giovedì 31 gennaio 2013

Il non plus ultra

-Amando...
-Dimmi Midori.
-Abbiamo un problema.
-Dimmi.
-Pare che dal bagno del letterato del secondo piano sia emerso uno scarafaggio.
-Tipo Venere dalle acque?
-Si, ma le acque del gabinetto.
-Sembra impossibile.
-Ma è vero. Per questo ritengo opportuno avvisarti per tutelare il tuo pudore.
-Avvisarmi di che?
-Che potrei scappare fuori dal bagno con le brache calate ed urlando.
-Tu non sei normale.
-Nel frattempo per sicurezza faccio pipì come negli autogrill, sospesa per aria.


                                                                                                                       Midori

mercoledì 30 gennaio 2013

Filastrocche e sigarette

Sigaretta dopo cena con Orso ed il Watusso, giù in cortile.
-Midori, ma voi da bambine la cantavate la canzoncina "Quando io sentire odore di banana..."?
-Si, certo! Ci facevamo il gioco sai, a battere le mani. "Quando io sentire odore di banana, subito pensare all'Africa lontana, c'è la tigre nera e gialla, e la pantera dagli occhi blu, ma io penso sempre più al negretto del ciuciumbala ciuciumbala".
-Ecco confermata la mia teoria.
-Cosa Watusso?
-Allora, no, una pensa all'Africa, ma non agli animali! No, lei pensa al negretto! E perché ha pensato subito all'Africa? Per la banana! Banana, negretto...
-Watusso perché la vuoi distruggere? Adesso abbiamo inibito Midori.
-Non sono inibita sono allibita. 
-Mo non te la sarai presa.
-Figurati, tanto lo so che voi due ormai credete che io sia un uomo.
-In effetti...
-Io vi uccido.
-Come se ne fossi in grado. Ti fa schifo tutto, figurati il sangue o i cadaveri.
-E avete ragione. E comunque mi avete distrutto un mito infantile.
-E, ti piaceva a pensare alla banana e al negretto...
-Ora mi avete inibito.

                                                                     Midori

martedì 29 gennaio 2013

Si deve scrivere, sudare, studiare, ma si deve anche leggere

A me succede così, mi prende all'improvviso. E' un fuori programma, è qualcuno che mi chiama e che mi spinge a farlo. In realtà me la sono un po' cercata... Ero lì, in libreria, che girovagavo tra i titoli nuovi e i nomi di gente che non conosco e mi è venuta la voglia di scoprire se avevano qualcosa di Jean Cocteau, che con Jean Anouilh e Albert Camus compone il mio trio di autori vincenti. 
E così ho trovato I ragazzi terribili, non testo teatrale ma romanzo vero e proprio, che dalla trama chissà perché mi ricorda The Dreamers (e non posso escludere che davvero Bertolucci non lo conoscesse e non abbia preso spunto...).
E' un sacco che non riesco a leggere niente, e quindi a comprare niente. Un po' perché quando arrivi la sera dopo aver letto di medicina per tutto il giorno, vuoi solo piantarla con la parola scritta e semmai dedicarti a una serie tv stupida; un po' perché è difficile che vada in una libreria grossa, l'unica che abbia titoli (e autori) che mi attirino.
Sì, perché sono, come ho detto prima, nel mio periodo francese, possibilmente teatrale, possibilmente riscritture di tragedie greche (quanto mi piace la Marsilio e la sua collana "Variazioni sul Mito) e li posso trovare solo in grosse librerie. O su internet, ma non mi piace comprare su internet: non posso toccare, vedere, aprire, e non posso neanche scoprire nuovi autori che magari stanno vicini a quello che mi sto comprando.
Tra l'altro, cosa che non mi era mai capitata prima, mi voglio comprare libri che ho già letto, ma che non erano miei e quindi ho dovuto rendere. Sì,il mio rapporto con il libro comprende anche un rapporto stretto di gelosia e possesso (ragion per cui non ho mai avuto una tessera della biblioteca).
Tanto perché lo sappiate, i libri che in questo momento vorrei comprarmi, per sfogliare e leggere quando voglio, sono questi:
1) Carlo Magno pensava a ben altro, Scilla Bonfiglioli: bellissimo, toccante, brillante e praticamente introvabile. Me l'ha prestato la Orange che per averlo ha scritto all'autrice. Lo farò anche io. Non posso rischiare un domani di non averlo
2) Staminalia, Armando Massarenti: uno dei pochi presi dalla biblioteca. Non serve neanche spiegare perché lo voglio.
3) Euridice, Jean Anouilh: ho letto la sua Antigone, tanto basta a volermi far leggere le altre sue opere
4) Medea, Jean Anouilh; vedi sopra; il massimo sarebbe trovarla nell'edizione Marsilio con Variazioni sul Mito
5) Il testamento di Orfeo e poi l'Antigone e poi Bacco, tutti di Jean Cocteau (ammesso che esistano e Wikipedia non mi abbia preso in giro): il primo testo che ho letto di Cocteau è La macchina infernale, e ho desiderato fare l'attrice. Ma in generale mi leggerei l'opera omnia di Cocteau.
6) Piccoli crimini coniugali, Eric-Emmanuel Schmitt: avete presente Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano? Ecco, io no, perché non l'ho letto. Ma questo l'ho letto un giorno in libreria mentre fuori faceva un freddo cane (ma non l'ho comprato perché c'erano tipo 5 km di fila- era sotto Natale) ed è, come dire, illuminante.

