domenica 3 giugno 2012

Necessità

Una necessità impellente mi si palesa questa mattina appena alzata. 
Faccio un rapido calcolo mentale e non: no, così non si può vivere.
Dove posso rimediare? 
Un'unica soluzione drastica: è necessario andare al discount.
Vabbè,suvvia, non è una tragedia:chi vuoi che ci sia la domenica mattina alle 9?


Eh, ma il mondo, cara mia!


Arrivo e sembra d'essere all'Ikea in un sabato pomeriggio di novembre quando fuori piove: un ca-si-no. Praticamente il tragitto che mi separa da questo luogo a piedi è più breve di un'intera canzone dei Baustelle (andata e ritorno).
Devo dire che il mio ipod ha una bella dote da veggente, visto che in automatico, appena sono uscita di casa, mi è partita questa:




Prendo numero 1 cosa e arrivo alla cassa e comunque sono condannata a una fila che a occhio e croce sembra di un'ora. 
Ho pure lasciato il fantastico cellulare qui fait tut a casa, tanto pensavo di fare presto.
Provo la mandrakata:
- Mi scusi, ho una cosa soltanto, posso...?
- NO! Ah signorì, n'è perché sei ggiovane che ti salti la fila
Ho chiesto evidentemente alla vecchietta sbagliata: il problema è che adesso ha fomentato tutte le altre,che guardano la leader con approvazione e scuotono la testa verso di me, quindi di passare avanti neanche a parlarne!
A testa bassa vado in fondo pronta a sorbirmi il tempo che fugge e a leggermi la pubblicità dei polaretti (come ci piacevano da piccoli, a me e a mio fratello!) quando proprio dalla cassa una voce amica:
- C'hai solo quello?
- Mmm Sì
-Allora va', vieni, ti faccio passare io
Ehehe il provvidenziale vecchiettO gentilissimo Signore della domenica mattina.
(Che se sa che per un attimo l'ho definito vecchietto, col ca... che la prossima volta mi fa passare avanti!).


Alex V


Ps: domanda plausibile: perché, vista la bolgia infernale che era quel posto, visto che dovevi prendere solo una cosa, non hai fatto dietro-front e non ci sei tornata più tardi?
risposta (con una domanda): hai mai finito gli assorbenti?
Ps2: sono convinta che se al posto degli assorbenti, in mano avessi avuto una bustina di lievito per torte o un tubetto di pasticche per la pressione,le vecchie mi avrebbero fatto passare. Gelose!

OOMMMM

La saggezza del Buddha, caro amico, anche lui pugliese espatriato a Roma:
-Se dici no ai taralli dici no alla vita.

                                                                                         Midori

sabato 2 giugno 2012

Res Publica

A me la parata del 2 giugno piace. Mi piace l'esercito, mi piacciono tutti i corpi militari. E mi è sempre piaciuta la festa della Repubblica, come ricorrenza, per il significato che ha, almeno secondo me.
Al pari del 25 aprile, il 2 giugno ricorda al popolo italiano chi è. Preciso: il 2 giugno dovrebbe avvicinare lo Stato al cittadino, la parata stessa dei corpi militari e paramilitari è lo show concreto dello Stato con la S maiuscola, uno Stato fatto di cittadini,che protegge i suoi cittadini.
Penso che i festeggiamenti del due giugno, se supportati da questo spirito di fondo, abbiano un grande valore. 


