martedì 13 dicembre 2011

Cena

La tristezza della cena della domenica sera in un collegio universitario può essere superata solo con un po' di sani frizzi e lazzi.
Così si finisce a parlare dei matematici e delle loro pazzie, fino a scoprire che un amico del Gigante Buono, nei ringraziamenti della sua tesi di laurea, ha scritto qualcosa come "A te, egregio professor X, venuto a mancare un mese prima di questa discussione: ci vedremo in Paradiso" e da lì lascio immaginare i commenti di Mmio Cugino, bestemmiatore seriale, e di Cavallo Pazzo in tandem.
Il Virgineo Acidone no, lui ha un'anima candida. Ed è cattolico. Molto. Cioè, Molto, ma solo quando gli pare. Poi quando qualcosa (di solito sotto Natale e le Festività, questo qualcosa diventa tutto) non gli va bene, siccome gli scoccia esternare i suoi reali sentimenti, si contorce in facce decisamente esilaranti. E noi giù risate.
Il momento più alto si è raggiunto quando finalmente il Virgineo è riuscito ad articolare due parole di biasimo verso Mmio Cugino. Non si aspettava però, una replica di questo tipo:
- Eh, allora Virgineo, quando bestemmio è perché bestemmio, quando faccio qualcosa per i Santi è perché faccio qualcosa per i Santi! Oh, ma lo sai come si dice a Napoli:
"Moscio non ti piace, duro ti fa male, ora dimmi: Che cazzo vuoi?"
Il trionfo: gente (Dude) che si rotolava per terra, altri giù dalla sedia a tenersi la pancia.
- Eh, Virgineo Acidone, quando ce vò, ce vò!

Alex V

Telefonata con Mamma 2

Suona il telefono
- Oh, tesoro, sono la Mamma, sono 2 giorni che non mi chiami, iniziavo a preoccuparmi!

Parentesi sui miei genitori e le loro preoccupazioni: quando c'è stata il bordello di Fukushima l'anno scorso, io dovevo partire per la Cina il giorno dopo: i genitori di Midori quasi piangevano al telefono per la preoccupazione, dicendo frasi sconnesse come "Non andare!Non andare!". Mia madre non ha sollevato neanche lontanamente il problema di partire o no, e quando io (desiderosa di avere un po' di considerazione) le ho detto
- Mamma, hai visto quello che è successo in Giappone?...
la sua risposta è stata:
- Embè? Tu vai in Cina no?
Chiusa parentesi.

Ricominciamo:
- Oh, tesoro sono la Mamma, sono due giorni che non ci sentiamo, cominciavo a preoccuparmi!
- Eh, mami, ho avuto un po' da fare e non sono riuscita a chiamarti
- Bene, novità?
- Inizio un breve corso di fotografia, quando vengo a casa devo prendere la macchina fotografica
- Ma non ti servirà una macchina fotografica seria?
- No, ma', è più che altro un corso su come ritoccare le foto con un programma che non è photoshop tranquilla
- Ma guarda che tuo padre ha una reflex, con tutte le impostazioni manuali, il grandangolo e tutte le cose così, semmai prendi quella, mi sembra più adatta
- FIGO! Sì sì prendo quella! Ma com'è che il Babbo ha una reflex? No perché non ci ho mai fatto caso... Nella mia mente intanto emerge nebulosa l'immagine di una splendida vecchia macchina fotografica analogica con tutti i suoi gadget e la sua borsina tanto anni '80...
-No, perché sai, sono quegli acquisti di 30 anni fa che
- Mamma, non è digitale
- Ovviamente no, è a rullino!
- Ecco...
- Ah, giusto, eh mi ero dimenticata il piccolo particolare
Di nessuna importanza.