La lista ovviamente è destinata ad allungarsi.

Alex V



Narcolessia amica mia

Stamattina ho aperto gli occhi. Sulla parete di fronte alla finestra un gioco di luci tra il sole e la tapparella mai visto prima. 
Primo pensiero: Vai a vedere che ho dormito fino a tardi.
Secondo pensiero: Midori, si tratta di un lusso che non ti puoi permettere.

Pronta a fare penitenza allungo la mano verso il cellulare (mi rifiuto di comprarmi una sveglia). Le 7.45.
Ma è presto, ci sono un sacco di cose che posso fare prima di pranzo! penso allegra. E poi mi sono riaddormentata. Per alzarmi alle 11.30.
In me c'è qualcosa che non va. 

                                                                                  Midori

lunedì 28 gennaio 2013

S.O.S Laurea

Adesso che ci sono i documenti firmati e controfirmati lo posso dire senza timore: il MioUomo si laurea. E io ovviamente quel giorno ho un esame. Olè.
Riuscirò a fare l'esame e contemporaneamente presenziare alla discussione?
Ai posteri l'ardua sentenza. 
Ora che lo so, però, posso sempre provare ad organizzarmi.
Il piano d'attacco è questo:prenotarsi per prima, jeans+camicetta bon ton, borsa elegante ma capiente in grado di contenere le decolletè che sostituiranno le ballerine al momento opportuno, Midori come truccatrice personale che mi accompagnerà all'esame per poi truccarmi nei bagni della facoltà.
Detta così sembra pure facile.
E poi c'è l'affair regalo.
Allora, il tablet è fuori discussione: lo regalò Angelica a Orlando, e poi si lasciarono. E scusate, ma io a queste cose ci faccio caso. In ogni caso, è un'idea regalo su cui dirottare i suoi amici.
Bene.Rimango fuori io.
Adesso va molto di moda regalare un viaggio.
Ora, posto che l'idea di regalare una smartbox mi fa cacà, senza contare che è il genere di cose che due tipi come me e il MioUomo fanno scadere tranquillamente (no, quel week end c'è l'ottantesimo di nonna- no, quella settimana ho il tirocinio inderogabile- no, quel giorno viene a trovarci lo zio d'America- no, in quel periodo probabilmente ho un esame- no, sennò quando studio), l'unica in questo senso sarebbe cercare un volo ryanair, prenotarlo, e stigrancazzi, che se uno si mette a pensare quando è il momento di fare un viaggio finisce che poi non lo fa più.
Neanche si stesse parlando di un figliolo- ecco, voglio dire...

Comunque, io questa cosa del regalo è sei mesi che ci penso. Il MioUomo ha detto che non vuole niente. O che comunque lo so il genere di cose che gli possono piacere. Ma comunque si vede che non mi vuol dire niente ma vuole essere stupito.
Quindi stamattina son sbottata e gli ho detto che si prende quello che viene, e che veda di fare anche una faccia contenta.
Perché in realtà, sotto sotto, ho deciso cosa regalargli: l'ultima macchinetta del caffè Nespresso uscita sul mercato:
Del resto, è la triennale...quindi ha ancora due anni certi di dipendenza da caffeina...

Alex V

domenica 27 gennaio 2013

Ricordare o dimenticare

Si fa presto a dimenticare. E' sempre più difficile ricordare che dimenticare. Correzione: è sempre più difficile ricordare quello che davvero è successo che dimenticarlo del tutto, o in parte. Come se i fatti non fossero altro che opinioni da modificare a proprio piacimento. 
E aggiungo una citazione di JFK: Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi



Alex V


Meet Erasmo

Come il capofamiglia del Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco era convinto che la panacea contro tutti i mali fosse il Vetril, anche Baba ha un suo personale rimedio contro ogni male. O meglio ne ha due: il paracetamolo ( "In Inghilterra lo danno per la fase post operatoria,  il farmaco con meno effetti collaterali e più benefici") e l'olio di iperico. Si, perché Baba pur essendo un chirurgo, è un chirurgo atipico.
Ontologicamente il chirurgo tipo non vede l'ora di tagliare e aprire ed intervenire. E se proprio no può bombarda di medicine. Baba fa di tutto per scongiurare gli interventi, invece. E crede che un giorno tutti questi farmaci per ogni cavolata ci uccideranno tutti e già ci hanno rovinato con le allergie. Quindi fin dove possibile, Baba usa e consiglia rimedi naturali. E funzionano. 
L'olio di iperico è quindi usato su ogni eruzione cutanea, gonfiore, scorticatura, bruciatura, ferita. Lenitivo, cicatrizzante e con un buon odore. 
Ora, tuo questo cappello era per narrarvi il nostro sabato sera. Mio, di AlexV e di Baba.
Sono un paio di giorni che ho dolori nella zona sacrococcigea. Con conseguenti espressioni divertenti ogni volta che mi siedo in maniera incauta. Da buona figlia di proctologo e studiandomi con l'ausilio dello specchio ho ipotizzato una simpatica fistole coccigea. Ma avevo bisogno di un parere medico serio.
-AlexV, temo di avere una fistola coccigea.
-Abbassati i pantaloni, vieni alla luce e mettiti a novanta.
-...
-Non saprei. Non sembra.
-Googla il tutto.
Bussano alla porta. Il suo uomo e Dude.
-Ciao ragazze! Ecco le pizze! Vi faceva male il culetto a venirle a prendere con noi,eh?
Mai battuta fu più azzeccata.
Quando gli uomini se ne sono andati, abbiamo finalmente cercato sul buon google.
-Non si capisce.
-No.
-C'è solo un uomo che può risolvere il dilemma.
-Mi sa che dobbiamo Whattsappargli le foto.
-Già.

