giovedì 10 gennaio 2013

Die young

Mentre annaspo ed annego nel mare della filosofia del linguaggio, bestemmiando Shannon e Weaver e Chomsky e Peirce, maledetto Peirce, per non parlare della annosa questione tra logos prophorikos e logos endiathetos, perché chi lo sa se gli animali parlano o no e a me non è mai fregato molto neanche di sapere il coccodrillo come fa, figuriamoci cosa dice. Mentre il professore di codesta astrusa materia mi comunica che ha spostato l'appello e che quindi il mio calendario esami va a puttane e che l'unico modo per pararmi il culo è cominciare a studiare anche per altre tre materie in contemporanea e sto smadonnando nella mia mente. Mentre combatto contro tutto ciò, contando i giorni, i minuti, i secondi che mi separano dall'esame, mentre comincio a tramutarmi in quell'essere subumano che diventano gli universitari in sessione... Dinklecceh si mette ad ascoltare la musica ad un volume così alto che mi vibrano le penne sulla scrivania.

Ora caro Dinklecceh, magari io non sono neanche nella condizione di essere un'entità razionale e ragionevole e so che se venissi a bussarti o ti telefonassi finiresti all'ospedale. Per questo adesso io tiro un respiro profondo, mi infilo i tappi nelle orecchie e spero che si avverino le previsioni di Ke$ha, proprio mentre adesso lei le sta cantando al di là del mio muro, e che tu die young.

Il pieno della sessione genera mostri.

                                                            Midori (sempre più telegrafica ed acida)

mercoledì 9 gennaio 2013

Her elegance

A Lucia Milano non piace, lo sappiamo tutti.
Lucia soffre molto a lasciare casa ed a immergersi di nuovo nella vita meneghina, fatta di tristi pasti riscaldati, di corse per andare al tirocinio, poi a lezione e poi di nuovo a casa, a recuperare sonno e studio. 
Anche io soffro un po' a lasciare casa, ma in fondo io sono farfallona, mi adatto, mi ricreo casa ovunque vado. Io non lotto, mi lascio trascinare e via. 
Lucia combatte, ma sempre in maniera elegante, come una danza. 
Questa canzone l'ho sempre pensata su misura per lei, che lotta e continua ad essere dolce, anche nella sofferenza. Magari mi ci rivedo un po' anche io, in fondo anche io lotto un minimo. Il fatto è che però io Lucia ce la vedo, in lunghe giornate nebbiose che cammina e si oppone alle facce scontrose, che non si arrende, anche se la voglia è tanta. 
A volte mi chiedo perché abbiamo scelto strade che ci portano ad essere lontane, geograficamente.
E in queste volte mi manca, mi immalinconisco anche io.
Poi vedo che condivide una frase di questa canzone, che le ho fatto conoscere durante queste vacanze. 
Allora sorrido un po', perché se anche lei si vede elegante nella lotta quotidiana, un minimo di me vicino a lei c'è.

                                  Midori

martedì 8 gennaio 2013

Pacchi e pacchetti

Dopo essermi orgogliosamente insediata a casa qui a Roma ieri, oggi c'è stato il glorioso arrivo dei pacchi.
Il vero Natale per gli studenti fuori sede è dopo le feste, quando arriva la sessione e mia madre mi guarda e dice: ti mando su qualcosina da offrire agli amici durante la pausa. Anche qui c'è da questuare sul qualcosina di mia madre, ma sorvoleremo.
In una profusione di imballaggi, scatole, scatoline, scatolette sono emersi viveri, vivande e maglie dimenticate a casa al momento della valigia.
Ma per camera si spandeva quell'odore buonissimo di taralli, odore da forno e poi l'odore del vinc otto delle cartellate...momento, momento. Vincotto?
E l'apertura del pacco si trasformò in una smadonnata di quelle epiche, perché un vassoio di dolci interamente contaminati dal vin cotto può far alterare un pochino. Per fortuna che Amando lo apprezza e lo adora. Chissà se gli piaceranno i calzoncelli affogati al vin cotto...


                                                                                     Midori

domenica 6 gennaio 2013

L'arrivo

-Una borsa...la seconda borsa per il cibo...la tracolla del computer...una valigia...un'altra valigia...Scusa amore,ma quanta roba c'hai? Io pensavo che il tuo fosse un modo per rivedermi il prima possibile...
-...
-Si vede che ti stai meridionalizzando.

