mercoledì 19 settembre 2012

Piove (e stavolta non graffette)

La pioggia di graffette che ha invaso camera di Midori ieri sera doveva evidentemente essere un presagio di quella che si sarebbe scatenata stasera in quel di Roma. Non è un nubifragio, ma è quanto basta per farci rimanere chiusi a casa...a studiare!
Eh sì, se parlo del tempo che fa vuol dire che sono proprio alla frutta...
La verità è invece che io avrei un sacco di stronzate roba interessante di cui scrivere (non ultimo il mio ultimo acquisto in fatto di scarpe...) ma lo studio (mio, del MioUomo e di Dude) mi toglie un sacco di energie.
Quindi mi limito a parlare con Amando dei nostri progetti sportivi, e ad aggiornare Midori. Che, a proposito, è ripartita.
"Cose da prendere, amori da salutare, situazioni da rifinire"
Insomma, neanche fosse una guest star, si è sistemata e se n'è ripartita.
E a me non resta altro che appoggiarmi alla spalla di Amando, e ricominciare a ripetere ad alta voce.

Alex V

ps: perché la gnoccaggine porta sempre un po' di luce anche nelle giornate più buie:


martedì 18 settembre 2012

Piovono graffette colorate

Il MioUomo mi riporta a casa. Il mio è un bacio fugace,
-Ci sentiamo dopo
ed è subito corsa al portone di casa. Lui sorride:
-Salut...
Non fa in tempo a finire la frase che io sono già per le scale, il cuore che batte a mille...Dal terzo piano si odono tonfi familiari, e c'è la porta socchiusa e mille cose imballate sul pianerottolo. 
A questo punto sono già tutta un sorriso. 
Attraverso a passi svelti il corridoio che mi separa dalle camere, prima la mia, poi quella di Amando e...
-SEI/SONO TORNATA CHE BELLO STAI UNA MERAVIGLIA CHE BELLO CHE BELLO MI SEI MANCATA  CI SEI MANCATA TI SONO MANCATA HAI VISTO IL BAGNO CHE BELLO COM'E' GROSSO E LA CAMERA E LA CUCINA E CHE BELLO CHE CI SEI E...
Io e Midori diciamo le stesse cose nello stesso momento mentre cerchiamo di abbracciarci in mezzo al casino di quello che è un trasloco in atto, cioè una valigia che scoppia peggio di una bomba, con vestiti e poster e libri ovunque.
Alla fine, ci ricongiungiamo. Finalmente! Già che c'è, ci abbraccia anche Amando, così facciamo proprio il trio al completo.
-Allora, Midò, ti devo aggiornare, sei bellissima così, ma tu, che mi racconti, che hai fatto...mi sembra un secolo che non ci vediamo!
-Essì, dai, ora che siamo tutti puoi raccontarci
-Eh io in verità vi dico che non molto è successo e ch..


-Ommioddio piovono graffette! Graffette colorate!
-Il Miracolo del Ritorno di Midori!
-Eh ragazzi, come vedete la mia imbranataggine prova che non sono cambiata...

Alex V

lunedì 17 settembre 2012

E.T. Telefono Casa

-Pronto?
-Pronto bella, sono TuaMadre, è un po' che non ci sentiamo; come stai?
-Mah, benino...più che altro sto studiando ma non mi va
-Sì, senti, c'è TuoPadre che ti vuole parlare, tieni, te lo passo...

[...breve flashback esplicativo su quello che è successo a casa mia negli attimi immediatamente precedenti la telefonata:
MioPadre: Ma perché non telefoni alla bimba? Magari ha bisogno di qualcosa..
MiaMadre: Guarda che se ha bisogno, telefona! E poi perché le devo telefonare io, telefona tu, no?
MioPadre: Ma perché non le telefoni tu? E' tanto che non vi sentite...]

-Pronto Babbo?
-Pronto, studi?
-
-Quindi se studi non hai bisogno di soldi...
-No, infatti non ho bisogno di soldi
-Vabbè, via, ti metterò due soldi sulla carta...ti ripasso la mamma...e studia, eh!

-Pronto Mamma?
-Cosa voleva TuoPadre? Non si capisce perché ogni volta che vuole comunicare con te debba tirare in mezzo anche me! ...No, scusa, adesso che me l'hai fatta chiamare ci parlo due minuti, a studiare ci va dopo...Dicevi?
-No, niente: mi ha detto se avevo bisogno di soldi, io gli ho detto di no e lui mi ha detto che me ne avrebbe messi un po' sulla carta. Ma tu lo capisci?
-Non chiedermelo. Dovrebbero darmi una laurea ad honorem in mediazione culturale!