Così mentre era fuori a cena con gli amici mio padre si è discretamente (spero) allontanato dal tavolo e ha visionato le foto del mio sedere. Dicendomi che no, era solo un brufolo stressato dal mio stare seduta a studiare tutto il giorno. Un infortunio derivato dalla pratica agonistica di studio. E che c'era un'unica soluzione: olio di iperico come se piovesse.
E nel frattempo AlexV si è esaltata vedendo foto di vari tipi di fistole sul pc. 

Telefonata di oggi.
-Midori, come va il sedere?
-Vivo prona. E AlexV si è proctologicamente esaltata.
-Guarda, ti mando dei meravigliosi power point sulle patologie anali se le possono interessare.
-Sai, è l'aggettivo meraviglioso nella stessa frase con patologie anali che mi turba...

                                                                                          Midori (senza fistola, ma con Erasmo il brufolo)

venerdì 25 gennaio 2013

Come fratellino e sorellina

-Voglio venti minuti per riposarmi, prima di iniziare a studiare. Ma venti minuti buoni, con la tapparella tirata giù e steso sul letto.
-Senza occhiali.
-Senza occhiali.
-Ti faccio compagnia?
-Mi fai compagnia.

Tirata giù la tapparella, stesi vicini sul letto di Amando, gli occhiali sul comodino, senza dormire, ma parlando nella penombra.

-Hai presente la mezzora del riposino all'asilo?
-Si, solo che le suore ci avrebbero picchiato, perché maschietto e femminuccia sula stessa brandina, no, non si può.

Non dormire, ma riposarsi così, ad occhi chiusi, parlando ogni tanto e dicendo tante cattiverie su chi ci sta antipatico. Niente doppi sensi, nessun fraintendimento, come fratello e sorella. O come due grassi gatti da appartamento acciambellati insieme sullo stesso cuscino (cosa nella quale ci vogliamo reincarnare).

-Sono già passati venti minuti?
-Sono passati ventidue minuti. A questo punto facciamo mezzora e amen.
-Sai che poi sarà traumatico alzare la tapparella, vero?
-Cazzo, si.
-Andiamo per step. Metti Heartbeat, poi ci rimettiamo gli occhiali e poi alziamo la tapparella.
-Ok.


La canzone finisce, la tapparella è alzata.
-Alle cinque pausa?
-Ok. Però questa cosa del sonnellino è da rifare.
-Mi sa proprio di si.
-A dopo cara.
-A dopo Amando.

                                                                                   Midori

La sacrosanta pausa caffè dell'anima

Mi alzo, in ritardo, prendo un biscotto e scappo a lezione.
"Il corso è finito, andate in pace".
Torno all'ora di pranzo in ipoglicemia. 
Un'altra settimana è finita. Le lezioni sono finite. E anche i corsi.
Pranzo a suon di tonno, insalatina e pomodori. Che bello, è venerdì, fuori c'è il sole.
Ho il turno della sbobina, se oggi voglio combinare qualcosa è il caso che mi ci metta subito.
Amando è già sparito, Midori è in camera pensierosa.
Sono sola, ma il caffè me lo prendo lo stesso.
Oh...il sacrosanto caffè dopo pranzo!
La mattina sono troppo di corsa per godermelo come si deve, ma dopo pranzo è un'altra cosa. Dopo pranzo ci fai due chiacchiere intorno di solito, ma anche se non ci sono le chiacchiere, rimane il caffè.
Rimane il caffè, il fatto che è venerdì e posso fare con calma, e fuori c'è il sole.

Un caffè, un ciocciolatino, un sospiro e poi si riparte.