Abbiamo trasmesso:

 S.O.S Amore ti prego vieni a prendermi a Termini o morirò tentando di scendere le valigie giù per le scale mobili (bloccate)

Alex V

Bilancio

Ultima sera a casa, domani pijamose Roma.
Ero partita col dover fare mille cose in queste due settimane, ma in realtà ho poltrito in un continuo farmi coccolare e vezzeggire e cazzeggiare con la mia famiglia.
Chiedo quindi perdono a Raffy per non essermi fatta sentire per l'Incontro. Perdono, perdono, perdono.

Ma adesso scusate, ho un impegno con mutti, baba ed un altro film in poltrona. 

Too much love will kill me.

                                                         Midori

Epifania che tutte le feste si porta via

E così, anche per queste feste abbiamo dato: sono tornata a casa, ho rivisto i vecchi amici, ne ho incontrati di nuovi, ho riso, bevuto e scherzato. Mi sono fatta (nuovamente) immortalare con i vibratori della mia amica Orange (regalati comunque da me), e come una coppia che scoppia ci siamo fatte conoscere e riconoscere in tutti i bar della zona, tanto che i baristi quando ci vedono da lontano mettono già due menabree sul tavolo. Ho patito il freddo delle ronde notturne per la città, a cercare Mario in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, senza per altro salutarlo quando lo trovavamo, perché siamo asociali doc, noi. E con noi è la Orange che parla di se stessa con pluralis maiestatis. 
Ho assistito a risse da saloon con tavoli e sedie per aria, almeno fino a che il Barista non ha barricato il locale e chiamato la polizia. Credo sia stato allora che ho anche notato quanto il Barista sia carino...e a quanto mi racconta la Orange pare l'abbia notato pure lui...ma in contemporanea ho anche sentito (un po' a sorpresa) quanto visceralmente mi manchi il MioUomo. Per non parlare della mia Midori, Amando mio e Dude. A Dude gliel'ho pure detto, che mi manca. Non me l'aspettavo e non se l'aspettava, e si è sciolto.
Ho rigorosamente evitato di rispondere al Ricciolo o di fare gli auguri a Lui, il mio ex. 
Un nuovo anno è iniziato bene, e ho intenzione di continuare a farlo funzionare così.
Oggi si riparte, la voglia si divide tra quella di restare e quella di partire. E a dispetto della mia latitudine, parto meridionalizzata, con pacchi e pacchettini di dolci e torte di casa, da condividere in compagnia. 
Mi mancherà la lingua di casa, un po' strascicata e grezza e anche volgare e fastidiosa, mi mancherà camminare per 5 minuti e arrivare al mare, e mi mancherà il non far niente a oltranza. Ma tornare a Roma fa parte del gioco. Almeno, non c'è il rischio di annoiarsi.

Alex V

sabato 5 gennaio 2013

Succede

Erano stati due giorni molto belli.
Ieri ho avuto i risultati dell'esame del 21 dicembre e la professoressa ha accettato di essere la mia relatrice di tesi. Oggi gita fuori porta con la mia famiglia. 
Al ritorno il patatrac.
Uno zio del Rufo è morto.
Stava male da tempo.
Siamo andati a fare le condoglianze.
Uscita da lì ho pianto. 
Dopo tre anni e mezzo mi ero affezionata tantissimo a WonderWoman, la madre del Rufo. Eravamo anche diventate amiche. Parlavamo, parlavamo tanto.
Quando ho lasciato il Rufo, sapevo che dovevo allentare i rapporti e l'ho fatto, per rispetto al Rufo.
Che continua imperterrito a mandare messaggi d'affetto e chiamare i miei. Ma questa è un'altra storia (triste e misera, indubbiamente).
La verità è che tutte le mie lacrime oggi sono state per un solo motivo: non avevo realizzato quanto WonderWoman mi fosse mancata. E che il nostro rapporto non sarà mai più lo stesso.

Quante persone si aggiungono alla lista di gente che avremmo desiderato non perdere e che invece abbiamo perso. 

Allora adesso basta, mi asciugo le lacrime e vado a vedermi The Queen con Mutti, Lucia, Nonna P e Baba. Perché loro so non li perderò mai, per quanti ragazzi possano entrare o uscire dalla mia vita.

                                                             Midori