Alex V

domenica 16 settembre 2012

L'amour

La premessa dei tragici accadimenti che sto per raccontare è doverosa. 
Il Rufo è stato cresciuto da sua madre Wonder Woman come una perfetta donna di casa. Lui lava, stira, spolvera e rassetta che manco il migliore butler inglese. La sua passione è però una, bruciante ed ossessiva. L'aspirapolvere. Lo passa dalle tre alle sei volte a settimana, ma non una passata veloce come le mie, che si tratta di uno spostamento della polvere dal punto A al punto B meno visibile. No. Lui, in maniera maniacale fa sparire ogni minima traccia di polvere. Tutta. E alla fine si coccola l'aspirapolvere, pulendo e lavando le spazzole, controllando il sacchetto ed oliando le rotelle.

Tranquillo pomeriggio con il Rufo, a casa sua. Solita formazione: io sul divano a leggere, lui alla scrivania a bestemmiare contro la tesi, contro l'ingegneria, i professori ed il mondo tutto. 
-Basta, devo fare qualcosa che mi appaghi. Mi sa che passerò l'aspirapolvere.
-Eh beh, allora è sicuro che ti rilassi.
-Ah, ah. No comunque non mi ricordo se te l'ho detto ma abbiamo cambiato aspirapolvere.
-Ah si?
-Si, adesso abbiamo quella autonoma, che fa da sola.
-L'aspirapolvere tonda che evita gli ostacoli e si fa tutta la stanza? Quella che noi non possiamo prendere perché altrimenti Nonna P ci litigherebbe e finirebbero ad inseguirsi per tutta la casa?
-Si e vacci piano con le parole.
-Che?
-Lei è un robot, non un'aspirapolvere, anche se a volte per comodità la chiamo così.
-...
-Eccola, sta partendo.
-...
-...
-...
-...
-Rufo, la stai guardando come si guarda un cucciolo o un bimbo che gattona.
-Già... non è meravigliosa?
-Tu mi spaventi.

                                                                                             Midori

Io non dovrei

Io non dovrei andare a serate solo ragazze, perché mi scatta l'ansia del confronto: anche se siamo a casa, le ragazze del gruppo si mettono in tiro in una maniera assurda. Ed io sono in una fase in cui tutto il mio guardaroba o è troppo largo o è troppo stretto. E quindi il mio umore davanti ai cassetti sventrati oscilla tra la soddisfazione del dimagrimento e la rabbia perché ho, effettivamente un armadio  pieno di niente da mettermi.
Io non dovrei sgarrare la dieta con l'aperitivo di noccioline, patatine, olive e litri di Martini. Oltretutto il Martini non mi piace neanche, ad essere sinceri, ma se ho messo i soldi per la spesa, bhè, allora mi bevo anche lo Svelto per i piatti.
Io non dovrei fumare compulsivamente sul balcone, pensando a mille modi per fare male alla Bitchy nostrana (eh si, ne ho una anche qui, solo che non se la tiene stretta come la Bitchy, ma è molto bella e generosa, e, scusate se ho dimenticato di menzionarvelo, l'invadente migliore amica del Rufo), ma sempre in modo che sembri un incidente. E poi lei mi sorride e mi viene ad abbracciare, miagolando non so che puttanata su quando partirò per Roma. Attenta ragazzetta, ti tengo d'occhio.
Io non dovrei essere quella che parla al telefono con la pizzeria, specialmente dopo tre Martini a stomaco vuoto, facendo scompisciare dalle risate le ragazze ed il pizzaiolo. Ma ho scoperto quello che era già stato intuizione tre anni fa, quando feci un compito di matematica brilla e presi 10, ovvero che l'alcool aumenta le mie capacità matematiche ed economiche.
Io non dovrei mangiare pizza e bere birra come se non ci fosse un domani, ma a differenza del Martini io e la birra abbiamo un'intensa storia d'amore.
Io non dovrei guardare film horror e farmi coraggio sempre a suon di birra e vodka redbul (per la red bull stesso discorso del Martini, non mi piace, ma pagai, indi consumai). E se nel film horror c'è un Daniel Redcliff vittoriano non dovrei commuovermi pensando a quanto tempo è passato dall'avventura di Harry Potter e poi morire quando per colpa dei ricordi ho dimenticati di coprirmi gli occhi.
Io non dovrei ritirami a casa ciucca, ma così ciucca che per infilare la chiave nella toppa mi ci debbano volere dai tre ai cinque tentativi. 
Io non dovrei rimanere in bagno a struccarmi perché troppo spaventata dal corridoio buio e farmi sorprendere da dei passi.
Io non dovrei urlare quando mutti di notte entra in bagno, con i capelli avvolti nella retina nera e la faccia deformata da uno sbadiglio.
Io non dovrei andare a letto terrorizzata.
E soprattutto io non dovrei schizzare fuori da quel letto il mattino seguente, perché un insetto non identificato mi sta camminando addosso. 