Alex V

giovedì 24 gennaio 2013

Ricordarsi di non sottovalutare le conseguenze della lettura

La sessione è la morte della lettura.
Alla sera arrivo così stanca che voglio solo diventare un onigiri di pail e dormicchiare vedendo una serie tv qualsiasi. Magari avere abbastanza coscienza per spegnere il pc prima di addormentarmi ed evitare che la puntata vada in loop per tutta la notte, penetrando nei miei sogni nei modi più svariati.
Poi ho visto campeggiare sulla mensola di AlexV un libro, decisamente catchy, nella sua allegra copertina fucsia: "Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere". E me lo sono fatto prestare.
Posto che è indubbiamente un libro utilissimo per sviscerare i rapporti di coppia.
Posto che la sua struttura in brevi capitoletti concilia la narcolessia serale dovuta a cervello fuso.
Posto che è scritto a prova di idioti.
Poste tutte queste belle cose, l'ho restituito ad AlexV dopo il terzo capitolo.
Non ce l'ho fatta e si è rivelato per i miei sogni molto più disturbante di una puntata di Bones con morti e cadaveri ripetuta tutta la notte.
La ragione è semplice: essendo io afflitta da un senso di colpa perenne anche solo per lo spazio che occupo nel mondo, in questo periodo un libro del genere è devastante.
Ottocentomila modi per salvare un rapporto di coppia e quello mio e del Rufo è andato a puttane a quel paese. In sintesi il libro ha agito sul mio subconscio, e la mia garrula vocina interiore (che, per inciso, sembra la voce di Lucia quando mi fa la ramanzina), non ha fatto altro che ripetermi per giorni quanto fossi stata stupida e poco costante, che applicando quei metodi avrei salvato capra e cavoli. Mi sono aggirata quindi per giorni come uno spettro per casa, indecisa se dare voce al mio dolore ed al mio rimpianto con La(g)na del Rey o con Adele. Dopo qualche giorno di questa routine ho restituito il libro ad AlexV, ma la malinconia continuava (suono di violini strappalacrime in sottofondo). E poi, l'illuminazione.
Che rapporto vuoi salvare se quando dici ad uno "Ho dubbi su di noi, sto pensando di lasciarti", questo ti risponde "Io non ti ostacolerò"? 
A questa batosta il senso di colpa è scomparso, la mia vocina interiore tace ed ha dciso di dedicarsi allo studio della filosofia del linguaggio. 
La sessione è a giusta ragione la morta della lettura inutile.

                                                                                          Midori

mercoledì 23 gennaio 2013

6(mani)x5(anni)


Abbiamo raccolto l'invito di Lucius ed eccoci qui, o meglio, eccoci lì, a 5 anni fa...

5 anni fa avevo 17 anni
-Fidanzato? Neanche a pagarlo, ovviamente tutti quelli che mi piacevano si innamoravano delle mie amiche. Ora sono felicemente "accasata" con Renzo, e a volte mi pare pure di avere un figlio. Gran cambiamento!
-Amici: il mio compagno di banco nonchè migliore amico era il bellone della scuola e mi portava in giro in moto. Facendo a turno con l'altra mia compagna di banco e migliore amica. Ora la best è rimasta best, il bellone l'ho sentito qualche tempo fa dopo un paio d'anni (praticamente da quando abbiamo smesso di farci gli auguri di Natale, compleanno eccetera). Sta bene. E il suo target è rimasto lo stesso: le ragazzine del liceo (quelle che ATTUALMENTE fanno il liceo).
-Aspirazioni: riuscire ad entrare a medicina (per questo ero molto studiosa) e, assecondando la mia vanità, metter su un po' di tette (sarebbero state fighe sotto il camice, molto Elliott Reed)! Ora: il camice c'è, le tette...
-Tempo libero: andavo in palestra, seguivo un corso di inglese, uscivo con gli amici, cazzeggiavo allegramente con Midori. Ora: tempo libero? quello in cui faccio la lavatrice? In realtà non è così terribile, ogni tanto riesco a metterci in mezzo un thè "gossipparo" con le mie coinquiline.

5 anni fa sono abbastanza un'eternità. Avevo 15 anni, andavo per i sedici ed era un gennaio color piombo come al solito.Carina e magra, ma mai abbastanza.
Fidanzati, nemmeno l'ombra, ma facevo la pseudo amante del Bisteccaro. Tutti quelli che mi piacevano si innamoravano di Lucia. Anche i miei migliori amici si innamoravano di Lucia. Ero quindi convinta di essere di una bruttezza assurda e totalizzante e che l'unica cosa che mi avrebbe salvata sarebbero state le tette. Che era l'unica cosa di me che volevano gli spasimanti di Lucia.
Amici, tanti, ma roba poco seria. Nel senso che di quei tanti non mi sento praticamente più con nessuno. Neanche con lui, il migliore amico della porta accanto, con il quale passavo pomeriggi, io a leggere e lui a giocare alla play station, oppure sul divano a coccolarci. Neanche con l'amica che veniva a casa ogni pomeriggio e ci truccavamo, leggevamo giornali di moda e ridevamo tanto. Poi ho scoperto che lei mi ha preso per il culo per anni. E allora no.
Aspiravo ad entrare a medicina. O a vincere una borsa di studio per lo IED. O entrare in accademia di belle arti. Convincere i mie a lasciarmi fare il progetto Intercultura. Innamorarmi seriamente e non per gioco, oppure.
Tempo libero a lezioni di inglese, uscire con le amiche, disegnare, ma disegnare tanto fino a quando mi faceva male il callo della mano.
Quello che sono adesso lo vedete bene da questo blog...

5 anni fa non mi ricordo neanche quanti anni avevo. O meglio, fatico a fare il conto all'indietro: nella mia testa ne ho ancora 17. Ma 5 anni fa avevo 16 anni. 
Rappresentante di classe per il terzo anno consecutivo, voti alle stelle, gente invidiosa, la mitica Orange, la pudica e buona Bionda, la spumeggiante Pepper, pianoforte il venerdì, pallavolo lunedì e mercoledì, tette, altezza, vestiti firmati, quelli del muretto il sabato in piazza, e rientro a mezzanotte che sennò non mi fanno uscire.
Pensiero appena abbozzato di entrare a medicina. E di studiare fuori città.
In amore non mi smentisco:mando a cagare lo stronzo di turno, vengo stalkerata (le "buone abitudini" iniziano presto e non muoiono mai), e poi arriva lui, bello come il sole, alto, biondo, occhi azzurri e con la moto, e risolve tutti i miei problemi. E' il mio primo amore (nonché il mio ex storico). 
Adesso non studio più pianoforte, la lista delle persone su cui posso sempre contare si è allungata, studio medicina a Roma e sto con lui, bello come il sole, alto, moro, con gli occhi neri e la macchina, che risolve tutti i miei problemi. Ed è pure intelligente! (eccerto, è il MioUomo!)
Detto così non sembra neanche troppo diverso da com'era allora. E invece...