Quest'anno lo "spirito del 2 giugno", lo spirito del tricolore, sinceramente, non si sentiva. Sono andata in centro con i miei, a visitare la basilica di San Clemente, ma la parata non l'ho vista. Non ho nemmeno guardato la TV. Dev'essere stata una tristezza, sottotono, non c'era neanche così tanto casino. Quest'anno son stata dalla parte di quelli che dicono NO alla parata del 2 giugno. Ci sono tutti gli anni, ma quest'anno era obiettivamente dura dargli torto.
Viviamo in un paese piegato, dagli altri e da noi stessi. Da buona ottimista, penso che a tutto ci sia rimedio, e che per quanto la crisi ci sia (e si senta), ancora non siamo per terra. Siamo in ginocchio, ma viviamo, non "tiriamo a campare".
Da un lato i festeggiamenti del 2 giugno avrebbero potuto essere interpretati come la volontà di rialzarsi: richiamiamo il popolo e lo Stato italiano ai loro doveri, e insieme, sotto l'insegna del tricolore, rialziamoci!
Quanto patriottismo nelle mie parole. 
Ma non so sinceramente se fosse questo lo spirito che avevano in mente quando hanno deciso di organizzarla, la parata di quest'anno.
Senza contare il terremoto in Emilia, con tutti i problemi si è portato dietro.


La parata si è svolta da tradizione, e per me almeno è stata insignificate. Totalmente priva di significato. E, ripeto, a me la parata del 2 giugno m'è sempre piaciuta. Oggi era un giorno come un altro, forse un po' più triste perché si è palesato inequivocabilmente quello che tutti sanno, molti dicono ma a cui ancora qualcuno, forse solo io, non dico non vuole credere, ma vorrebbe quantomeno ignorare, ché poi, come tutto, passa: uno Stato che è sempre più lontano dal cittadino.
Ormai, l'unico insegnamento che se ne può trarre è che l'individualismo vince sempre.


Alex V



News e contronews

Ho cambiato telefono. 
E finalmente ho ritrovato il GossipBoy che conoscevo!
Sì, perché il mio nuovo telefono regge Whatsapp e quindi posso chattare con chi mi pare a zero euro, purché ovviamente anche l'altro abbia Whatsapp...si vabbé ma l'importante è Gossip Boy!


Gossip Boy è diventato mio amico per proprietà transitiva, dato che era già l'amico storico di Orange. Adesso posso definirlo anche io il mio amico storico, nonché collega di studio! Fa parte del circolo ristretto di persone-che-devo-assolutamente-vedere-quando-vado-a-casa.
L'unico problema è che da studenti squattrinati perennemente con i centesimi contati sul cellulare, non ci sentivamo mai. Cosa che mi succede anche con quella tirchia della Bionda, quella svampita della Orange, e quella gnoccona timidona della Nome&Cognome (noi la chiamiamo per davvero per nome e cognome tutto attaccato senza pause in mezzo- d'ora in avanti NC, pronunciato en-sy). Le ragazze però su fb riesco a sentirle, GossipBoy no.
GossipBoy è un mago del gossip, e lo fa alla vecchia maniera: esce, conosce, saluta, ascolta, chiede e riferisce. Mica ha bisogno di fb lui!
Da quando faccio l'università le spettegolate davanti a un caffé mi mancano. E poi torno così poche volte che a volte mi becco dei gossip già fatti e finiti, di cui non c'è più molto da parlare perché si sono risolti.
Vuoi mettere invece adesso che ho recuperato il filo diretto con casa! 


Adesso scusate ma devo farmi aggiornare su un paio di cosette...


Alex V

Di ormoni e matite

Stanotte ho fatto un sogno. Stranissimo ed influenzato dai recenti avvenimenti.
Nel sogno c'eravamo io, Mutti, Lucia e Baba, in vacanza, come quando sei anni fa facemmo un viaggio on the road nel nord Italia. On the road nel senso che avevamo una serie di liste di B&B e solo una tappa fissa, i biglietti prenotati all'Arena di Verona per vedere la Madama Butterfly. Nel sogno si era giusto a Verona, dopo aver svaligiato tutti i negozi di scarpe di via Mazzini (questo elemento realmente accaduto...durante quel viaggio comprammo circa dieci paia di ballerine e scarpe). Mentre si faceva un giro per Piazza delle Erbe, baba si allontanava, Mutti ci prendeva per mano e ci portava in un sexy shop della Disney.
-Allora ragazze, sceglietevi il vibratore che più vi piace, così io e Baba saremo sicuri che non farete sesso prima dei diciotto anni. 
E passavamo del tempo a decidere dimensioni, modello, movimento, colore (!) e funzioni. Baba entrava solo per pagare.