                                                                                     Midori

Ma tu sei vergine?

No, sono bilancia.

La prima volta che ho sentito fare questa battuta avrò avuto sì e no 9 anni, da un paio di compagni delle elementari. E all'epoca ci ho riso, eccome se ci ho riso!
Alle medie iniziò la damnatio memoriae della DDP (donna del popolo) di turno che aveva osato sbaciucchiarsi tutti e dico tutti quelli in circolazione,e allora giravano leggende quasi mitologiche sulle zozze gesta di queste,e la domanda del titolo veniva fatta con sospetto (infondato, per altro, perché vergini lo eravamo ancora tutti).
Poi i primi anni del liceo la gente ha iniziato a farsi più cauta con i commenti al vetriolo,i pasticci che si combinavano con il tipo di turno era meglio riferirli solo alla migliore amica o tenere la bocca chiusa: la verginità si perdeva in silenzio, e chi s'era visto s'era visto. 
Alla fine del liceo la nostra prima volta l'avevamo avute più o meno tutte, di solito accompagnata da una seconda e una terza, e anzi si parlava di chi non l'aveva avuta, e dei più disparati perché.
E' un po' come con l'emoglobina: legare il primo ossigeno è un processo lento e difficile, ma una volta fatto, gli altri 3 vengon da sé.
Il vero scoglio è il primo: a una ragazza nessuno dice niente, se non le amiche più esperte, ma quando sei la prima della tua compagnia, bhè, non resta che o temporeggiare o buttarsi a pesce. Io mi sono buttata a pesce. La verginità per me non è mai stata un valore, e perderla è stato traumatico solo perché è stato con la persona sbagliata. E nessuno era sceso nei particolari. Ma non mi manca. Era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.
Di sicuro, meglio allora che ora.
Anche perché...
ora che l'hai tenuta in serbo non sai per chi e adesso forse saresti interessata a fare il passo, il massimo che riesci a fare è farti tutti quei pipponi mentali, e alla fine rinunci senza provarci nemmeno perché,sinceramente,non sapresti da dove cominciare. E allora speri che la tua cotta si innamori di te perdutamente, e ti faccia recuperare in un colpo solo tutti quei passi che portano dallo stare mano nella mano al distruggere la testiera del letto. Perché farlo con qualcuno a cui non frega niente di te è brutto a 13 come a 40 anni. E questo non vale solo per la prima volta!
Anche perché...
ti ritrovi a parlare con un tuo amico che è sconvolto perché si è messo con l'amica di sempre, coetanea,e ha scoperto che è vergine. E sul più bello non ce l'ha fatta. Né lei, né lui. Perché com'è vero che noi non siamo preparate per la nostra prima volta, il macho della situazione 99 volte su 100 lo è ancora meno.
Anche perché...
ti ritrovi con la Bitchy che si vede che gli piace o questo o quello e non sa assolutamente come fare, cosa fare, quando fare, e allora muore d'imbarazzo e lascia perdere.
Anche perché...
regalarla a 14-15 anni non è certo il modo più sicuro per trovare il principe azzurro; ma neanche tenerla chiusa a doppia mandata fino ai 25, mentre si aspetta il principe azzurro, che non esiste, perché ce lo creiamo noi a ogni relazione (o almeno ci proviamo). 
E quindi, ancora una volta, si riconferma la massima: in medio stat virtus.
Anche perché...
la prima volta, sia con chi sia, è solo la prima. 
E con quel pizzico di consapevolezza, il sesso è decisamente divertente.

Alex V

sabato 15 settembre 2012

Vita di Coppia (?)