Messaggi subliminali

Finalmente il professore oggi si è degnato e sopratutto si è ricordato. Così è venuto ad esaminarci.
L'esame è andato. Siamo a meno sei.

Mentre il tipo oggi esaminava Zzia, ero in corridoio con Judoka.
-Di un po', ma che ti sembra questo animale disegnato sul segnalibro che la Cattokamikaze mi ha regalato a Natale?
-Mah...ha un che di roditore...
-Io ho una teoria...
-Mi sembra un opossum...
-A me sembra un ratto.
-Ecco...si.
-Una zoccoletta del Tevere.
-Evidentemente la Cattokamikaze sta cercando di dirti qualcosa.
-Messaggi subliminali. Mon Dieu.


                                                         Midori

martedì 22 gennaio 2013

Epilogo

Io non ho mai avuto la mania di fare o farmi fare delle foto. Oddio, se le fanno,non mi copro il viso con la mano, ma se non le fanno, amen, io ho una compatta che non uso mai. 
Infatti facebook è il mio archivio fotografico,sono foto fatte da altri,feste, gite, cose così, che poi anche se la qualità è scarsa chissenefrega, tanto per me le foto hanno più un valore affettivo o documentaristico, per così dire, delle varie fasi della mia vita, che un valore estetico (mica mi chiamo Dude, io, e non faccio le foto ai bicchieri di caffè o alle volte di fumo e non so usare photoshop- mea culpa e mia ignoranza).
Però quando oggi è spuntata la foto di classe dell'ultimo anno di liceo, un po' di nodo allo stomaco l'ho provato.
A me non piace Venditti, però la prima cosa a cui ho pensato è stato il motivetto 
-compagno di scuola-compagno per niente-ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?-
Io non sono entrata in banca, ma se miei compagni di classe si sono salvati dall'usura del tempo me lo sono chiesta-anche se il tempo passato è davvero poco.
Eppure, si può stilare già un piccolo epilogo di come è andata a finire.
Qualcuno ha intrapreso l'università, con più o meno successo, qualcuno ha smesso, qualcuno ha ripreso, qualcuno ha cambiato, qualcuno lavora.
Alcuni sono rimasti, altri se ne sono andati.
Più della metà all'epoca era fidanzata, ma solo 2 coppie sono rimaste le stesse di quell'anno.
C'è chi ha avuto un figlio, e chi è andato in Erasmus.
Alla fine le mie amiche sono 3, più pochi altri che sento saltuariamente, ma sempre volentieri.
Più di tutti rimpiango il mio amico Tinfo, che ho incontrato una volta alla stazione, e che non tiene più rapporti con nessuno. Nella foto, come anche nella foto dell'anno precedente, sono vicino a lui, e sorridiamo. 
La verità è che il tempo, lo spazio, ma soprattutto la pigrizia, tirano brutti scherzi, e finisce che ci si perde di vista.

Persone con cui si condividono 5 o 6 ore per 6 mattine a settimana, per 5 anni, che poi diventano estranei appena usciti i quadri della maturità.
A volte è un sollievo, altre volte è più triste.
E allora ci sono le foto.

Alex V

PS: LuciusDay,quando ci hai invitato io stavo scrivendo l'incipit di questo post. Che sia telepatia bloggeresca?

PS2: reinvito all'invito di Lucius tutti gli interessati ;)





Me VS the World (and the world is winning)

Sempre per le cronache di una vita di merda...
Ieri avevo un esame. Il professore si è dimenticato di inserirmi nell'orario. Stessa cosa per Zzia. Ci dice di presentarci oggi non prima delle 13.00.
Essendo ansiogena arrivo davanti allo studio con Zzia alle 12.21.
Arrivano le 13.00.
Passano le 13.00.
Alle 14.00 siamo un po' alterate.
Alle 15.00 ci guardiamo stranite.
Alle 16.00 volano Madonne e santi. Io e Zzia non abbiamo mangiato nulla e Judoka prova a calmarci o rianimarci.
Alle 17.00 gli mandiamo delle mail pseudominatorie.
Alle 17.30 risponde.

Se n'era dimenticato ed era andato a casa. Ci vediamo domani nel mio studio alle 9.30.

Uno si può  dimenticare le chiavi. Di comprare il latte, Della visita dal dentista ogni sei mesi.
MA COME CAZZO FAI A DIMENTICARTI CHE DEVI FARE UN ESAME?

Insomma professore regolati: se hai la demenza senile è un attimino il caso di andare in penisione. O in congedo. O A FANCULO...

-Zzia, mi sa che dobbiamo dare ragione a tua nonna e farci un viaggetto a Lourdes...
-Mica scherzi.


