un disco, con questa canzone qui:

Ed ha iniziato a parlare di quanti ricordi aveva su quela canzone, che la cantavano lui ed i suoi fratelli quando andavano a riempire la brocca alla fontana...
E poi ha continuato a raccontare, come ha fatto mille volte, perché le storie della famiglia non vadano perse. Parlava di quello che combinava a scuola, delle sigarette fumate di nascosto alla famiglia, della prima fidanzatina, del sogno fallito di fare il militare e della semplicità della domenica.
E nel frattempo il disco suonava. La musica poi ha smesso.
-Midò, devi imparare a ballare bene i balli di una volta, se no chi li saprà più fare in famiglia?
Sospiro.
-Mi dicevano sempre i miei noni che ai nipoti si vuole più bene che ai figli, ed avevano ragione, ma io non riuscivo a credergli.. Non credevo a tante cose, anche al fatto che i vecchi vivono di ricordi. Eppure è vero. Tutta la gente di cui ti parlo è morta, e non da mò, da prima ch tu nascessi. Eppure me le ricordo ancora le loro facce, come se le avessi stampate qui.


                                                    Midori che vi parlerà meglio del nonno e della nonna quando le sarà passata la botta di nostalgia

mercoledì 18 aprile 2012

Sotto il cardigan niente 2



Passi la calza traforata, passi anche il sandalo plastica effetto vernice, passi pure il rossetto sui denti, fingo di non vedere perfino la gonna di tulle, ma il cardigan no. Il cardigan grigino con una fantasia a fiori (di campo? papaveri? erba?) rossi che sale dal basso e si interrompe a metà schiena e che fa a cazzotti con il resto no. Perché non ha proprio senso. Soprattutto se vuoi catturare maschi e invece l'unico effetto che fai è quello di sembrare mia nonna. Anzi, mia nonna no, ché lei era sarta e si sa vestire!

Alex V (ormai il mio sogno proibito non è mangiare senza ingrassare o trovare l'amore eterno, ma diventare amica della Bitchy solo per evitare certi scempi)

Sotto il cardigan niente

Arriva la primavera e la Bitchy (si, sempre lei) rifiorisce e comincia a fare la ruota. Non paga dei consigli di make up che ci aveva già prodigato, ha ritenuto necessario sfoggiare la seguente mise: gonna di tulle impalpabile e leggerissima con collant di lana traforati (!), sandalo estivo in plastica e sopra cardigan di lana senza nulla sotto. Roba che quando l'abbiamo vista arrivare conciata così per andare a fare un giro in centro ci cascavano le braccia. Anche più di quando si fa le trecce con le molle di spugna alla fine. Per queste cose io sono generalmente molto per il vivi e lascia vivere, basti pensare a come vado in giro conciata durante la sessione, ma c'è un limite a tutto.
Io ed AlexV ci siamo guardate, tanto è bastato per capirci, mentre Amando la osservava seriamente schifato.
Ma è primavera e gli ormoni della fanciulla sono tutto un ribollire. Pietà per favore. Pietà.

                                                                                              Midori

martedì 17 aprile 2012

Zucchero e miele

Come al solito i post di AlexV sono il mio trampolino di lancio per elucubrazioni mentali e voli pindarici. Nonché per paranoie infinite da fare al Rufo.
-Amore, tu che ti ricordi di quando ti venivo dietro e anche tu, ma non lo volevi ammettere?
-Mi ricordo di quando ci vedemmo tutti insieme anche con gli altri a vedere Robin Hood.
- Ah, si, che c'era il tuo amico che ci provava con me ed ad una certa mi aveva messo in un angolo a furia di farmi il solletico.
-Questa me l'ero persa. 
-Forse in quel momento ti eri allontanato.
-Già, deve essere stato in quel momento in cui sono andato a prendere da bere, che poi al ritorno ti ho trovato sul divano con a un lato le tue amiche e dal'altro lato il bracciolo. E sull'altro divano tutti i maschi. Ci rimasi di un male...
-Questo non me l'hai mai detto. Perché ci rimanesti male?
-Perché mi sarei voluto sedere vicino a te, ecco. 
-Ah, ora si spiega perché ti mettesti seduto/semi sdraiato tra il bracciolo e la spalliera del divano. E poi io ti dissi che eri molto comodo.
-Ed io guardavo te e non la televisione.
-Che dolce. Certo che potevi anche spicciarti prima a scoprire le carte eh...ci saremmo risparmiati un bel po' di casini. 
-Tipo il mio amico che ci provava spudoratamente con te che lo ignoravi?
-Anche. Avremmo potuto fare le cose per bene, uscire insieme qualche volta di più, se non mi fossi spicciata io con i tempi tuoi saremmo ancora su quel divano.
-Non è vero. Io stavo solo ponderando. Si, ponderavo. Poi ammettilo che l'ultima accelerata l'ho data io.
-Lo ammetto. Però, il tempo sembra volato.
-Già.
-Adesso fammi chiudere, devo andare a studiare.
-Anche io. Mi sa che stasera mi rivedo Robin Hood. 
-Anche io.