-"Senza di te non ci sto più, guardo le nuvole lassùùùùù"
-MioUomo, quanto sei dolce! Però non era "Insieme a te non ci sto più..."?
-Eddai, una volta che faccio il romantico...comunque, io quest'anno ho deciso di iniziare un corso di arti marziali. 
-Ah, maddai! Fiiiigo, cosa?
-Mah...è una roba dal nome strano, comunque ci vado perché il corso lo tiene proprio un mio amico...però in realtà non so...
-Dai sembra bello! Se ci ripensi puoi sempre venire con me: pensavo di andare nella palestra sotto casa, ché fanno un corso di capoeira...
-NO.
-Cosa "no"?
-Nella palestra sotto casa no. Quello è un posto malfamato.
-Vabbè, ma mica vado da sola: vado con Amando...
-Eccheccazzo, già ci vivi con quello! Pure il corso in palestra ci devi fare?
-...e Midori
-No. Io, se fossi in te, non ci andrei. 
-Ma scusa, perché?
-Primo, per la tua incolumità.
-Secondo, perché c'è Amando.
-Guarda, Amando mi infastidisce relativamente. Ma senti, c'è un corso di zumba, ci va la Furba (ma che bella antifrasi mi è venuta fuori!), la mia vicina di casa...
-Sì, peccato sia dall'altra parte della città, se mi dici anche come ci arrivo...
-Ma non ti sei comprata i pesetti e il tappetino per gli addominali?
-Mi stai dicendo che devo stare chiusa in casa perché a te dà fastidio che io vada in palestra?
-Ti sto dicendo che tanto non ci andrai perché quest'anno non avrai neanche il tempo per respirare.
-Ti rendi conto che quello che dici non ha senso?
-Senti, ma se io ti dicessi che vado a fare un corso con la Furba?Eh?
-Mi darebbe fastidio, è chiaro, ma non mi metterei a fare la scenata che stai facendo tu, e soprattutto non ti direi di no

-Se mi chiedessero qual è la cosa che sai fare meglio, di certo risponderei "mettere in crisi la mia fiducia in te"


 -Questo non dovevi dirlo.


-Senti, non è Amando, ma vai in un posto dove non conosci gente, che ne so, magari ti fai l'istruttore*
-Ah, quindi io sono una zoccolona che va in palestra con il fine ultimo di rimorchiare qualcuno...e ovviamente per farlo ci va con l'amico maschio!
-Io mi fido di te, ma non mi metto nelle condizioni di incontrare gente, vedere gente...
-Ma cosa vuol dire? Tutti i giorni siamo incontriamo e vediamo gente nuova, non succede solo a me, succede a tutti!
-Sì, ma...
-"Ma" una bella sega "ma"! Ti rendi conto che se la nostra relazione si basasse sul fatto che io sto con te perché sono impossibilitata a vedere o incontrare altre persone che potrebbero allontanarmi da te, sarebbe una relazione inconsistente?
-Ascolta...
-Ti rendi conto, MioUomo, che tu stai sostenendo una tesi insensata? E ti rendi conto che tu puoi anche impedirmi di uscire di casa negli anni dell'università,ma che io comunque andrò a lavorare in un ospedale? E sai cosa significa questo? Che io passerò ore e ore e ore a incontrare e a parlare con altra gente!!!!

-Comunque guarda, fai quello che vuoi.
-Certo che faccio quello che voglio, ma mica perché voglio farti star male: semplicemente, i tuoi motivi mi sembrano irragionevoli
-L'ultima cosa che voglio fare è vietarti qualcosa.
-A parte Budapest
-Budapest è un altro paio di maniche: io lì non ci andrò mai.
-Allora preparati a ricevere tante belle cartoline con scritto "Baci dall'Ungheria", perché ho intenzione di renderla la meta del mio prossimo viaggio
-Stronza. Comunque mi devi 16 euro (mentre si consumava questo amabile scambio di opinioni stavamo facendo la spesa)
-16? Non è possibile! 
-Sì, cara
-Fammi contare...ecco, lo sapevo: mi hai addebitato quei due quintali di pane che ti sei comprato, e pure uno straccio da vetri...mmm complimenti, ingegnere dei miei stivali, te ne devo 13!
-Fammi un po' vedere?...Mmm sì, hai ragione...taccagna...

La quiete dopo la tempesta.
Torno a casa, apro fb e vedo pubblicata:


Eccheccavolo! Lo sapevo che quando diceva di aver modificato la canzone per me in realtà voleva cantare a squarciagola l'originale!

Alex V

*: maledetta a me e al giorno in cui gli ho raccontato di quando la mia amica Peppermint aveva cominciato yoga e aveva finito con il farsi il maestro!