                                                                          Midori

lunedì 21 gennaio 2013

Attentati

Ieri sera, dopo l'estenuante scarpinata per il mercatino. Casa, finalmente. AlexV dal SuoUomo a consegnare il maneki neko, io ed Amando, ognuno in camera sua a studiare.
Mi sfilo lo stivaletto. Lo butto con poca grazia per terra. E...dallo...stivaletto...lentamente...orribilmente...striscia fuori...una....vespa.
Indietreggio verso la porta. La vespa si dibatte sul pavimento.
Corridoio, porta di Amando. Busso istericamente. Apre.
-Vespa. Mio stivaletto. Pavimento. Uccidere.
Amando sospira, entra in camera mia, uccide l'immondo essere e lo butta nel gabinetto.

-Ma era veramente nella tua scarpa?
-Si.
-Cavolo. Chiaramente un segno perché non devi mettere più quegli orribili stivaletti con le borchiette.
-Adesso neanche le mie scarpe sono più sicure. Il mondo sta provando ad uccidermi.

                                                       Midori

domenica 20 gennaio 2013

Giapponeggiando

Non doveva succedere ma è successo. Il clima di austerity che noi, AlexV e Midori, dovevamo instaurare dal 15 gennaio in poi, è andato allegramente a quel paese.

***Le cronache del Mercatino Giapponese***

Io e Midori siamo alquanto Japan-addicted; quindi quando abbiamo saputo che sulla Casilina oggi, domenica 20 dicembre, ci sarebbe stato un mercatino giapponese, non la pioggia e non il vento sarebbero riusciti a dissuaderci dall'andare. Neanche il fatto che lo fanno più o meno una volta al mese ci ha fermate (vuoi dire, ci avrebbe fermate se l'avessimo saputo in tempo!).
E così, armate di tenuta antipioggia, ci siamo avventurate a piedi (perché pensare che i trasporti pubblici funzionino bene la domenica è pura utopia) verso l'agognata meta. E meno male che non è piovuto, perché tra una vecchietta importunatrice e l'altra (quelle che prima ti fermano per chiederti l'ora e poi ti raccontano il pippone della loro vita, e le vedi che stanno lì appostate agli angoli delle strade in attesa di un viandante da adescare- be', in tutto, ne abbiamo incrociate 3) ci abbiamo messo un'ora e mezza da casa nostra.
Comunque l'ombrello è servito lo stesso, perché un simpatico stormo di uccelli si è messo a cagare volteggiare sopra le nostre teste, e chi vuol capire capisca- molto Hitchcockiano, sì. 

Alla fine, arriviamo, e un po' siam morte dentro: 4 banchetti e 2 nippo-lolite di 180 kg l'una. Roba che vestirsi a quel modo per persone che pesano più dei 45 kg dovrebbe essere vietato dalla legge. Anzi, dovrebbe essere vietato e basta, che tanto o sei giapponese, o sei al Lucca Comix, oppure risulti ridicola comunque!
Insomma, una cagata pazzesca. E invece no: svoltiamo l'angolo e troviamo finalmente quello che cerchiamo: bancarelle giapponesi con veri giapponesi! Che un po' forse si sentivano come allo zoo, ma pazienza...
Siccome vendevano anche del simpatico cibo nippon, e noi avevamo camminato parecchio, qualche sushetto dopo ci troviamo a gironzolare cercando affari.
A dire la verità, il mercatino si girava tutto in 5 minuti, e la maggior parte delle bancarelle erano più dedicate al mondo manga-anime, però era davvero molto carino.
simpatici e sfocati pupazzetti
che Midori stava facendo cadere
Qualche scatto rubato ("Alex V, non sta bene fotografare merce che poi non si compra!" "Va bene, Midori, va bene...") che documenta una delle poche domeniche dedicate al cazzeggio prima degli esami:
W i cosplayer selvatici!
E niente, manca la foto di me che provo una katana, in modo molto rituale e sacrale, roba che Uma Turman in Kill Bill mi fa 'na pippa...ma tanto prima o poi me la prendo, sì! E il cosplay lo faccio, ohhh sì!

Per non parlare dei kimono vintage in seta, o degli svariati servizi da tè, peccato che per averli c'era davvero da dare via un rene!

Quello che ci ha dato più soddisfazione è stato un banchetto che vendeva giapponesità e dove non a caso abbiamo fatto piangere il portafogli...ma per soddisfare la piccola giapponesina che è in noi, come non fornirci di bento e maneki neko?

Ecco la realtà dei nostri acquisti:

 


via, come si fa a resistere a un bento con i pois???


Il maneki neko di pezza per il MioUomo: un po' di fortuna anche a lui, che sta lavorando alla tesi...


...e poi quello per me:il maneki neko nero è particolarmente indicato per le ragazze: pare tenga lontani i molestatori...che sia la volta buona che il Ricciolo la pianti??

Alex V & Midori








Pressure test

Come ho già detto, il MioUomo per Natale mi ha regalato uno splendido sfigmomanometro.
Da quel momento, la signora del terzo piano (che nel passato è stata pure abbastanza rompicoglioni per rumori studenteschi e compagnia bella) ha preso ad adorarmi e ogni 2 giorni viene a bussare per farsi controllare la pressione "perché glielo ha detto il cardiologo ma lei è vedova e di quelle cose elettroniche non si fida".
Io chiaramente sono felicissima, in primis perché mi chiama Dottoressa, in secundis perché ha preso pure a portarci roba da mangiare (polpette, biscotti,dolci, roba così insomma- Midori sostiene che siamo assimilabili ai gatti che non ha mai avuto, ma va be'...).
Così il mio sfigmomanometro ha trovato un uso pratico e reale, che non fosse il "Daaaaaiiiii, fatti misurare la pressioneeeeeee!" a un baldanzoso ventenne qualunque, solo per il gusto di farlo ogni tanto.