                                                                                   Midori in modalità zucchero e miele

Punti di vista

Discussioni random con il MioUomo:
- Ah, bhè, io lo sapevo da quando ti ho vista che mi sarei messo con te.
- Ma scusa, avevi detto che sei rimasto indeciso fino all'ultimo! Che non lo sapevi e bla bla bla...
- Ma no, è che io pensavo ad un corteggiamento più lungo: da me funziona che uno deve provarci spudoratamente, esser mandato male, riprovarci, riuscirci...
- Ah, stai dicendo che io sono una facile solo perché tu flirtavi con me e io flirtavo con te di rimando? Che poi, cosa sto dicendo, tu mi piacevi, è per quello che flirtavo con te!
- No, guarda che ti sbagli: da me succede che le ragazze son così, diventano un trofeo da conquistare e poi abbandonare come fazzoletti usati...
- Cioè quindi mi stai dicendo che...
- ALT! Ti interrompo prima che tu mi metta in bocca parole che non sono mie! Io sto dicendo che mi piace che tu sia anche un po' spigliata , che non te la tiri e che
- Guarda che io sono cresciuta in una realtà contemporanea, non medievale,e che da me
- Ok, allora io sto dicendo che voi toscane siete più spigliate, mentre le ragazze delle mie parti sono bigotte, non ti parlano, non ti cercano, invece tu non hai tutti 'sti problemi assurdi qui!
- Non mi sembra di fare niente di sbagliato, se le tue amiche sono fesse
- Infatti! Però devo dirti che non mi era mai capitato che fosse una ragazza a fare il primo passo, cioè non me l'aspettavo, è stato bello, e inaspettato
- Scusa, non mi sembra di aver fatto io il "primo passo" come lo chiami tu
- Sì invece!
- Senti un po', tu mi hai abbracciato e mi sei franato prima addosso, e così avvinghiati ci siamo ritrovati sdraiati sul letto. E hai continuato ad abbracciarmi. E basta. PER FORZA CHE TI HO BACIATO IO, SE ASPETTAVO TE CHISSA' QUANTO MI FACEVI ASPETTARE!


Alex - non ho tempo da perdere- V, quella che porta i pantaloni  

lunedì 16 aprile 2012

Lo scaffale ideale

Leggendo questo post e poi anche questo del buon Manoel O. Dias, siccome la nerd- aggine mi piace, mi è venuta la curiosità di fare anch'io una lista dello "Scaffale Ideale" di libri. E poi fare due valutazioni statistiche. 
Di seguito riporto i libri che in questo momento ricordo come essenziali per me, ieri come oggi; sono in ordine sparso, quindi ci saranno libri letti da poco e libri che ho letto da piccola, come mi vengono in mente (sono i primi 20 che ricordo senza sforzo, quelli che mi hanno segnato nel profondo):


1- Il barone rampante, Italo Calvino
2- E se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino
3- La peste, Albert Camus
4- Caligola, Albert Camus
5- Non lasciarmi,  Kazuo Ishiguro
6- Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams
7- I miserabili, Victor Hugo
8- Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcìa Marquez
9- Arancia Meccanica, Anthony Burgess
10- La donna giusta, Sandor Marai
11- Novelle da un minuto, Istvan Orkeny
12- Antigone, Sofocle
13- Antigone, Jean Anouilh 
14- Il fu Mattia Pascal, Pirandello
15- La donna leopardo, Alberto Moravia
16- La vita interiore, Alberto Moravia
17- Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac
18- Le 13 vite e mezzo del Capitano Orso Blu, Walter Moers
19- Dona Flor e i suoi due mariti, Jorge Amado
20- Cronaca di una morte annunciata, Gabriel Garcìa Marquez 


E adesso un po' statistiche:


Nazionalità degli autori:
Italiana: 5 (ma effettivi 3, visto che Calvino e Moravia fanno doppietta)
Francese: 5 ( ma effettivi 4! Oddio,Camus è nato in Algeria, ma d'altronde era colonia francese, lui scrive in francese e quindi come algerino non mi vale! )
Inglese: 3 (Ishiguro è nato in Giappone ma naturalizzato inglese)
Colombiana: 2 (ma è sempre lo stesso!)
Ungherese: 2
Brasiliana: 1
Tedesca: 1
Greca: 1 


Anno di pubblicazione:
 a.C.: 1
1860-1869: 1
1900-1904: 1
1940-1949: 4
1950-1959: 1
1960-1969: 4
1970-1979: 2
1980-1989: 3
1990-1999: 2
2000- 2009:1 

Tirando le somme di me stessa come lettrice:


Prediligo la letteratura europea, in particolar modo francese (!!!), con picchi di originalità e interesse per la letteratura ungherese. Ho evidentemente una formazione classicista (Sofocle) e romantica (Hugo) e sono una fan degli autori sudamericani (il maschio latino, vedi Banderas, piace assai). 
Secondo questa statistica i periodi più felici della letteratura sono stati gli anni Quaranta, e gli anni Sessanta, seguiti a ruota dagli anni Ottanta (W la trasgressione) e dagli anni Settanta. Anche gli anni Novanta non sono stati così pessimi, letterariamente parlando. 
Dal 2009 ad oggi (visto che io ho continuato a leggere) non è stato più scritto niente di essenziale. Spero che presto gli eventi mi smentiscano! 


Alex V