Ora... posto che questo sogno mi porterà in psicanalisi e che non so per quanto tempo non riuscirò a guardare mia madre senza ridere istericamente, ho ripensato ai traumi che i miei hanno subito dall'avere due figlie CONTEMPORANEAMENTE in piena tempesta ormonale adolescenziale.
C'è da dire che pur essendo più piccola ho sviluppato prima di Lucia. Un giorno giocavo con le bambole ed il giorno dopo, ero in quinta elementare, chiamavo nonna p urlante dal bagno, perché sanguinavo come un maiale sgozzato. E da lì poi mi è esploso il seno. E sono arrivati i peli, i brufoli ed un periodo di bruttezza perennemente rinnovato. In tutto questo, mentre io giravo per casa con un muso lunghissimo perché avevo le tette, mia sorella girava per casa con un muso lunghissimo perché NON aveva tette e ciclo e mi invidiava. E quindi litigavamo. Nel frattempo io non sapevo più dove mettere il seno e con le cugine facevamo la prova della matita: se metti una matita sotto il seno e cade non hai bisogno del reggiseno. Se sta su è meglio comprarne uno alla svelta, se no prima dei tredici anni ti arriverà alle ginocchia, lo sanno tutte le ragazzine di prima media. Ecco, a me e mia cuginona stava su. A cuginetta (che all'epoca aveva sette anni) dopo una piccola scossa la matita cadeva. A Lucia, di anni dodici e mezzo, cadeva senza pietà.
Superata la fase dello sviluppo a entrambe il problema divennero i brufoli, che io non avevo e lei sei. Poi i ragazzi, che andavano tutti dietro a lei, ma alla fine venivano con me. In tutto ciò i miei genitori invecchiavano precocemente: mia sorella si circondava di amiche donne, tutte beneducate, buonasera signor Pa, signora Pa, io avevo due amiche ed un branco di amici. E non eravamo amici proprio fraterni.
Questi movimenti allegri continuarono fino a quando Lucia si mise seriamente con uno. Apriti cielo. Vedevo l'interrogativo muoversi sotto le fronti dei miei genitori, lo faranno, non lo faranno...la gentile uscita di scena del ragazzo in questione risolse i loro problemi. Io e Lucia avevamo rispettivamente diciassette e diciotto anni.Eravamo belle, in fiore e pronte ad una storia finalmente seria. Ed ecco che entrano in scena prima Renzo e dopo un mese il Rufo.
Arriva l'estate e c'è la formale richiesta di andare in vacanza con loro ed i loro amici.
-No! Non ci andrete!- tuonava il Baba.
-Guarda baba, che se io voglio farlo lo faccio anche rimanendo qua a casa.
Devo avergli tolto altri anni di vita. Fatto sta che in vacanza ci andammo, fingendo, per il loro buon cuore, di dormire insieme, io e Lucia.

Non deve essere stato facile per Mutti e Baba.
Onore alla loro eroica sopportazione.

                                                                       Midori

venerdì 1 giugno 2012

Hipster-mania

Il titolo è da leggersi rigorosamente come "ipster-mènia" con la "p" che si sente pochissimo (tanto per richiamare "isteria") e calcando l'accento tonico sulla "è" di modo da ottenere un vago richiamo al gergale "mena, meh!" tanto caro ai miei amici baresi. Questo perché così l'ho pensata in autobus mentre tornavo dall'università.