Stamattina, il MioUomo si è svegliato e mi ha chiesto di misurargli la pressione. Così, senza motivo, voleva solo testare il suo regalo di compleanno.
Va bene, e che problema c'è?
Ma ti hanno mai misurato la pressione in vita tua?
Ok, e che valori avevi?
Ah, non ti ricordi...Va bene lo stesso, che problemi vuoi avere, a vent'anni. 

Parentesi medica:i valori perfetti sono 120 max/80 min (mmHg). Ora, esiste gente che per prenderti i valori ti porta la lancetta a 300, così, per non ho capito bene quale motivo (può avere un senso negli ipertesi cronici, ma insomma, un giovine si presume che non sia un iperteso cronico...). La mia politica è invece di arrivare a 140-150, e solo nel caso non basti continuare a salire. Se invece basta, inizio a sfiatare pianino e misurare. Chiusa la parentesi medica.

Ok, allora siediti, rilassati, che ora ti sistemo tutto...

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
MI STAI STRITOLANDO!!! ODDIO!!! IL BRACCIO!! AIUTO!! AAAAAAAAAAAAAAA

Eh, MioUomo, quante storie per un innocuo test della pressione...pensa quando dovrò perfezionarmi sull'esame della prostata...




Alex V





sabato 19 gennaio 2013

Il gioco del trono

-Jon Snow è gnocco.
-Jon Snow ha decisamente un che di molisano
-Sarà la pelliccia.
-No, non è la pelliccia:vedi questi peli qui, che in faccia fanno questo garbo qui? Questa è la disposizione del pelo tipica dei molisani: pensa al MioUomo e a tutta la banda del molisn't, ce l'hanno tutti!
-Tu stai male
-Ma è vero! E' palesemente molisano!

Vedere per credere:




Comunque è inquietante accorgersi che questo tumblr è molto più chiaro della politica italiana in sé. E a guardare questi manifesti, sono molto più credibili che la realtà!

Alex V

Instant karma is gonna get me (karma's a bitch)

Nella scorsa settimana sono uscita di casa sempre abbastanza tirata. Non sai mai chi si può incontrare. E allora fuori dal maglione di lana enorme e dal collo di lana, dagli stivaloni pelacchiosi e ciabattosi. Trucco on, lenti a contatto pure. 

Non ho mai incontrato nessuno.

Stamattina sono andata a buttare l'immondizia con Amando. Sabato mattina, chi mai vorrai incontrare? E allora maglione pelacchioso da sopra la maglia del pigiama, capelli da lavare raccolti in cipolla da battaglia, occhiali, un minimo di trucco e gli stivalocchi pelacchiosi.

L'ascensore si apre su un sorridente Sannita.



Caro Karma, lo so che in qualche modo me lo merito e che c'è una lezione da imparare in tutto questo. Non ho ben capito quale sia, di grazia, però... lo sai caro Karma che con il Sannita è come se fossi su uno slittino senza freni su un declivio che scivola verso un burrone chiamato friendzone,lo sai vero?
Ecco. Fanculo karma. 

                                                                                               Midori

venerdì 18 gennaio 2013

Da Leo a Leonardo DiCaprio, sola andata, grazie


Vedere Django, oltre avermi galvanizzato oltremodo, mi ha portato alla realizzazione di un concetto che già AlexV ha espresso: Leonardo Di Caprio è veramente diventato un attore WoW e ha recuperato parte del suo Sex appeal. In effetti la carriera del caro Leo è sintetizzabile con il sistema triadico hegeliano.



La tesi:
Bel faccino, sa anche recitare discretamente, ma perché sprecarsi quando ho assicurato lo stuolo di fan adolescenti adoranti? E non solo adolescenti, ma anche più piccole (vedi Lucia che alla tenera età di 8 anni obbligò il buon baba a comprlarle il poster di Titanic ad appenderlo in cameretta e proclamando che avrebbe sposato solo o Leonardo DiCaprio o William di Inghilterra). 
La tesi corrisponde alla fase in cui Leo era giovane e bello come il sole e usava il suo adorabile musetto da Peter Pan per ammaliare più che per recitare. E infatti sceglieva copioni dei quali pretendeva anche di sceneggiare, regalandoci film che sarebbe meglio dimenticare. Tipo  The Beach.
Tra l'altro se si vanno a leggere un minimo tutti la simpatica aneddotica della quale Wikipedia ritiene necessario  renderci partecipi, l'idea che ci si fa di lui è di una star capricciosa che vuole e pretende i suoi amichetti sui set e che reputa Necessario essere accontentato.
Una stronzetta.