Intolleranza

Sarà che sono in sindrome pre-mestruale, ma io questa settimana sto avendo seri problemi a tollerare la gente. Cioè, non la gente, quanto le mattane della gente. Sono intollerante. E dire che di solito mi circondo di persone, ascolto problemi, dò abbracci a destra e a manca; insomma, sono socievole verso la moltitudine umana. Quando qualcuno mi sveglia nel bel mezzo di una dormita riesco perfino a sorridergli. Questa settimana no. Non tollero le stronzate, e non riesco a trattenermi dal rivelarlo. Sarà il mal di testa, la pancia gonfia, che ne so, sono intollerante anche verso me stessa. Insomma, come si dice, in questi momenti io preferirei non incontrarmi.
Gli elementi più stretti della mia cerchia di amici e conviventi generalmente fanno finta di nulla, sanno che 2 o 3 giorni di insopportabilità al mese è fisiologico, sotto le feste diventano 4 o 5 perché devo stridere con l'atmosfera di finta bontà generale.
Il mio uomo è l'unico che riesce a prendermi con dolcezza e a farmi dimenticare che sono intollerante (è anche per questo che è il mio uomo ;) ), il Ricciolo invece non fa altro che ripetermi:
-Sai che quando hai le tue cose sei veramente insopportabile?
Acuendo ulteriormente la mia parte intollerante, e così fa la maggior parte dell'umanità maschile.
Poi che Dude, che invece apprezza i miei momenti di intolleranza:
- Sai, dovresti essere più spesso in fase pre-mestruale: saresti una persona migliore. La tua intolleranza ti conferisce un'oggettività verso il resto del mondo che di solito non hai. E' il tuo momento migliore del mese: si può pure scopare come ricci!
Ahahah, come ricci! Non importa se il contesto è un altro, quando sento le parole "come ricci", io non ce la faccio a non sbellicarmi.

Alex V

lunedì 12 dicembre 2011

Come i ricci

Dopo ogni sessione d'esame io ed AlexV l'anno scorso ci concedevamo un pomeriggio di shopping, più o meno sfrenato a seconda delle condizioni economiche del momento. L'anno scorso a giugno eravamo in giro, sguinzagliate alla ricerca di costumi da bagno. All'incrocio semaforo pedonale giallo. Macchine rombanti pronte a partire. Ho un raro slancio di rapidità, io che ho la velocità media di un bradipo insonnolito. Allora con una faccia audace e voce cattiva le dico:
- Forza AlexV, veloci come ricci!
AlexV comincia con la sua falcata ad attraversare, quando mi si impala al centro strada. Io  proseguo, realizzo d'esser sola, mi giro e la guardo. Lei lì, perplessa.
-Midori, ma i ricci non sono sempre spiaccicati a centro strada?
Scatta il rosso, AlexV accelera e mi è accanto. Ci guardiamo. 
-Veloci come ricci?
E ci scompisciammo dalle risate.
Un metodo sicuro per far ridere AlexV oggi è anche solo dirle "come ricci". provare per credere ;)

                                                Midori

Favoletta della nanna

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.



Un ragazzo, posato il libro, si sentì ispirato: ecco cosa fare per conquistare la ragazza del suo cuore! Cominciò ad andare ogni giorno alla stessa ora davanti ai suoi occhi. Dopo due settimane lei lo denunciò per stalking. Fine.
                                                                                 Midori
P.S. Lo so, lo so è scandalosa. Ma ho sei bicchieri di negramaro salentino in pancia. Chiedo venia.