Pensavo alla moda del momento: il voler essere a tutti i costi hipster, ovvero l'esatto contrario del mainstream. Ovvero: alternativo a tutti i costi. 
L' hipster può essere definito come il la versione aggiornata dell'alternativo classico: esperto in contro-cultura,professa il pensiero indipendente come religione, frequenta i negozi equo e solidali, veste preferibilmente vintage,mescolando capi appartenuti a nonni e zii alle ultime nike fluo, guarda alla sua generazione con una punta di disprezzo, è esperto di revival, ascolta rigorosamente solo gruppi emergenti indipendenti, smettendo di seguirli quando diventano un attimino più famosi perché "sono diventati troppo mainstream", il tutto condito con una punta di nerdaggine che, rivisatata in questo modo, diventa figa. 
Si capisce che dal genuino al poser è un attimo. 
In ogni caso, l' hipster, sia esso convinto di esserlo nell'intimo o un più semplice poser, è ossessionato dal dover essere creativo e originale in maniera unica, e quindi spesso fa cose che nessuno sano di mente farebbe, sdoganandole, e smettendo di farle una volta che la moda ha preso campo e si è estesa a un numero di persone superiore a 3, compreso lui ( 2 è accettabile perché anche all' hipster fa piacere avere un amico che lo copia, 3 vuol dire che è arrivato il tempo di pensare a qualcos'altro nell'attimo in cui i "seguaci" saranno 4).
Cosa che ovviamente finisce per renderli tutti stereotipati manco avessero voluto essere mainstream. Insomma, per dirla con un francesismo, sono dei cliché.


Il che rende particolarmente difficoltoso distinguere uno che ci fa o ci è: essere un vero hipster è difficile, anzi no, è proprio 'n'arte! O ce l'hai nel sangue, o prima o poi quella fatica di sforzarsi a tutti i costi per formulare idee originali ti verrà a noia...
Pensandoci attentamente però, io posso dire che un hipster vero, almeno uno, nella mia vita, l'ho conosciuto. Eccome se l'ho conosciuto: è la mia amica Orange! E ne ha buon diritto:
-lei è talmente hipster che indossava scarpe diverse già dal lontano ottobre della quarta ginnasio 
-lei è talmente hipster che scopriva e si ascoltava gruppi che all'epoca non si filava nessuno, che all'epoca erano alternativi e indipendenti e oggi sono famosi e commerciali
-lei è talmente hipster che frequentava mercatini dell'usato e mercati popolari per i suoi acquisti quando tutti gli altri pensavano fosse da barboni far così
-""""" si tagliava le lunghe chiome facendo un taglio sbarazzino prima che chiunque altra potesse anche solo pensare di essere ancora femminile con un taglio così
-"""""" portava enormi occhiali (da vista) appartenuti alla zia morta già dal lontano 2004
- """"""" era (ed è) un'artista creativa con qualsiasi materiale abbia sotto mano
-"""""""" è stata in grado di sdoganare tabù come i vibratori prima che girassero il film Hysteria
-""""""" si è fatta araldo del pensiero indipendente in tutte le sue forme, senza ipocrisia e senza mandarla a dire


La mia amica è hipster dalla radice dei capelli alla punta dei piedi.
E'  così hipster che neanche sa di esserlo, lei, un'hipster.


E badate bene che è un'hipster attaente, lei.


Alex V

Scottanti segreti

Io ho una perversione segreta che non ho mai confessato a nessuno. Adesso la confesserò a voi.
Ho una passione insana, una mania. Mi ha colpito la prima volta nel 2007, in viaggio in colonia, in Irlanda. Non ho potuto evitarla, dato i posto, l'atmosfera. Io adoro le canzoni irlandesi. Si, quelle da pub e per ballare la giga e simili. Sguazzo in Molly Malone, in No nay Never, True Irishman, ed impazzisco letteralmente per The Rocky Road to Dublin. Che sarebbe questa:

Si, l'avete sentita in Sherlock Holmes. Ogni volta che la sento mi sento molto molto molto felice. La adoro. 
E indovinate quale canzone sarà quella degli Irlandesi a questi europei? 
The Rocky way to Poland. Questa:


Sia ben chiaro, tiferò Italia. Però, con una canzone del genere mi sento anche filo irlandese.

                                                                                              Midori
P.S. Si, tutte queste canzoni sono sul mio mp3. Insieme a varie musiche regionali tipiche. Piccole perversioni musicali mes amours.