L'antitesi:
Leonardo DiCaprio as Calvin Candie in Django Unchained (2012) (actor)
Leo non ha più il bel faccino. Brutto, ma brutto. Ingrassato, imbolsito, con una barba che non ha il coraggio di essere chiamata tale e che ha deturpato la sua pelle perfetta. Le fan adolescenti e bambine sono ormai cresciute ed hanno scoperto il fascino degli addominali ben scolpiti. Col musetto non si lavora più. Ed ecco che Leo diventa Leonardo Di Caprio, l'attore che fa filmazzi seri con registi serissimi e ci regala interpretazioni Wow. L'uomo dimostra che oltre ad avere un bel viso sa anche recitare come Cristo comanda. Questo non lo mette al riparo dalla rivincita di Kate Winslet che rincontrandolo sul set di Revolutionary Road, pare gli abbia sorriso e domandato con voce flautata: "Chi è grasso, adesso?". Sbam. 
La sintesi:
ovvero in Django, per come la vedo io. Bravissimo ma anche dotato di quel fascino lievemente psicopatico che negli uomini mi piace un sacco (sì, dei miei problemi discuteremo un'altra volta). 
Bello e bravo.
Bravo e bello.


Un motivo in più per vedere Django. E a me di solito i film di Tarantino non piacciono. 

                                                                                                          Midori


Caro Doc...

Caro Doc,
anzitutto grazie per il discorso che hai tenuto ieri al caffè, di fronte all'Angelica*. Nel caso non te ne fossi accorto, io ero molto eccitata, nonché bagnata. Detto questo, il mio numero è --------. Adesso mi contatti, o devo per forza aspettare la menopausa?
Alex V
Precisazione: ieri il Doc mi ha offerto un caffè e c'era anche Angelica, la ex di Orlando, il fratello del MioUomo, mia acerrima nemica. 
Oddio, non è proprio mia nemica, diciamo che mi è sempre stata un po' sulle balle, ecco.
Comunque il Doc parlando con me e di me...ma non è questo il punto.
Il punto è che il Doc oggi su un noto social network ha detto che ha perso tutti i numeri di telefono, di rimandarglieli quindi in privato. 
Io, che in queste cose sono naturale come una bionda tinta, ho iniziato a farmi mille seghe mentali sul fatto che "Ommioddio ma che faccio adesso gli mando il numero oppure no magari sembra che ma poi chissà cosa pensa io sono una donna impegnata certe figure ma poi ma io ma lui ma noi ma voi ma tanto c'è internet" etc etc. 
A questo punto è intervenuto Brian, che mi ha dettato la "letterina". 

Ovviamente non l'ho inviata. Però la metto qui perché mi ha fatto un sacco ridere.

Alex V

ps: no, il numero non gliel'ho ancora re-inviato. Aspetto di parlarci di nuovo e poi con molta nonchalance lo infilo nel discorso...eheh

Django-Unchained

AAA:
 Questo è un post scritto in un momento di piena galvanizzazione post film. Non contiene spoiler, ma potrebbe suscitare un certo scetticismo nei confronti del film suddetto o creare troppe aspettative (motivo per il quale non ho ancora visto "Into the wild": me n'hanno parlato così bene, ma così bene,che ho paura di rimanere delusa, e quindi aspetto che mi passi...da 5 anni).





Django-Unchained

Non mi sono mai divertita così tanto al cinema dai tempi in cui, tredicenne, ci andavo solo per limonare duro con i ragazzetti.
Mi sono esaltata dopo i primi 3 secondi, solo per la musica.
Perché, in quanto a musiche, questo film, è 10+. E poi c'è tutto il resto che,come ripete il MioUomo da più di mezz'ora: Maronn!
Si esce dal cinema con un quantitativo di adrenalina in corpo......mai avrei sperato di divertirmi così tanto. Un raro esempio di attesa (aspettavo da dicembre questo momento!)ben ripagata. 
Forse avrei dovuto premettere che io adoro Quentin, e questo omaggio al mondo degli spaghetti western grida Tarantino da tutte le parti (secondo me, molto più di quanto non faccia Inglorious Bastards, ma questa- come tutto il post del resto- è la mia opinione personale).
Cast eccezionale, e Di Caprio, ancora una volta, si riconferma un attore con i controcazzi fenomenale ("e dopo The Beach chi l'avrebbe mai detto?" cit. Midori), per non parlare di Cristoph Waltz! 
Io torno al cinema e me lo riguardo. 

Alex V


giovedì 17 gennaio 2013

Auctoritas

Al mondo c'è chi trasuda autorità e chi no.
Mutti, pur essendo alta quanto la Littizzetto in ballerine, governa con polso di ferro scuola, casa e compagnia bella. L'ho vista zittire gente con uno sguardo e mettere persone al loro posto con una parola. 
Il padre di AlexV, per esempio. Non ci si vorrebbe litigare mai.
AlexV quando taglia la coda al kebabbaro. O lotta per prendere il bouquet. O quando litiga con il padre.

Io manco di questa pregevole qualità. Roba che a pranzo a casa di Zzia, il padre mi  chiede: "Ma vuoi il bis?", ed io piena come un uovo "No, veramente non ce la... [sguardi di tutta la famiglia addosso]...piccolo però".
Però pensavo di essere in un posto medio nella catena alimentare. 

In fondo ci sono categorie di persone che tutti bistrattano, come gli impiegati dei call center. Non avevo mai sentito di qualcuno bistrattato da un operatore.

Poi ho chiamato un call center.
E mi sono beccata una cazziata di quelle epiche all'operatrice. Ma epiche. Roba che ad un certo punto le stavo chiedendo scusa per aver chiamato ed averla disturbata.

Quindi, se nella catena alimentare gli operatori del call center occupavano il posto dei broccoli, più o meno, io sono ancora più in basso.

Che amarezza.

                                                                                    Midori