venerdì 9 dicembre 2011

Gli uomini non cambiano. Ma ciò si può discutere

Il mio uomo è ripartito oggi. Sono stati 5 giorni bellissimi.
A 17 anni (sono tre anni... stranissimo) mi innamorai di lui a prima vista. Sissignori, queste cose esistono. Lui ai tempi era tutto quello di cui io avessi bisogno. Era più grande, spiritoso, forte. Mi sono innamorata della sua risata. Del resto mica lui si innamorò al primo sguardo. Le prime volte lui a malapena mi notava. Ha cominciato a registrare la mia presenza ad una scampagnata, quando ubriaca e stesa sotto un ulivo tenevo una specie di simposio. Si è innamorato di me completamente dopo due mesi che stavamo insieme. 
L'anno scorso non mi bastava più essere la pupilla dei suoi occhi. Pupilla deriva dal diminutivo del termine latino Pupam, bambola, effige, proprio come il riflesso di una persona in una pupilla, una piccola immagine. Ed all'improvviso non mi bastava più vivere nell'orizzonte ristretto dei suoi occhi. Mi disinnamorai di lui, o lo dimenticai, non lo so. Non era più il ragazzo che amavo e la sua risata mi irritava. Lui se ne accorgeva e provava ad ingabbiarmi. 
Abbiamo rotto. Non siamo stati insieme per 5 mesi.
Poi io sono tornata da lui. 
Durante l'estate abbiamo litigato praticamente ogni giorno. Idem a settembre ed inizio ottobre. 
Il provincialismo cronico mi sembrava insormontabile ostacolo tra noi. Io leggevo molto e lui a malapena i giornali, non ascoltava la mia musica, io non capivo la sua.
E sapete che ha fatto?
Per me, lui ha deciso di provarci. Adesso legge, legge tanto, si è appassionato dei miei stessi gruppi, io dei suoi.
Mia Martini forse sbagliava quando cantava che gli uomini non cambiano. 
Cambiano, lo fanno.
Alla fine è solo questione di fin dove ci si spingerebbe per una persona. Io per lui ho ignorato il mio orgoglio, lui ha allargato i suoi orizzonti. Alla base di una storia c'è questo tentare il tutto e per tutto da entrambe le parti.
Non sono brava come AlexV ad analizzare le situazioni generazionali. Certamente ho cugini trentenni che mantengono le relazioni in una fase di latitanza da anni . Certamente ho una sorella che mollerebbe tutto per un pargolo (ed ha 22 anni). Ho compagne delle medie in dolce attesa. Ho amiche della mia stessa età che non vogliono ragazzi per concentrarsi su quello che vogliono veramente.
Io che voglio? Non lo so.
So, però, che con il mio Rufo sto bene ed ogni giorno è stupendo.
So che ridiamo come i pazzi, che fare l'amore con lui è gioia.
So che potrebbe finire, perché a vent'anni c'è ancora un mondo da scoprire.
So che io non sono più la ragazzetta di 17 anni e sono cresciuta, ma anche lui lo ha fatto.
Allora, la smetto di analizzare e ma la godo. Prenderò tutto come viene.
So quale è la mia meta, lui conosce la sua. Il viaggio lo si può fare benissimo insieme.
Cambiano, se ti amano, gli uomini cambiano.
                                                                                Midori

La cognizione del dolore

Oggi il Ricciolo si è superato. Dopo essere stato mandato male 2 volte nell'arco delle ultime 12 ore, si presenta da me con la coda tra le gambe dicendo:
- Sei ancora incazzata con me? (se avesse aggiunto "mamma" non avrebbe fatto altro che confermare a voce ciò che i suoi comportamenti affermano e confermano da tempo)
- No, non ti preoccupare
- Sicura?
- Sì, tranquillo
-Ah, ok, perché ti volevo chiedere...non è che mi faresti i peli sotto le ascelle?
- Se vuoi ti accompagno dall'estetista
- Ma fa male?
- Sopportabile
- Ma cosa ti mettono, la cera delle candele?
- E' cera per la ceretta, cera fusa
- Ma perché?
- Perché deve aderire al pelo in modo da strapparlo poi alla radice e non spezzarlo
- Ah, ma poi se mi faccio la ceretta mi ricrescono più duri
- No, crescono più radi semmai, alla fine dopo vent'anni che ti ceretti hai più poco. Almeno, a mia madre è così
- E' sì, ma io sono un maschio, ho il testosterone
- -.-'...La vuoi fare sì o no?
- Eh, sì
- Dai, mettiti la giacca che andiamo
- Ma si può fare? Cioè, non è che è controindicata dopo pranzo?

-.-

Andando:
- We, ma ora che mi fanno?
- Niente, ti danno l'appuntamento oppure se c'è posto ti fanno subito
- Come mi fanno subito! Ma io devo fare pipì!
- -.-'

Lo spettacolo comunque è stato imperdibile: il commento dell'estetista è stato:
- Voi uomini non partorite perchè sennò vedi che la razza umana da quel bello s'era estinta!

Alex V, anima sadica